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martedì 26 Luglio 2011, 12:07

Buone vacanze

Vi scrivo queste righe dall’aeroporto di Malpensa, in attesa di imbarcarmi per gli Stati Uniti dove quest’anno trascorrerò le vacanze (sperando che non facciano bancarotta nel frattempo). Ieri si è svolto l’ultimo consiglio comunale della stagione, e resterebbero solo un paio di giorni di commissioni; alcune sono gite o sedute riempitivo pro gettone, tranquillamente evitabili (è stata convocata una intera commissione per discutere di una multa data alla Croce Verde…), mentre alle riunioni significative mi sostituirà Chiara, che ringrazio (a buon rendere).

La mia compagna è già là, per lavoro, da tre settimane; io mi sono fatto attendere per non mancare nemmeno ad un consiglio comunale e non perdere nessuna seduta in cui non potessi essere sostituito. Faremo un giro per i fatti nostri attraverso l’Ovest degli Stati Uniti, con una puntata finale in Canada; sarà una dura lotta finanziaria tra un Paese che dopo 250 anni ancora non ha capito che si possono fare le banconote di colori diversi per renderle più distinguibili, e un Paese che sulle banconote piazza le immagini di gente che gioca a hockey.

Non so se anche quest’anno, come già in passato, vi posterò i miei racconti di viaggio. Sono sempre stati molto apprezzati, ma temo che in quest’anno di ristrettezze qualcuno potrebbe esserne infastidito: mi rendo conto che molti non possono permettersi nemmeno una settimana al mare e non vorrei risultare inopportuno (d’altra parte, il viaggio è interamente pagato da me, con i miei risparmi guadagnati nel lavoro di tanti anni, e non certo con il compenso di consigliere). Vedremo, accetto consigli.

Nel frattempo, vorrei comunque augurare buone vacanze a tutti, a chi andrà lontano e a chi resterà in città.

Buone vacanze innanzi tutto a tutti i miei lettori e a tutti i nostri elettori; la cosa più gratificante di questa esperienza sono le persone che ti fermano per strada, ti ringraziano e ti incoraggiano. Mi spiace se non riusciamo a far fronte a tutte le richieste e se per forza di cose non abbiamo la possibilità di realizzare il nostro programma se non in piccola parte, ma ce la mettiamo tutta; a forza di fare proposte intelligenti, non di rado alcune vengono accolte.

Buone vacanze al sindaco Fassino, che si goda i 30.000 euro extra che ha guadagnato dimettendosi dal Parlamento la settimana scorsa anziché subito dopo le elezioni, che ritrovi il cellulare abbandonato ieri sul banco e che si rilassi invece di prendersela con la sua stessa maggioranza.

Buone vacanze al consigliere Bono e al suo staff, sperando che ritrovino la calma e il mio numero di telefono, così potremo ricominciare ad avere relazioni che vadano oltre lo scazzo su Facebook.

Buone vacanze anche al resto degli eletti del Movimento, a quelli che hanno capito e a quelli che non hanno capito il non-Statuto; siamo in piena adolescenza e il prossimo autunno sarà determinante per capire chi siamo, dove andiamo e se il Movimento avrà una vita che valga la pena vivere.

Buone vacanze a tutti i miei amici, che troppo spesso sono rimasti sacrificati per via di una pletora di impegni pubblici… i lavori vanno e vengono ma le amicizie vere durano comunque.

E buona estate a tutti quelli che resistono senza staccare nemmeno un minuto, che siano a Chiomonte o in un posto di lavoro precario o magari catturati da una malattia o da un momento difficile: comunque sia, prima o poi le cose girano per tutti, nel bene e nel male. Nel frattempo, vediamo di prendere la vita con la necessaria leggerezza, e di godere di tutto quel che comunque abbiamo, sapendo che la felicità è accorgersi che sono molto poche le cose di cui abbiamo veramente bisogno.

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12 commenti a “Buone vacanze”

  1. Davide:

    Caro VB, i tuoi racconti saranno sicuramente apprezzati: in fondo sappiamo che ti meriti tutte le vacanze che farai e che le hai guadagnate con il tuo sacrosanto lavoro. Buon divertimento!

  2. Pippo:

    Buone vacanze e non perdere mai l’ironia per rendere le tue “cronache dalla sala rossa” almeno leggibili e non un triste resoconto di inciuci.
    Se poi decidessi di restare in Nord America, auguri, nonostante tutto forse lì c’è ancora una possibilità per chi il merito se lo crea ogni giorno.
    Checché ne dica Federico Rampini e la sua Cindia (Cina + India) gli USA sono ancora all’avanguardia in molti campi nonostante tutte le loro contraddizioni.

  3. g.c.67:

    buone vacanze vittorio aspettero’gli “appunti di viaggio”delle tue vacanze.p.s. purtroppo non tutti possono permettersi di fare le vacanze..come hai scritto,ma se eventualmente dovessi ricevere delle critiche per questo…secondo me sarebbe solo invidia…che e’ sempre una brutta cosa.ciao w m5s.

  4. Lettore59:

    La frase che hai scritto “sapendo che la felicità è accorgersi che sono molto poche le cose di cui abbiamo veramente bisogno”, trovo che sia profonda.
    Ho cercato un pensiero (più o meno)simile e te lo dedico:
    “siamo felici solo quando vogliamo che succeda”
    con stima, Buone Vacanze!

  5. Claudio C:

    Scrivi “sono molto poche le cose di cui abbiamo veramente bisogno” ma una di queste, secondo me, è viaggiare.

    Buone Vacanze!

  6. Redsox:

    Buone vacanze Vittorio! E non mancare di raccontarci il tuo viaggio!

  7. Simoena:

    Buone vacanze e buon viaggio! mi permetto di scrivere un pensiero che mi assilla. Senza riferimento a ciò che hai scritto tu, Bertola.
    Vorrei spendere un minuto di silenzio per la crisi che non vuole colpire. Quand’è che scivoleremo nel collasso? Ieri ho visto il video di TEL AVIV…una piazza incredibilmente stracolma di gente….per manifestare dissenso… Ovunque succede (grecia, Spagna..) e in Italia no. E mi chiedo in continuazione perchè. La manovra finanziaria in Italia è più grave di quella greca. In Grecia è bastato che la gente venisse a conoscenza della proposta per scendere in piazza e “rivoltarsi”. Qui il governo collassa la povera gente e non succede niente. Qualcuno su facebook prova a proporre manifestazioni ma nessuno aderisce se non sul web. Cosa aspettiamo secondo voi? I media riescono a distrarre la gente… riesce a convincere la maggior parte a rimanere a casa a lamentarsi?
    Non credo che sia solo una vigliaccata…rimanerci, a casa. Penso che siamo legati ad una corda stretta dal padrone…e che a forza di farci patire la fame siamo diventati mansueti e accondiscendenti. In più non esiste alcun senso di comunità, ognuno pensa a sè, per quel che può…al massimo della famiglia. Gli italiani non esistono. Non fanno gruppo. Si condivide solo uno spazio fisico…con amarezza tra l’altro. Se potessero aumenterebbero le distanze. Quando capiremo che l’appartenenza, il gruppo, l’unione l’essere uguali….sono la forza? Siamo lo zimbello di noi stessi e un giorno lo saremo dei nostri figli. Così come oggi i nostri padri lo sono per noi, per dove siamo arrivati. Solo che loro sono giustificabili. Noi no. Ormai sappiamo tutto e pure di più, ma preferiamo voltare lo sguardo e far finta che tutto va bene.

  8. Simoena:

    Errata corrige
    1)…al massimo alla famiglia..
    2) dimenticata qualche virgola..
    I’m sorry….

  9. Claudio C:

    x Simoena: ti segnalo il post di oggi del blog di Natalino Balasso sul Fatto Quotidiano che trovo in tema con quanto hai scritto.

  10. Pippo:

    Simoena le ragioni sono molteplici.
    1) La nostra cultura cattolica, noi non abbiamo avuto la Riforma ma subito una Contro Riforma. Non è stato messo in discussione il potere temporale della chiesa, un potere totalizzante.
    2) L’Unità d’Italia che è partita da una casa regnante, i Savoia, e non come in Francia se non dal popolo almeno dalla borghesia. I Savoia poi volevano fermarsi al nord Italia ma sono stati trascinati da Garibaldi in questa unione che non cercavano. Le classi contadine del sud credevano di poter accedere alla terra ed invece sono state violentemente represse. Qui il Gattopardo con “cambiare tutto per non cambiare niente” sintetizza la storia.
    3) Prendi i tedeschi, dopo la Seconda guerra mondiale vi è stata una rilettura del nazismo e le nuove generazioni hanno chiesto conto ai loro genitori della barbarie che avevano compiuto.
    Hanno avuto un’elaborazione del lutto. Noi in Italia non abbiamo mai fatto i conti veramente col fascismo e le ondate di revisionismo ne sono testimonianza.

    Tu dirai “ma che c’entra con la pigrizia di manifestare?”
    C’entra perché all’estero sono dei popoli con dei valori condivisi guadagnati con dei moti popolari e borghesi.
    Sono delle democrazie, imperfette certo, ma vi tendono.
    Noi siamo un pulviscolo che cerca di stare insieme, la nostra storia ci ha portato a tutto ciò.

    Adesso ci mancavano i ministeri al nord, a Monza, tanto per disfare quel poco di Stato che ci è rimasto. Bossi porta ad esempio la Francia. Conta sulla nostra ignoranza delle cose d’oltralpe perché lo Stato francese è sempre stato centralista e fortissimo.

  11. Fabrizio Z.:

    Grazie per quanto hai fatto per Arenaways (e i pendolari torinesi) ancorché senza, ahinoi, un seguito ma la colpa è anche di chi, un anno fa votò altrimenti (ma questa è storia vecchia) e anche, mai mi stancherò di dirlo, di chi si candidò da solo. Peraltro vb anch’io ho avuto e in parte ancora ho modo di girare il mondo a una condizione: parto da Torino. Che fossero o siano l’Europa, l’Asia, gli Stati Uniti, l’Australia o l’Indonesia MAI ho accarezzato l’idea di partire da Malpensa.

  12. Marco[n]:

    Pippo, dici cose condivisibili, in parte. Ma l’unita’ della Francia e’ partita anch’essa da una casa regnante, casomai la borghesia ha fatto la rivoluzione. Ma la Francia era gia’ unita da secoli…

 
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