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giovedì 10 agosto 2017, 14:47

Venezuela e populismo

Anche per il Venezuela, inevitabilmente, le interpretazioni che si sentono dare qui da lontano sono più legate agli schemi ideologici precostituiti di chi commenta che alla realtà delle cose. Ho trovato però molto interessante e plausibile la ricostruzione che ha fatto un venezuelano emigrato, in un thread che stavo leggendo. La riporto più sotto, ma prima aggiungo due commenti.

Il primo è che quando, come in Venezuela, si arriva alla guerra civile, si verifica anche una incomunicabilità totale tra le due parti; le due fazioni vivono in due realtà diverse e inconciliabili. Ma forse è anche vero l’opposto; si arriva alla guerra civile perché le due fazioni vivono in due realtà diverse e inconciliabili, e la responsabilità di chi sta fuori, come noi, sarebbe quella di promuovere il dialogo e non di schierarsi dall’una o dall’altra parte.

Il secondo è che la parabola del chavismo, raccontata da chi l’ha vissuta, presenta delle somiglianze impressionanti con la parabola del populismo all’italiana. Un leader carismatico parte con buone intenzioni, polarizza lo scontro tra “esclusi” e “inclusi” mobilitando i primi, ma presto si circonda soltanto di fedelissimi. Arrivati al potere, si scopre che i fedelissimi sono lì anche o solo per i propri interessi personali, e che il risultato è una nuova classe dirigente mediocre o persino inetta. Fin che le casse pubbliche sono piene di soldi (per il Venezuela, grazie al prezzo del petrolio elevato) il sistema regge e ci sono anche dei benefici per i più poveri, poi però i soldi finiscono e non c’è più modo di tamponare i disastri dovuti a corruzione e incapacità, e il Paese tracolla.

Il Venezuela è alla fine della parabola, ma noi siamo circa a metà; e per questo la storia del chavismo deve metterci in allarme.

“Il gran merito di Chávez è quello di essersi rivolto a settori emarginati della società. In quel senso, magari possiamo dire che li ha dato una dignità che non sentivano di avere (parlo di “loro” perché come avrai capito, io sono figlio della classe media borghese). Il discorso di Chavez, però, a mio avviso, è stato sempre molto aggressivo e polarizzato, “ricchi contro poveri”. Diciamo che Chavez utilizzo il risentimento sociale delle classi più disagiate è il rifiuto intrinseco nei confronti dei poveri delle classi invece più privilegiate. È un discorso che ai “ricchi” non è piaciuto, per ovvi motivi, e hai “poveri” invece si. Praticamente, butto benzina sul fuoco, ma si questo siamo responsabili tutti, appunto, per aver ignorato sistematicamente i settori più poveri durante tanti anni.
Quindi, Chavez è al
Massimo della popolarità e con le tasche piene , grazie al prezzo del petrolio (massimo storico) investi in programmi sociali , la sua base elettorale molto contenta, ovviamente. E fa bene. Bisogna dare di più a chi ne ha più bisogno. Il problema è stato che Chavez si è circondato da una cricca di delinquenti , che non vedevano l’ora di istallarsi nel potere per “repartirse la torta”, come diciamo noi. Chavez ha permesso questa situazione perché aveva bisogna di persone leali al “processo”, anche se quella lealtà fosse a pagamento. Il risultato è che i programmi sociali, dicono, in realtà ha beneficiato soltanto a un 10% della popolazione, e oggi, dopo tanti anni, sono praticamente falliti tali programmi. Chavez non sfruttò la bonanza petrolifera per promuovere lo sviluppo economico del venezuela, che ad oggi dipende più che mai , del petrolio. Quei soldi sono stati usati per comprare alleanze internazionali, è una enorme fetta è in tasca di tanti membri del governo.
Il prezzo del petrolio cala, Venezuela non ha più soldi. I programmi sociali e tutti quei benefici , spariscono. La dignità diventa solo retorica, perché di dignità non si vive, e se devi cercare nella spazzatura per poter nutrirti, ecco…
il discorso, come al solito, i ricchi c compresi quelli nuovi, figlio della oscena corruzione che piaga il Venezuela, rimangono ricchi e se la cavano alla grande. La classe media sparisce lentamente, mangiata dall’inflazione galopante, e quelli che staranno sempre peggio sono i poveri. Durante Chavez c’è stato un picco di… stare meglio, per poi sprofondare nella merda più totale, grazie alla mediocrità del governo di Chavez e Maduro. Ecco perché Maduro non conta con il supporto della popolazione. Sta sempre più solo.”

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