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martedì 13 Aprile 2021, 09:14

La bella estate del 2020

Stamattina mi sono preso il tempo di scrivere un post lungo, ragionato e basato sui numeri a proposito delle riaperture estive. Qualsiasi cosa ne pensiate, vi prego di leggerlo fino in fondo prima di commentare.

Mi sono messo a scriverlo perch√© a proposito dell’estate vedo troppa faciloneria. Leggo: d’estate il virus non circola, l’anno scorso fino a settembre non ce n’era. Oppure: ma se l’anno scorso abbiamo fatto praticamente tutto quello che volevamo, vuoi che quest’anno coi vaccini non facciamo almeno lo stesso? Si dice: ma cosa aspetta il governo ad annunciare la riapertura di tutto da giugno? Nessuno concepisce l’idea di potersi trovare in zona rossa o anche solo gialla, coi ristoranti e le spiagge chiuse, fino ad agosto. Eppure, dal punto di vista strettamente sanitario sarebbe uno scenario realistico, e vediamo perch√©.

Cominciamo con lo sfatare alcuni miti sull’estate scorsa, grazie al grafico qui sotto. L’anno scorso, quando a inizio giugno si √® riaperta la mobilit√† tra regioni, avevamo circa 300 nuovi casi al giorno, circa 2000 a settimana. In termini del parametro usato oggi per i colori, avevamo 3 (tre) casi settimanali per 100.000 abitanti.

Per confronto, la soglia dell’attuale zona bianca, che dovrebbe dare il via libera a tutto, √® 50 casi per 100.000. Anche supponendo che l’estate scorsa ci sfuggissero molti pi√Ļ casi di oggi, parliamo di almeno un ordine di grandezza di differenza. Peraltro, l’unico esperimento di zona bianca coi parametri attuali √® stato un disastro: la Sardegna ha retto due settimane. Insomma, l’agognata zona bianca di oggi non ha “pochi casi”; sono comunque tanti.

In termini di andamento, l’anno scorso a giugno l’epidemia ha continuato a ritirarsi, ma non a grande velocit√†. All’ultima settimana di giugno, quando la gente ha finito di avere paura e ha ricominciato a girare davvero, la discesa si √® fermata e il trend si √® stabilizzato per un paio di settimane. Abbiamo segnato il minimo di sempre il 14 luglio, con 114 casi. Di l√¨ in poi, per√≤, √® subito partita la risalita esponenziale; a fine luglio avevamo 380 casi, a Ferragosto 629, il 23 agosto 1210. L√¨ abbiamo almeno chiuso le discoteche, e la risalita √® rallentata un po’, ma non si √® pi√Ļ fermata: 1733 casi il 4 settembre, 1907 il 18 settembre. Poi hanno riaperto le scuole e altra botta verticale: 2844 il 3 ottobre, 5724 il 10 ottobre. Il resto √® storia.

Morale: non √® affatto vero che d’estate il virus non circola, che il caldo lo uccide, che stando tutti all’aperto non c’√® pericolo. Probabilmente l’estate rallenta un po’ il contagio, ma una volta che riapri quasi tutto (comunque l’estate scorsa erano chiusi gli stadi, i concerti, le sagre) l’esponenziale riparte anche in piena estate. Qui stiamo gi√† parlando di riaprire gli stadi l’11 giugno: fate un po’ voi.

E’ indubbio che quest’anno ci sia una grande novit√†: i vaccini. Ma qual √® l’effetto dei vaccini sul contagio? Indubbiamente √® forte, come mostrano Israele e Regno Unito – ma solo se sono vaccinati quasi tutti. Peraltro, gli USA e il Cile dimostrano invece che anche a campagna vaccinale ben pi√Ļ avanzata della nostra √® possibile una nuova ondata, se si eliminano troppe restrizioni. Nessuno sa ancora bene come funzioni questo effetto in termini quantitativi, ma proviamo a fare un modello.

Supponiamo che il vaccino sia efficace all’80% a prevenire il contagio in ogni forma, anche asintomatica, considerando anche che molti quest’estate avranno avuto una sola dose e quindi che l’efficacia sar√† ridotta. Attualmente abbiamo dato almeno una dose a nove milioni di persone; realisticamente, a inizio giugno questo numero potrebbe essere arrivato attorno a venti milioni, forse venticinque se siamo molto bravi. In pratica, circa il 40% degli italiani avr√† una probabilit√† di contagiarsi ridotta dell’80%, il che – supponendo, cosa peraltro non vera, che questi italiani siano mediamente quelli che poi vanno in giro durante l’estate – vuol dire una riduzione della probabilit√† media di contagio di circa un terzo (0,8*0,4).

Questa √® una buona notizia se, come succede in questo periodo di restrizioni colorate, l’Rt √® poco superiore a 1; in questo caso, una riduzione di un terzo lo fa scendere sotto 1 e fa spegnere l’epidemia. Se per√≤ siamo in condizioni di liberi tutti e tutto aperto, con un Rt di 1,5, 2, 2,5, l’effetto √® al massimo quello di rallentare leggermente la crescita esponenziale. In altre parole, anche con la campagna vaccinale attuale, riaprendo tutto a inizio giugno √® molto probabile che l’epidemia ripartirebbe rapidamente, come successe l’anno scorso da met√† luglio in poi.

A inizio luglio, forse, potremmo essere arrivati a 30-35 milioni di vaccinati con almeno una dose, con una riduzione dell’Rt del 40%; a inizio agosto la riduzione potrebbe essere del 50%. Ma per un virus il cui R allo stato libero √® stimato attorno a 3, continuer√† a essere ancora troppo poco per eliminare tutte le restrizioni – anche se, da agosto, potrebbe bastare l’effetto delle mascherine, possibilmente FFP2, se solo tutti le portassero davvero.

C’√® per√≤ ancora un’altra obiezione: visto che l’anno scorso anche con epidemia in espansione abbiamo vissuto tranquilli fino a fine settembre, non potremmo fare lo stesso? Restiamo chiusi fino a inizio giugno, abbattiamo i casi, e poi gestiamo l’estate cercando di non farli risalire troppo e di arrivare a settembre-ottobre, contando che per allora si arrivi alla famosa immunit√† di gregge; nel momento in cui il fattore di riduzione dovuto ai vaccini superasse i due terzi, si dovrebbe avere Rt minore di 1 anche senza restrizioni e l’epidemia morirebbe.

Bene, allora quanti casi pensiamo di avere a inizio giugno? La settimana scorsa √® stata la prima in cui si √® visto un calo netto: 20% di nuovi casi in meno rispetto alla settimana precedente, per un totale di “soli” centomila nuovi infetti. Supponiamo di andare avanti cos√¨ per le sette settimane che ci separano da giugno; vuol dire una moltiplicazione per 0,8^7 = 0,21. In pratica, arriveremmo ad avere circa 21.000 casi settimanali, ossia circa 35 casi per 100.000 abitanti, sufficienti per la zona bianca ma dieci volte superiori a quelli con cui abbiamo riaperto tutto un anno fa.

Attenzione, per√≤; perch√© noi, invece di tenere duro, dopo una settimana abbiamo gi√† riaperto le scuole, con contestuale candida ammissione del ministro Speranza di come questo avr√† un effetto sui contagi. Entro un paio di settimane cominceremo a riaprire a furor di popolo i ristoranti e i teatri. Con questa prospettiva, √® difficile pensare che il calo continui a questo ritmo. Se supponiamo che il calo medio nelle prossime settimane sia del 10%, che comunque non √® poco, arriveremo a inizio giugno con oltre 50.000 casi a settimana, con l’Italia ancora prevalentemente gialla ma la gente gi√† con il canotto sul portapacchi della macchina.

Ma persino nel caso migliore, riaprire tutto a inizio giugno con 20.000 casi settimanali vuol dire comunque trovarsene magari nuovamente 100.000 a fine luglio. E poi che fai? Certo, i morti non dovrebbero essere molti e gli ospedali dovrebbero essere piuttosto liberi, avendo vaccinato gli anziani, ma bisogna essere pronti a cambiare completamente il nostro approccio.

Gi√†, perch√© alla fine di questa lunga disamina il messaggio dovrebbe essere chiaro. Non sappiamo niente di certo, e magari quanto sopra si riveler√† completamente sbagliato, e succeder√† qualche miracolo per cui davvero l’estate far√† sparire la malattia. Ma mettendo insieme un po’ di banale matematica e l’umore degli italiani, lo scenario pi√Ļ probabile √® che a giugno – o al massimo a luglio, se Speranza tiene duro – si apra comunque tutto, e ci si appresti per√≤ a una estate ben diversa dalla scorsa, con il covid in circolazione ovunque e centinaia di migliaia di italiani contagiati, molti asintomatici e in giro. In questo scenario, bisogna essere preparati ad abbandonare il sistema dei colori e a non chiudere niente in nessun caso, nemmeno con numeri che anche solo oggi provocherebbero la zona rossa scura con macchie scarlatte e bubboni neri, e nemmeno con, comunque, decine di morti al giorno, forse anche di pi√Ļ.

Probabilmente √® questo lo scenario che ha in mente il governo. Cio√© no, un pezzo di governo secondo me pensa davvero di tenere chiuso fin che non arriviamo a cento casi al giorno, ma sono dei pazzi e finiranno politicamente linciati entro breve. Ma per il resto, questa mi sembra la strada pi√Ļ probabile; capite per√≤ perch√© il governo esiti ad annunciarla apertamente, visto che comunque c’√® anche una grossa parte di Paese che si chiude in casa, invoca il manganello sui ristoratori e chiama i vigili se il vicino riceve due amici.

P.S. Come corollario, se avete pi√Ļ di sessant’anni io vi consiglio comunque di pianificare vacanze solo in luoghi ben isolati. Se non sarete vaccinati rischierete grosso, e se lo sarete, davvero volete rischiare di essere in quello sfortunato 5% su cui il vaccino ha poco effetto? Vedete voi.

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