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Archivio per la categoria 'StillLife'


lunedì 5 Marzo 2007, 21:42

Milano

Oggi era una giornata talmente bella che persino Milano sembrava quasi un posto piacevole dove stare.

Oh, ho detto quasi, eh!

(A dimostrazione di questo, nel già brutto quartiere tra Corso Buenos Aires e la stazione, vicino al leggendario Bar Cin-Cin…nato di piazza Cincinnato, all’incrocio tra via Lecco e corso Tunisia, oggi ho avvistato un intero palazzo semibruciato e abbandonato, che nemmeno a Beirut l’avrebbero lasciato lì così.)

(Sì, come sempre quando ho mezz’ora di attesa per il treno di ritorno, sono andato alla Borsa del Fumetto!)

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domenica 4 Marzo 2007, 18:59

Domenica all’aria

Non ce l’ho fatta. Ero in casa da venerdì sera, intento a rilassarmi e a installare Ernesto, guardando ogni tanto un po’ di TV, giocando alla Playstation e leggendo. E però, oggi la giornata era talmente bella (e ci si sono messe anche le chiacchierate di kayak in chat) che, pur avendo già invitato gli amici alle 15 a casa mia per vedere la partita, alle 13:45 ho deciso che dovevo proprio uscire. Sono andato giù, e dopo una sessione di differenziata (mamma mia quanta plastica genero), ho inforcato la bici.

Visto il tempo limitato, l’idea era di fare semplicemente una puntata alla Pellerina, ma man mano che mi muovevo, sedotto dal sole, ho cambiato obiettivo, prima pensando al giro della Dora corto (attraversando a Collegno vecchia) e poi a quello lungo (attraversando ad Alpignano). La giornata era incredibile, non c’era una nuvola e, in maniche corte, l’aria freschetta e odorosa di ghiaccio mi faceva stare benissimo.

Già pedalando verso Collegno mi venivano in mente varie giornate del genere, di primavere luminose spese andando a trovare amici per giocare al computer, o a comprare giochi del computer, o leggendo riviste di computer, o… insomma ero un ragazzino un po’ monotematico, eh! Ma poi, in fondo in fondo, si vedeva il Rocciamelone pieno di neve; e così, invece di andare al ponte di Collegno, ho attraversato il parco dei matti (sulle panchine in viale Gandhi, potrebbe cantare Dalla), percorso in piega la rotonda di via Colombo a velocità da moto, salutato da lontano piazza Che Guevara (uno dei centri di gravità della mia infanzia) e poi, dopo largo Grande Torino, ammirato l’improvvisa apertura del panorama, con il Musinè che compare improvviso per tutta la sua larghezza.

E’ un peccato non potersi infilare nel Cotonificio di Bruere, un posto pieno di fantasmi e di magie; ma tutto, compresa persino l’ex provinciale Pianezza-Rivoli, è recintato da quando crollò il ponte di Pianezza… e così, si risale per i campi fino al cimitero di Alpignano, dove stavolta ho attraversato dalla pista ciclabile (un ponte sopratubo), invece che dallo scenografico ponte vecchio e dalla sua centrale idroelettrica in miniatura (o è un mulino? boh), che però prevede una salita secchissima subito dopo.

Il ritorno è per la vecchia statale ventiquattro, dove hanno eliminato il semaforo di Oltredora e ci hanno costruito una megarotonda con annessi PC City, UniEuro e Burger King. All’ingresso di Torino mancavano pochi minuti alla partita, e quindi ho arrischiato la salita di corso Marche, praticamente un pezzo di tangenziale… ma non c’era quasi nessuno a sfrecciare inscatolato a centodieci all’ora, e così mi sono concentrato sulla salita, leggermente meno secca di quella di via Pietro Cossa ma ancora più lunga.

Chiudo in un’ora precisa per una ventina scarsa di chilometri, e con una soddisfazione fantastica: era troppo tempo che non uscivo in bici senza una meta precisa e andando fuori città. Ora aspetto la tradizionale Torino-Robassomero-Torino di Pasquetta…

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venerdì 2 Marzo 2007, 16:29

3msc

Entrare alla Fnac di via Roma. Fare un giro per la parte informatica, guardare i cellulari (devo cambiarlo da soli due anni), osservare un ragazzino che si pianta su Them Bones a livello facile, e poi decidere di passare a qualcosa di serio. La cultura. I libri.

E così, avvicinarsi alla scala che scende verso la sezione dei libri, e venire colpiti, d’improvviso, dalla vista della parete tutta tappezzata di innumerevoli, infinite copie di un libro solo: Federico Moccia, Scusa ma ti chiamo amore.

Vomitare. Voltarsi. Tornare indietro, e promettere a se stessi di leggere soltanto più fumetti giapponesi.

P.S. Oggi a pranzo, lì attorno, ho incontrato per caso Pippo Pancaro. Ma invece di raccontarlo a voi, l’ho raccontato su Toronews.

P.P.S. Mentre uscivo dalla Fnac, al banco dello sviluppo foto, ho pure dovuto osservare la scena di un trentenne fighettissimo, gellato e firmato, che litigava con l’addetto pretendendo che gli ristampasse le foto perchè “i colori mi sembrano un po’ sbiaditi, e poi questa qui c’ha un po’ di sfocatura, non è che l’avete ingrandita?” (invano l’addetto provava a spiegargli la differenza tra zoom ottico e zoom digitale nelle macchine fotografiche moderne, tra cui quella da cinquanta euro che lui aveva acquistato al Carrefour). Ora, caro trentenne fighettissimo, vorrei ricordarti un concetto basilare: tuo nonno, alle ore tredici di un venerdì feriale, stava certamente a farsi un mazzo come una casa in una miniera di sale. Che tu rompa il cazzo all’universo perchè le foto di te e di quella coatta della tua attuale fidanzata (almeno fin quando non vi metterete le corna a vicenda dichiarandovi insoddisfatti dalla mancata somiglianza fisica tra il vostro partner e l’ultimo calciatore/velina di successo) c’hanno il rosa shocking intenso del giubbottino firmato trendy 2007 che sembra il rosa shocking mediano del giubbottino firmato trendy 2006 e che oggi non è assolutamente più trendy, vuol soltanto dire che gli italiani hanno troppi soldi in tasca e troppo poca voglia di lavorare.

(Rant antisociale in stile Sciasbat)

[tags]moccia, scusa se ti chiamo amore, fnac, pancaro, toro, giovani d’oggi, antisociale[/tags]

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giovedì 1 Marzo 2007, 19:44

Consumatori telematicamente organizzati

Editoriale appena arrivatomi da Rutto direttamente per SMS: “13€ per l’aperitivo: è record?”

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mercoledì 28 Febbraio 2007, 20:33

Mamme intelligenti

Oggi, poco dopo le 17. Una striscia d’asfalto in mezzo a un prato, bordeggiata da due strisce bianche. Il disegno di una bici in mezzo, fatto con la vernice. Il cartello rotondo, blu, con il disegno di una bici. Io, in bici, sulla pista. Svolto da una curva e…

…subito dietro la curva, ci sono quattro o cinque mamme, con altrettanti pargoli dai due ai quattro anni. Un paio di bimbi sono su minuscoli tricicli, e percorrono la pista di traverso, in modo da bloccare il traffico. Gli altri sono distesi per terra, e disegnano coi gessetti colorati sull’asfalto.

Inchiodo e li manco di poco. Ma, a ben pensarci, avrei dovuto prenderli sotto tutti, bambini e mamme. Avrei contribuito positivamente all’esplicazione di un sano principio di selezione naturale.

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martedì 27 Febbraio 2007, 15:47

Onomastica

Stanotte ho passato uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.

E’ successo che, dopo due mesi di attese e tentennamenti per vari motivi, mi sono finalmente deciso ad installare il mio nuovo server casalingo, che dovrà permettere a breve il pensionamento del glorioso Lazzaro, l’attuale gateway di casa, file server, macchina di sviluppo, server di stampa, backup di posta, name server eccetera.

Lazzaro era stato denominato così in quanto risorto per infusione di pezzi di vario genere dopo la morte giovane e improvvisa della sua prima incarnazione; ed è stato in onorato servizio sin dal luglio 2002, pur venendo reinstallato, con un passaggio da Debian a Gentoo, nel 2004.

Dunque, il dilemma che si è posto stanotte verso l’una è uno dei più terribili a cui ci si trova di fronte in questi casi: come chiamare la nuova macchina?

Ho pensato a varie soluzioni. Ho pensato di chiamarlo Nero, visto il suo nuovo, elegante contenitore; ho pensato a vari termini piemontesi, che fanno un po’ retrò. Poi, alla fine, ho deciso di continuare la serie dei nomi propri maschili, e ho trovato subito quello giusto. Insomma, a meno che qualcuno di voi non se ne esca subito fuori con una idea geniale, il nuovo server si chiamerà Ernesto.

Ciò avviene non soltanto in onore al più famoso moderatore di Toronews, leader onnipresente della comunità con oltre quarantamila messaggi in quattro anni, fumettaio di Bra che di secondo lavoro fa l’osservatore per l’Udinese e l’esperto di calciomercato, pur vivendo per il Toro; e che proprio stamattina, dopo una settimana di caos, si è autoproclamato “Presidente del Soviet Supremo” di Toronews, diventando il capo della comunità di moderatori indipendenti, cambiando nick in EPHECTO, e aggiungendo Marx e Engels alla tradizionale immagine di Lenin nel suo avatar; presenza costante delle mie notti sul forum, per quanto, di persona, ci si sia incontrati una volta sola, tanto tempo fa, davanti al campo sportivo di Giaveno.

Il motivo principale, invece, è che quest’anno cade il quarantennale dalla morte del Che; e l’idea di spedire messaggi al Board di ICANN, e qualche volta persino a un po’ di altolocati esponenti del Dipartimento del Commercio americano, da un server chiamato Ernesto mi pareva troppo intrigante per farmela sfuggire. Chissà, magari mi ci mettono sopra un embargo!

P.S. Sì, so che passando da Lazzaro ad Ernesto vado in controtendenza rispetto alla politica italiana. Ma chi se ne frega; ogni tanto, anche nell’era del pensiero unico e della tecnocrazia, bisogna rispolverare qualche mito romantico.

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venerdì 23 Febbraio 2007, 02:30

Esperimenti notturni di Fisica al Monte dei Cappuccini

È incredibile come, in certe condizioni, i vetri della macchina si appannino subito.

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giovedì 22 Febbraio 2007, 15:34

Intervallo

A parziale ammenda per il post precedente, bisogna dire che Radio Flash fornisce anche dell’intrattenimento di alto livello e grande divertimento, come sottofondo per le mie interminabili form in MySQL + PHP + HTML + Javascript + AJAX (abbreviabile MPHJA?). Tutto ciò in particolare da quando, dalle 14 alle 16, sono tornati in onda il dottor Lo Sapio e Federico Bianco, già più volte rimpianti su questo blog, nel nuovo programma di informazione FlashNews24.

Così, tra le varie stupidaggini e meno stupidaggini (tra cui un interessante servizio sui retroscena dei call center) che mandano in onda, ogni tanto parte l’intervallo. Incomincia la tradizionale Toccata in La Maggiore del Paradisi, e (pur se radiofonicamente) ci si immagina un intervallo di quelli tradizionali, con le immagini fisse di vari angoli d’Italia.

Solo che, con la sua voce profonda e il suo inconfondibile accento barese, Lo Sapio enumera con la massima serietà luoghi e panorami come i seguenti:

“Crugliasche. L’Ichea.”

“Nicheline. La Tintoria Da Ggiusi.”

“Torine. Corse Monte Grappe. La pizzeria Messiche Settanta.”

Quando ho sentito l’ultima non ci volevo credere. Ah, quante pizze del liceo!

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lunedì 12 Febbraio 2007, 18:16

Conti

Gran parte della mia giornata di oggi è andata perduta in uno di quei buchi neri che assorbono le vite degli esseri umani adulti, specie se liberi professionisti: l’attività di “archiviazione documenti e contabilità”.

In poche parole, in vista della chiusura dei miei conti del 2006, ho dovuto recuperare tutte le fatture arretrate (ad esempio, registrandomi sul sito di Libero per controllare tutti gli arretrati dell’ADSL) e controllare di averle inserite nel foglio Excel; il che ha richiesto di andare a spulciare tutte le varie pile di documenti che ho per casa, provvedendo nel contempo a classificarle. Le lettere della banca ora sono nella pila della banca; quelle dell’assicurazione, nell’apposito mucchio; e poi c’è la corrispondenza sparsa, quella delle linee aeree, quella del Conto Arancio, quella di ciascuno dei fondi d’investimento in cui ho messo denaro, quella del mutuo casa, quella dell’amministratore, quella dell’amministratore della montagna, persino la Rai che vuole il canone (ma lo paga già mia mamma!).

Montagne, mucchi e mucchietti di lettere, ognuna con la sua brava busta (e io già sono diligente e le riciclo per uso interno). Molte di esse contengono anche fogli aggiuntivi di pubblicità che non leggerò mai, di avvisi ai consumatori, di convocazioni e verbali di assemblee milanesi e lussemburghesi. Ogni tanto compare persino, magari dopo mesi di immersione, una tessera fedeltà, una raccolta punti, o un messaggio elettorale di un candidato di Forza Italia.

Ma è possibile che, nell’era di Internet, io non possa ricevere tutta questa roba in formato elettronico? Magari, per le questioni finanziarie, con un allegato in XML standard, che si possa importare automaticamente in Excel o in un software di contabilità di massa?

Comunque, incoraggiatemi, perchè non ho ancora messo mano all’attività più tediosa di tutte: quella di esaminare ogni singolo scontrino di ogni busta di ciascuno della ventina di viaggi grandi e piccoli che ho fatto nel 2006, e capire se può essere inserito in un rimborso spese di questa o quella organizzazione, o perlomeno scaricato dalle mie tasse…

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mercoledì 7 Febbraio 2007, 22:05

Nulla

Oggi giornata inutile: non sto benissimo e non sono riuscito a fare praticamente niente, incluso bloggare. Però ho imparato molto sulla storia politica della decolonizzazione e di varie parti dell’Africa, per una faccenda di cui spero di poter bloggare in dettaglio tra qualche giorno. Domani spero di star meglio e di essere più produttivo…

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