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giovedì 29 Maggio 2008, 10:56

Noi e loro

Per prima cosa, se ancora non l’avete fatto, andatevi a leggere la confessione del presunto capo del presunto raid nazista anti-immigrati del Pigneto a Roma. Magari non è completamente sincera, ma raramente ho trovato sui giornali qualcosa che metta in luce la prospettiva totalmente distorta con cui la nostra classe dirigente, i nostri giornali e i residui intellettuali di sinistra percepiscono ciò che sta accadendo in Italia.

E’ giorni, infatti, che la sinistra si lamenta: è arrivato Berlusconi e adesso i fascisti rialzano la testa. E giù a raccontare episodi di aggressione ai poveri immigrati, di morti nel CPT, di campi rom bruciati, di manifestazioni squadriste puntualmente documentate da Repubblica con nobile sdegno. Salvo poi scoprire – la volta che lo scoop passa oltre le linee editoriali – che la realtà è ben diversa; che è vero che una rabbia prima sopita sta rialzando la testa, che è vero che sta partendo una guerra tra “noi” e “loro”, ma è solo marginalmente una questione di fascismo o di razzismo; tanto è vero che il presunto raid fascista e organizzato del Pigneto si rivela essere la storia di un militante di sinistra abituato a menar le mani che si vendica di un “povero immigrato” che vende droga e organizza gli scippatori del quartiere.

Io sono rimasto agghiacciato, pochi giorni fa, nel leggere i commenti al blog della signora Amabile, una vera bibbia di snobberie sinistrorse prive ormai di qualsiasi contatto con la realtà (mitica la volta che ha raccontato con furore e sdegno il fatto che Trenitalia licenziasse i bigliettai per sostituirli con le macchinette in stazioni cruciali come Termoli e Assisi, beccandosi ovviamente qualche decina di commenti sulla linea “e il problema sarebbe?”). Bene, l’altro giorno la giornalista ha postato a proposito del fatto che per Stefano Lucidi, l’investitore di Roma, il magistrato abbia derubricato l’accusa a omicidio colposo; cosa che è assolutamente ovvia e giusta per chiunque conosca la legge.

Sapete che io, per i canoni del giovane laureato torinese, sono ormai un pericoloso reazionario, perché sostengo teorie come l’espulsione su due piedi degli immigrati che delinquono e la repressione della micro-illegalità dai lavavetri agli abusivi. Eppure anche io mi sono davvero preoccupato nel leggere i commenti a quel post, tutti unanimi, tutti furiosi, e in buona parte legati al paragone con un’altra vicenda di cronaca, quella del fiorentino che spara nella schiena al ladro albanese dopo averlo messo in fuga. Ve ne riporto solo alcuni, ma non li ho selezionati; sono tutti, tutti così, al massimo con una eccezione su venti:

“Diciamo bene la verità,sempre, chiunque commetta un delitto,o violazione della legge che sia,quando proviene da un certo ceto sociale o buona posizione economica commette sempre il reato perchè in preda a,sotto l’effetto dì,conseguentemente a,non nelle proprie effettive volontà….e tutto si conclude con il minimo della pena.E’ la legge delle classi sociali.”

“Una persona che entra in casa tua senza il tuo permesso commette non solo una effrazione ma una autentica aggressione…Forse la sua reazione non è giustificabile, ma comprensibile… Detto questo, l’omicidio volontario non è un po’ troppo? Altro caso: un uomo – sotto l’effetto degli stupefacenti – prende un auto, nonostante sia stato interdetto alla guida…Conduce il mezzo sopra tutti i limiti di velocità, non rispetta il semaforo rosso, ammazza due poveretti e scappa senza prestare soccorso… Mettersi alla guida sotto gli effetti degli stupefacenti è come andare a giro con una pistola carica senza una sicura ed il dito sempre pronto a premere il grilletto… Detto questo l’omocidio colposo non è un po’ troppo poco? Forse i giudici dovrebbero invertire i capi d’accusa, Voi non credete?”

“Solo un giudice che di giustizia, ma soprattutto di logica umana non ne capisce nulla, può dire che chi uccide in quelle condizioni non voleva uccidere. Gli proporrei di bere un litro di varechina, sapendolo, e poi dire che non voleva suicidarsi. Le leggi italiane sono stupide ed inefficienti, ma certi dipendenti statali non sanno proprio che lavoro fanno e per quale motivo i cittadini pagano loro lo stipendio!”

“Applicare la legge in codesta maniera non ha alcun significato in quanto il giudizio di chi giudica è essenziale perchè la fredda norma non può rispondere a tutte le fattispecie. Nei due casi trattati c’è una differenza sostanziale. Nel caso del folle guidatore le due vittime se ne andavano tranquillamente con il loro motorino. Nel caso invece del ladro freddato dallo sparatore quello compiva un atto delinquenziale. La differenza sta tutta dalla parte delle vittime. La vita di due cittadini normali sembra avere poco valore per il magistrato, mentre la vita di un delinquente che si introduce in casa altrui sembra avere un valore maggiore. Per applicare la legge in questo modo basta un computer non ci vogliono magistrati superpagati e poco facenti. In ultimo sembra che per il magistrato lo sparatore abbia reagito in maniera sproporzionata, il che in definitiva significa che uno se assalito può colpire solo dopo che è stato colpito a morte.”

“se sei un assassino un pedofilo un criminale, non avere paura tanto ci pensano loro i magistrati/avvocatichi a trovare un cavillo per tirarti fuori dai guai tanto loro non hanno paura di nulla. Vivono scortati con la polizia che fa da guardia sotto casa , mica vengono assassinati mentre camminano sulle strisce. mi piacerebbe che anche i figli dei magistrati facessero la stessa fine di quei 2 ragazzi di roma.”

Nessun tipo di obiezione basata su argomenti razionali o sulla spiegazione della differenza tra volontà e colpa ha avuto alcun effetto: la folla ha giudicato e condannato.

Allora, esiste effettivamente una guerra tra “noi” e “loro”, ma è basata su schieramenti ben diversi da “italiani” e “stranieri”. “Noi” sono le persone “normali”, quelle che lavorano o cercano un lavoro, che faticano ad arrivare alla fine del mese, che non riescono a farsi raccomandare e ad evadere le tasse (anche se ne sarebbero lieti) e che nel frattempo vivono in quartieri sempre più degradati, abbandonati a se stessi e all’invasione della barbarie, come quella che racconta il “nazista” del Pigneto. “Loro” sono tutti gli altri, una alleanza che comprende qualsiasi istituzione – dai politici ai grandi imprenditori, dai magistrati alle forze dell’ordine, dagli avvocati ai dirigenti pubblici, gruppi vissuti sempre più come pure e semplici classi di privilegiati -, i ricchi – di cui si dà per scontato che abbiano rubato – e i loro odiosi figli, i “non allineati” come ultras e centri sociali, i criminali in genere, e soprattutto gli immigrati, ma non in quanto stranieri, quanto piuttosto in quanto gruppo sociale dove la percentuale di criminali è oggettivamente molto più alta della media e a cui, a differenza di “noi”, è permesso qualsiasi comportamento.

Questo clima è semplicemente un effetto dell’abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni, della scelta dello Stato di ammettere sempre più zone franche e gruppi liberi da qualsiasi regola, di castagnare “noi” con gli autovelox ma di permettere a “loro” di pisciare per strada e di importunarci ai semafori. Il fatto che il numero dei crimini non sia effettivamente aumentato è irrilevante, perché spesso i comportamenti che creano la rabbia non sono nemmeno reati; sono la maleducazione, la sporcizia, il degrado, la mancanza di rispetto, gli insulti se non compri i fazzolettini, il biglietto non pagato sul bus, la precedenza non data allo stop. E’ su queste cose che bisogna intervenire, e dopo vent’anni di lassismo e di buonismo non è cosa facile; le nostre città andranno riconquistate metro per metro.

L’alternativa, però, sono i moti di piazza, le molotov e gli squadroni punitivi.

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17 commenti a “Noi e loro”

  1. simonecaldana:

    Il mio “noi” e “loro” e’ molto piu’ semplice: “noi” siamo quelli che potendolo, non approfittiamo, “loro” sono quelli che potendolo, approfittano. E’ una questione di parassitismo.

  2. Alberto:

    vb,
    meno male! Alla fine del tuo lungo ed interessante post temevo ci fosse qualcosa che dovevo fare io. Mi tranquillizza molto invece il fatto che la colpa è tutta delle istituzioni. Così io posso andare a casa stasera, giocare un po’ alla Play Station, guardare l’ultimo video su Youtube, vedermi un film su DVD, cristonare un po’ contro “loro” e poi andare a dormire tranquillo cosciente che, fosse per me, il mondo sarebbe migliore, ma gli altri non collaborano….
    Grazie mille!!

  3. vb:

    Scusa, dov’è che ho parlato di fare? Ho semplicemente spiegato la mentalità che sta dietro a quel che sta succedendo. Proprio perchè il problema sta anche in comportamenti minimi, di cui lo Stato non potrà mai comunque occuparsi da solo, ogni cittadino deve contribuire a risolverli. Del resto, quanti di “noi” non danno la precedenza allo stop?

  4. D# AKA BlindWolf:

    Beh, in Sudan un tizio appena derubato della bicicletta ha risposto in modo ancora più eccessivo: ha sparato al ladruncolo con un lanciarazzi ( http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_27/bazooka_sudan_eb42c1b6-2bf9-11dd-9d26-00144f02aabc.shtml ).

    Concordo in gran parte con il post di vb, anche se farei un paio di precisazioni:

    1) i trolloni (anche inconsapevoli) da forum/blog sono sempre esistiti. Una volta sparavano le loro vaccate in un bar e nessuno li contraddiceva perchè erano circondati da 5 persone più ignoranti di loro o perchè il loro atteggiamento da bulletti intimidiva chi aveva qualcosa di intelligente da obiettare. Oggi hanno a disposizione spazi più grandi, ma anche qualcuno in grado di rispondere a loro.

    2) il tema delle aggressioni a stampo razzista mi pare che sia la classica “moda giornalistica” del momento (in particolare sui media di sinistra): casi di cronaca che prima comparivano solo sulle pagine locali ora sono spostati in prima pagina. Come succede, a rotazione, per le aggressioni dei pit bull, per gli stupri, le rapine in villa, gli sbarchi dei clandestini (la maggior parte entrano in pullman, ma una bagnarola brulicante di persone rende meglio in TV).

  5. Alberto:

    Da nessuna parte hai parlato di fare. Hai usato la parola intervenire ma mi pare di capire fosse un “action point” a carico delle istituzioni che secondo te “hanno abbandonato i cittadini”. Io invece continuo ad avere l’impressione che più che altro siano i cittadini ad aver abbandonato le istituzioni (fatte, lo ricordo, da cittadini) che sono considerate un peso inutile quando fanno la multa per eccesso di velocità ma poi diventano assenti quando non arrestano il venditore di fazzoletti. Ho l’impressione che non ci sia un “noi” ed un “loro” ma ci sia una generale degenerazione del senso civico medio dei cittadini e non si vede perché un signore che arrivi dall’Albania dovrebbe dimostrare un senso civico maggiore di quello di un qualunque torinese. L’uso del “noi” ed il “loro” è solo un espediente autoassolutorio che ci fa sentire come vittime quando qualcuno ci vuol punire per non aver rispettato lo stop perché “loro” fanno di ben peggio senza essere puniti (ma sei poi sicuro che sia così?)…
    Giusto chiedere di farla finita col lassismo, tranne per il fatto che ci incazziamo se ci fanno una normalissima multa per essere passati col rosso ma chiediamo poi l’ergastolo per uno che facendo la stessa cosa travolge due ragazzi in motorino. Finché il lassismo ci piacerà solo quando è applicato agli altri non credo ne usciremo.
    Tra l’altro ti faccio notare che l’incidenza di reati tra extra-comunitari regolari e italiani è la stessa nonostante gli extra-comunitari siano mediamente meno ricchi e più giovani, fattori che solitamente favoriscono la crescita dell’incidenza di reati. Il che ci dovrebbe fare riflettere almeno un po’…

  6. Alberto:

    Errore tipografico: “Finché il lassismo ci dispiacerà solo quando è applicato agli altri non credo ne usciremo.”
    Pardon

  7. Fabrizio:

    Us, and them
    And after all were only ordinary men.

  8. vb:

    Alberto: è vero, ma non puoi nemmeno pretendere che tutte le persone siano di per sè responsabili e attive. La massa è una massa, tende ad adeguarsi agli esempi che le vengono proposti, al modello che danno le persone in vista e quelle che hanno, appunto, il ruolo di “dirigerla”. Per cui sottoscrivo pienamente l’idea che la collettività siamo tutti noi e ognuno per primo deve comportarsi secondo principi e non scaricare le proprie responsabilità o giustificarsi grazie a “loro”, ma ritengo che chi occupa posizioni di potere o di visibilità, o anche solo viene pagato dalla collettività per svolgere ruoli socialmente fondamentali come l’amministratore o il poliziotto o il vigile o il magistrato, abbia necessariamente una maggiore responsabilità e un maggior dovere di dare l’esempio.

  9. LucianoMollea:

    vb, c’è un’altra categoria di “noi” e “loro” che va aggiunta, quella delle signore Amabile e dei loro lettori con i commenti fuori dal mondo…
    Se quella dei “delinquenti” può essere trattata (con le difficoltà del caso) con l’applicazione della legge, la categoria delle signore Amabile è molto molto molto più difficile da trattare.

  10. simonecaldana:

    @LucianoMollea: la risposta alla tua domanda sta venendo elaborata dai gruppi di NWO, abbi pazienza e tutto si aggiustera’.

  11. vb:

    Luciano: Peraltro, come dimostrano i risultati elettorali e tanti altri segnali, anche la categoria della “vecchia sinistra” – quella per cui un delinquente va giustificato perché è povero, un immigrato può fare quello che vuole perché viene da ex colonie, e un assenteista fa solo bene a rubare al padrone – è ormai stata collettivamente destinata al gruppo dei “loro”.

  12. vb:

    Alberto: Anche se il post non era tanto sull’immigrazione quanto sul rapporto tra italiani e istituzioni, volevo completare la tua nota su “l’incidenza di reati tra extra-comunitari regolari e italiani è la stessa nonostante gli extra-comunitari siano mediamente meno ricchi e più giovani, fattori che solitamente favoriscono la crescita dell’incidenza di reati.” Non c’è dubbio che ci sia una grande quantità di immigrati che vengono qui per lavorare ben di più dei nostri giovani rampolli, e che vanno ammirati proprio perché anche nelle difficoltà in cui noi li lasciamo scelgono di farsi il mazzo ma di non delinquere. E’ proprio non punendo adeguatamente chi invece delinque che danneggiamo gli immigrati onesti, sia perché poi si genera rabbia cieca che colpisce a caso, sia perché li incentiviamo a delinquere invece che a farsi il mazzo.

    A questo proposito cito qualche altro numero preso da qui: gli immigrati clandestini sono presumibilmente l’1-3% della popolazione italiana, ma sono il 33% della popolazione carceraria e commettono il 30% dei reati di microcriminalità. Questo numero viene raggiunto anche perché l’80% dei fermati stranieri e privi di documenti, destinati all’espulsione, viene rilasciato entro 24 ore a causa della mancanza di posto nei CPT e ricomincia immediatamente a delinquere. Come problema di ordine pubblico (e come propensione al crimine) non mi sembra irrilevante.

  13. bruno:

    Scusa, VB, ma io provengo da un ambiente di quelli che tu definisci di “vecchia sinistra”, con nonno partigiano e genitori comunisti.
    Mai ho sentito giustificare delinquenti o assenteisti, e anzi “assenteista” in casa mia è sempre stata una parolaccia. Se proprio non riesci a staccarti da categorizzazzioni vecchie di vent’anni, almeno cerca di non metterci dentro la gente a casaccio.

  14. vb:

    Detto che le categorizzazioni fanno necessariamente di ogni erba un fascio, cito un altro esempio: l’altro giorno, al tavolo di negoziato aperto da Brunetta per discutere delle riforme nella pubblica amministrazione, il delegato della CGIL dopo dieci minuti ha rotto le trattative e se ne è andato, lamentando come scandaloso il fatto che il ministro abbia convocato un solo rappresentante per sindacato. Per il sindacato di sinistra, è veramente inaccettabile che dove è sufficiente il lavoro di una persona non se ne impieghino almeno dieci! :-D

  15. L'indagatore dell'Incubo:

    E’ inutile girare attorno al problema, il problema vero sono i blogger come Mantellini.

  16. mfp:

    vb: inizio a pensare che la situazione alle istituzioni quantomeno non dispiaccia, se non e’ proprio incoraggiata e alimentata. Perchè oltre una certa soglia di instabilità perfino “commissariare *temporaneamente* la democrazia
    con un commissario” potrebbe diventare necessario e quindi “normale”. Tremo.

    D#: “Ladro di bici centrato da bazooka”, sono morto dal ridere e dai relativi sensi di colpa perchè mi veniva da ridere.

    L’indagatore…: GIUSTO!

  17. Piero:

    La legge degli uomini è una forma di ipocrisia infantile. Nel gioco, se si vuole giocare, bisogna rispettare le regole del gioco, altrimenti si esce dal gioco e non si gioca. In un gioco si vince o si perde. E’ quando ci si rende conto di perdere e di non poter vincere che si incomincia a violare le regole del gioco. Chi vince, non ha alcun interesse a violare le regole del gioco, perché è in vantaggio. Ogni gioco ha le sue regole e ogni uomo può scegliere a quale gioco giocare. I giochi dei grandi in fondo sono soltanto due: un gioco si tiene in terra e l’altro gioco si tiene in cielo. Quelli che giocano nell’acqua sono soltanto bambini.

 
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