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Archivio per il giorno 23 Marzo 2010


martedì 23 Marzo 2010, 01:40

Alcune idee per l’aeroporto di Caselle

Ho visto che sul blog di FlyTorino – l’associazione per lo sviluppo dell’aeroporto di Caselle, di cui sono socio – sono state raccolte le posizioni di vari candidati in merito al futuro dell’aeroporto stesso, e così ho inviato la mia, che trovate qui sotto. Del resto questo blog, negli anni, ha parlato spesso delle magagne del nostro aeroporto…

Sono Vittorio Bertola, candidato del Movimento 5 Stelle Piemonte, e vorrei esporre le mie idee per il futuro dell’aeroporto di Caselle.

Premetto che sono socio FlyTorino sin dallo scorso anno e che, nella mia attività di conferenze internazionali, uso da dieci anni Caselle per spostarmi in giro per il mondo (ero Senator Lufthansa fino allo scorso mese). In questi anni, nonostante l’ampliamento olimpico, si è potuto assistere a un progressivo decadimento del servizio, tanto è vero che molte delle rotte che ho percorso negli anni (via Zurigo, via Amsterdam, via Vienna) oggi non sono più possibili. Si è anche assistito al progressivo sviluppo del traffico low cost… su Malpensa e su Bergamo.

Caselle è evidentemente rimasto vittima di giochi politici, in cui – come purtroppo accade in tanti altri servizi pubblici, vedi autostrade – l’aeroporto è stato asservito ai profitti del socio privato, mentre i soci pubblici hanno rinunciato a pretendere qualità del servizio per i cittadini e hanno pensato soltanto a incassare i dividendi necessari a puntellare i propri bilanci, e magari a piazzare qualche amico nelle posizioni di sottogoverno.

E’ scandaloso come migliaia di torinesi siano costretti ogni giorno a trascorrere ore sulle autostrade piemontesi e lombarde per poter prendere un aereo. Noi non siamo favorevoli alla crescita dei trasporti – pensiamo che nella nostra società si viaggi troppo, e che per via dei problemi ambientali, economici e di qualità della vita creati dal pendolarismo e dai viaggi di lavoro sarebbe meglio incentivare il telelavoro e la teleconferenza dovunque possibile. Tuttavia, là dove viaggiare in aereo è necessario, i torinesi hanno il diritto di farlo il più possibile dall’aeroporto di casa, e di non venire usati come merce sacrificale per nascondere il fallimento del progetto di Malpensa 2000.

Penso dunque che ci sia spazio per una crescita del numero di passeggeri di Caselle e conseguentemente dell’occupazione, non aumentando i viaggi dei torinesi, ma riportando a Caselle tutti quei voli pieni di torinesi che oggi partono da Malpensa e da Bergamo; e a questo scopo è necessaria la base low cost, promessa e mai ottenuta per via di quelle che sembrano resistenze più o meno evidenti della classe dirigente torinese, un po’ per non intaccare il business aeroportuale e un po’ per non dispiacere agli amici a cui è stata regalata Alitalia. Certo trovo un po’ ridicolo che gli stessi amministratori che hanno remato contro Ryanair per anni ora ci dicano che si spenderanno prontamente per farla arrivare…

L’unico caveat che vorremmo esporre in merito alla base low cost è che essa non deve rappresentare però una occasione di ulteriore sfruttamento dei lavoratori. La vicenda Aviapartner è emblematica di come ogni appiglio venga sfruttato per incrementare i margini di profitto sulla pelle della gente. Non è detto che prezzi bassi voglia dire peggiori condizioni di lavoro – spesso vuol dire semplicemente una gestione “europea” invece che “all’italiana” – ma è un appunto che va fatto.

Inoltre, è necessario intervenire per migliorare i servizi di collegamento con la città – tutti. Anche qui, la sensazione è che si pensi non a semplificare la vita agli utenti, ma a spremerli il più possibile. Almeno non si spendono più 7 euro per un’ora di attesa di un passeggero in arrivo, ma rimane il costo spropositato dei taxi (la tariffa fissa per la città, durante la sua esistenza, si è rivelata più una presa in giro che altro).

I trasporti pubblici sono la nota più dolente: ci chiediamo chi si assumerà la responsabilità dello spreco del tunnel sotto via Stradella, da buttare via dopo vent’anni per spendere un’altra carrettata di denaro e scavare sotto corso Grosseto – e noi paghiamo. In attesa di scavare e riscavare, sarebbe sufficiente un semplice bus urbano espresso ogni 15-20 minuti, che parta da Porta Nuova e non da Dora, che faccia tre fermate in tutto, che non carichi anche gli studenti dei paesi intermedi e che non costi una fortuna. Ce la fanno in città paragonabili a Torino (es. Dublino), possiamo farcela anche noi.

Da utente di Caselle, concordo dunque di cuore con tutti e sette i punti di FlyTorino, ad eccezione del mezzo punto relativo alla Tangenziale Est, opera da noi ritenuta dannosa ed inutile; sarebbe ora che anche da noi, come in tutta Europa, si arrivasse negli aeroporti principalmente col trasporto pubblico.

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