Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Lun 16 - 0:58
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

Archivio per la categoria 'StillLife'


lunedì 22 Febbraio 2010, 16:49

Firme e truffe varie

Ieri è stata una giornata memorabile, in giro per il Piemonte al seguito di Beppe Grillo ma anche un po’ per i fatti nostri, o in gruppo con le decine di persone che si stanno sbattendo per riuscire a presentare questa lista civica. Posso annunciare che le firme ci sono, anche a Vercelli: otto province su otto, burocrazia permettendo, e senza nemmeno fare i piagnoni come la Bonino. Quello dei radicali (che pure sono un partito che per tante cose apprezzo) è un caso di chiara schizofrenia: come ci si può lamentare del “silenzio assoluto dei media” in un comunicato sparato in prima pagina su tutti i giornali, dopo essere appena passati in tutte le trasmissioni televisive?

Forse, se i radicali non riescono a raccogliere le firme, è semplicemente perché non hanno abbastanza sostegno popolare; e lo dico essendo perfettamente cosciente di quanto i partiti usino la raccolta firme come metodo per scoraggiare i non allineati, mettendosi poi ad autoesonerarsi (come successo in Piemonte) o magari a fare irregolarità quando tocca a loro. Ma il piagnisteo della Bonino è teso, come dice chiaramente lei stessa, a ottenere al volo una leggina che li esoneri in qualche modo dalla raccolta: invece di denunciare i furbi, vogliono poter fare i furbi anche loro.

Ieri, comunque, al mattino siamo andati a Trino Vercellese, al presidio Phonemedia; speriamo di portargli bene e che oggi sia finalmente nominato il commissario. Stringe il cuore a vedere ragazzi di trent’anni (ma anche qualche persona più in là con gli anni) costretti a dormire nelle tende e ad occupare un ufficio ormai fantasma, in un fabbricato in mezzo ai campi, per difendere il posto di lavoro. Ho apprezzato anche di più quello che ha detto Beppe Grillo, che invece di venire lì a fare il piacione o a chiedere un voto di scambio ha detto chiaramente che lavoro di quel genere non ce ne sarà più, che non si può passar la vita a disturbare mezzo mondo al telefono per fare i piazzisti; e che invece lui darà il massimo supporto per il riconoscimento dei diritti, del welfare che ai giovani è negato, delle colpe e delle responsabilità degli “imprenditori” che fuggono con la cassa.

Il resto della giornata è stato in crescendo: poche persone a Casale Monferrato, tappa organizzata all’ultimo momento senza pubblicità e che è diventata soprattutto uno show ad uso delle telecamere del TGR; piazza piuttosto piena a Vercelli, dove abbiamo raccolto in extremis le ultime firme necessarie, e dove l’elemento extra di spettacolo è stato l’impianto audio surriscaldato dalla voce di Beppe (ha quasi preso fuoco); infine un bagno di folla a Biella, dove la sala conferenze della Città Studi era talmente piena che è stata allestita una seconda aula con l’intervento inviato in videoconferenza, e nonostante questo c’era ancora gente fuori, con tutta la zona intasata di auto abbandonate ovunque.

Beppe ha detto le solite cose interessanti, divertenti e soprattutto profondamente vere; spero prima o poi di poter montare qualche immagine. Nel frattempo, siamo qui che lavoriamo per voi; cittadini con l’elmetto alla riscossa.

[tags]movimento 5 stelle, beppe grillo, politica, elezioni, regionali, piemonte, raccolta firme, bonino, radicali, trino vercellese, phonemedia, casale monferrato, vercelli, biella[/tags]

divider
venerdì 19 Febbraio 2010, 18:57

Sembra facile

Scusate se oggi sono stato silente: sono impegnato ad inviare ad alcune centinaia di comuni del Piemonte, per e-mail o per fax, la richiesta per l’assegnazione di spazi sui tabelloni di propaganda elettorale, per conto di alcune associazioni che ci “fiancheggiano” (il termine tecnico-burocratico è questo).

Voi pensereste infatti che, automaticamente, ogni lista disponga del proprio spazio sui tabelloni, e invece no: sarebbe troppo semplice e impreciso, pertanto il legislatore italiano ha machiavellicamente previsto ogni caso possibile. Non è difatti ragionevole che oltre alle liste in lizza vi siano altri movimenti politici che non partecipano alle elezioni, ma che fremono dalla voglia di buttare dei soldi per propagandare questa o quell’altra lista? Certo che sì: dunque metà dei tabelloni sono riservati ai cosiddetti “fiancheggiatori”.

Ogni partito, dunque, si fa fiancheggiare da un certo numero di associazioni, e alcuni abbondano, perché la legge dice che in teoria ogni associazione dovrebbe avere un suo spazio: dunque la Lega esibisce il supporto di gruppi come l’Automobile Club Padano, l’Associazione Alpini Padani, l’Associazione Padaniambiente, l’Associazione Arte Nord, l’Associazione Federale Donne Padane e tanti altri, gruppi che naturalmente hanno tutti grandi scopi e grandi obiettivi nella vita, oltre a quello di incrementare lo spazio sui tabelloni. Ma anche gli altri partiti non demordono: c’è chi è fiancheggiato dall’Associazione Cattolici Motivati, chi dal giornale Notizie (chi di voi non legge Notizie?), chi dal Movimento Politico Azzurro Donna, e così via.

Alcuni comuni, preferendo il buon senso alla legge, decidono di dare comunque un solo spazio per lista; altri si piegano, e danno uno spazio per associazione, permettendo alla Lega di usufruire di metà del totale; nella media, ti dicono “ma sì, trovi due o tre associazioni che la sostengano e ci mandi la richiesta”.

E così, ho passato gli ultimi giorni a mettere in piedi un sistemino informatico per generare in automatico i moduli precompilati per ogni comune, associarli al giusto indirizzo di e-mail o di fax, inviarli… e naturalmente poi c’è il comune che si lamenta che vorrebbe un’altra formulazione, quello che non riesce ad aprire la mail (lì però è anche colpa di un magico bug di incompatibilità tra PHP e Postfix che ovviamente mi sono beccato sui denti), quello che ricevuta la mail vuole per forza un fax, quello che vuole assolutamente chiamarti sul cellulare per avere conferma che tu esista davvero, e così via. Considerate che i comuni piemontesi sono oltre milleduecento…

Speriamo che tutto questo sforzo venga premiato: presentare una lista su scala regionale, nonostante siamo in tanti a dedicarci ormai a tempo quasi pieno all’impresa, è una faccenda davvero complicata.

[tags]elezioni, propaganda, politica, manifesti, affissioni, comuni, burocrazia, php, postfix, bug, lega nord, movimento 5 stelle, beppe grillo[/tags]

divider
mercoledì 17 Febbraio 2010, 13:15

Moncalieri a 5 Stelle

Un po’ in extremis, è partito in questi giorni il tentativo di presentare una lista civica a cinque stelle anche alle elezioni comunali di Moncalieri, una città che va alle urne in quanto la precedente amministrazione di centrosinistra si è sciolta come neve al sole dopo meno di due anni dal voto. Moncalieri è un’altra delle città calabre della cintura torinese, non molto dissimile in questo da Rivoli; e gran parte della campagna elettorale si è giocata sulle due coalizioni che si accusavano a vicenda di voler fare accordi con Francesco Fiumara, ex sindaco e potentato locale, ovviamente calabrese, che finora con i Moderati sosteneva il centrosinistra; che ha causato la crisi per divergenze programmatiche, ovviamente sul piano regolatore; e che ora potrebbe passare al centrodestra.

Noi, comunque, ci proviamo, sperando di portare un po’ di aria fresca in un clima politico così asfittico; a scanso di equivoci preciso subito che il candidato sindaco si chiama Giorgio Bertola ma non è mio parente, anche se sul Corriere di Moncalieri hanno pubblicato la mia foto al posto della sua. Sarà difficile raccogliere le duecento firme necessarie, visto che c’è soltanto più una settimana a disposizione, ma sarà possibile firmare in piazza nel fine settimana (qui il calendario, in evoluzione) oppure andando entro mercoledì prossimo all’ufficio elettorale del comune, che in questi giorni è aperto in settimana dalle 8,30 alle 18,30 e sabato e domenica dalle 9 alle 17. Mobilitate tutti i moncalieresi che conoscete!

Infine, segnalo che domenica Beppe Grillo sarà ancora in Piemonte, al mattino a Trino Vercellese per incontrare i lavoratori in lotta dello scandalo Omega-Phonemedia-Agile-Eutelia, poi alle 17 a Vercelli e alle 21 a Biella: qui tutti i dettagli. La provincia di Vercelli è l’unica dove non abbiamo ancora raccolto un numero sufficiente di firme, e abbiamo bisogno di grande affluenza per sperare di farcela anche lì. Sulla scheda ci saremo comunque nelle altre sette, ma sarebbe bello completare l’impresa ed esserci anche a Vercelli. Mobilitate; oppure venite anche solo a godervi un carnevale diverso.

[tags]politica, beppe grillo, movimento 5 stelle, elezioni regionali, elezioni comunali, moncalieri, rivoli, fiumara, meo, chiamparino, bertola, vercelli, trino, biella[/tags]

divider
lunedì 15 Febbraio 2010, 16:56

Fisco ed emigrazione

È quasi impossibile fare un viaggio a Londra e non incontrare un buon numero di italiani; una volta erano quasi tutti turisti, ma adesso sono talmente tanti che si può toccare con mano l’ondata di emigrazione che c’è stata. In certi dipartimenti universitari di Londra ormai ci sono più italiani che indiani, ed è tutto dire.

Durante la nostra settimana ne abbiamo incontrati un paio; chi in Italia faceva il precario o il fotocopista in uno studio legale e a Londra è docente, chi in Italia non sarebbe mai entrato a un concorso di specializzazione in medicina causa mancanza di raccomandazione e a Londra è un affermato professionista conteso tra gli ospedali.

Proprio questo è stato un caso interessante; una persona emigrata da dieci anni, tanto di sinistra che in passato diceva “non potrei mai essere inglese, perché non vorrei mai essere suddito anziché cittadino”. E che ora sta facendo le pratiche per la cittadinanza, con tutta l’intenzione di stracciare il passaporto italiano.

Il motivo è banale, ma interessante: qualche mese fa, si è fatto vivo Tremonti. Il fisco italiano, infatti, ha scritto a questa persona segnalando che non era concepibile che da dieci anni non pagasse tasse, dunque l’intimazione era di pagare quanto prima 200.000 euro a forfait; in pratica, “dammi dei soldi e non ne parliamo più”. La persona è rimasta sbalordita, e ha replicato che ci doveva essere un errore, dato che da dieci anni era assunta a tempo indeterminato dal servizio sanitario inglese, ricevendo lo stipendio e pagando le tasse in Inghilterra, e che poteva produrre cedolini, tabulati di orari, bollette dell’abitazione, persino i biglietti aerei da cui si poteva dedurre che ritornava in Italia solo a Natale e per le vacanze: come avrebbe fatto ad avere un reddito da lavoro in Italia?

Purtroppo, però, il fisco italiano non funziona così. Al fisco italiano non interessa essere equo, interessa farsi dare dei soldi da quella parte del popolo italiano che è disposta a pagarli, dato che farseli dare dagli altri è una gran rottura di scatole. E’ ben più facile vessare gli onesti e i miti che inseguire i disonesti e gli aggressivi, no? Dunque, il massimo che può rispondere il fisco italiano è: “non ci interessa, lei deve pagare, al massimo se proprio non ha 200.000 euro” – e chi li ha? – “può darcene 100.000, 50.000, vediamo di trattare”.

Se non ci credete, vi raccomando di spendere dieci minuti a leggere questo blog, partendo dall’ultimo post in fondo e andando a ritroso (lasciate magari perdere il fatto che sponsorizza una petizione dell’UDC e che chiede donazioni in cambio di ulteriori informazioni…). Scoprirete così che anche in Italia, anche a fronte della crisi, l’unica risorsa del fisco è prendere a caso un po’ di persone che già pagano e far loro pagare di più, ingiustamente. Con tanto di tabelle con cui i solerti impiegati decidono qual è il minimo pizzo che possono accettare per non rispondere con la violenza, ad esempio con il famoso “fermo amministrativo dell’auto” – una misura che potrebbe aver senso se tutti gli evasori fossero veramente riccastri menefreghisti, ma che fatta verso chi è veramente in difficoltà finanziarie (e in questo periodo sono tanti) ha l’unico risultato di impedire di continuare il lavoro e dunque di rendere ancora più difficile il saldo dei debiti col fisco; e fatta verso gli onesti è semplicemente un modo di estorcere denaro a forza.

La conseguenza più odiosa di questi comportamenti del fisco però è un’altra: si prendono cittadini onesti e li si tormenta fino a che non potranno che odiare lo Stato, odiare l’Italia e provare il desiderio di abbandonarla al suo destino… nelle mani di quelli che non solo davvero evadono, ma che hanno abbastanza coperture da schivare qualsiasi controllo. E allora, forse sarebbe interessante studiare davvero le correlazioni statistiche tra comportamenti del fisco ed emigrazione.

[tags]italiani, emigrazione, londra, fisco, tasse, studi di settore, crisi[/tags]

divider
martedì 2 Febbraio 2010, 09:32

Londla val bene una mensa

Questa settimana, ebbene sì, sono a Londra, al seguito di una trasferta di lavoro della mia signora. Erano quasi quattro anni che non ci capitavo (l’ultima volta venni per girare questo video e gli altri correlati) e mi fa piacere tornare; è forse la città europea che preferisco.

Il viaggio però è stato un po’ complicato; in pratica siamo usciti alle otto e mezza del mattino da casa a Torino per arrivare in albergo alle 15 (16 ora italiana). Infatti, al ritorno devo scendere per forza su Milano e alla fine fare la “Y” – partire da Torino e tornare a Milano – aveva costi improponibili; da Malpensa, invece, c’era un comodo 100 euro andata/ritorno tutto incluso con Lufthansa; costava persino meno di Easyjet, anche perché siamo stati costretti a organizzare tutto con solo due settimane di anticipo, e arrivava pure su Heathrow.

Peccato che, arrivati al check-in, ci abbiano guardati strani e ci abbiano mandato su British Airways causa cancellazione del nostro volo. Le due linee aeree non fanno nemmeno parte della stessa alleanza, ma si vede che il nostro volo doveva essere bello vuoto (ovviamente la motivazione ufficiale è “inconveniente tecnico”, seeh…) anche perché sul BA, pur avendo imbarcato anche i passeggeri Lufthansa, c’erano al massimo trenta persone. Forse che forse che su Malpensa, anche per motivi politici, c’è attualmente una leggera sovraofferta di voli? (cosa che tra l’altro determina anche il progressivo smantellamento di Caselle, dato che buona parte dei passeggeri di Malpensa sono torinesi costretti a sciropparsi le due ore nella brughiera in seguito all’accordo tra amministratori piemontesi e lombardi per la sopravvivenza dello scalo varesino…)

Comunque, in questo modo ho avuto la possibilità di arrivare al nuovissimo Terminal 5 di Heathrow: talmente nuovo e gigantesco da costringerti a scarpinate di chilometri. Gli inglesi, peraltro, li abbiamo persi: adesso anche loro ti danno il benvenuto con un immenso stanzone pieno di file lunghissime davanti a minacciosi ispettori del controllo passaporti, manco fosse Los Angeles. Che tristezza…

Infine, a Heathrow abbiamo avuto la buona idea di non fare il settimanale cartaceo della metro, ma la Oyster card, caricandoci sopra il settimanale e qualche soldo extra. In questo modo, per esempio, abbiamo pagato per il viaggio da Heathrow al centro solo la differenza tra la zona 6 e le zone coperte dal settimanale: fa tutti i conti lei in automatico. Peccato che la Piccadilly Line ci metta un’ora.

La prima passeggiata in città mi ha riportato subito in luoghi conosciuti: per esempio la fumetteria davanti al British Museum, o, in Frith Street, il ristorante “solo aglio” dove mi portò a cena il mitico Zeppola, che in realtà si chiamava Zappala e nonostante questo, per qualche strano motivo, era convinto di essere inglese; era il responsabile tecnico di Peoplesound, azienda londinese che come Vitaminic avevamo appena acquistato, e credo che cercasse di fare amicizia facendomi bere drink composti di superalcolici, succo di pomodoro e aglio. O forse voleva solo convincermi a migrare tutto il sito su Windows NT, chissà!

Tuttavia, la passeggiata mi ha anche messo di fronte a veri sconvolgimenti: per esempio, all’incrocio topico tra Tottenham Court Road e Oxford Street speravo di ritrovare l’antico kebabbaro Dyonisus – il posto dove ho imparato ad apprezzare il kebab, tanto che riuscivo a infilarne uno persino alle quattro del pomeriggio nei dieci minuti tra fine riunione e partenza per l’aeroporto – e invece non solo non c’è più il kebabbaro, ma non c’è più l’intero isolato:

DSC08005s.JPG

Concludo dicendo che a cena, seguendo il fiuto della mia signora, ci siamo infilati in un ristorante cinese “all you can eat” di Chinatown, dove con undici sterline ci siamo abbuffati di cibo cinese stile mensa ma piuttosto buono, specie il pollo in agrodolce. A dire il vero li ho ridotti in lacrime: dopo il terzo giro di buffet è arrivato il proprietario implorando “La plego, la plego, smetta di mangiale tutto mio cibo, glazie pel applezzamento ma così mi manda in lovina”. Tzè, dilettanti.

P.S. Se ieri verso l’ora di pranzo avete sentito un tizio con la mia voce dispensare saggezza internettiana a mazzi su Radio Marconi, ero proprio io. Ho rilasciato l’intervista tra il tapis roulant e il gate B1 di Malpensa, e ho finito la chiamata proprio mentre si accingevano a chiudere l’imbarco!

[tags]viaggi, londra, malpensa, aeroporti, lufthansa, british airways, easyjet, heathrow, immigrazione, metropolitana, vitaminic, peoplesound, locali, ristoranti cinesi[/tags]

divider
domenica 31 Gennaio 2010, 18:56

Nove voci per la Costituzione

La manifestazione di ieri in piazza Castello è stata molto bella: centinaia di persone (tra andate e venute secondo me più di un migliaio) si sono messe in cerchio attorno a una piccola pedana ad ascoltare persone di ogni genere che hanno parlato della Costituzione. Magistrati e operai, professori e attivisti hanno dimostrato concretamente che le basi della convivenza civile appartengono a tutti… a tutti quelli che condividono i valori fondamentali dello Stato di diritto e dell’illuminismo – libertà, uguaglianza, fraternità – sempre più sotto attacco.

Ho preparato un piccolo video con alcuni estratti degli interventi, scusandomi perché non ho potuto riprendere tutto e perché ci sarebbe molto, molto di più da mostrare (sul gruppo Facebook del popolo viola piemontese comunque trovate gli interventi integrali). Credo che possa darvi un’idea della giornata e del tipo di cose che si sono dette. Tutti gli interventi sono interessanti, ma quello che più mi è rimasto nel cuore è stato l’ultimo.

[tags]costituzione, popolo viola, torino, manifestazione, no berlusconi day[/tags]

divider
mercoledì 27 Gennaio 2010, 21:12

Telepasso sotto silenzio

Degli aumenti insensati delle autostrade piemontesi ho già parlato alcuni giorni fa; volevo però mettervi in guardia su una vicenda a me capitata.

Da un paio d’anni ho preso il telepass – precisamente da quando il mio commercialista mi ha detto che, se volevo poter detrarre dal reddito le spese dei viaggi di lavoro, per il fisco non erano più sufficienti le ricevute dei caselli autostradali, ma serviva una fattura intestata a me, ottenibile o raccogliendo gli scontrini e inviandoli a fine anno alle autostrade per farseli fatturare (hai voglia) o con il telepass.

E così, mi sono piegato all’insensata gabella del canone mensile – il telepass fa risparmiare alle autostrade i costi dei casellanti, sarebbero loro a doverti fare uno sconto… – e ho preso l’aggeggino, che in effetti ti risparmia anche le code.

A gennaio dell’anno scorso, raccogliendo le fatture a fine anno, mi ero accorto che un viaggio mi era stato addebitato nella classe sbagliata, come se fossi stato un furgone. Facevano un paio di euro in più, ma per principio ho scritto a info@autostrade.it chiedendo la correzione; e dopo qualche giorno mi risposero che la cosa era stata effettuata.

Qualche giorno fa, raccogliendo le fatture del nuovo anno, mi sono accorto che mi era sì stato riaddebitato il pedaggio correttamente, cioè con un paio di euro in meno, ma… non mi era stato stornato quello sbagliato! Così ho dovuto riscrivere, e dopo un po’ di giorni mi hanno risposto che lo storno era stato già effettuato un anno fa, ma c’era stato un “errore tecnico” nella processazione e così non era andato a buon fine.

Naturalmente mi hanno giurato che vedrò un rimborso sulla prossima fattura… ma quante persone si mettono a controllare viaggio per viaggio le fatture del telepass? Eppure, visto l’andi, credo che convenga farlo sempre: guarda caso, gli errori sono sempre a sfavore del cliente…

[tags]telepass, autostrade, fatture, errori, addebiti, bollette[/tags]

divider
mercoledì 27 Gennaio 2010, 13:16

Nuove a Porta Nuova

Ieri, dopo alcune settimane dalla mia ultima e turbolenta visita, ho preso un treno da Porta Nuova.

Con la ristrutturazione Porta Nuova ci ha guadagnato in sicurezza e luminosità, ma si è anche trasformata in un contenitore semivuoto di negozi e attività commerciali perennemente “in prossima apertura”. Se dovessi scommettere, penso che molte non apriranno mai, a meno di un improbabile cambio di clima economico; scommetterei anche che parte dello sciagurato tentativo di abolire la fermata di Porta Susa dei treni alta velocità fosse legato all’idea di costringere la parte più danarosa della clientela ad attraversare per forza il centro commerciale di Porta Nuova per prendere il treno per Milano.

Comunque, in queste ultime settimane qualcosa è cambiato: infatti, dopo una brevissima esistenza, hanno già chiuso la nuova biglietteria allestita nella sala dai soffitti di legno sul lato di via Nizza, e l’hanno spostata in un nuovo vano davanti ai binari, lato via Sacchi. Bene, finalmente sarà una sistemazione definitiva? Mah, spero di no: infatti la nuova biglietteria è ancora più piccola della precedente, e pur essendo andato in un momento di morta (le 11:30 del mattino) la coda era di una ventina abbondante di persone.

Per non parlare del fatto che anche qui, sebbene in maniera meno devastante che a Milano Centrale (a Milàn fanno sempre le cose in grande), sono riusciti ad abbattere l’efficienza del percorso di accesso ai treni. Se i nostri padri nel 1861 avevano costruito la stazione con la biglietteria esattamente al centro c’era un motivo: entrando da qualsiasi ingresso si convergeva direttamente al centro, si faceva il biglietto e si andava dritti ai binari. Oggi no; bisogna arrivare fino ai binari, andare fino in fondo al lato destro, fare il biglietto, e poi se il treno è sui primi binari bisogna riattraversare tutta la stazione. D’altra parte, logicamente al centro della stazione ci deve stare un negozio di intimo per signora, no?

In compenso ha aperto il nuovo supermercato, presso l’ingresso su via Sacchi circa a metà della stazione. E ho trovato molto indicativo sull’attuale stato di Torino che esso sia in realtà un discount della catena Dico

[tags]stazione, ferrovie, torino, porta nuova, trenitalia, trasporti[/tags]

divider
venerdì 22 Gennaio 2010, 17:20

Una importante richiesta di aiuto

Oggi presto il mio blog per un messaggio importante. Chiunque abbia frequentato ingegneria elettronica al Poli negli anni ’80 e ’90 ricorda certamente il professor Beccari; della sua serietà non si può dubitare. Sotto il messaggio che ho ricevuto da suo figlio – questo è il sito. Fate circolare il link.

Abbiamo una grave e urgente emergenza in famiglia e mi permetto chiedere anche il tuo aiuto.

Taro, il fratello di mia moglie Mamiko ha pochi mesi di vita, se non fa un trapianto urgente di fegato. Ha solo 38 anni. In Giappone, dove vive, la lista d’attesa è di 4-5 anni. Bisogna trasferirlo al più presto negli USA, dove ha qualche speranza. I costi di questa operazione, con annessi e connessi, arrivano a 660.000 dollari.

Le nostre due famiglie (Beccari e Nagamatsu) non riescono a sostenere questa spesa, soprattutto perchè il pagamento va fatto nel giro di tre settimane, è un tempo incredibilmente breve per una cifra così alta, ma insieme possiamo farcela.

Dal 19 gennaio stiamo quindi chiedendo a tutti gli amici due cose:
– aprire il sito www.savetaro.com e dare un contributo, anche modesto, per permetterci di far operare Taro;
– far girare questa richiesta a tutti i tuoi amici fidati, spiegando che ci conosci personalmente e che si tratta di un’azione seria e urgente;

I dettagli medici, i link per effettuare donazioni, le informazioni sull’uso trasparente dei fondi, e altre informazioni utili si trovano tutte sullo stesso sito www.savetaro.com.

Con un piccolo aiuto di tanti riusciamo a salvarlo, è una corsa contro il tempo.
Puoi far passare parola rapidamente aggiornando il tuo status su Facebook, Linkedin, Skype or Twitter etc.

Ti ringraziamo sinceramente per tutto l’aiuto che vorrai darci e per la tua fiducia nel passare parola.
Se hai domande o idee, non esitare a metterti in contatto.

Daniele Beccari

divider
giovedì 21 Gennaio 2010, 11:21

La mafia blogghistica avanza

Oggi Il Sole 24 Ore, nel supplemento Nova, dedica un articolo al mio bannaggio da Wikipedia (ieri ne ha parlato anche Luca De Biase). L’articolo è molto corretto e dà spazio a tutti i punti di vista; purtroppo lo spazio è quello che è e ovviamente molti dei temi che abbiamo sviscerato nella discussione su queste pagine (1 e 2) non hanno potuto essere affrontati.

Mi resta la curiosità di vedere se ora Vituzzu darà del mafioso anche al giornalista autore dell’articolo; anche se lui, passato il clamore, è andato a cancellare la frase incriminata dalla discussione. Ma non l’ha proprio cancellata; semplicemente ha tirato una riga sopra, così. Sono sicuro che un giudice concorderebbe che tirare una riga sopra una frase è come non averla mai scritta.

Comunque, a parte il divertimento a leggere Frieda che si contraddice da sola in tre righe (comincia con “Non esiste una procedura di riammissione: la voce è stata giudicata non enciclopedica” e finisce con “in futuro è possibile che la voce sia accettata”), devo dire che la questione mi interessa ormai poco; mi spiace più che altro non poter più contribuire ogni tanto all’enciclopedia come facevo prima.

Quanto alla voce, suppongo che per poterla creare bisognerà che il movimento arrivi almeno ad avere un ministro! Solo così avrà una rilevanza enciclopedica pari al Fronte Verde Ecologisti Indipendenti

[tags]wikipedia, il sole 24 ore, nova, mafia blogghistica, vituzzu, frieda, bannato, movimento 5 stelle[/tags]

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2026 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike