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martedì 14 Luglio 2009, 00:01

Oggi siamo aperti

Non ho capito il senso di protestare contro norme di legge che vogliono cercare di far chiudere i blog, scegliendo come forma di protesta quella di chiudere i blog.

Comunque, mi spiace per i vari amici che aderiscono o addirittura promuovono l’iniziativa, ma questa roba è definitivamente diventata una buffonata dopo l’adesione di metà aspiranti segretari e capetti del PD e addirittura di Sinistra e Libertà, che ha il piccolo difetto di non avere nemmeno un blog. Francamente, l’idea che i vari Sofri, Adinolfi, Folena e Scalfarotto, stufi di passar le giornate tra una riunione di partito e un salotto mediatico, si scoprano rivoluzionari per un giorno non è più credibile di un qualsiasi provvedimento del governo, compreso quello (peraltro dalla rilevanza molto dubbia e che forse manco passerà) che vorrebbero contestare con questa azione.

E siccome qui per la libertà di informazione si combatte giorno dopo giorno da anni, anche contro questi blogger perbene dal convegno facile e dalla lingua pronta per l’adulazione, oggi si va avanti come al solito e anzi vi si invita a leggere bene il post di ieri, che parla, quello sì, di vicende oscurate dai media di cui quasi tutti i very important bloggher che stasera si stiperanno in piazza Navona (pare riempiranno almeno tre panchine) non si sono mai degnati di parlare.

Però sono contento per le migliaia di blogger anonimi che hanno aderito all’iniziativa: probabilmente cominciano a capire che in Italia sta avanzando la dittatura.

P.S. Poi alla fine ho capito il senso di questa protesta: sta nella pagina linkata all’inizio, dove si dice che “Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica”. Insomma, Gilioli for president.

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9 commenti a “Oggi siamo aperti”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Mi chiedevo cosa avresti tirato fuori oggi…

  2. mfp:

    Sai che non ho capito neanche io? E mi ci sono impegnato eh… prima ho chiesto ad un iscritto ISOC se secondo lui il testo di legge era effettivamente dannoso… poi ci siamo inalberati per altre divergenze legate a questioni collaterali e tribali… cosi’ ho lasciato stare chi la rete – al contrario di questi rivoluzionari dal culo caldo, che tu citi – l’ha pensata e costruita. Allora ho provato a leggermi un saggio sullo sciopero nella cultura giapponese (quei pazzi fanno scioperi dove invece di smettere di lavorare fanno andare la catena di montaggio piu’ velocemente in modo da ingolfare e dare cosi’ problemi al manager che dovra’ smaltire una sovraproduzione imprevista)… ma ancora non ho capito; o meglio, li’ la cosa funziona per questioni culturali ulteriori che qui non ci sono. Poi ho provato ad andare a chiedere ad una mignotta che senso ha quando loro fanno gli scioperi bianchi… cioe’ la danno gratis… perdendo de facto cio’ che le differenzia dalle altre donne. Ma anche li’ un fiasco… nel senso che la mignotta non parlava italiano e voleva quindi parlarmi nella lingua universale, ma non avevo un soldo e quindi non c’e’ stato verso di comunicare. Ero quasi quasi tentato di andare a P.zza Navona per chiederlo a chi c’era, ma da casa mia ci vuole un’ora di macchina… decisamente troppo lontano per cosi’ poca cosa…

    Tu nell’update dici che lo scopo e’ nobile. Secondo me – fermo restando che il loro interessamento e’ comunque gradito – e’ ‘na cagata. Istituire “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”? Cribbio… un altro fork… un’altra voce; qualcuno dovrebbe spiegargli quel teorema secondo cui sopra una certa soglia di rumore non si distinguono piu’ i segnali utili… ma poi per “diritto alla rete” cosa intendono? Se intendono il diritto alla comunicazione come naturale estenzione del diritto d’espressione gia’ formalizzato nei secoli scorsi… non potevano rivolgersi a ISOC o una delle tante altre iniziative gia’ esistenti? Se invece parlano di diritto come sinonimo di “legge”… non potevano rivolgersi a ISOC o una delle tante iniziative gia’ esistenti? Poi voglio dire… aprire adesso l’osservatorio permamente sul diritto alla rete… boh… Minotti 3-4 mesi fa si lamentava perche’ era un campo del diritto dove bene o male e’ rimasto poco da dire, Andrea Monti qualche tempo prima diceva che non c’era piu’ molto da fare… e loro sono quelli esperti. Adesso che dovremmo fare? Attendere che pure Guido Scorza raggiunga la loro esperienza? E poi? Poi dovremo attendere che qualche altro mozzorecchi di ultima istanza ripeta tutto il percorso? Poi dici perche’ invece le leggi canaglia sono spesso arrivate indisturbate alla fine del loro iter.

  3. vb:

    Ehm… il PS era sarcastico :-) Ma è un discorso più generale: in questa come in tantissime iniziative del genere “salviamo Internet”, oltre alle indubbie buone intenzioni di fondo, c’è sempre il desiderio di farsi vedere da parte di chi le organizza. Cercare di accreditarsi presso i politici come il “rappresentante della rete” è un’idea che attrae molti (in particolare gente come quella che citavo nel post, cioè che aspira a una carriera politica tradizionale), senza capire che la novità della rete è che essa si può e si deve rappresentare da sola.

  4. roberto celani:

    Io aderisco allo “sciopero”.

    Non perchè lo dicano Sofri, Folena o Scalfarotto.

    Non perchè voglia costruire l’ennesima rappresentanza delegata che non rappresenta che sè stessa.
    Non perchè questo sia funzionale all’elezione di questo o quel “culo caldo” alla segreteria del Partito Depoliticizzato.

    Ma solo ed esclusivamente perchè le norme contenute nel DDL Alfano, e nel maxiemendamento presentato dal governo, porranno di fatto me, te e anche molti blogger tra quelli che non aderiscono, nella condizione di rischiare sanzioni assolutamente sproporzionate, in conseguenza di un presunto diritto di rettifica concepito con tempi e modalità utili solo ad imbavagliare il dissenso.

    Lasciamo pure le panchine di piazza Navona ai pensionati della politica ma non facciamoci male da soli rimanendo in silenzio o rivendicando snobisticamente il marchio di blogger doc e d’annata.

  5. Salvofan:

    Sembra una di quelle proteste tipo “trombiamo tutti a favore della verginitá” :)

  6. D# AKA BlindWolf:

    Interessante il post di Paolo Attivissimo (lui reputa inutile questo “sciopero”): http://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html

    Cito:
    No, non è con gli scioperi che si sensibilizzeranno i politici che hanno in mano il pallino delle leggi. Non si può sensibilizzare chi è ottusamente insensibile e manco sa cosa sia ciò su cui vorreste sensibilizzarlo. Tanto varrebbe cercare di sensibilizzare un coccodrillo ai problemi dell’etica kantiana. Provateci pure: vi farà fuori comunque in un solo boccone. E il giorno dopo vi avrà dimenticato.

    Non se la ricorda più nessuno la metafora della Rete come organismo vivente che reagisce alle minacce aggirandole ed evolvendosi, invece di tentare un fatuo attacco frontale? Siamo noi le cellule di quell’organismo.

  7. mfp:

    VB, ecco, mi pareva strano…

    D#, a me onestamente Paolo Attivissimo sta sui coglioni… non so nemmeno perche’ ma tanto e’, sperando come al solito di poter cambiare idea se mai lo incontrero’. Pero’ in questo caso – e non solo in questo, devo ammettere – quel passaggio che riporti e’ piu’ o meno cio’ che avevo in mente mentre leggevo il commento di Roberto. Lo sciopero’ e’ inutile perche’ non crea disagi a chi e’ causa del problema. Cioe’: non credo che Alfano-etc sia infastidito dall’impossibilita’ di leggere Gilioli-Sofri-Adinolfi-Folena-Scalfarotto-Mau-Roberto-etc per un giorno. Se vuoi protestare devi reagire… non metterti a pi-greco. Magari massimizzando l’utile, e cioe’ minimizzando i danni a se stessi e massimizzando i danni a quelli, e solo quelli, che stanno producendo l’ennesimo danno. Ma DEVI re-agire e anzi, ove possibile anche tentare di pro-agire (e’ rischioso, ma paga 1000 volte tanto le reazioni). Non sto dicendo nulla di tanto intelligente eh… Gandhi batteva sull’importanza di un pacifismo attivo… di aggredire economicamente e ignorare legalmente l’oppressore. Quello sciopero non e’ una reazione, e’ pacifismo passivo. E’ il risultato di 2000 anni di cristianesimo applicato. Vuoi renderti utile? Manda una mail a ISOC e chiedi come puoi renderti utile per COSTRUIRE una alternativa (qualcosa cioe’ che permetta di FARE in modo diverso dalla norma; non non-fare; una cosa che evidentemente sei forzatamente nella condizione di fare insieme ad altri… da qui viene da se che concentrare l’attenzione su se stessi viene in secondo ordine altrimenti e’ deleterio). In un paese dove i dettami costituzionali sono disattesi praticamente fin dai primi anni di vita della Repubblica (li’ era giustificato; Roma non e’ stata costituita in un giorno; ma dopo 50 anni cazzarola)… e dove esistono migliaia di no-profit che producono soltanto pezzi di carta divulgativi contribuendo al disboscamento dell’Amazzonia e aumentando la soglia del rumore… se tu produci l’ennesima “Iniziativa 4 Gatti”, e’ difficile valutare se fai piu’ bene o piu’ male. Ma fai anche danni.

  8. D# AKA BlindWolf:

    Io, personalmente, reputo Attivissimo una delle voci più affidabili e rigorose della Rete.
    Per quanto riguarda questo “sciopero bianco” però ci sono molti punti discutibili. Innanzitutto era un “gemellaggio” con lo sciopero dei giornalisti, ma quest’ultimo è stato revocato. Una protesta contro un simile DDL secondo me va fatta, ma in questo caso lo “sciopero bianco” purtroppo non porta grandi effetti.

    Ultimamente sono molto preso con il lavoro e non ho potuto approfondire più di tanto la questione ma mi pare di aver letto che il DDL preveda, oltre all’obbligo di rettifica, il divieto di replicare alla rettifica stessa. Se questo punto venisse confermato secondo me sarebbe questa la vera oscenità della legge: sarebbe impedito di esprimere un’opinione sul proprio mezzo di comunicazione. Oserei dubitare della costituzionalità di tale divieto. Su di un blog o un forum si dovrebbero addirittura chiudere i commenti alla rettifica? (La discussione è l’anima di Internet…) Non dovrebbe essere possibile commentare la rettifica neppure in un post successivo? Anche ammesso che alla fine la legge in rete si applichi solo ai quotidiani il principio comunque non mi piace affatto.

  9. mfp:

    D#, io non ho idea di chi sia… nel senso che non c’ho mai parlato; forse una mail. Lo ricordo vagamente 10-12 anni fa con il suo primo sito… poi l’ho perso di vista e reincontrato con l’archivio hoax (molto bello)… poi di nuovo perso di vista e reincontrato col blog sull’11 settembre in cui fondamentalmente ho capito che fa del business con la sua persona… si vende… come tanti altri per carita’, e sono quasi del tutto affari suoi. Passando ad un piano meno emotivo e piu’ razionale, da quello che appare sembra non essere al corrente dei limiti dello scetticismo metodologico; o al piu’ giocare con chi non ne e’ al corrente (il che e’ malissimo; a guardare il suo sito mi sembra di ri-leggere taluni passaggi di Julius Evola). Insomma, a me come fonte di informazioni non piace, come luogo di discussione – al paro di chiunque richieda una registrazione, un account, o moderi preventivamente – nemmeno… perche’ chiunque scriva in rete e abbia una certa quantita’ di lettori, al di la’ delle scuse che possono addurre (tipo spam, etc), moderano e conservano i miei dati per lo stesso motivo che descrive bene VB sia nel post che nel commento qui sopra: concentrare attenzione al fine di autopromuoversi o proprio al fine di vendere chiacchiere (magari anche sagge e intelligenti, ma vendere chiacchiere non va bene); altro non so’. Tornando in topic: io il testo di legge non l’ho letto… non ci riesco… e’ piu’ forte di me… dopo 10 anni di militanza involontaria sono stanco di leggere porcate legislative con cadenza settimanale o giu’ di li’. Tanto siamo gia’ al bordello piu’ totale; da quando nel 1994 cambiarono lucro con profitto nella legge sul diritto d’autore… presero la violazione di domicilio per farne la violazione di domicilio informatico… arrivati ad oggi e’ il caos piu’ totale; che giova tra l’altro solo a chi fa gli impicci; non vedo proprio il motivo di leggere ‘ste schifezze che per me sono tra l’altro molto impegnative (fatico tantissimo per arrivare a capirle), e che probabilmente faranno collassare tutto cio’ che mi interessa della rete, in breve tempo. In generale sono assolutamente d’accordo sull’idea di introdurre un obbligo di rettifica… relativamente al proprio sito… accettando cioe’ che per quanto sia bella l’idea del diritto all’oblio non e’ materialmente implementabile… e eliminando a quel punto i reati d’opinione (c’e’ rettifica a parita’ di visibilita’, perche’ fare un costosissimo e brutale processo penale?). Cercherei una procedura lightweight per applicare questa rettifica; nel senso che non puo’ essere soltanto a discrezione di chi si sente offeso da qualcosa… ne’ a chi ha pubblicato qualcosa da rettificare… serve un alieno che decida se triggerare l’obbligo o no… una procedura tipo i ricorsi al garante privacy (raccomandata al presunto trasgressore, in caso di insoddisfazione raccomandata al garante, esito entro 30 giorni, etc), qualcosa di ugualmente economico ma piu’ celere (se una cosa e’ scorretta piu’ tempo sta in circolazione piu’ danno fa) e a carico di chi s’e’ sbagliato (ie: del ricorrente se non c’era diffamazione, del convenuto se c’era diffamazione). E cmq di mio non farei nulla… sono favorevole solo perche’ c’e’ chi ci tiene alle parole altrui… e quindi bisogna accontentarlo (pero’ paga lui eh, o al piu’ chi gli ha fatto un presunto torto; non io), esiste pure lui.

 
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