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venerdì 30 Dicembre 2011, 11:29

L’instabilit√† di Fassino

L’annuncio a sorpresa di Fassino, sul fatto che Torino non riuscir√† a rispettare per l’anno che si sta chiudendo il patto di stabilit√†, avrebbe anche potuto essere una buona notizia; ma non lo √®.

Il patto di stabilit√†, infatti, √® quel meccanismo per cui ogni ente locale viene obbligato a rimanere sotto determinati tetti di spesa; √® nato per porre fine alle gestioni allegre, quelle per cui un Comune spendeva e spandeva tanto alla fine lo Stato comunque avrebbe ripianato il buco. Progressivamente, per√≤, √® diventato uno strumento per strozzare i Comuni in modi sempre pi√Ļ assurdi, senza distinguere in cosa vengono spesi i soldi (Torino, per esempio, si fa carico di spese che toccherebbero allo Stato, come parte del personale del Tribunale o come molte scuole materne, che per√≤ vengono conteggiate dentro il tetto da rispettare), dando esenzioni come favori (Roma ne √® esente perch√© √® la capitale…) e generando situazioni assurde come quelle per cui il Comune ha i soldi in cassa ma non pu√≤ spenderli nemmeno per pagare i fornitori, che aspettano da anni, perch√© se no sfora il tetto.

Il patto di stabilit√† √® ormai lo strumento con cui lo Stato obbliga i Comuni a lasciare a casa i precari, svendere il patrimonio, chiudere i servizi e privatizzare le ex municipalizzate, in quell’ottica biecamente finanziaria della gestione dello Stato che pone al primo posto il pagare le banche e all’ultimo il servire i cittadini. Chiamarsi fuori dal patto di stabilit√† potrebbe dunque essere un modo per porre il problema politico di un’economia pubblica che non regge pi√Ļ e che richiede cambiamenti radicali, come noi stessi avevamo gridato in Sala Rossa poche settimane fa parlando di privatizzazioni.

Il problema, per√≤, √® che quella di Fassino non √® una scelta e non va affatto in questa direzione. Fino al 30 dicembre, tutta la maggioranza ha operato tagli, svendite e aumenti – gli ultimi tre giorni fa – perch√© bisognava stare dentro i limiti del patto di stabilit√†, sacro e inviolabile. Improvvisamente, il 30 dicembre senza consultare nessuno Fassino va sui giornali a dire che “il patto di stabilit√† √® stupido”, con i giornali cittadini (veramente imbarazzanti) che incensano questa sua improvvisa scelta di libert√†. Non vi puzza?

Noi siamo stati tenuti all’oscuro di tutto, eppure, leggendo con attenzione, si pu√≤ capire come probabilmente stanno le cose: Torino √® costretta a non rispettare il patto di stabilit√† perch√© Fassino non √® riuscito a trovare nemmeno una banca che concedesse alla Citt√† il “prestito ponte”, ovvero un anticipo sulla svendita ai privati di Amiat, GTT e TRM che avverr√† entro marzo. Dunque mancano all’appello del bilancio 2011 alcune decine di milioni di euro, e senza quelli i conti non tornano e il tetto viene sforato.

Se le cose stanno cos√¨, non solo l’operazione di privatizzazione delle municipalizzate √® gi√† diventata un fallimento, ma la preoccupazione sulla solvibilit√† della Citt√†, a cui non fa pi√Ļ credito nessuno, √® inevitabile.

Gli effetti immediati saranno significativi ma non cambieranno molto le cose, dato che gi√† prima non si assumeva pi√Ļ nessuno (tranne staffisti e dirigenti dagli stipendi d’oro…) e che non ci si pu√≤ pi√Ļ indebitare; perderemo comunque alcune decine di milioni di euro di fondi statali, con tagli conseguenti ai servizi (inoltre verr√† tagliato il nostro stipendio del 30%: buon anno anche a me). Possiamo comunque sperare che Fassino abbia chiamato i ministri torinesi e si sia messo d’accordo in qualche modo.

Pi√Ļ pesanti gli effetti politici, perch√© gli alleati di Fassino – IDV, SEL e Moderati – hanno perso la faccia; il sindaco ha deciso e comunicato la cosa ai giornali senza nemmeno avvertirli, dimostrando che sostanzialmente non contano un bel niente. Penso in particolare a SEL, che ha votato privatizzazioni e aumenti delle tariffe spiegando di farlo per evitare che la Citt√† sforasse il patto di stabilit√† e gli altri vincoli finanziari di legge, e che poi si √® vista passare sulla testa un dietrofront, con il sindaco che dice che il patto di stabilit√† √® inutile: ma allora potevano deciderlo tre mesi fa ed evitare le svendite.

E’ comunque scandaloso che una cosa del genere venga comunicata alla stampa prima che al Consiglio Comunale, se necessario convocando una riunione urgente almeno della commissione competente. Evidentemente il sindaco confonde il proprio ruolo con quello di un amministratore delegato…

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5 commenti a “L’instabilit√† di Fassino”

  1. Pippo:

    Evidente che la “scuola Berlusconi” ha avuto successo. Il governo del fare sempre e comunque.
    Prima facciamo, poi mettiamo a conoscenza i nostri alleati e il consiglio comunale.
    Speriamo che SEL, IdV e Moderati ne traggano le conseguenze e lascino la maggioranza. Ma questa è fanta-politica.

  2. Antonio Fucile:

    Devo ancora “mangiare tanta pastasciutta” prima di imparare esattamente i dettagli di un bilancio comunale e dei vincoli a cui √® sottoposto, per√≤ mi nasce una domanda che non ho mai letto da nessuna parte. Tanti sindaci piangono per i tetti di spesa imposti, ma quante ruberie e sprechi ci ha evitato (ci = a noi cittadini) questo patto di stabilit√†?
    Io credo che i benefici di questi vincoli siano superiori ai danni, anche se ovviamente tutto √® migliorabile (aggettivo diverso da “modificabile”, che solitamente si traduce in “peggiorabile”).

  3. Anonimo codardo:

    Su la stampa ci sono i vaneggi di un possibile tunnel sotto corso moncalieri (altro inquinamento)… costruito da privati (quindi andando al risparmio)… con il casello… (altro inquinamento da coda, – soldi ai cittadini). Vi supplico fermateli.

  4. vb:

    Quando l’hanno scritto nel programma del sindaco (a luglio) mi son messo a ridere… che vuoi contrastare, √® un’idea talmente assurda che puoi solo prenderli per il culo!

  5. Anonimo codardo:

    Nel frattempo centinaia di migliai di euro saranno spesi per ‘consulenze’, ‘previz’ del progetto, ‘analisi di fattibilit√†’…

 
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