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domenica 7 Giugno 2009, 23:42

Qualche considerazione sul voto

Adesso che le urne sono chiuse ma i risultati sono ancora ignoti (non si sapranno prima di domani pomeriggio, lo spoglio delle provinciali inizia alle 14), posso fare qualche considerazione sulla campagna elettorale e sulla nostra esperienza.

Esperienza che, comunque vada, sarà un successo: so che è quello che dicono anche i politici professionisti, ma nel nostro caso è vero e vi spiego perché. Quando, poco più di tre mesi fa, abbiamo preso la decisione di provare a presentarci alle elezioni provinciali, eravamo un gruppo di dieci persone senza nessuna esperienza; nessuno conosceva il nostro nome o il nostro simbolo.

Abbiamo deciso di esplorare questa idea aspettandoci un appoggio chiaro da Beppe Grillo; appoggio che è arrivato soltanto in parte, visto che, per scelte sue legate alla posizione abolizionista sulla Provincia, ci ha negato l’uso del nome nel simbolo, non è venuto a promuoverci (il suo staff ci ha addirittura vietato di salire sul palco a Rivoli) e non ci ha nemmeno permesso di mandare una mail a nome nostro alle migliaia di persone che si sono registrate sul suo sito per avere informazioni sulle liste a cinque stelle del torinese (molte di queste persone ci avrebbero votato con gioia, ma non hanno mai saputo della nostra esistenza).

Comunque, ci sembrava contraddittorio, rispetto alle nostre idee di partecipazione dal basso e di un movimento non personalistico, rinunciare a partecipare solo perché Grillo non si voleva spendere più di tanto per noi; l’importante sono le idee, non le facce, e sapevamo che, senza di noi, queste idee non sarebbero state rappresentate sulla scheda elettorale. In più, c’era anche il desiderio di fare esperienza e di cominciare a costruire; nessun movimento politico di successo, nemmeno la Lega, ha preso più di qualche frazione di punto percentuale alla sua prima apparizione… con la sola eccezione di Forza Italia, ma noi non avevamo le televisioni a nostra disposizione a fronte del contemporaneo scioglimento di tutti i principali partiti.

E così, abbiamo cominciato a capire come funzionava, e poi a cercare i candidati, pur senza voler accettare compromessi e candidare chiunque; non pensavamo di trovare abbastanza candidati, e invece, a sole tre settimane dalla scadenza della presentazione delle liste, li abbiamo trovati. Allora abbiamo messo in piedi la raccolta firme; onestamente non credevamo proprio di riuscire a raccogliere mille firme in così poco tempo, e invece ce l’abbiamo fatta, grazie al supporto e all’aiuto di tantissime persone; e siamo poi riusciti, grazie a un tour de force, a recuperare i certificati elettorali per mezza provincia, a mettere insieme tutte le firme e i timbri necessari, e a presentare un plico di carta alto trenta centimetri.

A quel punto abbiamo dovuto imbastire la campagna elettorale; anche lì, non pensavamo di riuscire a fare molto, e invece siamo riusciti a mettere in piedi un incontro di presentazione con Sonia Alfano e tanto di streaming video, un incontro con Paul Connett, e il concerto finale con i Fratelli Sberlicchio, nonché un certo numero di apparizioni sui media locali, un po’ di volantinaggi, i manifesti, gli appelli via internet, un programma dettagliato di 40 pagine, e un gruppo Facebook che ha ormai raggiunto gli 800 membri in poche settimane di vita (se ancora non vi siete iscritti…). Tutto questo imparando man mano come fare, tirando fuori i soldi man mano che servivano, ed essendo sostanzialmente quattro o cinque persone più una dozzina a dar man forte ogni tanto.

Sapevamo fin dal principio che, a meno di miracoli di dimensioni bibliche, nessuno di noi sarebbe stato eletto: per l’elezione serve prendere il 3% e vedrete che non lo raggiungeranno nemmeno molti partiti, figuriamoci una lista civica con tre mesi di vita. Un gruppo di venti persone, col passaparola e buone idee da proporre, può arrivare a mettere insieme tra amici e parenti un migliaio di voti; sono quelli che in una città anche di medie dimensioni (diciamo 50.000 abitanti) ti permettono di entrare in consiglio comunale. Sfortunatamente, su una provincia di 2.200.000 abitanti e 315 comuni, quei mille voti non sono nemmeno lo 0,1%…

Dunque voi volete sapere quanto prenderemo? Io ho scommesso che prenderemo circa lo 0,25-0,3%, ovvero attorno ai 3000 voti. Vorrebbe già dire che il nostro passaparola è stato efficace, che siamo andati oltre i mille voti “base” e siamo riusciti a convincere buona parte delle persone che abbiamo raggiunto. Già, perché il numero di voti che prendi è proporzionale non solo alla condivisibilità delle tue idee e all’efficacia del tuo modo di comunicarle, ma anche al puro e semplice numero di persone che riesci a raggiungere; e noi non abbiamo raggiunto che qualche migliaio di persone.

Il sito, ad esempio, ha fatto per tutto il mese di maggio una media di circa 250 visitatori unici al giorno; è salito di botto a 700 mercoledì e giovedì, e a 900 venerdì e ieri. Molte sono le persone che sono ritornate regolarmente; diciamo che il numero di persone diverse che sono passate dal nostro sito in questo mese potrebbe essere tra le 2000 e le 5000. E mica tutti quelli che ci hanno visto ci voteranno!

Poi naturalmente c’è il passaparola per e-mail o su Facebook, però quanto è facile che uno che ci scopre su Internet poi ci voti senza nemmeno aver fatto clic una volta sul sito? Idem per chi ha letto di noi sul blog di Grillo: anche lì è pieno di link (anche deep link) al nostro sito, è difficile pensare che uno interessato a votarci non ci abbia nemmeno cliccato sopra una volta.

Ci sarà ancora un certo numero di persone che ci voteranno senza mai averci visti su Internet, solo per il volantino, o per uno degli spazi che abbiamo avuto sui media. Ma di volantini ne abbiamo distribuiti solo qualche migliaio, i manifesti erano pochi e siccome noi siamo ligi sono spesso stati coperti abusivamente dagli altri, e gli spazi media sono stati davvero pochi. Capite quindi che già arrivare a 3000 voti sarebbe un bel risultato!

Allora, perché sarà comunque un successo? Perché abbiamo cominciato; perché questa è una base su cui costruire. Perché adesso sappiamo come fare, e la prossima campagna elettorale sarà sicuramente più organizzata, più visibile, migliore (magari riuscendo a raccogliere con anticipo un po’ più di soldi…). Perché abbiamo scoperto centinaia di persone che ci hanno aiutato, incoraggiato, promosso, e dato l’energia per arrivare in fondo (e ce ne voleva: chi mi ha visto negli ultimi giorni di campagna elettorale capirà; stanotte ho dormito per circa 13 ore). Perché tre mesi fa eravamo un gruppetto di sconosciuti che persino il resto dei “grillini” torinesi guardava con scetticismo, e ora abbiamo contatti, credibilità, progetti, capacità. Paradossalmente, anche se i voti fossero diecimila o ventimila non cambierebbe quasi niente; quindi l’obiettivo per questo giro è stato raggiunto. Sappiamo tutti che il cammino sarà lungo e difficile; però se non si comincia non si arriva mai da nessuna parte.

Il successo maggiore, però, è stato davvero quello di cui scrivevo il due giugno; il senso di aver finalmente smesso di subire e di andare alla deriva, e cominciato a credere in un progetto e in un futuro. E’ davvero buffo, adesso, vedere quelli che ancora scrivono che “Saitta è stato penoso ma l’ho rivotato” o che, tra un po’ di sarcasmo su un blog e l’ennesimo commento snob sull’impresentabilità di Berlusconi, se la prendono con te e col tuo dito trovandoci un difetto qualsiasi, perché non hanno il coraggio di guardare la luna e di passare dal lamento all’azione (qualsiasi essa sia, non è detto che debba essere la stessa nostra); perché non hanno la coscienza a posto, e il fatto che tu gli dimostri che qualcosa si può fare li lascia senza più scuse. Mi spiace per loro, perché sotto sotto ci stanno male; ma confido che prima o poi capiranno.

Quindi, se domani sera i giornali del potere o i loro assuefatti lettori si divertiranno a criticare i nostri risultati, li lascerò fare: in questo momento, non è quello il punto. Noi, tutti insieme, abbiamo dimostrato che non è obbligatorio essere servi; e in un clima di disperazione e rassegnazione generale mi sembra davvero molto.

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38 commenti a “Qualche considerazione sul voto”

  1. Bozzolina:

    Comunque vada, sarà un successo, sono daccordo. La tua candidatura ha dato qualche speranza anche a me, che ultimamente vie d’uscita non ne vedevo: nè nella politica nè (ed è più dura) nella società. E invece hai ragione, è vero: a volersi dare da fare, qualcosa da fare si trova, sempre. Grazie.
    E siamo solo all’inizio.

  2. cacao74:

    Comunque vada… hai avuto il mio supporto!
    Spero che proposte come la tua possano spazzare via quanto di vecchio e malfunzionante c’e’ nei salotti della politica… a tutti i livelli!

    buon lavoro!
    ciao! :^)

  3. ff:

    In realtà hai anche evidenziato gran parte dei motivi per cui da tempo sostengo che la democrazia non funziona ed è completamente scorrelata dalla libertà: per non sentirsi schiavi occorre farsi un grande mazzo e forse non basta…

  4. simonecaldana:

    ff: quando finisci l’adolescenza faccelo sapere.

  5. .mau.:

    » l’importante sono le idee, non le facce,
    E in effetti, come potete vedere, nello speciale di Repubblica il faccione di vb non c’è. Suvvia, adesso puoi dire a Zambardino di mettertelo, tanto non spaventerai più nessun potenziale elettore!

  6. Marco:

    Buongiorno,
    è dal “disastro Toro” e sua rinascita che La seguo e tenevo a farle sapere che sono uno dei 3000 da Lei stimati che l’ha votato ed ha fatto pubblicità…Mi auguro che la Vs. iniziativa non cada nel vuoto e che in futuro possa diventare ns. iniziativa qualora abbia anche Io qualcosa da mettere a disposizione della res pubblicae.
    Cordialmente

  7. Lobo:

    “per non sentirsi schiavi occorre farsi un grande mazzo e forse non basta”

    e’ comunque vero: il lavoro rende liberi! Ma mi sa che non e’ una frase nuova.

  8. vb:

    Lobo: lol

    Marco: comunque abbiamo tutti qualcosa da dare alla gestione della cosa pubblica, magari non tutti abbiamo voglia/tempo/attitudine per fare il rappresentante nelle istituzioni o il candidato, però anche contribuire idee e un po’ di informazione dal basso è importante.

    .mau.: già segnalato da venerdì, mandando anche la foto, ma evidentemente non gliene frega niente. Tra l’altro anche il nome della lista è sbagliato (questo è colpa del Viminale che non legge manco i documenti che le liste presentano) e probabilmente questo ci ha fatto perdere dei voti, visto che parecchia gente indecisa avrà visto “che liste ci sono” dall’elenco e se avesse letto “5 stelle” magari avrebbe ricollegato a Grillo e ci avrebbe considerato. Ma, come dicevo, questo è un giro “beta” quindi va bene così.

  9. vale:

    non so se ci hai fatto caso, ma spesso obama nei suoi discorsi ha utilizzato l’espressione rimboccarsi le maniche: riferendosi a obama i media hanno gridato al miracolo, alla discesa sulla terra del politico che ci salverà ma io so che in giro, tra di noi comuni mortali che lottiamo ogni giorno per portare a casa pane amore e fantasia, di gente che si rimbocca le maniche senza aspettare che sia obama a dirglielo ce n’è. E 3000 “rimboccatori di maniche” sono in grado già così di rendere una provincia di due milioni e duecento persone un posto migliore per vivere. Ragazzi avete davvero tutta la mia stima, votando dall’estero non ho potuto darvi il mio voto ma se potrò esservi utile anche in futuro in qualche modo sapete che sono a disposizione. E sappiate che io detesto Beppe Grillo, quindi sono con voi proprio voi!

  10. Andrew:

    VB, ma risulta solo a me che le date di nascita dei candidati sul sito della bugiarda siano tutte sballate?
    http://www.lastampa.it/_web/_SERVIZI/SEAS/provinciali.asp?zoco=1&reco=1&prco=81&lvl=3

  11. Andrew:

    Ecco, giusto per smentirmi, adesso sono tornate a posto! Ed hai ben 4 (QUATTRO!) voti!

  12. Luigi:

    …aspettandoci un appoggio chiaro da Beppe Grillo; appoggio che è arrivato soltanto in parte, visto che, per scelte sue legate alla posizione abolizionista sulla Provincia, ci ha negato l’uso del nome nel simbolo, non è venuto a promuoverci (il suo staff ci ha addirittura vietato di salire sul palco a Rivoli) e non ci ha nemmeno permesso di mandare una mail a nome nostro alle migliaia di persone che si sono registrate sul suo sito per avere informazioni sulle liste a cinque stelle del torinese (molte di queste persone ci avrebbero votato con gioia, ma non hanno mai saputo della nostra esistenza)

    A QUESTO PUNTO, NON ERA COSA GIUSTA PRESENTARSI. MI SPIACE, NON SONO D’ACCORDO CON QUELLO CHE HAI SCRITTO.

  13. Luca:

    Ti ho dato il mio voto(+ compagna + suocero tot 3 voti)…per un pelo!!
    volevo votare di pietro anche alle provinciali…poi ho riconosciuto il simbolo e non ci ho pensato 2 volte..!!
    Da qualche parte bisogna pur iniziare….!!

  14. ff:

    Simone, fossi in una giornata di buonumore potrei iniziare a chiederti di spiegare bene la relazione tra democrazia e libertà, magari partendo dal tuo commento su facebook riguardo l’apologia di reato. Ma non è una di quelle giornate, quindi mi limito ad augurarti di godere bene di questo vostro non essere servi qualsiasi cosa voglia significare.

  15. simonecaldana:

    Luigi: mi spiace per te che sei succube, ma le mie idee non smettono di essere tali solo perche’ qualcuno di piu’ grosso mi dice che dovrei stare zitto.

  16. simonecaldana:

    ff: dai, su, ci sara’ ben una matematica dove 37-2 fa 45 no?

  17. ff:

    @simone: ci ho impiegato un po’, poi ho capito che forse alludi al risultato del pdl. se sì rotfl^3, il tuo acume nello schematizzare le posizioni degli altri mi ha risollevato la giornata e pure in prospettiva per il futuro dei grillini. grazie

  18. mfp:

    http://www.repubblica.it/speciale/2009/elezioni/provinciali/torino.html

    Ultimo aggiornamento 08 giugno 2009 ore 18:36
    569 sezioni su 2.316

    Hai lo 0,7%. E per me questo e’ il risultato definitivo (anche scendesse difficile che torni sotto lo 0,1 che avevi preventivato)… anche grazie ai controcampi (c’e’ un termine cinematografico specifico ma non me lo ricordo) sulle facce dei tizi che erano in trasmissione con te, mentre parlavi… bastano quelle facce a rendersi conto che sono finalmente finiti. Piu’ parlavi piu’ mangiavano merda; perche’ che ti dovevano dire? Fino all’anno scorso continuavano con la solfa del liberismo economico… mercato… economia…. Ma oggi con la crisi sistemica campano di brand, di chiacchiere e distintivo… pd-pdl, marchi vuoti tipo Guru (una t-shirt cinese cucita da un ragazzino, comprata per 20 centesimi, su cui un cocainomane che ha truffato abbastanza da finire in galera ha stampato una margheritina bianca e gialla, ed e’ comprata a 100 euro da ingenui ragazzini perche’ se l’e’ messa la punta del Milan)… ma sono vuoti, sono Il Nulla, Variabili Void, incastrati dalle loro stesse gerarchie che gli impediscono di applicare cio’ di cui c’e’ bisogno altrimenti non rubano abbastanza da poter mantenere tutti i famigli. Basta mettergli davanti gente come te per farli finire nell’oblio. 1-100-1000 Vittorio Bertola. Se avessi anche solo lo 0,7% della pazienza che hai tu, prenderei la residenza a Roma e proverei anche io alle prime comunali romane… io purtroppo non me lo posso permettere; se vedessi un tizio cambiarsi spilla a meta’ trasmissione per fare il rappresentante di una seconda lista civetta mi alzerei e lo prenderei a pugni in diretta televisiva.

    Le persone non sono stupide, non hanno tempo e voglia di vederli, ma se disgraziatamente li vedono in un contraddittorio con uno con buone idee e pazienza infinita, non riescono piu’ a votarli. Anche se non entri per questioni numeriche ineliminabili, hai vinto VB, avete vinto li’ a Torino. Hai tutta la mia stima per l’affinita’ culturale si, ma anche per il coraggio di sporcarsi le mani, la costanza, i doppi turni di lavoro di cui uno aggratis e solo per Gli Altri; avete vinto per tutto insomma. Non so chi sono gli altri con cui hai lavorato ma… diamine… vi voglio bene. Tempo che qualche altro 30enne si accorge di non stare ad andare da nessuna parte, e vincerete le elezioni… uno, due turni al massimo… 1-2 punti percentuale ancora sul tasso di disoccupazione e l’indice di Gini, e poi finalmente prenderemo a calci in culo tutti quei porci che fanno i froci col culo degli altri. Non vedo l’ora…
    Si lo so che sono politically very incorrect, ma lasciamelo fare… non ti ho mai visto, non ti ho mai parlato al telefono, via mail solo qualche scambio sulle liste… chi pensa che mi hai pagato per farmi tuo fan e’ solo un paranoico. I momenti di gloria vanno festeggiati. E fanculo agli invidiosi ff-astidiosi.

    p.s.: tu intanto segna tutto, metti da parte tutti i numeri e le manovre, che quando finalmente arriveremo al dunque vediamo di togliergli tutto quello che si sono mangiati. E se sono gia’ morti, lo togliamo ai loro figli.

  19. simonecaldana:

    ff: non sei piu’ anticlericale o voti radicali (e niente quando si presentano col pd)?

  20. ff:

    @Simone: acqua, mai stato anticlericale e ho votato solo una volta radicale mooolti anni fa quando erano a “destra” (quella aveva ancora qualche germe liberista ed era la migliore chance per togliere un po’ di ragnatele dall’Italia). L’ultimo voto (non quest’anno) è stato Lega, ma solo per una combinazione di fattori irripetibile: una puntata di Report la settimana prima delle elezioni che mi ha ricordato come l’ottusità con cui a sinistra perpetuano certi pregiudizi è peggiore pure del trogloditismo di Bossi; l’assenza di Calderoli e Borghezio tra i canditati nella mia zona; paradossalmente sono tra i più vicini alla filosofia “don’t thread on me”.
    Sulle europee invece nessun dubbio per il non voto, l’approccio democratico non scala già a livello nazionale, figuriamoci a livello europeo, specialmente in questa europa dove eleggiamo un parlamento inutile e tutte le decisioni serie sono prese da una commissione di burocrati.

  21. simonecaldana:

    ah si, giusto. tu voti i tuoi candidati. gia’. Loro lo sanno che hanno degli elettori di riferimento?

  22. Alberto:

    @ff: Forse l’approccio democratico scalerebbe un po’ meglio a livello europeo se le decisioni non fossero prese da quella che definisci una “commissione di burocrati” ma da un governo eletto dalla maggioranza degli elettori come usa in democrazia. Solo che ci sono altri “burocrati” (tra i quali Calderoli per esempio) che hanno paura di perdere potere ed allora ci spiegano che l’Europa non serve a niente e fanno gli euroscettici ed esultano quando gli irlandesi bocciano il Trattato di Lisbona e noi come tanti soldatini portiamo acqua al mulino delle loro prebende.
    Il risultato ovviamente è che l’Europa non conta un tubo e l’Italia ancora meno ma loro sono stracontenti di essere i padroni a Busto Arsizio… Beati loro!

  23. simonecaldana:

    A me piacerebbe che le europee si votassero in maniera piatta: che ogni cittadino europeo potesse votare qualsiasi partito europeo… cosi’ forse i politici italiani prenderebbero 5 milioni di voti in tutto e capirebbero l’antifona.

  24. FRANK:

    Alla fine siete qui:
    5278 0,63 %
    Ma secondo me quel simpaticone di rabellino vi ha fregato 5/6000 voti, visto la la sua lista del grillo parlante ne ha presi come voi.
    Alla prossima!

  25. Piero:

    Il risultato che stai ottenendo va ben oltre le tue previsioni.

    Non ho mai creduto nella politica tradizionalmente intesa, fatta di comizi e retorica, di promesse, voto di scambio e giochi di potere.

    Il vostro modo di proporvi sollecitando la partecipazione e la responsabilizzazione di tutti i cittadini nella gestione del bene comune partendo dal basso è un modo diverso e innovativo di fare politica che condivido e che secondo me va promosso. Per cui mi auguro che, finite le elezioni, non perdiate l’entusiasmo, ma possiate continuare in questo progetto, suggerendovi di agganciarvi a Colui che ha dato la vita per il nostro bene e senza il quale ogni sforzo alla fine risulta vano, anche quando si vincono le elezioni.

  26. .mau.:

    Boh, io avrei pensato all’1.5%. Si vede che non dovrei mai fare politica.
    Poi hai voluto tu fare il grillino.

  27. vale:

    6.000 e passa!!! (leggo sul sito del corriere)
    IL doppo di quello che ti aspettavi…al prossimo giro bisogna far fuori rebellino e le sue liste tarocche e davvero ce la potete fare!!
    grandiosi!

  28. elena:

    Beh, 7423 voti al candidato e 6643 alla lista (fonte Repubblica) sono un risultato con il botto, complimenti a tutti! E poi come primo impatto con la politica è stata un’esperienza davvero bella: la voglia di impegnarsi, di far qualcosa, il tentativo di cambiare oltre le solite lagne e la bella sensazione di proporre soluzioni diverse, alternative a quelle maggioritarie

    Rabellino… che dire: lui pensava di fare “due consiglieri provinciali sicuri” ma probabilmente entrerà lui soltanto: le sue liste civetta hanno portato via un sacco di voti alla lista a cinque stelle, ma se penso alla “Lega Padana”, ai “Granata per il Filadelfia” e così via. bisogna proprio dare atto che è un animale politico, non per niente è sulla scena da circa vent’anni (e poi a me fa un po’ ridere, se ripenso alla nonchalance con cui cambiava i suoi mega spilloni simbolo dal taschino, da Lista del Grillo a Lega Padana, quando le telecamere non lo inquadravano, davvero “un uomo per tutte le stagioni”)

    caro ff, probabilmente non hai le idee molto chiare su come funziona la macchina amministrativa europea, non è vero che non conta nulla, te lo fanno credere, esattamente come sostiene Alberto, il quale (ebbene si) ha davvero capito tutto quando dice che ai leghisti interessa solo Busto Arsizio. Un giorno, se mai capiterà, ti renderò edotto di alcuni dettagli della realtà bustese (e dintorni) che voi esseri umani non potete neppure immaginare. Altro che piccole patrie.. E quello che vale per Busto si può estendere non solo a tutte le aree limitrofe, ma credo a tutto il nord o dove la lega ha la maggior influenza, perchè è proprio una mentalità ultra presbite

    Simone, è molto interessante la tua idea, però bisogna superare il fatto che la maggioranza degli italiani non interagisce con le lingue straniere… io per me voterei merkel, anche se non condivido in tutto le sue idee politiche, è comunque una gran donna che ha superato difficoltà notevoli all’interno del suo partito e non soltanto.

  29. elena:

    ops, ultra miope, non ultra presbite
    arrosisco e chiedo venia :P

  30. AlePollon:

    Considerato che il risultato della sola cintura di Torino porta la percentuale del candidato VB a 0,88% e che a Rivoli la lista sostenuta da Grillo ha superato il 3,5%, non prenderete in considerazione le prossime comunali torinesi?

    @elena: ah, ecco! Il tuo ragionamento era estremamente chiaro, ma pensavo che i leghisti avessero solo una visione sul futuro remoto…
    Sarò interessato di sentire della realtà Bustese.

  31. elena:

    Pollon, volentieri, alla prima occasione…
    Comunque ripensandoci, il ragionamento funziona con entrambi i termini: i leghisti sono certamente affetti da seri problemi di visione… :P

  32. vb:

    Le comunali 2011 sono da sempre l’obiettivo principale… il movimento di Grillo si basa sui comuni, almeno per ora.

  33. simonecaldana:

    Elena: se gli italiani potessero votare partiti di altri paesi credo che improvvisamente in EU ci sarebbe del gran lavoro per traduttori all’italiano…

  34. ff:

    @elena: non ho detto che la macchina amministrativa europea non conta nulla, tutt’altro; anzi per me ha troppo potere su questioni che la dovrebbero riguardare. Quello che ho detto è che rispetto alla commissione (non eletta) il parlamento conta ben poco. In pratica il mio incubo: governo pesante e non controllabile direttamente.

  35. Thomas Jefferson:

    @ff: niente scuse. Sei un volgare euroscettico.

  36. Bill The Butcher:

    ehm, commissione europea (non eletta) (cit), ma scelta da chi?

  37. mosk:

    secondo Wikipedia:

    La procedura di nomina è disciplinata dall’art. 214 e ha subìto notevoli variazioni nel corso del tempo.

    Un tempo erano gli stati membri che nominavano tutta la Comissione di comune accordo, ma successivamente il ruolo del Parlamento crebbe d’importanza. Attualmente, il presidente della Commissione è nominato dal Consiglio Europeo, nella sua composizione di Capi di Stato e di Governo degli Stati membri, a maggioranza qualificata. La scelta verrà poi sottoposta al Parlamento europeo. Alla conferma della carica del Presidente questo sceglie i rimanenti ventisei commissari sulla base delle nomine proposte da ognuno degli Stati membri, affidandogli i portafogli secondo le loro specifiche capacità. Alla fine l’intera Commissione deve essere approvata dal Parlamento Europeo.

    aggiungo che i commissari sono uno per ogni stato membro

  38. Bill The Butcher:

    appunto…

 
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