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giovedì 1 Maggio 2008, 12:14

La sceneggiata Napolitano

Ha fatto discutere, ieri su Repubblica, la lettera a Napolitano di una ragazza napoletana “costretta” ad abortire perché in due guadagnano “solo” 1300 euro al mese, avendo pure la casa gratis da un parente. Questo blog, oltre ad essersi finalmente deciso ad istituire con effetto retroattivo la doverosa categoria Piangioccioni, ha realizzato uno scoop clamoroso: ha scoperto il primo testo della lettera, quello effettivamente scritto dalla ragazza prima che Repubblica ci mettesse le mani. Riportiamo qui sotto i due testi, fianco a fianco, senza commento.

Nota: Nella bozza compaiono anche alcuni dati autobiografici che Repubblica ha poi attentamente omesso dal testo finale, ma che sono stati prontamente spiattellati dalla ragazza nei suoi quindici minuti di celebrità.


Testo pubblicato da Repubblica Testo originale
Egregio Presidente, sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent’anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Ciao Nappy, sono incinta. Sai Nappy, ho trent’anni, ho un lavoro, sono sposata (il mio lui è cubano venticinquenne, è un artista, sai mi sono innamorata subito, l’ho guardato e ho pensato “mì che artista!”), ma non ho ancora imparato a prendere la pillola.
Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! E così, Nappy, mo’ voglio usare ‘stu figlio per farmi pubblicità e vedere se scucio dei soldi a qualcuno.
Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l’aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un’emozione bruciante, una felicità incontenibile. L’idea di aver concepito un figlio con l’uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare. Io ‘stu figlio proprio non lo volevo, e a dire il vero di ‘sto negrone mi sto anche un po’ rompendo le palle, però aspetta che prendo un paio di Harmony e tracopio un paio di frasi ad effetto, così magari riesco a convincere pure me stessa che lo amo ancora, pure se m’ha messa incinta a tradimento perché non gli piace il preservativo.
Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza. Trombare senza preservativo è stato bellissimo, però poi sono scesi gli ormoni e ho capito di aver fatto una gran minchiata.
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti “lavoretti” che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese. Sai Nappy, io non sono manco laureata, però non è possibile che oggi a Napoli una vada a cercare lavoro e non le offrano subito duemila euro al mese per non fare un cazzo! Che vergogna! Così ci tocca lavorare addirittura anche il sabato, per guadagnare una miseria, due lire, insomma 1300 euro al mese, che non ci pago nemmeno la vacanza a Sciarm.
Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Studiavo Scienze Politiche a Napoli, una facoltà che Arvard e Ieyl gli fanno un pippone. Lì agli esami ti danno o 29 o 30, io ero tra quelli che prendevano 29. Così ho smesso di studiare e già che c’ero pure di lavorare, che era tanta tanta fatica, Nappy!
Quest’ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Pensa che avevo scritto già tanti articoli, uno sul divieto di sosta in via Ponte Cagnano, uno pure sul nuovo centro commerciale, e però non m’avevano ancora assunta, e come si fa allora, che io c’ho fretta di farmi assumere, che poi devo mettermi in maternità ed entro tre anni voglio andare in pensione!
Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione. Quindi ho mollato il lavoro per avere più tempo per il mio uomo, che mi appassionava di più, ma poi ho capito che nun mi danno uno stipendio solo per trombare!
Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d’amore. I miei genitori, alla vista di un fidanzato artista cubano venticinquenne, mi hanno diseredata e buttata fuori di casa, quindi o lo mollavo, mi laureavo e facevo una vita come chiunque altro, o, pensa, mi toccava lavorare e mantenermi da sola, e ho solo trent’anni!!
Scelsi la seconda strada. Scelsi l’amore! Scelsi l’amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c’è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!! E qui ho fatto un’altra minchiata e ancora mi chiedo perché, Nappy, ma non lo voglio ammettere perché la mia autostima andrebbe in crisi, quindi invoco te, la Madonna e Maradona.
Ora però è diverso…! Ma, in effetti, ho proprio fatto una minchiata.
Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; Nappy, è vero che a Napule la vita costa un terzo che a Milano e a Milano è pieno di famiglie che vivono con 1000 euro al mese senza nemmeno avere la casa pagata come me, ma nu figliu costa, che c’ha bisogno delle pappine, dei pannolini, del passeggino firmato del Grande Fratello… Poi vedessi mai che non posso più andare in palestra e al mio uomo tocca rinunciare alla pleistescion! Lui alla pleistescion non rinuncia, io alla palestra nemmeno, e stu figlio poi resta senza pappine!
oppure andare su quel lettino d’ ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui… Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! (Qui fare sceneggiata, inventarsi qualcosa di splatter, che Nappy è vecchio e s’impressiona facilmente!)
Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente??? Nappy, ma veramente la vita è così? Io non pensavo proprio! Nisciuno me l’aveva detto!
Si, questa è la vita!!! Qui non c’è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: “Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!”. Capisci, mi tocca veramente pensare a me stessa! Io! Com’è possibile che non mi basti sedere lì e chiamare la mamma?
Mi risparmi la retorica, perché è l’ultima cosa di cui ho bisogno. Caccia i soldi, Nappy!
Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un’altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell’assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Dunque se un giorno Giorg Cluny venisse a Napule pittato da artista cubano e mi incontrasse per strada, rimarrebbe rapito dalla mia bellezza e quindi mi firmerebbe un assegno da un milione di dollari e io lo incasserei subito e nessuno mi direbbe niente, giusto??
Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. Farebbe solo ciò che dovrebbero fare tutti quando mi vedono.
E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché “se c’è l’amore c’è tutto”, io chiedo a queste persone: “Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???” E allora, caro Nappy, caro Ferrara e cari vescovi, forse che un milione di dollari mi farebbe meno comodo solo perché Giorg Cluny oggi non poteva passare?
Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l’anima per sempre!!! Certo che no, Nappy!! Quindi ho diritto a un milione di dollari, cacciali subito o verrò lì al Viminale per farti venire i sensi di colpa, dei sensi di colpa tremendi, tremendissimi!!
Ma c’è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE’, per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; Insomma Nappy: vedi come sono BRAVA ad accampare scuse di ogni genere pur di non prendermi la responsabilità della mia vita e delle cazzate che ho fatto imperterrita una dietro l’altra? Come me fanno ogni giorno milioni di giovani italiani!
ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, Vedi, Biagi fu licenziato ingiustamente per motivi politici, quindi sono stata licenziata ingiustamente anch’io, anche se sono io che me ne sono andata volontariamente!
e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE????????? Io esisto, quindi ho diritto a casa gratis! cibo gratis! stipendio gratis! pensione gratis! auto gratis! pleistescion gratis! vacanze gratis! tivvù al plasma gratis! e il figlio pure gratis, che tanto a me di lui nun me ne fotte un cazzo, se no non abortirei e comunque non comincerei a strumentalizzarlo prima ancora che nasca! quindi se voi volete stu figlio, pagatemelo voi! Insomma, NDO cazzo STA il mio MILIONE DI DOLLARI??????????????????
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5 commenti a “La sceneggiata Napolitano”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Sei bastardo dentro!!! :-D

    Anyway, trovare un chirurgo non obiettore al centro-sud è un’impresa. La tipa farebbe prima a chiedergli di sovvenzionarle una trasferta per una clinica svizzera.

  2. MCP:

    Il testo riecheggia l’inizio di Reads dal Cerebus di Dave Sim ;)

  3. Attila:

    Mmmm… pensierino tanto bastardino…

    Quanti anni fa ha lasciato la carrierina a “Scienze della Comunicazione” (caro VB, un po’ sorpassato, ai tuoi tempi si studiava scienze politiche se nn si aveva troppa voglia di fare un c…, il mondo si è evoluto e con esso i miliardi di facoltà in Italia) la nostra madrina coraggina?

    Mi sa che comunque lei chiede gli Euri… che i dollari con Bernakke sono un po’ svalutati…

  4. francesca:

    accidenti….. bravo. bravissimo. Ottima trasposizione.
    Però un dramma di questa società, così squisitamente ed insostituibilmente italiana, è che sulla massa fa molto più effetto il testo nella colonna di sinistra. La traduzione nella colonna di destra è troppo cinica, troppo poco adatta al senso comune. Il senso comune di questa società esige che per ogni insuccesso o insoddisfazione personale ci sia un colpevole supremo al di là della nostra sfera di possibilità… può essere il sistema, il governo, o qualche volta pure dio…
    così la nostra inazione diventa impotenza, e possiamo sopravvivere maledicendoli.
    Sono la madre ormai 46enne di una bambina nata in francia più di undici anni fa, figlia di un “artista” francese più giovane di me di tre anni, che a tutt’oggi non guadagna una mazza ma si incazza se sarkozy vuole togliergli i diritti di sopravvivere con l’aiuto dello stato.
    Vivo a roma con mia figlia, negli ultimi quattro anni il mio stipendio è passato da 1.200 a 1.600 euro, famiglia monoreddito, facendomi un culo così.
    Se fossi rimasta in francia quando mi sono separata, grazie al permesso di soggiorno acquisito in quanto membro di famiglia, coi soldi dell’aiuto dello stato largo di maniche nei confronti dei nullafacenti oggi avrei molti più soldi effettivi in tasca di quanti non ne abbia lavorando, però senza fare niente.
    Mi incazzo tantissimo quando leggo delle cose come questa lettera su repubblica. Mi incazzo ancora di più quando penso fino a che punto la straparte della gente pensa che tutto è dovuto, comunque non importa.
    Invece mi fa bene al cuore e soprattutto al cervello leggere delle analisi così finemente consone al mio modo di pensare come quella di VB su questa storia da poco.
    Bravo vittorio, ottima traduzione. Ottima analisi nobilmente perfida di questo piccolo contesto grottesco.
    E povero bambino, che sicuramente nascerà perché ormai il dado è tratto. Comunque si sa, a napoli la regola è “tira a campa’….!
    francesca

  5. Lollo:

    Grande. Come nell’indimenticata rubrica “Parla come mangi” di Cuore, tanti anni fa…

    E a parte la satira, vorrei sottolineare una frase su tutte: “non comincerei a strumentalizzarlo prima ancora che nasca”. E’ fantastica, e terribilmente vera.

 
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