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Archivio per la categoria 'StillLife'


mercoledì 21 Marzo 2007, 18:45

In volo?

Ecco, quando è suonata la sveglia alle sei meno cinque, le magliette erano ancora bagnate, così mi sono messo ad asciugarle col phon, e poi le ho messe in valigia bagnaticce cercando di isolarle tra gli asciugamani, e poi sono uscito in ritardo, e poi ho fatto guidare mia mamma che ha sfrecciato a novantacinque all’ora per tutta la tangenziale, e poi… insomma, sono arrivato al check-in Iberia e la signorina mi ha guardato male e mi ha detto: “Ma lei non dovrà mica andare a Madrid?!?”.

Insomma, avevano già chiuso il volo… però io ho fatto gli occhi dolci, e in fondo sono arrivato a -32 minuti dal decollo (il check-in chiude a -35), e insomma m’ha preso ‘sta valigia senza nemmeno pesarla (per fortuna, visto che fatico a sollevarla) e m’ha infilato sul volo, e io ho persino fatto la scena di tagliare (chiedendo) l’infinita coda dei metal detector, visto che avevano già fatto l’ultima chiamata.

E così, le mie magliette ora garriscono allegramente sul balcone di una bella casa di Lisbona, per completare l’asciugatura. Col vento che c’è, basteranno dieci minuti…

…e ho già anche sperimentato i caffè storici del posto!

Pasteis do Belem
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mercoledì 21 Marzo 2007, 09:38

In volo

Mentre leggete queste righe, io dovrei essere in volo per Lisbona via Madrid (oh, finalmente una coincidenza tutta dritta). Sto andando al meeting di ICANN, che comincerà solo sabato mattina – prima, mi godrò un paio di giorni a casa di amici.

Sperando che il tempo sia clemente e che le connessioni abbondino, mi piacerebbe fare qualche foto e metterla su in tempo quasi reale: dicono che Lisbona sia una gran bella città.

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mercoledì 21 Marzo 2007, 00:48

L’Olandesino

Quando devo partire, finisco inevitabilmente per trovarmi a fare la valigia all’ultimo momento, ossia, di solito, verso mezzanotte della sera precedente (se parto col primo volo del mattino).

Questa abitudine, tuttavia, ha un piccolo problema: che potresti accorgerti solo all’ultimo secondo che, nell’addensamento di cose da fare e persone da vedere di questi ultimi giorni, non ti sei ricordato di fare il previsto bucato dei colorati.

Bene, in queste situazioni ci si arrangia: si rimedia un vecchio pigiama invece di quello che si usa di solito, ci si rassegna alle canottierine di cotone a coste da cinquenne (eredità della mamma) invece delle magliette in sintetico colorate, e ci si adatta alle calze beige anche col vestito scuro. Eppure, alla fine di tutto questo, c’è una cosa su cui non ho potuto arrangiarmi: è che, a valigia praticamente chiusa, mi sono reso conto che era rimasta sporca la maglietta da calcio!

Dovete sapere che ad ogni meeting di ICANN o quasi si tiene un torneo di calcio. E che l’ultima volta, in Brasile, l’abbiamo vinto noi dell’At-Large, sfoggiando perdipiù un completino in magliette acriliche verdeoro edizione Germania 2006, donatoci personalmente dal nostro munifico manager Bret Fausett. Ovviamente, dopo la combattutissima finale con i sudamericani di casa, le nostre divise erano sporchissime; a casa, però, il dilemma sul fatto se il capo fosse lavabile in lavatrice aveva procrastinato il lavaggio finchè non me ne ero dimenticato. Ora, cerco la maglietta per metterla in valigia e mi rendo conto che è rimasta nel cestone dei vestiti sporchi!

E così, a mezzanotte e dieci, mi accingo all’esperimento del bravo lavanderino: mi ricordo di avere un fondo di detersivo per lavaggio a mano, riempio il lavandino di acqua tiepida, ci verso un tappo e mezzo di detersivo, infilo la maglietta, la strofino ben bene, la sciacquo, la strizzo… un successone: è pulita, e ha ben cinque ore e mezza per asciugare prima di finire in valigia!

L’esperimento è talmente un successo che decido di proseguire: parte una seconda lavandinata, stavolta con un pigiama, un paio di calze scure e un paio di magliette intime. Sono perfino dotato di Omino Bianco Smacchiatore da versare sulle macchie difficili prima del lavaggio. Approfitto dell’opportuna fase di ammollo per bloggare l’esperienza, e poi vi saluto, che devo ancora sciacquare, strizzare e stendere, e poi anche dormire un po’, se possibile.

Nel frattempo, vedete di farmi avere almeno qualche punto MiraLanza.

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domenica 18 Marzo 2007, 12:48

Nervosismo

Ci sono periodi in cui la tua vita ti manda segnali come ingrassare di tre chili in dieci giorni, ricominciare ad essere pieno di ferite in faccia, e litigare per qualsiasi motivo più o meno con chiunque passi di lì, dagli amici a Vint Cerf.

Riassaporando la sana lezione per cui, in certi momenti, la vita da soli potrebbe alla fin fine essere più piacevole che quella a contatto troppo stretto con gli altri, c’è una sola cosa da fare: uscire in bicicletta!

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sabato 17 Marzo 2007, 14:23

Matematici fiscali

La Stampa di oggi, in un paginone sulle tasse dedicato all’abbondanza di italiani che dichiarano redditi sospettosamente bassi, segnala nel titolo di un riquadro una notizia clamorosa: Aosta è la città dove si paga di meno! Difatti, leggendo il testo scritto in piccolo nel riquadro, si scopre che “Aosta è quella tra le città capoluogo con l’imponibile complessivo più basso, pari a 488 milioni di euro”.

Certo, ai matematici della Stampa, il sospetto sul fatto che Aosta sia anche, di gran lunga, il capoluogo di regione più piccolo di tutti non è proprio venuto.

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sabato 17 Marzo 2007, 04:29

Droghe di gruppo

Sì, sono le quattro e mezza e devo ancora andare a dormire. Ma è tutta colpa di Guitar Hero.

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mercoledì 14 Marzo 2007, 06:16

Le calde notti di Internet

In questi anni di coinvolgimento nei processi internazionali di governance di Internet, ho fatto conference call nei luoghi e negli orari più strani. Tuttavia, una chiamata alle quattro di mattina non mi era ancora capitata!

Tradizionalmente, le conferenze telefoniche internazionali si fanno o nel nostro primo pomeriggio, quando in California è mattina presto e in Giappone è tarda serata, o verso le undici di sera, quando in Estremo Oriente è mattina presto e in America è pomeriggio. Da quest’anno, però, nel Board di ICANN ci sono contemporaneamente un neozelandese e un indiano, e questo scombina tutto, visto che nei due orari di cui sopra sarebbe notte fonda o per il primo o per il secondo. Per cui, abbiamo deciso di prenderci un po’ di notte fonda a rotazione, e stavolta è toccato all’Europa (tra l’altro, gli europei nel Board di ICANN sono solo tre su una ventina, quindi le nostre esigenze pesano molto poco, un po’ come l’Europa nella gestione di Internet).

E così, pur non riuscendo ad andare a dormire prima di mezzanotte, mi sono dovuto mettere la sveglia alle quattro meno dieci, e mi sono ritrovato verso l’alba (la chiamata è finita alle sei e dieci) a discutere di siti porno su Internet, visto che l’argomento clou, al solito, era la proposta di creare il dominio .xxx. E anche stavolta non è successo nulla di particolare!

In compenso, ho fatto più fatica del solito a ricordarmi che (in quanto non votante) quando Vint spara il solito “All those in favor, please say ‘Aye'” devo stare zitto; in alcuni casi, lo ammetto, mi sono semiaddormentato durante la discussione. Per cui, vi saluto e vado a dormire ancora un po’.

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martedì 13 Marzo 2007, 23:10

[[Foo Fighters – The One]]

Beh, parecchie volte in questi anni ho pensato di postare questa canzone; alla fine è venuta una sera adatta.

Everyone makes one mistake
One more time for old times’ sake
One more time before the feeling fades
One that’s born of memories
One more bruise you gave to me
One more test just how much can I take

You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like shit

Something never meant to be
Everything you meant to me
Wake me when this punishment is done
Those who try and get away
From the one who gets away
Someone’s always someone else’s one

You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like shit
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like shit

Until the end of time
In another life
Until the day I die
Just save it up for one more try
Save it for the last goodbye
We go on again off again on again off

You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like shit
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like shit
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like this
You’re not the one but you’re the only one who can make me feel like
Shit

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martedì 13 Marzo 2007, 14:13

Pranzo al sole

Scusate se è un po’ che non bloggo, ma in questi giorni la vita reale mi ha piacevolmente sopraffatto; in fondo, avendo già anni fa ricordato il carattere fondamentalmente onanistico del bloggare – carattere che comunque io cerco di spezzare sollecitando la forumizzazione – prendo la riduzione della priorità delle bloggate come un segnale di maggiore apertura agli scambi interpersonali in carne ed ossa.

Oggi, poi, tornando dal mio appuntamento in bicicletta e vista la splendida giornata, mi sono concesso di tutto e di più: prima la pizza speck e patatine di Angelo – il pizzarolo al taglio di via Vigone quasi angolo via Monginevro, che sfama generazioni di studenti della nuova zona del Politecnico – e poi, per pura golosità, il mio primo mezzo chilo di gelato dalla gelateria Monginevro. Giusto ieri sera discutevamo di come fosse ancora chiusa, e siamo andati da Fiorio, dove per un euro e mezzo ci hanno dato una specie di Ferrero Rocher di gelato in cima a un cono microscopico; fa piacere invece andare là e trovarsi di fronte alla solita montagna di gelato cioccolatoso.

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martedì 6 Marzo 2007, 18:40

Mafiuso sugnu

Un paio di settimane fa, l’azienda per cui ho lavorato nel 2006 mi ha pagato otto mesi di stipendi arretrati, più il venti per cento di IVA; come potete immaginare, è una bella sommetta. Io li ho tenuti un po’ lì, poi ci ho aggiunto la liquidità che mi restava dall’aver finalmente venduto un po’ di vecchie azioni, e venerdì, dall’Internet banking, ho trasferito il tutto sul mio Conto Arancio in attesa di decidere investimenti più seri.

Oggi comincio a ricevere mail e telefonate dalla mia banca, in cui mi avvisano che devono parlarmi urgentemente. Già penso che vogliano vendermi qualche fondo di liquidità, visto il bonifico di venerdì. Invece, li richiamo e la gentile signorina comincia con circospezione a farmi qualche domanda… a chiedere quali sono le mie fonti di reddito… e in particolare, “potrebbe spiegarci il motivo di quel consistente bonifico che arriva da un’azienda?”.

Gli spiego che è il mio stipendio, e allora di colpo la signorina si rasserena, e mi spiega che dalla centrale hanno dei meccanismi che individuano automaticamente movimenti sospetti di denaro tra più conti, specie quelli intestati a singoli individui come me. In più, c’è quel bonifico di importo elevato disposto via Internet… e naturalmente, arrivando da Internet, come ci si può fidare?

Per quest’ultima cosa, insomma, la signorina mi dice che dato l’importo hanno bisogno di una riprova, per sicurezza, in modo che io non possa contestare. E la riprova consiste nel far partire una conversazione a tre: io, lei e un risponditore che registra la conversazione. Una gentile voce sintetica mi recita un numero di ticket, e poi io recito il mio nome, cognome, data di nascita, numeri di conto, ABI, CAB e importo. Finito: finalmente il mio bonifico può partire.

Resto però stupito dall’efficienza antimafia (antinero?) della mia banca; e ho il sospetto che alla prossima fattura di importo elevato che transiterà sul mio conto, non potrò più presentarmi in filiale…

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