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mercoledì 17 Giugno 2009, 23:55

Spostamenti

Ieri mi sono seriamente preoccupato: ci ho messo meno tempo ad attraversare in macchina Milano dallo svincolo di viale Certosa fino a viale Argonne che a circumnavigare un quarto di Torino da casa mia fino all’imbocco dell’autostrada di corso Vercelli. E’ vero che a Torino erano le 19:15 mentre a Milano erano quasi le 21, però è preoccupante lo stesso: cosa succede al traffico torinese?

In compenso il viaggio fino a Urbino è stato relativamente privo di eventi, se si esclude il mistero di come – all’area di servizio Bevano Sud sull’A14 – io sia riuscito a mettere 47 litri di gasolio nel serbatoio quando non ero nemmeno ancora entrato in riserva: probabilmente ad alcuni benzinai si applicano leggi della fisica dei liquidi diverse da quelle comuni.

Siamo qui per una conferenza, ospitata dalla locale università, che è intitolata a un signore di cui si sa solo il nome (Carlo Boh). La conferenza inizia domani, così nel pomeriggio abbiamo visitato il Palazzo Ducale e la mostra su Raffaello (un tizio che dipingeva piuttosto bene) e poi ci siamo concentrati sul punto principale, ossia decidere dove cenare.

Il primo posto provato (dopo dieci minuti di curve) ci ha mandati via, e così siamo andati fino a Urbania, un paesone in mezzo alle colline misterioso ma pieno di storia. Abbiamo mangiato all’Osteria del Cucco, segnalata da Osterie d’Italia; in apparenza, se vi parlassi di un posto dove il servizio è lento e alla buona (tipo un bicchiere solo per acqua e vino, tovaglia di carta ecc.), dove siedi con altri allo stesso tavolo e dove spendi 35 euro a testa per giro di antipasti, assaggio di tre primi e dolce, potreste pensare che non è un granché; invece, la cucina era davvero ottima oltre che molto interessante, con pasta fatta a mano e ricette piene di verdure locali, per chiudere poi con gelato e visciole (le ciliegine del posto) e un buon liquore sempre di ciliegie. Siamo usciti più che soddisfatti; quanto al servizio, stasera erano evidentemente in sofferenza per casini loro, ma la signora è stata molto simpatica.

C’è però un mistero; tornando indietro per curve e statali, ho visto un distributore automatico presso un benzinaio; mi sono fermato sperando che vendesse da bere, e invece vendeva profilattici e DVD porno. Dopo qualche chilometro, altro distributore e stessa cosa. Eppure non è una strada da camionisti: boh?

[tags]milano, torino, traffico, turismo, urbino, urbania, osterie, ristoranti[/tags]

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martedì 16 Giugno 2009, 17:13

Io e l’ENEA

Nel bel mezzo della campagna elettorale, nonostante il caos che imperava, ho portato a termine un’altra impresa: cambiare le finestre di casa per sostituirle con infissi a risparmio energetico. Prima, infatti, c’erano le finestre originarie del 1967, e negli spifferi ci entrava un dito: effettivamente non era un uso molto efficiente del riscaldamento, e d’inverno c’erano comunque 17 gradi stabili.

Dopo aver fatto tutti i lavori, avete 90 (mi pare) giorni di tempo per comunicare i vostri dati all’ENEA, che è responsabile di certificare il vostro diritto alle relative agevolazioni fiscali. Dunque voi andate sulla home page dell’ente, che naturalmente è tesa a magnificare quanto è figo l’ente stesso; comunque, scorrendo un po’, si nota sulla sinistra un giffone che parla delle agevolazioni, seguito da un minuscolo link “Registrazione e invio della documentazione”, che porta sull’apposito sito.

Qui già cascate peggio: vi accoglie la paginetta del “GdL Efficienza Energetica”, una roba in Times New Roman che sembra fatta nel 1998. Bene, direte voi, ora mi spiegheranno cosa fare… e invece no: il testo della pagina è costituito da una lunga serie di scuse, che dicono che l’applicativo (un complicatissimo sistema che deve permettervi di inserire i vostri contatti e quattro dati catastali in un database) è sperimentale, che c’è solo da un paio d’anni, che è ancora in rodaggio. Bene, ok, prendo atto: un po’ di rodaggio serve sempre, vi scuso. Solo che… adesso che devo fare? Nel testo ci sono tre link belli evidenti, in grassetto, ma portano soltanto alle form di contatto o al manuale; nel menu di sinistra c’è un sacco di roba, tra cui gli immancabili riferimenti legalesi, ma non c’è “invia la documentazione”.

Alla fine, svelato l’arcano: dovete scrollare la pagina fino in fondo e cliccare sulla scritta “Invia la documentazione” in Times New Roman rosso non sottolineato. Ovvio, no? Chiunque sa che su Internet il rosso non sottolineato indica i link da visitare.

Ma non è mica finita qui! Il link porta a una pagina di login che a occhio risale al 1995: il webmaster ha appena scoperto l’uso delle tabelle (sì, la pagina è fatta con N livelli di tabelle una dentro l’altra) e della tag IMG, divertendosi a piazzare un po’ ovunque foto a caso e prive di senso per far vedere che si può fare, bullandosi poi davanti a tutti col suo nuovo fiammante Netscape 1.2. Eppure dev’essere stata una faticaccia, visto che in basso c’è scritto “DEM VERSION: v 2.51 (last update: 06 Maggio 2009) – Buon Lavoro – EUROFLASH GROUP ©” (mi raccomando il copyright, non sia mai che qualcuno voglia rubare una simile opera d’ingegno). Insomma, l’hanno aggiornato lo zerosei maggio: nuova fiammante!

Dunque voi effettuate la registrazione, in cui vi chiedono tonnellate di dati personali impaginati a caso e senza alcun aiuto che vi semplifichi l’inserimento. E poi arrivate nel magico menu, di cui ho pronto per voi uno screenshot:

screenshot_enea_750.png

Guardatelo bene (anche perché il font utilizzato è corpo 6, se non lo guardate bene non leggete nulla). Questa pagina, signori, è un capolavoro di servizio Web. Dunque voi vi siete registrati, e senza farvi distrarre dalla scritta “Ministero dello Sviluppo Economico” scritta col font dell’Amiga 500 (ovviamente è una GIF che immagino si tramandi di padre in figlio), volete chiedere il vostro rimborso: come fate?

Siccome non si legge bene, vi riassumo quello che trovate percorrendo la pagina. In alto, sotto la scritta ENEA, ci sono opzioni misteriose come “Accounting > My Profile” (ok, sarà qualcosa su di me, ma non pare atta allo scopo). Poi ci sono tre pulsanti di testo: “Home”, “back” e “next”. Dopo lunghe ricerche ho pensato che questo fosse un wizard e io dovessi premere “next”, e invece… i due link usano javascript per riprodurre la funzionalità dei pulsanti “avanti” e “indietro” del browser: qualcosa di cui tutti sentivamo la mancanza.

Ok, allora il mio link sarà in bella evidenza nella sezione principale, esplicativamente intitolata “Homepage – Web User” (almeno si sono risparmiati il camelcase che invece trovate nel titolo della pagina, che ancor più esplicativamente è “HomePage WebUser – Start”). Cominciamo dal primo: sotto il titolo “Links”, è circondato di stelline, freccine che ruotano… sarà lui? Certo che no: l’intuitivo testo “Flusso Applicativo (Veloce)” porta al manuale del sistema, che vi raccomando di leggere: vi spiega tutti i passi per presentare una dichiarazione, ma non vi dice assolutamente dove cliccare e che cosa fare. Dopo il classico pippone su quanto è fico l’applicativo, le istruzioni “pratiche” sono le seguenti:

– Esempio Pratico:

1) Inserire Mario Rossi o Pippo Srl o Condominio X.
2) Inserire gli edifici/immobili di a).
3) Aprire una Nuova Attività di intervento selezionando il comma di riferimento (34x o 35x).
4) Compilare gli allegati generati automaticamente, salvarli e controllari nuovamente.
5) Chiudere/Inviare l’attività ed annotare/stampare il CPID e Detraibilità Effettiva riportati nella pagina di sommario finale.

Tutto chiaro no? Chiunque di noi sa fin da bambino come “aprire una nuova attività di intervento selezionando il comma di riferimento”: con delle istruzioni così, sicuramente il numero verde di supporto sarà sempre silenzioso. E tra l’altro, ma chi è “a)” che possiede gli immobili??

Torniamo a perquisire la home page: sotto i fantastici “links”, trovate ancora: faq, supporto, normativa di riferimento… ok la solita roba inutile. Poi, l’ennesimo “Mio profilo” e infine “Questionario” (potevano rinominarlo “PER INSULTI QUI”).

Bene, alllora sarà nella parte in mezzo, quella più in vista? No. La parte in mezzo è interamente dedicata a fornirvi una informazione importantissima: l’applicativo funziona. State tranquilli, è tutto ok: la pagina che avete caricato vi dice che la pagina è stata caricata correttamente. Grazie dell’informazione.

Sotto c’è un link: “Contatti”. Cliccate e viene fuori una pagina intitolata “Contatti: Lista (Contact List)”. Dentro c’è una riga con il vostro nome e i vostri dati. Probabilmente, se volete, potete aggiungere anche i numeri di telefono dei vostri parenti. Una funzione utilissima. Grazie, ENEA.

Infine, però, trovate qualcosa che sembra utile: “Nuova attività”. Ok, questo era il passo 3 delle istruzioni, quindi proviamo: viene fuori una lista di attività con un altro pulsante “nuova attività”. Confermo… e mi compare la seguente scritta: “Cliente non selezionato o non presente in sessione. Per procedere selezionare un cliente, o rieseguire il login, per riabilitare la sessione scaduta.” Voi vi guardate: assumendo che il cliente siate voi, vi sembra di essere lì davanti al computer, ben presente in sessione; non è chiaro come possiate selezionarvi da soli, ma tanto siete l’unico che sta usando quell’account. E comunque, dov’è che carico i dati di casa mia?

Insomma, la faccio breve: dopo mezz’ora di perquisizione ho scoperto che per inserire i dati di casa propria (passo 2) bisogna andare nel profilo del proprio account, scrollare oltre le tonnellate di dati anagrafici, e notare un drop-down che dice “Nuovo: (Select)”; selezionare l’unica opzione possibile cioè “immobile” (i famosi drop-down monoscelta, un classico delle interfacce utente), e finalmente potete inserire i vostri dati catastali, cominciando da un “nome mnemonico”, un “indirizzo mnemonico” e una “descrizione (sintesi)” che servono tutti e tre a identificare il vostro alloggio (uno non bastava?).

Non è meraviglioso? Per fortuna che è arrivata Internet nella pubblica amministrazione: ora sì che ci siamo liberati delle pastoie burocratiche… Comunque, avendo usato un po’ questo sito non mi meraviglio delle scuse iniziali: immagino che la “Direzione Progettazione e Sviluppo per l’Applicativo Telematico” che firma il manuale – già perché, data la complicazione di realizzare quattro pagine di data entry, per realizzare questa perla c’è voluta una intera direzione indipendente, sicuramente dotata di direttori, vicedirettori, segretarie, tecnici, ingegneri, project manager e facenti caffé – avrà certamente ricevuto i calorosi complimenti di tutti gli utenti… Ma immagino già la risposta: noi l’applicativo l’abbiamo fatto, se poi voi non leggete il flusso applicativo veloc… il manuale, sono problemi vostri!
[tags]enea, risparmio energetico, agevolazioni fiscali, pubblica amministrazione, internet, web[/tags]

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lunedì 15 Giugno 2009, 23:34

Buoni consigli

Oggi è stata una giornata densa, per cui non ho avuto tempo di bloggare. Vi lascio però con le slide del mio intervento di stasera al Politecnico, davanti agli studenti di Ingegneria delle Telecomunicazioni (che però sono cambiati molto rispetto ai miei tempi: per metà erano cinesi e tra gli altri c’erano africani e arabi, gli italiani erano una piccola minoranza). L’argomento era “come si mette in piedi una azienda ICT”: si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio, e dato che in questo momento non sto fondando né gestendo alcuna azienda mi sono sentito pienamente titolato a parlare.

[tags]ict, startup, aziende, economia, incubatori, politecnico di torino[/tags]

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domenica 14 Giugno 2009, 11:06

Primavera in montagna

Ci sarebbero tanti fatti di cronaca e di politica da commentare anche oggi. Ma è domenica; e vorrei invece dirvi che quest’anno la primavera in montagna è davvero bellissima.

La quantità spropositata di neve che è venuta ha portato due grossi vantaggi. Intanto, la montagna è rimasta in pace e irraggiungibile fino a poche settimane fa; anzi, alcuni punti classici del turismo montano piemontese, come il Nivolet, sono ancora irraggiungibili (ho letto un articolo che diceva che sul colle sono arrivati in tutto undici metri di neve, e che questo weekend forse sarebbero riusciti a liberare la strada fino al Serrù, tra muri di neve tuttora alti parecchi metri). E poi, la vegetazione è cresciuta in modo incredibile, e quelli che normalmente sono comode carrarecce o ampi sentieri sono ora pieni di erba alta. I prati e le rocce sono coperti di fiori di ogni genere e di ogni colore, e la foresta sembra antica, incontaminata.

Ieri, facendo una passeggiata lungo il percorso del Ru Cortot (ufficialmente chiuso perché finalmente hanno stanziato i soldi per riaprire le vecchie gallerie), sembrava di essere in un gioco fantasy o in una foresta canadese, non certo in val d’Aosta. Anzi, sembrava quasi come quando al Kruger Park penetravamo in silenzio nella savana; e infatti a un certo punto è pure apparso un cerbiatto, piuttosto vicino. Era quasi il tramonto, le ombre erano già lunghe e la luce che penetrava tra gli alberi, dopo che la neve ha portato via quel che non era saldo e ripulito il bosco, aveva un effetto magico.

Presto arriverà l’alta stagione estiva, boschi e prati saranno invasi di turisti e molto sarà tagliato, ripristinato, riumanizzato. Questi sono i giorni migliori per godersi la montagna in santa pace: approfittatene.

[tags]montagna, turismo, val d’aosta, piemonte[/tags]

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sabato 13 Giugno 2009, 14:44

La grande opera

Dopo le impressionanti immagini del rogo nella costruenda stazione della metropolitana di corso Spezia, oggi un lettore si chiede su Specchio dei Tempi:

Un lettore scrive:
«Ho letto del rogo nel cantiere della metropolitana. Mi chiedo: che materiali impiegano? Se fosse successo con i treni in servizio, quanti morti avremmo avuto? Perché non usano materiali ignifughi? Costano?».
URBANO BERT”

La domanda mi sembra legittima: del resto basta guardare le foto del cantiere che ha fatto il dottor Topino per capire com’è la situazione. Ha senso isolare una metropolitana col poliuretano, che se brucia produce cianuro?

Anche qui, prima che parliate di allarmismo ingiustificato (anche se l’altro giorno hanno dovuto evacuare tutte le case circostanti perché la gente stava soffocando…), è chiaro che magari è tutto in regola e si è trattato solo di un disgraziato incidente. Eppure, ho come il dubbio che tutte queste “grandi opere” vengano sempre più fatte al risparmio… non per far risparmiare noi, ma per aumentare gli utili dei costruttori. Sarebbe bello avere delle risposte.

[tags]torino, metropolitana, incendio, incidente, poliuretano, foto, topino, grandi opere[/tags]

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venerdì 12 Giugno 2009, 19:23

L’uovo oggi

Ebbene sì, ci sono cascato anch’io: ieri pomeriggio, partendo per la montagna (perché un weekend lungo di sonno dopo la campagna elettorale era assolutamente necessario…), ho ricaricato lo storico telefonino TIM che uso solo per la connessione in remoto via cellulare, pensando “poi attivo l’offerta con l’SMS al 4916 subito prima di cominciare a usarlo”. E invece, mentre io dormivo Elena si è collegata pensando che l’offerta fosse già attiva: morale, oltre 12 euro di spesa per mandare due mail, e credito insufficiente per attivare l’offerta.

Stamattina quindi siamo scesi in paese, abbiamo ricaricato ulteriormente il cellulare e attivato l’offerta, e ora è tutto a posto e posso anche bloggare. Però quanto sopra non è successo solo a me; so di tanti altri a cui, pur scafati, è successo di dimenticarsi che l’offerta di turno era scaduta o non era ancora cominciata e di venire quindi prontamente ripuliti di tutto il credito disponibile o quasi, anche solo per scaricare due pagine. Sicuramente è calcolato: gli operatori sanno che prima o poi tutti si dimenticano o sbagliano, e lì fanno festa. Ma certo c’è da chiedersi quanto questo contribuisca alla mancata crescita di Internet in Italia: ricordiamo che siamo l’unico Paese europeo dove la penetrazione della rete ha smesso di aumentare.

Purtroppo questa è l’attitudine di tutte le grandi imprese italiane: invece di badare ad offrire sempre un prodotto concorrenziale al prezzo migliore possibile, la strategia è quella di cercare di gabbare il cliente ad ogni occasione, cercando nel contempo di garantirsi posizioni di monopolio o oligopolio (spesso grazie ad agganci politici ben oliati da propri contributi e sponsorizzazioni) in modo che tanto il cliente abbia poco da scegliere. Peccato che questa attitudine possa funzionare solo fino a che si vive in un mercato chiuso, controllato e maneggiabile: e infatti, appena vanno all’estero, le nostre aziende o cambiano strategia (arrivando a casi incredibili di prodotti italiani offerti agli stranieri a condizioni molto più vantaggiose di quelle riservate agli italiani, nonostante i costi di esportazione) o affondano senza ritegno. Sono pochi gli imprenditori italiani che riescono ancora a competere sul mercato globale, e in genere lo fanno nonostante il loro essere italiani, e pagando il pegno di venire marginalizzati sul mercato nazionale a favore di loro concorrenti meno bravi ma più ammanicati.

A penalizzarci, a spingerci senza ritorno nella crisi, è anche e soprattutto l’idea italiana che, in un modo o nell’altro, ci si possa sempre “arrangiare”; che l’organizzazione, la formazione, la competenza, la strategia, l’investimento a lungo termine, la cura per il cliente siano aspetti secondari del fare affari. Forse hanno ragione, visto che in un modo o nell’altro io continuo ad essere cliente di tante di queste aziende, anzi non sono nemmeno andato a lamentarmi (ho sbagliato io). Eppure, siamo ridotti a sperare che ci comprino gli stranieri: ci colonizzeranno, ma poi almeno sapranno come si tratta un cliente per costruire con lui un rapporto di lungo termine, invece che per pelarlo nell’immediato e poi si vedrà.

[tags]tim, cellulare, internet, telefonia, aziende, concorrenza[/tags]

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mercoledì 10 Giugno 2009, 16:11

L’ennesimo trionfo di Papi Silvio

Scusatemi se, preso dai dettagli sul nostro risultato elettorale, non ho ancora avuto modo di prestare il dovuto omaggio al clamoroso trionfo politico di Berlusconi. Come? Quale trionfo? Non mi dite che voi leggete ancora i giornali comunisti come il Financial Times; per avere una informazione libera e obiettiva basta accendere il televisore sul TG1, che ieri commentava le elezioni titolando “trionfo per il centrodestra” e sottotitolando “schiacciante vittoria di PDL e Lega”.

Credo si riferissero al fatto che, dato che il PDL a questo giro sta insieme alla Lega, è riuscito ad andare al governo in più province che nel 2004; che i suoi risultati siano peggiorati rispetto al 2008 è un dettaglio trascurabile. Non che ce ne freghi qualcosa, dato che le province governate dal PD adottano esattamente le stesse politiche di quelle governate dal PDL, però spiega bene come una parte consistente dell’Italia viva tuttora in una realtà alternativa in cui un 72enne che va con una 17enne è un gagliardo latin lover (lei indubbiamente lo fa per amore) e perdere milioni di voti è una “schiacciante vittoria”.

Comunque Papi Silvio, dopo aver accuratamente evitato di apparire in qualsiasi modo durante i resoconti elettorali, è riapparso oggi in splendida forma, per accogliere l’ennesima visita di uno dei tanti capi di Stato che dimostrano la stima che il mondo prova per lui e per l’Italia. Vediamo, chi arriva oggi? Ieri c’era Putin, l’altro ieri c’era Putin e il giorno prima c’era Schifani che va da Putin e Putin cerca di ammazzarlo per lo scazzo, insomma uno aveva un po’ il sospetto che a parte una ex spia del KGB che sfrutta Berlusconi per le vacanze come un animatore di villaggio Valtur (ben sapendo di potergli spezzare in qualsiasi momento il collo con un dito, sia in senso figurato che in senso letterale) non ci fosse più nessun leader di un Paese presentabile disposto a farsi vedere in pubblico con Papi (del resto già frequentarlo in privato è sufficiente per la rovina sicura, vedi Topolanek sorpreso col pisello di fuori).

E così, chi ha tirato fuori Papi dal cilindro? Ma l’amico Gheddafi, ovvio: uno dei maggiori e più stimati leader del mondo moderno, tanto che Silvio era un po’ incerto perché ha paura che il Nobel per la Pace lo diano a Gheddafi invece che a lui. Quindi, ecco lo storico scatto dell’incontro all’aeroporto:

papi_gheddafi.jpg

Noi, però, abbiamo uno scoop: il portamento dignitoso e l’abbigliamento inappuntabile di Gheddafi mentre abbraccia Papi Silvio ci danno un indizio sul fatto che in realtà pure il leader libico abbia snobbato Berlusconi, e che egli abbia rimediato chiamando in azione uno dei suoi maestri di pensiero, ossia Giorgio Bracardi:

bracardi.jpg

Guardateli bene, quello che scende dalla scaletta è chiaramente Bracardi, appena mascherato dagli elegantissimi occhiali da sole rubati a Noemi sulla circonvallazione di Casoria. Esclamando “pizzettine Catarì, qual è il vostro segreto?” il finto leader libico esibisce, appuntata con lo scotch, anche la foto in bianco e nero dei nipotini che attorniano il suo cammello. Pare che subito dopo l’abbraccio sia apparso anche Mariano Apicella, che sceso da un volo di stato lì vicino ha immediatamente attaccato a suonare una fisarmonica: al che Bracardi-Gheddafi ha cominciato a saltellare a ritmo e a chiedere una nocciolina.

Oh, chissà come mai Obama è andato a Parigi ma non è passato nemmeno un attimo da Villa Certosa

[tags]berlusconi, papi, noemi, putin, gheddafi, elezioni, risultati, pdl, apicella, obama, come ci siamo ridotti[/tags]

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martedì 9 Giugno 2009, 15:23

Senza parole

Beh, che devo dire: mi avete lasciato senza parole, e il risultato è andato oltre le aspettative. Abbiamo preso quasi 7500 voti (lo 0,64%) su scala complessiva, e oltre 3600 voti (lo 0,88%) a Torino città, il che ci rende nettamente la prima lista civica della città: a Torino abbiamo preso più voti dei Verdi, più voti de La Destra, più voti della lista civica di Saitta, il doppio dei voti di Sinistra Critica, il triplo dei voti della lista Civica Movimento Democratico, più voti di 7 delle 10 liste che sostenevano Porchietto, più voti di 4 delle 8 liste che sostenevano Saitta.

Certo, le liste comunali (compresa quella di Rivoli) grazie al nome e alla promozione di Grillo hanno preso in media il 3-4%, con qualche debacle (Firenze, Pescara) e qualche exploit (in provincia di Modena ci sono posti dove si arriva al 16%). Ma a noi il nome di Grillo è servito poco, al massimo per avvicinare gli elettori, che però ci siamo dovuti conquistare uno per uno.

Qui sotto trovate la ripartizione dei voti nei collegi, in ordine di risultato, ed è davvero incredibile come abbiamo comunque preso voti anche in parti della provincia dove non abbiamo mai messo piede. Se quello 0,25-0,3 per cento è stato l’effetto riflesso di Grillo, vuol dire che il resto è il nostro passaparola. Ora non ci resta che lavorare e dimostrare che non sono stati voti sprecati.

5 Torino Borgo Nuovo – S. Salvario – Valentino 248 1,13 Raffaella Fanelli 222 1,21
39 Rivoli 318 1,13 Silvia Busuito 304 1,17
4 Torino Borgo Dora – Vanchiglia 225 1,07 Tommaso Errichelli 204 1,11
7 Torino Borgo S. Paolo 213 1,06 Maurizio Penna 189 1,08
10 Torino Gerbido 268 1,08 Silvia Busuito 224 1,03
8 Torino Campidoglio – Cenisia – Monginevro 210 0,96 Tommaso Errichelli 185 0,97
42 Susa 259 0,97 Antonino Iaria 240 0,96
18 Torino Pozzo Strada 242 0,95 Paolo Vigato 215 0,95
6 Torino Borgo S. Donato 211 0,93 Davide Amerio 185 0,95
9 Torino Crocetta – S. Secondo – Statuto 208 0,86 Ermanno Di Nuccio 182 0,91
19 Torino Santa Rita 202 0,89 Alberto Baracco 180 0,9
16 Torino Molinette – Nizza 189 0,9 Federica Panettella 159 0,86
11 Torino La Tesoriera – Parella – Aeronautica 199 0,85 Antonino Iaria 176 0,85
12 Torino Lingotto 208 0,85 Eleonora Cardillo 181 0,83
20 Avigliana 237 0,81 Simone Caldana 216 0,81
29 Grugliasco 214 0,72 Silvia Busuito 197 0,73
3 Torino Borgata Vittoria 147 0,79 Eleonora Cardillo 124 0,73
14 Torino Madonna di Campagna – Villaretto 163 0,74 Raffaella Fanelli 145 0,72
15 Torino Mirafiori 166 0,74 Alberto Camposano 143 0,7
17 Torino Oltre Po 118 0,67 Bengt Ferraris 103 0,7
2 Torino Borgata Aurora 141 0,69 Ermanno Di Nuccio 126 0,68
43 Venaria Reale 219 0,65 Tommaso Errichelli 198 0,64
1 Torino Barca – Falchera 144 0,65 Salvatore Arduino 129 0,64
34 Orbassano 175 0,65 Bengt Ferraris 158 0,63
13 Torino Lucento – Vallette 154 0,66 Ruggero Rosin 131 0,62
32 Moncalieri 148 0,52 Davide Amerio 138 0,52
44 Vinovo 153 0,52 Paolo Vigato 142 0,52
35 Perosa Argentina 135 0,49 Paolo Vigato 124 0,48
26 Collegno 143 0,51 Ermanno Di Nuccio 122 0,47
28 Giaveno 154 0,47 Maurizio Penna 134 0,44
23 Chieri 149 0,42 Federica Panettella 138 0,42
31 Lanzo Torinese 141 0,42 Simone Caldana 123 0,41
24 Chivasso 144 0,43 Simone Caldana 127 0,41
25 Cirié 127 0,42 Salvatore Arduino 111 0,4
30 Ivrea 91 0,4 Ruggero Rosin 85 0,4
41 Strambino 93 0,39 Bengt Ferraris 85 0,38
45 Volpiano 108 0,4 Salvatore Arduino 96 0,38
22 Carmagnola 114 0,4 Eleonora Cardillo 102 0,38
36 Pinerolo 99 0,38 Antonino Iaria 92 0,37
38 Rivarolo Canavese 100 0,36 Ruggero Rosin 93 0,36
21 Caluso 102 0,38 Raffaella Fanelli 92 0,36
37 Poirino 99 0,34 Davide Amerio 92 0,34
33 Nichelino 103 0,33 Alberto Baracco 100 0,34
40 Settimo Torinese 84 0,31 Maurizio Penna 77 0,29
27 Cuorgné 58 0,26 Federica Panettella 54 0,26

[tags]elezioni, amministrative, provincia, torino, politica, beppe grillo, torino a 5 stelle[/tags]

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domenica 7 Giugno 2009, 23:42

Qualche considerazione sul voto

Adesso che le urne sono chiuse ma i risultati sono ancora ignoti (non si sapranno prima di domani pomeriggio, lo spoglio delle provinciali inizia alle 14), posso fare qualche considerazione sulla campagna elettorale e sulla nostra esperienza.

Esperienza che, comunque vada, sarà un successo: so che è quello che dicono anche i politici professionisti, ma nel nostro caso è vero e vi spiego perché. Quando, poco più di tre mesi fa, abbiamo preso la decisione di provare a presentarci alle elezioni provinciali, eravamo un gruppo di dieci persone senza nessuna esperienza; nessuno conosceva il nostro nome o il nostro simbolo.

Abbiamo deciso di esplorare questa idea aspettandoci un appoggio chiaro da Beppe Grillo; appoggio che è arrivato soltanto in parte, visto che, per scelte sue legate alla posizione abolizionista sulla Provincia, ci ha negato l’uso del nome nel simbolo, non è venuto a promuoverci (il suo staff ci ha addirittura vietato di salire sul palco a Rivoli) e non ci ha nemmeno permesso di mandare una mail a nome nostro alle migliaia di persone che si sono registrate sul suo sito per avere informazioni sulle liste a cinque stelle del torinese (molte di queste persone ci avrebbero votato con gioia, ma non hanno mai saputo della nostra esistenza).

Comunque, ci sembrava contraddittorio, rispetto alle nostre idee di partecipazione dal basso e di un movimento non personalistico, rinunciare a partecipare solo perché Grillo non si voleva spendere più di tanto per noi; l’importante sono le idee, non le facce, e sapevamo che, senza di noi, queste idee non sarebbero state rappresentate sulla scheda elettorale. In più, c’era anche il desiderio di fare esperienza e di cominciare a costruire; nessun movimento politico di successo, nemmeno la Lega, ha preso più di qualche frazione di punto percentuale alla sua prima apparizione… con la sola eccezione di Forza Italia, ma noi non avevamo le televisioni a nostra disposizione a fronte del contemporaneo scioglimento di tutti i principali partiti.

E così, abbiamo cominciato a capire come funzionava, e poi a cercare i candidati, pur senza voler accettare compromessi e candidare chiunque; non pensavamo di trovare abbastanza candidati, e invece, a sole tre settimane dalla scadenza della presentazione delle liste, li abbiamo trovati. Allora abbiamo messo in piedi la raccolta firme; onestamente non credevamo proprio di riuscire a raccogliere mille firme in così poco tempo, e invece ce l’abbiamo fatta, grazie al supporto e all’aiuto di tantissime persone; e siamo poi riusciti, grazie a un tour de force, a recuperare i certificati elettorali per mezza provincia, a mettere insieme tutte le firme e i timbri necessari, e a presentare un plico di carta alto trenta centimetri.

A quel punto abbiamo dovuto imbastire la campagna elettorale; anche lì, non pensavamo di riuscire a fare molto, e invece siamo riusciti a mettere in piedi un incontro di presentazione con Sonia Alfano e tanto di streaming video, un incontro con Paul Connett, e il concerto finale con i Fratelli Sberlicchio, nonché un certo numero di apparizioni sui media locali, un po’ di volantinaggi, i manifesti, gli appelli via internet, un programma dettagliato di 40 pagine, e un gruppo Facebook che ha ormai raggiunto gli 800 membri in poche settimane di vita (se ancora non vi siete iscritti…). Tutto questo imparando man mano come fare, tirando fuori i soldi man mano che servivano, ed essendo sostanzialmente quattro o cinque persone più una dozzina a dar man forte ogni tanto.

Sapevamo fin dal principio che, a meno di miracoli di dimensioni bibliche, nessuno di noi sarebbe stato eletto: per l’elezione serve prendere il 3% e vedrete che non lo raggiungeranno nemmeno molti partiti, figuriamoci una lista civica con tre mesi di vita. Un gruppo di venti persone, col passaparola e buone idee da proporre, può arrivare a mettere insieme tra amici e parenti un migliaio di voti; sono quelli che in una città anche di medie dimensioni (diciamo 50.000 abitanti) ti permettono di entrare in consiglio comunale. Sfortunatamente, su una provincia di 2.200.000 abitanti e 315 comuni, quei mille voti non sono nemmeno lo 0,1%…

Dunque voi volete sapere quanto prenderemo? Io ho scommesso che prenderemo circa lo 0,25-0,3%, ovvero attorno ai 3000 voti. Vorrebbe già dire che il nostro passaparola è stato efficace, che siamo andati oltre i mille voti “base” e siamo riusciti a convincere buona parte delle persone che abbiamo raggiunto. Già, perché il numero di voti che prendi è proporzionale non solo alla condivisibilità delle tue idee e all’efficacia del tuo modo di comunicarle, ma anche al puro e semplice numero di persone che riesci a raggiungere; e noi non abbiamo raggiunto che qualche migliaio di persone.

Il sito, ad esempio, ha fatto per tutto il mese di maggio una media di circa 250 visitatori unici al giorno; è salito di botto a 700 mercoledì e giovedì, e a 900 venerdì e ieri. Molte sono le persone che sono ritornate regolarmente; diciamo che il numero di persone diverse che sono passate dal nostro sito in questo mese potrebbe essere tra le 2000 e le 5000. E mica tutti quelli che ci hanno visto ci voteranno!

Poi naturalmente c’è il passaparola per e-mail o su Facebook, però quanto è facile che uno che ci scopre su Internet poi ci voti senza nemmeno aver fatto clic una volta sul sito? Idem per chi ha letto di noi sul blog di Grillo: anche lì è pieno di link (anche deep link) al nostro sito, è difficile pensare che uno interessato a votarci non ci abbia nemmeno cliccato sopra una volta.

Ci sarà ancora un certo numero di persone che ci voteranno senza mai averci visti su Internet, solo per il volantino, o per uno degli spazi che abbiamo avuto sui media. Ma di volantini ne abbiamo distribuiti solo qualche migliaio, i manifesti erano pochi e siccome noi siamo ligi sono spesso stati coperti abusivamente dagli altri, e gli spazi media sono stati davvero pochi. Capite quindi che già arrivare a 3000 voti sarebbe un bel risultato!

Allora, perché sarà comunque un successo? Perché abbiamo cominciato; perché questa è una base su cui costruire. Perché adesso sappiamo come fare, e la prossima campagna elettorale sarà sicuramente più organizzata, più visibile, migliore (magari riuscendo a raccogliere con anticipo un po’ più di soldi…). Perché abbiamo scoperto centinaia di persone che ci hanno aiutato, incoraggiato, promosso, e dato l’energia per arrivare in fondo (e ce ne voleva: chi mi ha visto negli ultimi giorni di campagna elettorale capirà; stanotte ho dormito per circa 13 ore). Perché tre mesi fa eravamo un gruppetto di sconosciuti che persino il resto dei “grillini” torinesi guardava con scetticismo, e ora abbiamo contatti, credibilità, progetti, capacità. Paradossalmente, anche se i voti fossero diecimila o ventimila non cambierebbe quasi niente; quindi l’obiettivo per questo giro è stato raggiunto. Sappiamo tutti che il cammino sarà lungo e difficile; però se non si comincia non si arriva mai da nessuna parte.

Il successo maggiore, però, è stato davvero quello di cui scrivevo il due giugno; il senso di aver finalmente smesso di subire e di andare alla deriva, e cominciato a credere in un progetto e in un futuro. E’ davvero buffo, adesso, vedere quelli che ancora scrivono che “Saitta è stato penoso ma l’ho rivotato” o che, tra un po’ di sarcasmo su un blog e l’ennesimo commento snob sull’impresentabilità di Berlusconi, se la prendono con te e col tuo dito trovandoci un difetto qualsiasi, perché non hanno il coraggio di guardare la luna e di passare dal lamento all’azione (qualsiasi essa sia, non è detto che debba essere la stessa nostra); perché non hanno la coscienza a posto, e il fatto che tu gli dimostri che qualcosa si può fare li lascia senza più scuse. Mi spiace per loro, perché sotto sotto ci stanno male; ma confido che prima o poi capiranno.

Quindi, se domani sera i giornali del potere o i loro assuefatti lettori si divertiranno a criticare i nostri risultati, li lascerò fare: in questo momento, non è quello il punto. Noi, tutti insieme, abbiamo dimostrato che non è obbligatorio essere servi; e in un clima di disperazione e rassegnazione generale mi sembra davvero molto.

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sabato 6 Giugno 2009, 11:31

Il forcone (video)

Grazie a D# che ha registrato la trasmissione, posso farvi vedere i video con le mie risposte e (nel secondo) con l’intervento dell’operaio in cassa integrazione di cui parlavamo ieri.

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