Gioventùs bruciata
Mi scuserete se insisto col calcio (il prossimo sarà un post serio, promesso) ma non posso non parlare di un nuovo idolo che da un paio di giorni è entrato nel pantheon del calcio italiano: questo.

Si tratta del tifoso gobbo che domenica, seduto nei distinti all’Olimpico di Torino, ha tirato un petardone durante la partita, così per distinguersi. Ovviamente il resto della tifoseria non ha gradito, tanto da prenderlo a schiaffoni, prima che venisse portato via dagli steward (qui il filmato). Si è poi scoperto che si tratta di Nicola R., 27 anni, della provincia di Bergamo (piove sul bagnato; per i non calciofili, spiego che Bergamo è una splendida città , ma l’Atalanta è la rivale numero 2 del Toro, da sempre affrontata al grido di “contadino zappa la terra”).
Ordunque, codesto fulgido prodotto di Zappalaterra (BG), capello lungo e sguardo intenso, ha trascorso la notte in carcere, e non ha quindi ancora potuto prendere il posto che gli spetta, al Grande Fratello o similari; parla però il padre, che dichiara: “Nicola non è un ultrà . Sta pagando per tutti, ma non ritengo che abbia fatto qualcosa di esagerato. Non è un teppista, è un tifoso juventino, che va allo stadio ogni due o tre anni. Ha lanciato un petardo di qualche centimetro, che si vende regolarmente nei negozi. Nicola però l’ha lanciato in un punto in cui non c’era gente, non voleva ferire nessuno. Però rispetto all’ultima volta che era stato allo stadio le norme sono cambiate. Quello di mio figlio è un gesto da non fare, ma ho visto di peggio. E comunque più violento di lui è stato chi gli ha dato lo schiaffo. Quello è un tifoso violento.”
Da tutto questo si capisce che il nostro idolo è un vero tifoso juventino. Difatti:
1. Va allo stadio una volta ogni due o tre anni.
2. L’ultima partita che ha visto (dichiarazione degli amici) è il Trofeo Berlusconi.
3. E’ acconciato e vestito troppo trendy, veramente elegantissimo.
4. Esce con una ragazza pure piuttosto carina (a sinistra nelle immagini), e invece di offrirle una cena la porta allo stadio. Però in tribuna, che mica siamo pezzenti.
5. Non pago, davanti alla tipa esibisce una maglietta con scritto “A ME PIACCIONO LE RAGAZZE CHE CANTANO SI LA DO”: un vero gentleman.
6. Per fare ulteriormente colpo, fa lo sborone e tira un petardo in campo.
7. Ovviamente, riceve l’ennesimo due di picche.
8. Quando lo beccano (vedi filmato), fa “Chi? Io?”.
9. Si becca uno schiaffone e non reagisce (potesse, scapperebbe).
10. Dopo essere stato colto in flagrante, dà la colpa al fatto che esistano delle leggi.
11. E comunque, protesta a gran voce trovando sempre qualcun altro che avrebbero dovuto punire al posto suo.
Concludo con un altro pezzo di imperdibile televisione: i capi dei Drughi intervistati in inglese.
Ci sono almeno un paio di momenti fantastici in questo filmato, come quando “Mimmo” annuisce alle frasi in inglese del traduttore pur non capendone una parola, o quando fanno vedere il pullman della trasferta per Genova dell’anno scorso: è la partita clou della stagione, ma il pullman è mezzo vuoto, e il coro lo fanno in tre. E non riescono nemmeno ad andare a tempo tra di loro, e dopo un po’ due dei tre sbagliano le parole. Grandissimi.
