Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Sab 1 - 13:07
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione
mercoledì 7 Ottobre 2009, 22:30

A che servono le conferenze

La cosa più straordinaria di conferenze come l’IGF Italia non è tanto l’evento in sé.

La cosa più straordinaria è la mescolanza di persone eccezionali, dalle provenienze più disparate, con la voglia di scambiare e la capacità di provocarsi a vicenda nuove idee.

Capita dunque di passare la serata in Piazza della Pera accanto a Fiorello Cortiana e Luciana Castellina che discutono di anni ’70, di Lotta Continua, di visite a Sofri in carcere e delle ragioni della morte di Alex Langer.

O di incrociare Stefano Rodotà, sempre così gentile con tutti, e chiedersi se per caso avrà scambiato due idee con Sabino Cassese a proposito della sentenza che tutti aspetta(va)no.

O di trovarsi a cena con Anna Masera e, aggirando scheletri di balena nel museo zoologico dentro la meravigliosa Certosa di Calci, discutere del futuro dei giornali di carta e di bit.

O di dare un passaggio dalla conferenza all’albergo a un gentile signore e solo dopo due giorni scoprire che è uno dei membri del direttivo del Partito Pirata italiano e che voi due dovreste proprio fare una chiacchierata.

O di conoscere quelli di Stampa Alternativa e scoprire così i Bianciardini, gli eredi moderni dei millelire, e soprattutto che è possibile produrre un libro tascabile di 64 pagine a tirature abbordabili con un costo netto di 7 centesimi di euro a copia.

L’unico vero assente era il governo, temendo la contestazione – perché poi, si sa, Internet è di sinistra (proprio come la stampa, la magistratura, la Borsa, gli arbitri e i geni che regolano l’altezza).

Però l’anno prossimo vedete di venire anche voi.

[tags]igf italia, internet governance, pisa, cortiana, castellina, rodotà, cassese, masera, partito pirata, giornali, libri, editoria, psiconani[/tags]

divider
martedì 6 Ottobre 2009, 16:25

Tema: I giudici italiani

(Vedasi quel che dicevamo qui.)

Tema: Processi per il nuovo reato di clandestinità: a proposito delle eccezioni di costituzionalità sollevate da molti magistrati, “secondo voi sono i magistrati e gli avvocati che fanno resistenza o la legge è inapplicabile?”

Svolgimento: A cura di decine di anonimi torinesi, sul forum de La Stampa.

Nota: I messaggi non sono stati selezionati apposta: qui sotto trovate 13 dei 16 messaggi attualmente contenuti nella prima pagina del forum. Degli altri tre, solo uno difende chiaramente i giudici.

“intellettuali:per Polanski vogliono”interpretare” la legge(universale)antirstupro!in Brasile per Battisti,quella sugli omicidi….ognuno per sua convenienza vorrebbe sbattersene delle leggi che ci sono e che devono essere osservate da tutti.Sarebbe ora di finirla !”

“i magistrati di perugia e garlasco sono un fulgido esempio di efficacia……e i giornalisti!?si salvano solo le famiglie coinvolte perchè non sono andate nemmeno una volta ad un talk-show e non hanno rilasciato interviste a gossipari vari. p.s. non parliamo poi delle inchieste super-tecnologiche..periti,superperiti..,super-super periti.!!!!”

“SONO SOLO BALLE DI MAGISTRATI SINISTROIDI

Nei paesi europei che applicano la legge nessuno trova da dire, ma appena l’Italia affronta il probelma ecco che arrivano certi Commissari assurdii che fanno la voce grossa contro il nostro Governo.
Sarebbe ora che l’Europa emanasse qualche regola che riguarda tutti i paesi (27) e lasci in pace l’Italia, Spagna e altri che non possono sopportare l’invasione di clandestini.
Finalmente c’è un governo che ha fatto un accordo che ci libera da questi “questi invasori islamici che vogliono comadare a casa nostra e non si adeguano alle nostre leggi”.
Se l’ONU è in apprensione per quei possibili rifugiati politici (etiopi, somali, eritrei che non vanno d’accodo) provi a fare dei centri in Libia e ci pensi a sfamarli ed a dare loro una sistemazione, ma non in Italia.
Siamo letteralmente stufi di questa massa indesiderata che poi bisogna mantenere, perchè difficilmente troveranno un lavoro o riusciranno a mantenersi.
L’esempio è a Torino con la ex Clinica San Paolo ridotta in condizioni indescrivili con odori che neanche nelle nostre stalle si può trovare. Nei loro paesi sono abituati a orinare ed a defecare in tutti i luoghi a portata di mano senza controllare se c’è acqua per un minimo di igiene.
La maggior parte degli italiani sono d’accordo con i respigimenti.”

“Cari magistrati, siete servi dei cittadini e della legge.
Applicate la legge contro la clandestinità e non fate le prime donne sui giornali!
Andé a travajé, per piasì!”

“magistrati “attori”.Dovrebbero “produrre” sentenze non interviste o commenti!”

“Vedo che qualcuno sta cercando con mostruose assurdità di dimostrare che la legge non può essere applicata. E perché ? A me pare chiarissima e senza alcun bisogno di stravaganti “interpretazioni”. Chi é clandestino é punibile. Punto. I magistrati devono solo applicare questa semplicissima legge e basta. Il resto sono solo incomprensibili tentativi di arrampicarsi sugli specchi.”

“chi non si è regolarizzato ha qualcosa da nascondere.Deve essere rimandato al paese di origine. Di sanatorie, proroghe, ecc…..basta!”

“Chi controlla i magistrati e il loro operato? Se lo controllano da soli e cioè sono controllori e controllati e si presume che sia una forma di autoreferenza e di copertura oltre che di difesa di privilegi medioevali e se si sanziona qualcuno è perchè non è allineato con i diktat dei parrucconi ideologizzati (per convenienza e non certo per credo politico dal momento che in nessun paese il burocrate piccolo o grande dello stato e non solo lavora e rende poco come in italia) grazie alla benevolenza democristiana o comunista ( due facce della stessa medaglia, uno teneva la scala e l’altro rubava e viceversa mentre blandivano le categorie a loro utiliUn idea sarebbe quella di UN ORGANO DI CONTROLLO ESTERNO ALLA MAGISTRATURA CHE SOVRINTENDA LO STATO DEI LAVORI E CONTROLLI CHI LAVORA E CHI NON lo fa, Forse non si avrebbero MILIONI DI PROCESSI DA FARE.Si potrebbe cominciare con un colpo di spugna visto lo stato falliemnetare della giustizia e cominciare da zero con leggi nuove ( poche, certe e credibili) e con gente nuova non ammanicata con politica o anche peggio.Sara ubn caso SE NEI PAESI OLTRE CONFINE UN PROCEDIMENTO CIVILE DURA 6 MESI MASSIMO UN ANNO E NELLA NOSTRA BOLGIA DECENNI CON DANNI economici e psicologici incalcolabili sia per il singolo che per questa specie di stato? Quelli evoluti sono ben altra cosa.”

“esiste ancora la giustizia? manco quella divina! figurarsi se ci sono giudici capaci e fidati,manco piu’ la razza si e’ estinta con l’ingiustizia e la cattiveria che ormai e’ sovrana! non va piu’ nessuno all’ergastolo,anche se ammazzi,stupri,fai del male e sarai premiato!lo dimostra gherlasco,che la povera chiara,verra’ fuori si era suicidata e cosi’ pure la ragazza a perugia! giudici corrotti al massimo,che fanno favori a chi paga ” in natura”e con cospicue somme si assicura l’impunita’,tanto ormai la vita non vale piu’ niente ,e’ sovrana la violenza,l’odio,la non tolleranza,che schifo di mondo!paga solo chi ha un lavoro ,chi non ha mai fatto niente in vita sua ,non paga multe,e’ impunito,chi e’ stato in carcere pure, insomma chi e’ onesto,pulito,chi lavora e’ il colmo,ma ce la sempre nei fondelli! E’ giusto? no,ma in italia e’ cosi,e a quando una ribellione dei ” fessi onesti”?”

“270 magistrati fanno”altri mestieri”politici o sindacali…..andate a lavorare.Altro che carenza di giudici.”

“Per Dorf: Sono pienamente daccordo con lei e’ ora di finirla con questo buonismo che rende solo a qualcuno non ci chiediamo mai xche’ non c’e’ nessuna nazione al mondo che abbia al suo interno tanti enti cosidetti caritatevoli? Provate ad averne bisogno se siete solo semplici cittadini italiani. Nel vaticano che predica tanto l’accoglienza come mai non ci sono accampamenti di zingari o centri di raccolta x immigrati? Io farei in modo che questi magistrati buonisti avessero l’obbligo di ospitare a casa loro e a spese loro ognuno una famiglia di extracomunitari.”

“a lettore qualunque: caro lettore penso che lei faccia parte della categoria extracomunitaria visto lo scritto meglio l’ignoranza nordica della sua xche’ purtroppo noi continuiamo a mantenere anche gente come lei se lei adora tanto queste persone ne ospiti un po’ a casa sua ma non coinvolga la gente onesta che e’ stufa di subire prepotenze e soprusi dai suoi amici e parenti”

[tags]italia, giustizia, magistratura, giudici, torino, la stampa, immigrazione, clandestinità[/tags]
divider
lunedì 5 Ottobre 2009, 14:30

Due Italie

La giornata di ieri è stata straordinaria: al mattino ci siamo trovati in una ventina a discutere di un piano operativo per le future elezioni regionali, insomma di come far saltare per aria la melassa interessata che soffoca l’Italia. E al pomeriggio ci siamo ritrovati in duemila in un teatro, a celebrare la nascita ufficiale del movimento; duemila persone e non una cravatta.

L’incontro al teatro Smeraldo era un evento mediatico, non un convegno di partito; le discussioni si tengono altrove. Ieri era una festa, un momento di autocoscienza, e il comizio di Grillo – come al solito divertente quanto vero – si è poi allungato sulla presentazione di tante idee concrete per cambiare l’Italia, alcune ovvie, altre davvero innovative (chi ha pazienza può dedicarci un’oretta e vederselo da qui). Sul palco poi non sono saliti i “politici” del movimento (in platea Sonia Alfano e De Magistris) e nemmeno i “padri spirituali” (Piero Ricca, Massimo Fini e la new entry di Adriano Celentano e Claudia Mori).

Oltre a Grillo, hanno parlato tre persone simboliche, per motivi diversi. In video, Rik Falkvinge, il fondatore del Partito Pirata svedese, che ha dato il benvenuto al nostro movimento nella rete dei partiti pirata europei e segnalato che anche da loro i giornali non gli avevano dedicato una riga, ma che loro sono il movimento più menzionato sui blog svedesi e tanto gli è bastato per prendere due parlamentari. Prima di lui, don Farinella, che si definisce “un prete dal cuore laico” e inneggia alla rivoluzione (ma dovrebbero insegnargli a “stringere”…). E prima ancora, Petra Reski, la giornalista tedesca che vive in Italia e che dopo anni di libri sulla mafia italiana ne ha scritto uno su quella tedesca, cioè sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in territorio tedesco. E’ salita sul palco e ha detto che in Germania è stata sbeffeggiata e portata in tribunale, proprio come succedeva da noi trent’anni fa ai primi giornalisti che osavano spezzare l’omertà, mentre “solo gli italiani mi hanno creduto”; ed è scoppiata a piangere, in un momento di grande emozione.

Detto che da ieri, dopo la firma dello scudo fiscale, il nostro Presidente della Repubblica non è più Morfeo Napolitano ma Ponzio Pelato, per noi il pomeriggio è stato pieno di successi: come forse avrete letto (anzi no: per esempio Repubblica.it non ha scritto nulla fino a stamattina, e quando in rete si è cominciato a farlo notare ha fatto apparire un articoletto in fondo in fondo) il movimento presenterà liste regionali in sole due regioni, Emilia e Piemonte (si vedrà per la Campania). Nonostante il Piemonte non sia tra le regioni dove il movimento è più diffuso a livello elettorale – abbiamo un solo consigliere comunale – siamo stati in grado di presentare un progetto convincente, ed è stato bello vedere riconosciuta la cosa.

Infine, la ciliegina è stata data dalla possibilità di incontrare per qualche minuto Grillo in camerino (e prima di lui tutto lo staff dei Casaleggio) dopo lo spettacolo. Abbiamo limitato la discussione al minimo necessario, ottenendo tutte le informazioni che ci servivano per il nostro lavoro – ben più di quanto avessimo sperato di ottenere. La cosa che mi ha colpito però, ancora più che la scorsa volta a Rivoli, è come Grillo sia assediato da chiunque e sia per questo incredibilmente stanco e sotto pressione. Dev’essere disumano trovarsi in quella situazione, con tantissime persone che alternativamente aspettano la sua imbeccata per fare qualsiasi cosa e poi quando arriva si lamentano di non essere stati consultati. Il messaggio di sempre è che il movimento siamo noi, tutti i cittadini; non dobbiamo dipendere da nessun tipo di leader per metterci a difendere i nostri diritti e i nostri interessi.

E’ buffo confrontare la giornata di ieri con quella di oggi, la prima dell’Internet Governance Forum Italia a Pisa: qui, al contrario, giacche e cravatte abbondano, e quasi l’intera mattinata è stata dedicata ai discorsi dei dignitari; siccome erano annunciati Brunetta e Gelmini, la città è militarizzata e paralizzata dalle manifestazioni di dipendenti pubblici e/o studenti (non ho capito quali dei due contro quale dei due). E’ dunque altrettanto impressionante ritrovarsi di botto nel solito clima da repubblica peronista, con le forze dell’ordine impegnate non a difendere i cittadini dai malviventi, ma a difendere i politici dai cittadini. Qui, comunque, ritrovi amici e colleghi di sempre; anche loro sono altrettanto impegnati a cercare di salvare il salvabile nel nostro Paese, chi nell’Università, chi nella ricerca, chi fiancheggiando il PDmenoL e chi fiancheggiando Sinistra e Libertà. Poi, in privato, mentre nessuno ascolta, ti dicono tutti: “ma tu che sei ancora giovane, cosa fai qui! Vattene, emigra appena puoi!”

Ecco, forse la differenza è questa: nell’Italia del teatro Smeraldo saremo anche giovani e ingenui, ma non abbiamo abbandonato la speranza.

[tags]grillo, 5 stelle, movimento, celentano, libertà, informazione, falkvinge, reski, partito pirata, piemonte, elezioni, napolitano, pisa, internet, igf italia[/tags]

divider
domenica 4 Ottobre 2009, 08:21

Risposta esatta

Al secondo tentativo, gli irlandesi ce l’hanno fatta ad approvare il trattato di Lisbona. Finalmente hanno capito qual era la risposta esatta alla domanda! Se no gliela si doveva ripetere ancora una volta…

[tags]lisbona, unione europea, irlanda, risposta esatta[/tags]

divider
sabato 3 Ottobre 2009, 09:57

Obama go home

Ieri si assegnavano le Olimpiadi 2016 e la suspense era tutta per la sfida tra Rio de Janeiro e Chicago: da una parte una delle città più affascinanti e favolose del pianeta, in una delle grandi nazioni emergenti (l’unica delle prime dieci economie mondiali a non aver mai ospitato i Giochi, sottolineava Lula) e in un continente a cui mai, nella storia, le Olimpiadi erano state assegnate; dall’altra la città del presidente Obama, spinta dalla pressione degli sponsor e dei media americani.

Onestamente, a chiunque osservasse le cose con imparzialità, la scelta pareva ovvia. Solo un americano poteva pensare che una città statunitense di seconda scelta (manco hanno candidato New York o Los Angeles…) potesse prevalere su Rio, ma anche su Tokyo o sulla capitale europea di turno. Era successo solo per Atlanta, ma lì dall’altra parte c’erano Atene, Manchester e Toronto, mica Rio, Madrid e Tokyo; e nonostante questo già quella volta l’assegnazione era stata considerata un mezzo scandalo, con il CIO accusato in tutto il mondo di essersi venduto ai soldi della Coca-Cola – certo una esperienza che il CIO non avrebbe ripetuto volentieri.

E solo un americano poteva pensare che mandare il Presidente e sua moglie a far propaganda per la loro città di residenza, peraltro andandosene prima del voto, potesse aiutare la causa: in realtà ha fatto sembrare che gli Stati Uniti considerassero le Olimpiadi con tale sufficienza da poterle usare come regalino politico del loro Presidente per amici d’infanzia e sostenitori stretti, e fossero talmente sicuri di questo da non degnarsi nemmeno di restare qualche ora in più per assistere al voto, tipo “siamo venuti e vi abbiamo detto cosa dovete fare, ora fate i compiti, da bravi”.

Un tale coacervo di arroganza è stato commentato chiaramente dai membri del CIO: Chicago, la favorita, fuori al primo turno. E dato che nei corridoi di queste organizzazioni internazionali chi vota per chi è deciso e noto a tutti in anticipo, non è assolutamente un caso, ma un messaggio chiaro: Obama go home.

L’unica nota negativa di questo risultato è che i giochi 2020 saranno certamente nel Nord del mondo, dunque (a meno che gli americani non si sveglino ricandidando New York) quasi certamente in Europa, e, dato che è dal 2004 che non ci candidiamo mentre nel frattempo le altre grandi nazioni europee ci hanno provato più volte, è facile presumere che una candidatura italiana per il 2020, sospinta da nuovi appetiti di cemento, possa avere discrete chance. Infatti, stamattina già litigano Alemanno e Cacciari: Roma o Venezia? Aspettando le inevitabili candidature aggiuntive di Milano e Napoli, ci sarà da divertirsi.

[tags]olimpiadi, rio, chicago, obama, atlanta, roma, venezia[/tags]

divider
giovedì 1 Ottobre 2009, 18:59

Ne ho beccato uno

Mi ero sempre chiesto dove fossero. Voglio dire, io conosco persone dalle idee politiche più variegate, eppure non avevo ancora trovato nessuno che non trattasse i continui attacchi di Berlusconi alla magistratura perlomeno con un po’ di imbarazzo, se non con riprovazione. Oltre agli oppositori, conosco anche persone che lo votano, convinte che abbia ragione riguardo all’incapacità della sinistra di gestire l’Italia, ma che comunque dicono “sarebbe meglio se non ci mettesse continuamente di mezzo la difesa dei suoi interessi privati dalle sue pendenze penali”.

E invece, l’altro giorno in treno ne ho trovato uno: uno convinto che il problema dell’Italia sia la magistratura e che per fortuna ora Silvio la metterà a posto. Ha cominciato lamentandosi per dieci minuti buoni degli statali che non lavorano, e poi stringendo sui giudici; “alle due del pomeriggio in tribunale non c’è più nessuno” e “da nessuna parte c’è una casta che fa quel cazzo che gli pare come i magistrati” (parole sue). Dopo un po’ di ripetizioni ad altissima voce tra gli sguardi perplessi di molti viaggiatori, il signore che gli sedeva davanti è insorto e gli ha fatto notare che se i tribunali si svuotano è perché lo Stato ha tagliato i fondi per gli straordinari, dunque i cancellieri finito l’orario d’ufficio vanno a casa.

Ecco, non l’avesse mai fatto… Il fan di Silvio è esploso: “E se non gli pagano gli straordinari, che lavorino lo stesso! Nelle aziende private facciamo tutti così! E poi anche se non c’è il cancelliere, il giudice può mettersi lì e copiarsi le carte da solo sul computer!” E vabbe’, quella che i tribunali siano arretrati e operino in modi inefficienti, e che nel pubblico impiego ci siano anche assenteisti e fancazzisti, gliela si può anche passare; però da qui a dire che sono tutti così…

Ma il peggio doveva ancora venire, perché poi si è passati al pietismo: “Lei sa quanta gente è stata rovinata da giudici che hanno condannato ingiustamente, e poi dopo tanti anni si è scoperto che era sbagliato? Eppure se un giudice sbaglia nessuno gli fa niente, è l’unico paese al mondo dove il giudice se sbaglia non viene punito, e tanta gente va continuamente in galera per i giudici che lavorano male e fanno le cose col culo”.

Il tizio di fronte ha cercato di fargli notare che esistono tre gradi di giudizio e amplissime garanzie per tutti, che i casi di errori giudiziari conclamati dopo i tre gradi sono pochissimi e tipicamente sono dovuti a fatti che al momento del giudizio il giudice non poteva sapere; e anzi che normalmente si dice che il problema è che in Italia nessuno viene mai punito. E lì, il silviofilo ha rovesciato l’argomento: “Ecco è vero! Perché poi i giudici sono quelli che mandano liberi gli assassini! Lei si ricorda dello zingaro che ha ammazzato cinque ragazzi guidando ubriaco, e che poi era subito fuori, agli arresti domiciliari al mare! Ecco io quel giudice lo appenderei per le palle!!”.

L’altro, con ammirevole tenacia, ha glissato sull’evidente mancanza di logica del ragionamento, e ha cercato di reagire sottolineando che il giudice non fa le leggi ma le applica soltanto; e la risposta è stata “Eh no! E non è vero! Perché non ha visto l’altra settimana quel giudice di Torino che ha modificato la legge per non condannare i clandestini?” La tentata spiegazione della differenza tra modificare una legge e sollevare una eccezione di incostituzionalità non ha avuto alcun effetto, il signore non l’ha proprio afferrata; ha solo proseguito dicendo che “I giudici sono fuori controllo, fanno sempre quel cazzo che gli pare, sono una vera casta! Lavorano per se stessi, come quel criminale di Di Pietro, come quel De Magistris! Guardi quante inchieste ha fatto, ma sa come sono finite? Tutte in una bolla di sapone!”.

L’altro ha cercato di dirgli che forse quel che aveva letto su Il Giornale (che teneva sotto braccio) non era proprio completamente vero, e che le inchieste erano state interrotte dall’alto per non toccare politici e personaggi importanti, e anche qui, magico rovesciamento della logica: “E appunto, poi sono poche persone lì, vede Tronchetti Provera, vede Tanzi, hanno mandato in rovina migliaia di famiglie, ma quelli non li hanno mica condannati, sono intoccabili! Perché i giudici sono una casta al di sopra di tutto!!”

E poi ha concluso con un convinto quanto misterioso “Ma non esiste che i giudici sono un potere dello Stato!!”. Dubito che stesse commentando Montesquieu; dunque chissà cosa voleva dire. E’ chiaro che la logica non era il nocciolo della questione, e che il signore aveva in testa soprattutto un pastone di slogan mescolati a caso e adattati di volta in volta all’uso dialettico necessario. Eppure, temo che, grazie all’averle ripetute per vent’anni, di pastoni come questi siano pieni i cervelli di moltissimi italiani.

[tags]giustizia, magistratura, berlusconi, montesquieu, feltri, il giornale, di pietro, de magistris, lavaggio del cervello[/tags]

divider
mercoledì 30 Settembre 2009, 18:41

A Milano si viaggia gratis e in estrema sicurezza

A Milano, sui mezzi, si viaggia gratis: almeno è ciò che mi è successo in questi giorni. La settimana scorsa, infatti, per andare da viale Argonne a Porta Venezia ho preso il tram 5 (me l’ha suggerito il sito ATM ma non ci cascherò mai più: è arrivato un tram e ho pensato “toh guarda, un tram storico in giro di prova, peccato che sia ancora da restaurare”, e invece era proprio il 5, con i pezzi che si staccavano e lo sporco di trent’anni sul groppone; la prossima volta piuttosto vado a piedi) e la macchinetta per validare il biglietto era rotta; ho fatto tutto il viaggio con il biglietto in mano e la paura che uno dei famosi controllori lombardi sindacasse sulla mancanza del timbro. Stamattina invece ho preso il 54 per andare in centro, e la macchinetta era rotta pure lì; una bella scritta “FUORI SERVIZIO” campeggiava sia su quella per i biglietti che su quella per gli abbonamenti, e allora ho capito che è normale e che fa parte di una campagna di sconti per i fruitori dei mezzi.

Milano, dal punto di vista urbanistico, è una città ai confini della realtà; solo qui potrebbero prendere un orrendo palazzone anni ’50 in corso Monforte, davanti alla Provincia, e pensare di vendere un alloggio con un cartello che dice “VENDESI – delizioso appartamento di 125 mq”. Delizioso, capite? Su una via buia larga cinque metri e perennemente occupata di auto in coda eterna che spuzzettano sulla tua finestra! Se quello è delizioso, vuol dire che i milanesi si deliziano con poco.

L’altra scelta urbanistica che lascia perplessi è la quasi totale mancanza di corsie preferenziali e vie dedicate al trasporto pubblico. Corso Monforte, a parte brevi tratti, è a senso unico con una carreggiata larga due corsie; in una gestione con un minimo di senso, una delle due sarebbe una preferenziale per bus e taxi mentre l’altra sarebbe dedicata al traffico privato, o meglio ancora la via sarebbe riservata a bus e taxi mentre il resto della carreggiata costituirebbe un marciapiede di larghezza decente a servizio dei pedoni e dei negozi. Devi andare in San Babila? Miseria, hai a disposizione una metro di tre linee più passante, varie linee di bus, i taxi, bike sharing ovunque, e svariati parcheggi sotterranei pubblici e privati da cui puoi arrivare lì a piedi in cinque minuti. Ma che cacchio di ragione c’è per volerci arrivare con il SUV a otto ruote motrici, che poi non sai dove lasciarlo e comunque all’incrocio ti pianti perché è più largo anche del bus? E invece niente, la via è riempita così: una corsia occupata da SUV a otto ruote motrici fermi in sosta vietata con le quattro frecce, e l’altra da una coda eterna e infinita in cui il bus, così come chiunque altro, impiega quindici minuti a fare tre isolati. Mah…

Ah, e la sicurezza? Sul 54 dove la macchinetta non funzionava, in compenso funzionava uno schermo su cui giravano pubblicità e informazioni varie. Una delle informazioni era relativa al bando per l’assunzione di nuovi autisti ATM; i requisiti, oltre al saper guidare e al voler fare turni anche notturni e festivi, erano “godimento dei diritti civili e politici” e “nessun procedimento penale in corso o condanna penale passata in giudicato”. Insomma, sui mezzi milanesi si viaggia in piena sicurezza, con la certezza che il tuo autista non è un assassino, stupratore, truffatore o spacciatore che gira strafatto. Comunque, se voi siete un assassino, stupratore, truffatore o spacciatore che gira strafatto potete sempre consolarvi facendovi eleggere in Parlamento, dove invece tali requisiti non sono minimamente richiesti e anzi se provi a proporli ti danno del “forcaiolo” e “giustizialista”. Strano paese, il nostro.

[tags]milano, bus, traffico, mezzi pubblici, atm, biglietti, appartamenti, delizia, urbanistica, sicurezza, pregiudicati, parlamento pulito[/tags]

divider
martedì 29 Settembre 2009, 11:32

Fanculo al futuro

Un trentenne, commentatore fisso di questo blog, compra casa in un bel palazzo anni ’70, di quelli con i marmi nell’ingresso e il doppio ascensore. Solo dopo essersi trasferito scopre che lo aspettano migliaia di euro di lavori urgenti per il rifacimento di muri e facciate: infatti da decenni non è stato fatto alcun lavoro di manutenzione straordinaria, dato che nel palazzo i condomini sono quasi tutti vecchi che non hanno più interesse a fare investimenti di lungo termine.

La stessa situazione si ripete anche nel mio palazzo; il motore dell’ascensore da circa un mese emette un ronzio preoccupante, udibile distintamente dal piano di sotto, che, oltre a disturbare, è probabilmente segno di una forte perdita di corrente, magari anche pericolosa. A tutte le segnalazioni, la risposta dell’amministratore è stata che sì, lo faremo vedere, ma solo quando tra un mesetto arriverà la visita di manutenzione programmata, perché altrimenti il condominio dovrebbe pagare al tecnico cinquanta euro di chiamata, e dato che quasi tutti nel palazzo sono anziani pensionati si oppongono a qualsiasi spesa.

Dopo questi aneddoti, capisco meglio perché Torino è piena di palazzi sporchi e cadenti, i cui abitanti non fanno alcuna manutenzione a meno che non arrivi una ordinanza comunale contro il degrado (possibilmente con qualche incentivo economico). Purtroppo, però, non si tratta solo della manutenzione delle case.

Alle ultime elezioni, ero rimasto colpito dallo scoprire che oltre il 70% degli elettori torinesi ha più di 40 anni, ossia è già nella metà conclusiva della propria esistenza; quasi il 40% ne ha più di 60, e ha dunque una aspettativa di vita media di una quindicina d’anni. Fuori Torino, nelle campagne e nelle colline, è anche peggio: i giovani sono una rarità. Non è quindi un caso che tutta la politica italiana si concentri su pensioni, badanti e sanità; soprattutto, non è un caso che l’Italia sia gestita con le stesse logiche dei suoi condomini, cioè con una programmazione del bilancio statale mirata a spendere ora cifre insostenibili per l’assistenza ai vecchi, scaricando i conseguenti debiti sulle future generazioni, e a risparmiare nel frattempo su qualsiasi investimento di medio-lungo termine.

E’ anche per questo che si moltiplicano i trattamenti speciali per gli anziani – riduzioni sull’autobus, sul cinema, sui costi sanitari, persino l’esenzione dai divieti di circolazione anti-inquinamento – anche se, nell’Italia di oggi, in genere gli anziani sono più ricchi dei loro figli, mentre i loro nipoti spesso non riescono nemmeno a concepire una propria indipendenza economica; eppure, per i ventenni di facilitazioni proprio non se ne parla. Infatti, quando si tratta di vincere le elezioni, il gruppo sociale decisivo sono proprio gli anziani; dunque è lì che si concentrano le lusinghe e le attenzioni della politica.

Per le nostre democrazie è un problema nuovo; fino a trent’anni fa, la struttura demografica della società era molto diversa, con una abbondanza di giovani e una scarsità di anziani. All’estero, qualcuno ha già avanzato proposte interessanti: per esempio quella di concedere il voto anche ai minorenni, neonati compresi, facendolo esercitare dai loro genitori, che almeno in teoria dovrebbero avere a cuore il loro futuro; o quella di rovesciare il tradizionale principio della “camera dei vecchi” – anche da noi, il Senato è riservato agli elettori oltre i venticinque anni – sostituendolo con una “camera dei giovani”, cioè facendo eleggere uno dei due rami del Parlamento solo dagli elettori ancora in età lavorativa. Naturalmente, c’è il problema che queste misure dovrebbero essere approvate da una politica in mano agli anziani: è proprio il caso di dire “campa cavallo”.

[tags]politica, giovani, anziani, demografia, condomini, investimenti, futuro[/tags]

divider
lunedì 28 Settembre 2009, 14:00

Passando alla cassa

Oggi vi racconto una scena a cui ho assistito personalmente, e che mi ha fatto venire molti dubbi.

Venerdì pomeriggio, Lidl di via Borgo Ticino, dietro piazza Rebaudengo. Siamo in coda per pagare, e subito davanti a noi ci sono tre rom del vicino campo nomadi: un adulto di 35-40 anni, un bambino di una dozzina e un bimbetto di un paio, seduto dentro il carrello; davanti a loro c’è una signora italiana di mezz’età. Mentre è il turno della signora, la cassiera vede il bimbo piccolo e comincia a sorridergli, e così lei e la signora italiana si mettono a parlare col padre di bambini, e quanto è bello averli, e la cassiera si lamenta che è difficile, e il rom scherza che “è il marito che non funziona”; a un certo punto la cassiera, battendo i primi pezzi della grossa spesa dei rom, compresa roba da bambini, dice “sì però quanto costa mantenerli!”.

A quel punto il padre risponde così: “Eh non dirlo, sai a noi ci danno solo trecento euro al mese per ogni bambino, io ne ho fatti cinque ma con millecinquecento euro al mese è difficile pagare tutto…”. Attimo di stupore, a quel punto il padre aggiunge “Ma tanto li danno anche a voi no?”, e la cassiera basita risponde che no, che a lei risulta che il Comune dia mille euro una tantum, solo per il primo bambino, anzi forse “a mia cognata l’hanno dato solo se faceva il secondo”. Percependo un po’ di sconcerto, il signore rom aggiunge che “Però è solo la mia zona… Infatti nella mia zona è difficile entrare, non fanno entrare più nessuno… ma poi bisogna vedere…”.

La signora di mezza età, che ha finito di insacchettare la sua spesa, a quel punto sbotta e con tono secco dice che lei voleva tanto avere due figli, ma ne ha fatto uno solo perché non poteva permettersi il secondo, e che gli italiani i figli se li pagano da soli e non li aiuta nessuno. Il rom allora fa piena marcia indietro e dice che no, era uno scherzo, anche a loro nessuno dà niente; anzi, questa voce che i rom ricevono soldi e sovvenzioni è una cattiveria, messa in giro apposta perché tutti ce l’hanno con gli zingari. Quindi paga con una banconota da cinquanta euro (che la cassiera per prima cosa infila nel verificatore per controllare che non sia falsa), infila tutta la spesa di corsa nel carrello ed esce.

A quel punto, mentre passa la mia roba, la cassiera chiama il direttore e cambia totalmente tono; piuttosto incazzata, gli dice “Hai visto! Questi fanno i figli apposta e ricevono un sacco di soldi, millecinquecento euro al mese e poi hanno anche la faccia di venire qui a lamentarsi! Pazzesco!”.

Sarà vero? Sarà falso? A me, durante la campagna elettorale, ha fatto sorridere (ma anche preoccupare) sentire persone che ci approcciavano per lamentarsi che “agli extracomunitari danno gratis pure la tessera della piscina”. Però, dopo aver sentito tutto questo con le mie orecchie sono piuttosto sconcertato; è noto che le bollette dell’elettricità e dell’acqua dei campi nomadi sono da sempre pagate dai contribuenti torinesi, anche se ad intermittenza esce la notizia che vogliono cominciare a fargliele pagare, senza mai riuscirci; ma all’idea che gli diano pure dei bei soldi in mano – direttamente dalle casse comunali, o più facilmente sovvenzionando con fondi pubblici qualche pia associazione senza scopo di lucro che si tiene un bel compenso e gli passa il resto – onestamente non vorrei proprio credere. Eppure l’hanno detto loro…

[tags]rom, zingari, assistenza, nomadi, campi, torino, figli[/tags]

divider
sabato 26 Settembre 2009, 09:11

Trasferiamoci a Crotone

Il Sole 24 Ore ha pubblicato questa settimana gli esiti di una interessante inchiesta sulla qualità della vita nelle province italiane, partendo dal presupposto ormai sempre più assodato che il PIL non è tutto e che bisogna dunque tenere conto di tanti altri fattori, dalla qualità dell’ambiente all’effettiva disponibilità di ricchezza spendibile per abitante, passando per l’istruzione e le attività sociali e culturali.

L’effetto è degno di nota: mentre le classifiche basate sul PIL vedono solitamente l’Italia ordinata rigorosamente da nord a sud, quelle sul benessere sono un po’ più mescolate, e mostrano più chiaramente come l’aumento della produttività media non corrisponda necessariamente a una vita migliore. Così, in testa ci sono la Romagna e le Marche, e poi tante piccole e medie province del centro-nord.

La cosa per noi più significativa è però che, in termini di qualità della vita, il nord-ovest arranca: Piemonte e Liguria sono nettamente indietro al resto del nord e di quasi tutto il centro Italia. In particolare, queste sono le posizioni e i punteggi delle province piemontesi:

34    Cuneo                   116,4
52    Biella                  104,3
54    Novara                  100,5
59    Vercelli                98,5
64    Asti                    95,9
71    Alessandria             91,8
72    Verbano-Cusio-Ossola         90,4
77    Torino                  86,8

Se Cuneo emerge, le altre province sono attorno alla media nazionale (valore 100) o decisamente sotto, fino al caso di Torino, che viene subito prima di Roma e Bari, ma subito dopo Crotone, Salerno, Nuoro e Oristano. E sentirsi dire che ormai si vive meglio a Crotone o a Salerno che a Torino non è certo una grande notizia, specie a fronte della favoletta che ci viene costantemente raccontata della città olimpica, attrazione turistica globale e capitale cultural-tecnologica nazionale.

Nonostante la serietà della fonte, si tratta ovviamente di un singolo giudizio; magari cambiando gli indicatori il risultato sarebbe stato diverso. Eppure, credo che il confronto con le altre regioni della pianura padana – leghiste o rosse che siano – debba davvero allarmarci. Una volta eravamo un territorio che non sapeva vendersi, ma con tanta solidità sotto. Ora passiamo il tempo a raccontarci fuffa, ma le fabbriche chiudono, l’ambiente si deteriora, le nostre città sono lasciate al degrado e le prospettive sono sempre più stagnanti.

[tags]il sole 24 ore, pil, benessere, italia, confronto, province, piemonte, torino[/tags]

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2026 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike