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Archivio per il giorno 10 Novembre 2007


sabato 10 Novembre 2007, 16:28

Valute speziate

Ecco la versione inglese del modulo di dichiarazione doganale che il Brasile fa compilare a tutti gli stranieri in ingresso. Io ho soltanto aggiunto la freccia.

brazil_dogana.jpg

Spero di non aver messo il portafogli troppo vicino al barattolo del curry.

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sabato 10 Novembre 2007, 13:28

Impatto su Rio

Arrivare a Rio è sempre impressionante. Ci sono varie cose che ti colpiscono: innanzi tutto il paesaggio meraviglioso, lunare; è come se avessero tirato a caso pietre sabbia legno e acqua in una cassetta, e poi li avessero agitati fino a farli incastrare in modi assurdi, con promontori verticali che spuntano in mezzo a lagune e spiagge infinite.

E poi la povert√†, il terreno edificabile ricoperto per ogni dove di casette di mattoni o di lamiera, arrampicate sulle colline a perdita d’occhio. Dall’aeroporto al centro e oltre, verso le zone ricche di Copacabana e Ipanema, hanno costruito venti chilometri di superstrada sopraelevata: sei corsie di cemento a quindici metri d’altezza, direttamente sopra le casupole delle favelas. Era l’unico modo per evitare il brigantaggio, e il circondario √® talmente degradato che una sopraelevata sopra il tetto di casa non peggiora sensibilmente le cose.

E poi la disorganizzazione creativa; creativa perch√© ci vuole ingegno a far funzionare cos√¨ male le cose. All’aeroporto, per esempio, non hanno come in tutto il mondo un nastro di consegna bagagli che esce dal deposito e vi rientra, con una parte dietro il muro su cui vengono scaricati i bagagli; sarebbe stato troppo efficiente.

Hanno invece un nastro circolare nella sala, che in un punto passa vicino al muro. L√¨ si apre un passaggio dal quale esce un altro nastro, orizzontale, che si immette sul primo con un angolo di circa trenta gradi. Per permettere l’immissione, l’ultimo pezzettino di questo nastro – la corsia di immissione – √® separato e scorre a una velocit√† pazzesca, per cui le valigie che provengono dal deposito, finendovi sopra, vengono scagliate con una forza tremenda sul nastro della sala, tanto da urtare il bordo dall’altro lato e spesso rischiare di ribaltarsi e cadere oltre; qualcuna s’√® aperta e spatasciata.

Pertanto, con questo sistema, bisogna evitare lo scontro violento tra le valigie in immissione e quelle gi√† sul nastro principale; per cui ci hanno messo una pezza mediante un omino che, a mano, ferma e riaccende il nastro di immissione, facendolo partire solo quando il nastro principale √® libero. Vista per√≤ la potenza del lancio, il movimento √® molto impreciso, per cui bisogna che vi sia un notevole spazio libero per poter attivare l’immissione. Nel contempo, per√≤, il nastro principale √® assolutamente insufficiente a contenere tutte le valigie di un volo intercontinentale, e perdipi√Ļ la maggior parte della gente resta bloccata a lungo al controllo passaporti; in pratica, dopo cinque minuti il nastro principale √® pieno, il nastro di immissione √® sempre fermo e lo scarico dei bagagli si blocca.

A questo punto, serve una ulteriore pezza: ecco quindi un altro omino che, sul nastro principale, preleva le valigie che hanno gi√† fatto un paio di giri, le toglie, e le butta a caso in mezzo al salone, creando vari mucchi. In pi√Ļ, se nemmeno questo basta, un po’ di valigie vengono scaricate sul nastro adiacente, naturalmente senza alcun tipo di segnalazione o di annuncio.

In sostanza, passerete venti minuti girando tra due nastri e tre o quattro mucchi di valigie, in mezzo a torme di gente disperata come voi, sperando di intercettare il vostro bagaglio prima che se lo freghi qualcuno.

Per fortuna che alla fine c’√® un aiuto insperato: mentre prendo la valigia arriva un SMS da Roma per avvisarmi che l’Ambasciata ha mandato una automobile per portarmi all’albergo, tutta per me. U√®ila, qui non ci facciamo mancare niente! Peccato che l’auto dell’ambasciata fosse dal meccanico, per cui sono arrivati con la Gol(f) della cugina dell’amico di qualcuno, o qualcosa del genere… ad ogni modo, applausi per la capacit√† di arrangiarsi: gli americani mica ci sarebbero riusciti.

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