Sky
Vittorio vb Bertola
Fasendse vëdde an sla Ragnà dal 1995

Giò 4 - 14:36
Cerea, përson-a sconòssua!
Italiano English Piemonteis
chi i son
chi i son
guida al sit
guida al sit
neuve ant ël sit
neuve ant ël sit
licensa
licensa
contatame
contatame
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vej blog
vej blog
përsonal
papé
papé
fotografie
fotografie
video
video
musica
musica
atività
net governance
net governance
consej comunal
consej comunal
software
software
agiut
howto
howto
internet faq
internet faq
usenet e faq
usenet e faq
autre ròbe
ël piemonteis
ël piemonteis
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
vej programa
vej programa
travaj
consulense
consulense
conferense
conferense
treuvo travaj
treuvo travaj
angel dj'afé
angel dj'afé
sit e software
sit e software
menagé
login
login
tò vb
tò vb
registrassion
registrassion

Archivio per il giorno 26 Luglio 2007


giovedì 26 Luglio 2007, 23:08

Ah, la poesia

Ah, la poesia di quegli antichi empori di paese, dove i villeggianti si recano d’estate per gli acquisti più diversi, e per soddisfare le proprie necessità d’ogni genere!

L’emporio del paese ha per definizione tutto. E’ la tua ancora di salvezza per non dover prendere la macchina e farti venti minuti di curve per andare nel paese più grosso, quello dove c’è un vero supermercato; e così, grandi e piccini, villici e stranieri si ritrovano regolarmente al suo interno, in un momento di fraternità e di allegria.

L’emporio del paese sta tipicamente in una casa anni ’60 sulla strada principale, al margine del villaggio vecchio – questo perché quasi sempre è figlio del boom economico degli anni ’60, quando la villeggiatura divenne di massa e quando il concetto stesso di supermercato fu introdotto anche in Italia. Spesso non ha nome, ma può accadere che, nei luoghi di villeggiatura più conosciuti, esso abbia un nome che richiama il futuro rispetto agli anni ’60, come il mitico Al 2000 di Loano.

All’emporio del paese, prima di arrivare al cibo e alla sezione pulizia per la casa, ci sono sempre due elementi fondamentali: le riviste di enigmistica per gli anziani, e i giocattoli per i bambini. I giocattoli per i bambini non possono non includere le biglie, le pistole ad acqua, i palloni Super Tele e un insieme misto di babacio per i più piccini.

Superata la sezione giocattoli, si prendono i cestini, o, negli empori più grandi, i carrelli, che sono un po’ arrugginiti e confrontati con quelli dell’Ipercoop sembrano tazzine, ma rappresentano pur sempre la modernità. E poi, ci si può aggirare liberi per le tre corsie dell’emporio vero e proprio, in cui su scaffali semivuoti di stile sovietico troneggia uno di tutto, rigorosamente di marca: una confezione di Macine, una di Galletti, una di Tarallucci e una di Campagnole, sicché, se oggi vieni a far la spesa tardi, è già passata la signora Rina a fregarti le Macine e tocca accontentarsi dei Tarallucci.

In parallelo, in un angolo, c’è la sezione pulizia per la casa: quella dove esistono ancora prodotti che pensavi scomparsi e che invece sono vitali per la sopravvivenza delle vecchiette del paese, come l’Ariel bucato a mano in polvere, o la candeggina Ace, mito degli spot della nostra infanzia, che se capita oggi in mano a un giovane rischia di esser bevuta pensando che sia un succo di frutta. Le vecchiette non potrebbero sopravvivere senza il bucato a mano e senza la candeggina; quando dall’emporio del paese spariranno questi prodotti, le vecchiette, come Gandalf, capiranno che il loro tempo è passato e si lasceranno morire, visto che prendere una nave per non si sa dove è scomodo e comunque non ci sta nel magro budget fondato sulla pensione di reversibilità del defunto signor Luigi.

E poi, al fondo dell’emporio del paese c’è sempre il titolare, che vive in simbiosi con il suo negozio da quando la moglie è fuggita con un ragioniere di Gallarate venuto in vacanza ad agosto, e ti attende sornione alla cassa o dietro il banco frigo; un banco frigo in cui c’è sempre uno di tutto – una fetta di emmental, una mozzarella, un salame, e persino del lievito di birra risalente alla guerra del ’15-’18 – e, se sei baciato dalla buona sorte, può capitarti di ricevere un pezzo di formaggio dalla stessa forma dell’estate precedente.

Sono stato fortunato a venire in vacanza qui sull’altopiano di Asiago, in uno dei paesini più piccoli, dove ho potuto ancora avvalermi della gioia e della simpatia di un vero emporio di paese.

Certo che poi arrivi alla cassa, ti chiedono 46 euro per tre minchiate, e allora concludi che la poesia può anche andare a farsi fottere, e che è ora che arrivi la grande distribuzione anche quaggiù, vacca d’un mona!

divider
 
Creative Commons License
Cost sit a l'è (C) 1995-2021 ëd Vittorio Bertola - Informassion sla privacy e sij cookies
Certidun drit riservà për la licensa Creative Commons Atribussion - Nen comersial - Condivide parej
Attribution Noncommercial Sharealike