Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Lun 16 - 18:39
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

Archivio per il giorno 30 Agosto 2013


venerdì 30 Agosto 2013, 15:41

Non si esce vivi dagli anni ’80

A fine luglio in molti hanno alzato pi√Ļ di un sopracciglio, quando Giusi La Ganga √® entrato in consiglio comunale, da ventitreesimo classificato nelle liste del PD, sfruttando la nomina ad assessore del capogruppo Lo Russo, che ha cos√¨ lasciato libero un posto in Sala Rossa. A me, il sopracciglio l’ha fatto alzare l’intervento in aula del Partito Democratico (potete leggere il verbale di tutta la discussione, sicuramente interessante), in cui il capogruppo ad interim Paolino ha parlato di pacificazione, di riconciliazione, di guardare avanti, e persino di rappresentare la tradizione socialista (non oso immaginare quale).

Per questo ho preso la parola e, su due piedi, ho detto le cose che sentite nel video: in particolare, che non pu√≤ esserci pacificazione con la classe politica di Tangentopoli, e che chi ha una condanna del genere in giudicato, pur avendo saldato il conto con la giustizia, non dovrebbe pi√Ļ avere la possibilit√† di amministrare la cosa pubblica, e le forze politiche non lo dovrebbero candidare (come gi√† fa il M5S).

Allo stesso tempo, la vera riflessione che vorrei suggerire √® che forse La Ganga √® una falsa pista rispetto alla sostanza, e cio√© al fatto che la politica italiana non √® mai veramente uscita dagli anni ’80. Ci hanno detto per vent’anni che la seconda repubblica era tutt’altra cosa rispetto alla prima; che nella prima c’erano le ideologie, c’era la DC sempre al governo e il PCI sempre all’opposizione, e invece nella seconda finalmente c’era il bipolarismo, l’alternanza al governo. Questa, per√≤, √® la superficie; la realt√† √® che i comportamenti della politica, i modi con cui essa si approccia alla gestione quotidiana della cosa pubblica, non sono mai cambiati.

Nella realt√†, la politica di oggi ha mantenuto la stessa concezione del bene comune e dello Stato, come feudo e come mucca da mungere e su cui scaricare i costi del consenso,¬†di trent’anni fa; l’ha solo svuotata delle scuse ideologiche e ricoperta invece di “tette e culi”, di lustrini del Drive In e di tecniche pubblicitarie e manipolatorie importate dagli Stati Uniti, con convinzione e attitudine se parliamo di Berlusconi, e con la frustrazione del ragazzino sfigato che fa lo snob ma sotto sotto invidia l’arroganza e il successo dell’altro se parliamo della dirigenza del centrosinistra.

Il problema √® che il mondo √® cambiato, e se gli anni ’80 erano periodo di vacche grasse, oggi la nostra incapacit√† di arrivare a una gestione onesta e moderna della cosa pubblica ci √® letale. Eppure siamo sempre l√¨: mentre si tagliano il welfare e i servizi, si mandano avanti enormi progetti infrastrutturali spesso superflui o mal pensati, ma che permettono un grande giro di denari pubblici tra aziende amiche. Mentre si rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi, si assumono decine di migliaia di precari nella pubblica amministrazione; e son ben contento per chi legittimamente aspettava da anni una sistemazione e ora festeggia come fosse un miracolo (e poi ovviamente voter√† i partiti che gli hanno dato il posto di lavoro), ma dove si √® mai vista un’azienda sull’orlo del fallimento che assume ottantamila persone, e che fine fa un’azienda che affronta cos√¨ la crisi?

E’ proprio l’idea di Stato che abbiamo noi che √® sbagliata; uno Stato che nella nostra testa dovrebbe dare tutto senza chiedere niente, anche se nei fatti poi, esattamente all’opposto, ci offre una pressione fiscale esagerata in cambio di servizi scadenti. Sarebbe allora meglio puntare su uno Stato che mantenga strettamente nelle proprie mani la propriet√† dei beni comuni e la gestione dei servizi fondamentali, ma che poi chieda il meno possibile e faccia il meno possibile, evitando di accumulare nelle mani della politica una parte preponderante dell’economia, della societ√† e del denaro dell’Italia, il che, in Italia, sta alla base del suo potere di corrompere e di corrompersi.

Nessun politico, per√≤, potr√† mai fare questo; perch√© in termini elettorali sarebbe un suicidio, la medicina cattiva che alla lunga ti salva, ma nel breve fa veramente schifo. Per questo io spero che lo faccia il Movimento 5 Stelle, che √® sempre partito dal principio di essere una medicina sgradevole e temporanea, senza avere alcuna aspirazione a restare al potere all’infinito (il giorno della fondazione, nell’ottobre 2009, Grillo disse “avremo avuto successo se ci saremo sciolti entro cinque anni”). Temo, per√≤, che l’unica cosa che potr√† (forse) cambiare l’idea e la pratica del rapporto tra gli italiani e la cosa pubblica √® il fallimento, l’azzeramento forzato per disastro annunciato da lustri e nonostante ci√≤ mai evitato; √® che il nostro Stato riesca infine ad uscire dagli anni ’80, nell’unico modo in cui ne pu√≤ uscire: morto.

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2019 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike