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giovedì 30 Settembre 2010, 09:52

Cosa vuol dire “ognuno vale uno”?

Un paio di giorni fa ho inviato a coloro che si sono registrati sulla mia piattaforma di partecipazione (che al momento, in attesa di quella promessa da Grillo, non è più stata sviluppata) una serie di domande relative al “tema caldo” nel Movimento torinese in questi giorni: la definizione di candidati e programmi per le prossime elezioni comunali.

Ho ricevuto una dozzina di risposte, tutte ben argomentate e interessanti, e allora mi sembra utile aprire il dibattito anche qui e riceverne altre. L’argomento sarà discusso in una riunione lunedì prossimo; nel frattempo, aspetto di sapere cosa ne pensate.

Ecco il testo del messaggio con le domande; aspetto risposte nei commenti.

Vorrei ora consultarti su una questione che verrà discussa nelle prossime settimane: il metodo di definizione di candidati e programmi per le elezioni comunali torinesi del prossimo anno.

E’ in corso infatti una discussione tra diversi punti di vista: c’è chi sostiene che la sovranità sul Movimento è dei cittadini e dunque che almeno le candidature e i punti chiave del programma vanno decisi in votazioni primarie aperte a tutti, svolte nelle piazze e tramite la rete, e chi sostiene che è meglio, per evitare infiltrazioni e per garantire una decisione più esperta, affidare tali scelte soltanto agli “attivi” del Movimento, ovvero a chi partecipa regolarmente alle riunioni fisiche. Sono poi naturalmente possibili anche le vie di mezzo, come ad esempio che soltanto chi è stato attivo nel Movimento per un certo periodo possa candidarsi, ma che siano comunque i cittadini a scegliere tra i vari possibili candidati.

Io vorrei capire dunque la tua opinione: come la pensi?

Cosa vuol dire per te “ognuno vale uno”? Ritieni che questo sia un principio fondamentale, o tutto sommato la partecipazione dal basso non è così importante purché il Movimento resti fedele ai suoi principi?

Pensi che la scelta dei candidati tocchi a tutti i cittadini, o solo agli attivisti del Movimento?

Ritieni giusto che qualsiasi torinese possa candidarsi nelle nostre liste o vorresti liste composte soltanto da persone che già hanno partecipato negli scorsi anni?

Sarebbe giusto accogliere anche candidati espressi da comitati e gruppi spontanei, magari sollecitati dal Movimento stesso tra persone che non sono mai state attive ma che hanno raggiunto posizioni di rilievo nella “società civile” senza mai schierarsi coi partiti, o meglio di no?

Secondo te, la scelta dei candidati (specie del candidato sindaco, che sarà la voce del Movimento durante la campagna elettorale) è importante oppure più o meno chiunque può andare bene purché rispetti i requisiti? In altre parole, cosa caratterizza secondo te un buon candidato?

In generale, tu personalmente riterresti giusto essere coinvolto almeno sulle grandi scelte (candidato sindaco, temi forti del programma) o vorresti delegare anche queste scelte a chi è più attivo? E in questo caso, che genere di attivismo “conta” per avere diritto a dire la propria? La partecipazione alle attività sul campo, quella alle riunioni organizzative, la diffusione delle idee del Movimento su Facebook o via Internet…?

[tags]movimento 5 stelle, beppe grillo, torino, elezioni comunali, democrazia partecipativa, ognuno vale uno[/tags]

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6 commenti a “Cosa vuol dire “ognuno vale uno”?”

  1. simonecaldana:

    Io sono assolutamente convinto che la sovranità sia dei cittadini, altrimenti il m5s è solo un altro partito, sono anche convinto che non ci sia un grande pericolo di infiltrazione. Per cui io vorrei delle primarie il più possibile aperte (per cui si, si può candidare chiunque e chiunque può votare i candidati) ma con una discussione pubblica delle cadidature. Inoltre siccome il m5s ha dei “principi guida” vorrei anche che il programma venisse poi valutato nel merito pubblicamente, con un processo di discussione pubblica che permetta di valutarne il merito.
    Insomma sostanzialmente credo che l’apertura sommata alla trasparenza possa selezionare il meglio sia dei candidati che dei contenuti. (OSS anyone?)

  2. Michelangelo:

    Ciao Vittorio, Sono Michelangelo, architetto 33enne.
    Leggo ogni tuo post e ti trovo davvero interessante.
    Purtroppo per motivi di lavoro non riesco a partecipare attivamente al movimento ma vi seguo sempre.

    Il mio ideale (molto partecipativo) prevede:

    I “Candidati” e gli “elettori” coincidono e possono, se vogliono, esprimere pubblicamente le loro opinioni sui singoli voti. Possono pubblicizzarsi con blog, propaganda diretta, e devono postare sulla piattaforma le proprie opzioni di voto.
    Se non lo fanno possono delegare qualcun altro che li possa rappresentare per settori tematici (lavoro, energia etc.)
    Se non delegano e non esprimono voto diretto perdono la possibilita’ di contare e il risultato lo fanno glia altri.

    I pubblici rappresentanti saranno quelli che ricevono piu’ deleghe. Non voteranno secondo propria coscenza ma rappresenteranno i risultati delle votazioni dirette e delle deleghe.

    Gli stipendi serviranno a coprire le spese dei rappresentanti e lo sviluppo della piattaforma.

    Vedo la piattaforma come un social network aperto stile facebook.
    Aspettiamo i risultati della piattaforma di Grillo ma ho tanta paura che senza cospiqui fondi finisca a schifo.

    mke

  3. Piero:

    Nelle assemblee condominiali è possibile che un condomino, impossibilitato a partecipare, deleghi un altro condomino o l’amministratore stesso. In quel caso se un condomino riceve le deleghe di 2 condomini, il suo voto vale tre e non più uno nelle decisioni sulle parti comuni del condominio: il suo più quello degli altri due, insieme al loro valore millesimale.

    Dire che “ognuno vale uno” per me significa dire basta alle deleghe e partecipazione attiva di tutti alla vita politica in forma gratuita, ma soprattutto alle decisioni che ci riguardano, possibilmente nella condivisione delle risorse tra tutti in parti uguali.

  4. fede:

    SArebbe bello che chiunque, rispettando i dogma del movimento, possa candidarsi, sia se sia stato attivista o meno , mi piacerebbe essere uno di quelli. L’importante sarebbe che solo chi prende più preferenze venga poi candidato. Ma resterebbe un dubbio che non tutti riescano a fare i candidati e quindi i rappresentati di un movimento che deve essere da esempio. L’ideologia del movimento è quella di ognuno vale uno sia come candidato sia come elettore, però non possiamo , non si può sprecare una chance che ci verrà offerta nelle prossime elezioni. In tutto questo periodo ci sono state persone che si prestate attivamente alla crescita del movimento, ci hanno messo la faccia e nonostante siano PERSONE, hanno “giurato” ai dogmi base del movimento, e non saranno politici ma rappresentanti, rappresentati votati da tutti gli elettori del movimento. In questo momento delicato dove è non solo importante ma necessario un cambiamento non possiamo permetterci errori, e purtroppo forse pensando in mala fede, il poter votare chiunque si candidi potrebbe dare adito a infiltrazioni non gradite. Si! quindi al voto delle primarie per candidati che si conoscano , uomini che hanno già “dimostrato” pubblicamente o dietro le file il lor reale interesse al cambiamento , al movimento.

  5. Alberto:

    Segnalo mio post sul tema

    http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=937

  6. Alessandro D.:

    >>L’argomento sarà discusso in una riunione lunedì prossimo

    … non ne hai ancora parlato per aumentare la suspence ? :-)

 
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