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domenica 25 Febbraio 2007, 21:57

Non sono io che sono razzista, sono loro che sono motociclisti

“Il divieto odierno di traffico non mi trova d’accordo [perché] non trovo nessuna distinzione tra chi ha una macchina pulita e la guida con prudenza e l’esibizionista di turno. Rendiamoci inoltre conto che l’inquinamento è di per sé micidiale ma anche gli incidenti causati dal traffico lo sono. Lo smog non è infine privilegio e problema solo cittadino: percorro regolarmente nel fine settimana un’affollata strada di provincia e assisto da tempo a spettacoli terrorizzanti con la partecipazione di squadre di motociclisti che eseguono sorpassi acrobatici a velocità folle seduti su veicoli che immettono nuvole di gas maleodoranti e suoni assordanti.”

(Tullio Regge, su La Stampa di oggi)

P.S. A me comunque risultava un “divieto di transito” e non un “divieto di traffico”.

P.P.S. ,,,,, un po’ di virgole al professor Regge, offro io volentieri.

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14 commenti a “Non sono io che sono razzista, sono loro che sono motociclisti”

  1. .mau.:

    A me risultava un divieto di circolazione (ad essere pignoli, “circolazione dinamica” che mi ha sempre fatto chiedere “ma cos’è la circolazione statica?”
    Ciò detto, un vero punto da tenere a mente è che i derogati dovrebbero però avere un limite di velocità urbano posto a 30 Km/h, perché altrimenti la cosa serve a poco.

  2. Mir:

    Trovo inutili queste “mobilitazioni” se poi le grandi aziende automobilistiche non investono in forme di abbattimento delle polveri “piu’ intelligenti” perche’ hanno paura di perdere quote di mercato.
    Poi fara’ anche bene cambiare mentalita’ in senso ecologico, e certe iniziative servano a sensibilizzare sul problema, ma volerle applicare su vasta scala mi pare pura idiozia.
    Se devo andare a trovare un amico fuori citta’ o se l’auto mi serve per movimenti di lavoro, non andro’ mai in bicicletta, anche se qualche ecologista vuol COSTRINGERMI a farlo coi suoi vaneggiamenti del tipo “multiamo tutti” o “rendiamo poco desiderabile l’uso dell’auto per legge”
    (vedi : multiamoli)
    E non totalizzero’ mai 4 ore al giorno di spostamenti invece di 2 per andare al lavoro usando i mezzi pubblici se sono inefficienti. Se lo scordino, gli ecologisti.
    Che progetti dei motori piu’ furbi chi li deve progettare, invece. E chissa’ che per una volta le quote di mercato non le guadagnino..

  3. mousse:

    E’ dimostrato da ricerche indipendenti che quello che va tanto di moda come causa di inquinamento (ovvero il PM10, ma casualmente l’anno scorso non se ne parlava ma andava più di moda l’ossido di carbonio) in realtà oltre a venire prodotto per minima parte dal traffico veicolare (il 15/20% rispetto al totale). Non solo, ma dalle stesse ricerche pare che abbia un impatto minimo come causa di malattie.
    Indipendentemente da tutto questo è sicuramente più comodo trovare dei capri espiatori semplici da colpire, tipo il traffico, e ignorare tranquillamente, ad esempio, gli impianti di riscaldamento dei condomini, mal regolati e peggio mantenuti, che ti costrigono ad aprire le finestre perche’ hai 35 gradi in casa e producono l’80% del “famigerato” PM10. Le aziende automobilistiche in questa faccenda c’entrano marginalmente, dato che anche se avessimo un (impossibile) abbattimento delle polveri del 100% avremmo comunque un impatto minimo sul totale. Il problema è anche la conformazione geografica dell’italia e soprattutto della pianura padana, che ha una circolazione d’aria per lo più chiusa.

    Insomma la soluzione non è far andare a piedi la gente la domenica.

  4. Giacomo P.:

    Il divieto di circolazione è di per sé completamente inutile per ridurre l’inquinamento, ma questo lo sanno tutti.
    E’ a mio modo di vedere utile per far capire alla gente che il problema dell’inquinamento c’è e ne subiamo le conseguenze già adesso, e non è un problema che forse toccherà Venezia fra 200 anni…
    E’ da prendere quindi come una campagna di sensibilizzazione sul problema

  5. Alberto:

    A commento di un altro post si parlava di benaltrismo e anche qui il benaltrismo impera. Perché prendersela con le auto quando le caldaie inquinano molto di più?
    Io direi che dovremmo chiederci: se è vero che l’80% del PM10 viene dal riscaldamento cosa possiamo fare per abbatterlo? Il blocco del riscaldamento? Invece che le “Domeniche a piedi” avremmo le “Domeniche con la trapunta”?
    Credo sia difficile non riconoscere che andare a fare le vasche in macchina in Via Roma la Domenica pomeriggio sia un bisogno meno primario dell’avere il riscaldamento acceso in casa e quindi dobbiamo rassegnarci a poter agire soprattutto su quel 20% (almeno se l’effetto serra non ci aiuta), senza dimenticarci che ci sono già incentivi alla sostituzione delle caldaie, all’installazione di pannelli fotovoltaici, c’è il teleriscaldamento, eccetera…
    Ciao ciao

  6. BlindWolf:

    I motori e le marmitte recenti sono fatti per ridurre gli inquinanti emessi. Non a caso ci sono le norme “Euro 1”..”Euro 4″ riguardanti le emissioni.

    I veicoli di nuova produzione devono sottostare ai vincoli della normativa per poter essere immessi nel mercato, quindi le case automobilistiche (per una volta) con l’inquinamento ci azzeccano poco. Ma il fatto che in certe condizioni venga permesso il traffico solo alle Euro 4 alle case autobilistiche piace parecchio: se uno vuole circolare deve rottamare l’auto vecchia e comprarsi quella nuova!

    Aggiungiamo che si parla tanto delle PM10 ma non si conoscono ancora i rischi delle polveri ancora più sottili (nanopolveri).

    Ah, nel Nord Europa per ridurre l’inquinamento da PM10 lavano le strade. Qui da noi non si fa. Costa troppo. Più comodo bloccare il traffico o spingere a comprare la macchna nuova, così l’economia gira.

  7. Giacomo P.:

    Qui a Trieste nei giorni a rischio di sforo, si lavano le strade, ma mi risulta che sia inutile (oltre che costoso).

  8. .mau.:

    Blindwolf: a Milano lavano le strade tutte le settimane. A parte le madonne per trovare un parcheggio e le multe che prima o poi ti capitano perché ti sei dimenticato di spostare la macchina (io sono tre anni e mezzo che non ho più di questi problemi, per fortuna :-) ) non mi pare che ci siano chissà quali risultati.

  9. BlindWolf:

    Queste erano le informazioni che avevo riguardo all’argomento “come mai nel Nord Europa hanno meno polveri sottili”, generalmente citate da automobilisti inferociti per i blocchi alla circolazione.

    Grazie per la vostra testimonianza.

  10. .mau.:

    Nel Nord Europa (in vari posti del) hanno meno polveri sottili perché (a) le condizioni meteo sono migliori – pensa all’Olanda e ai suoi venti; (b) il traffico è minore e più fluido.

  11. BLindWolf:

    Su questo non ci piove (gioci di parole!).
    Ma allora perchè lo fanno? Per scialacquare (altro gioco di parole!) soldi pubblici?

    Mi sto documentando sulle esperienze italiane… attenzione però che i risultati li comunicano i Comuni stessi e che quindi potrebbero dire ciò che vogliono.

  12. BlindWolf:

    Qui i risultati (poco incoraggianti) dell’agenzia per la protezione ambientale lombarda:
    http://www.ecodallecitta.it/old/mar2003/smog/lavaggiostrade.htm

    Continuo comunque a chiedermi come mai, venti o non venti, traffico o non traffico, al di là delle Alpi sia comunque utilizzato come metodo per la riduzione dell’inquinamento.

  13. fiob2j4fww:

    Hi! Ebanij vrot! v62l3yn1jn vhnpptp3s1!

  14. 3iyipjw8ig:

    Hi! Ebanij vrot! 2hoc26xdvv imayuw1uad! http://boards.sonypictures.com/boards/member.php?u=66330

 
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