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Archivio per il giorno 16 Maggio 2007


mercoledì 16 Maggio 2007, 18:13

Eragon

Nonostante le sfighe, qualcosa di buono nel volo di ritorno c’√® stato: sono riuscito finalmente a vedere Eragon, filmone fantasy che mi ero perso al momento dell’uscita al cinema.

Il film √® ambientato in un mondo fantastico, popolato da uomini e draghi; un mondo in cui non √® ancora giunto alcun ritrovato della tecnologia moderna, ad eccezione del gel modellante per capelli. Il film prende il nome dal protagonista; il nome √® stato in realt√† selezionato mediante una batteria di supercomputer impegnati a calcolare tutte le variazioni possibili della parola “dragon”; sfortunatamente, il programma girava sotto Windows, e cos√¨, dopo ripetuti schermi blu all’avvio dell’applicazione, gli autori si sono fermati al primo step.

Il film narra la storia di due attori. Il primo √® vecchio e da tempo fuori dal proprio periodo glorioso, e passer√† tutta la durata del film a convincersi di poter credere di nuovo in se stesso, fino a riuscire ad imitare ancora Viggo Mortensen. Il secondo inizia il film da biondino spavaldo ma incapace, e finisce il film da biondino spavaldo ma incapace, lasciando gli spettatori a chiedersi di chi sia parente per aver avuto la parte. E’ comunque vero, per√≤, che durante la storia egli scoprir√† dentro di s√® capacit√† misteriose e soprannaturali, come quella di materializzare e smaterializzare un cavallo ogni qual volta ci√≤ sia funzionale alla trama del film.

La sua capacit√† principale, comunque, sar√† quella di mettersi in contatto immediato con un centro di controllo aereo – e senza nemmeno doversi dare un colpetto con la mano sul petto! – rappresentato da un drago realizzato in grafica computerizzata; peccato che Uhura sia doppiata da una signorina del 12. In una serie di battaglie epiche, Eragon invocher√† l’aiuto del proprio drago, che invariabilmente risponder√† con voce flautata, declamando una frase qualsiasi sempre come se fosse “Il numero da lei selezionato √® inesistente”.

Il cast √® completato da attori di fama, come John Malkovich nella parte del re per dieci secondi (compare in cinque scene da due secondi l’una) e Rachel Weisz nella parte del nome nei titoli di coda.

Insomma, che dire? Eragon si rivela un orrendo polpettone costruito sulla scia del Signore degli Anelli; gli sceneggiatori, in particolare, andrebbero frustati e spellati vivi. L’unica scena che si salva √® quella, purtroppo di pochi secondi, in cui l’immancabile principessa elfa strafiga viene catturata e distesa seminuda su un tavolo (quale prigioniero non viene disteso seminudo su un tavolo?), dove il supercattivo mago Oronzo le provoca orgasmi a ripetizione con la sola imposizione delle mani. Per il resto, il film scorre; scorre anche troppo, visto che ogni tanto sembra di avere schiacciato il pulsante del fast forward, passando in cinque minuti dall’iniziazione dell’eroe alla sconfitta del cattivo e di l√¨ alla battaglia finale, con personaggi che appaiono e scompaiono nel giro di tre scene. Probabilmente sarebbe venuto meglio se fosse stata una trilogia; ma, visto il risultato, dubito molto che i due seguiti gi√† programmati – Fragon e Gragon – si faranno davvero.

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