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giovedì 19 Luglio 2007, 13:10

I lavoratori della conoscenza

Vi giuro che ho tutte le intenzioni di cambiare argomenti e smetterla di fare post sulla corruzione morale e materiale dell’Italia; per√≤ Fiorello Cortiana mi ha appena mandato il link al mio intervento al suo convegno Condividi la Conoscenza 3 di un mese fa a Milano, centrato sulla condizione dei giovani lavoratori dell’informatica nostrana, e cos√¨ ho deciso di farvelo vedere. Io sono il puffo marrone sulla destra.

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14 commenti a “I lavoratori della conoscenza”

  1. .mau.:

    Ma se ti piace fare post sulla corruzione morale e materiale dell’Italia, perché mai ti dovresti tarpare?

  2. sciasbat:

    Analisi corretta, conclusione cos√¨ cos√¨. Sembra quasi che chiedi un sindacato dei lavortori dell’informazione. Sarebbe solo creare un altro soggetto inutile che consuma risorse e non crea alcun beneficio.

    Invece prima c’√® una autocritica da fare (mi riferisco anche alla risposta di RidendoMores sul “nanismo intellettuale e gigantismo dell’ego” nell’articolo la casta, in cui quando si finiscono gli argomenti si passa al personale): per reagire ci vogliono palle, perch√© vuol dire andare contro una classe dirigente che neppure percepisce il tuo valore nella catena.
    E la generazione dei trentenni ne ha poche, siamo cresciuti in una bambagia in cui sembrava che non cambiasse nulla, laureati con calma senza studiare troppo, poi lavoro garantito a vita, non troppe soddisfazioni porfessionali, ma neppure troppe richieste e, infine, in pensione da giovani a godersi la vita. Poi √® cambiato tutto, a circa 20-25 anni o gi√Ļ di l√¨, quando avrebbero incominciato a raccogliere i frutti.
    In paesi dove anche chi aveva gi√† un posto rischiava comunque qualcosa, tutti hanno reagito e non se la stanno passando male (vedi Irlanda). In Italia invece, dove chi aveva un qualsiasi privilegio s’√® arroccato su di esso (da dirigenti incompententi ai sindacati), s’√® completamente bloccata la ruota del ricambio e dell’innovazione. Chi ha avuto palle se n’√® andato, altri sono riusciti a giocare lo stesso gioco e cialtroneggiando sono passati dalla parte dei “privilegiati” (il mediocre s’accompagna sempre solo con il mediocre), molti hanno subito e basta. Una forma di selezione naturale, purtroppo su parametri tutt’altro che meritocratici.
    Il risultato √® che di aziende veramente competitive e attrattive nel campo dell’IT non ce ne sono: perch√© manca il materiale umano per farle crescere. E quindi si cade in un circolo vizioso: poche opportunit√† e un mercato che esclude chi pu√≤ crearne.
    Personalmente per un po’ ho tirato fuori poco le palle, accontentandomi di lavori soddisfacenti come sfida intellettuale, ma non per il resto. Poi ho deciso di tentare di investire la mia professionalit√† in una impresa propria. Non so ancora come andr√† a finire, ma √® quello che consiglio di fare: se hai delle idee non lasciartele mortificare, sfruttale. Anche solo come soddisfazione personale ne vale la pena.

  3. Bèrto 'd Sèra:

    It l’has fame scap√© la veuja d√ę torn√© n’Italia (nen ch’i n’av√®issa v√†ire). A l’√© nen mach ch’a sia cambia-ie gnanch na frisa, a l’√© fin-a pes :( Va bin, coma che i-i la foma a tramudesse n’Olanda it far√†i savej com a va sot a ij mulin a vent :)

    Mia ampression a resta che la gran-a fondamental dl’Italia a sio j’italian, ch’a-i van dapress a mila crijasson √ęd pol√¨tich (belavans √ędc√≤ a snista) ma as ciamo pa mai che programa ch’a l’abia sta gent. Basta mach ch’a-j diso che “a venta salv√© √ęl Pais da coj-l√¨” e lor via ch’a voto, sensa pa dovr√© la testa.

    An Italia a-i son mach doj partì:
    1) ch’a riva l√≤n ch’a veul mi i-j vom dapress a m√® Drap√≤, ch’a l’√© mach tuta colpa √ęd j’√†otri;
    2) la vira ch’a-i ven i-j la fom v√ędde mi a sti bastard, i vot p√ęr j’√†otri!

    A f√© si√≤pero dle servele parej as va mach an malora, e belavans a notelo i seve mach antra quatr √≤ sinch. I savr√¨a pa l√≤n dive, a esse sincer. Dle vire (dzortut √ęn vardand coma ch’a nass n’√†otra “Italia”, ambeless√¨ n’Ucrain-a, andova ch’a l’√© tut franch midem, mach che a s√†ota p√¨ ant l’euj) am da che l’√Ļnica r√≤ba ch’as peul disse a l’√© che na popolassion a l’ha √ęl go√®rn (e la sitoassion social √ęd tuti ij d√¨) ch’as s√ęrn dasp√ęrchila.

    A resta la question che se tuti a fan tant ‘me mi e van a l√ę strang√©… peuj a deje deuit a ca a-i resta p√¨ gnun. Ma miraco a l’√© bin p√ęr lol√¨ che la sitoassion a ten. V√†ire s√©coj ch’a l’√© che la gent ch’a-i la fa nen a fa le valis da ‘nt l’Italia? E midem da ‘nt l’Ucrain-a. A resto p√¨ che d’√†otr coj ant cole situassion-l√¨ as la fan da pocio (e ij bon√≤m e j’idealista). Coj ch’as la fan da pocio as capiss pro ch’a l’abio tut s√≤ anteressi a f√© ch’a-i cambia mai gnente, tant a drita che a snista. E ij bon√≤m… lor a p√≤rto passiensa, la costuma a l’√© sempe cola.

  4. Bruno:

    @mau: vb ha giurato di avere tutte le intenzioni, mica di non postare pi√Ļ sull’argomento!

  5. vb:

    Sciasbat: Un sindacato no, ma un modo per organizzarsi e farsi vedere serve… ma forse ricado anch’io nella categoria “bon√≤m” o “idealista”, o pi√Ļ probabilmente entrambe :-)

  6. Bèrto 'd Sèra:

    Ma va, ij bon√≤m a stan ciuto √≤ a pioro miseria, ti it daghe da f√©, coma bon√≤m it vade pa bin. :) At resta a dispossion nomach che la patent d’Idealista…

    Organisesse as peul e a venta. E p√ęr trov√© dle solussion ant la vita as peul mach dovresse l√≤n ch’a-i √©. Avej na bon-a base d’emigrassion a veul d√¨ avej na bon-a base √ęd contat a l√ę strang√©. A veul d√¨ podej pens√© d√ę bogesse an manera dzoranassional.

    A l’√© pa dita che la s√ęrnia a la sia mach antra l’andessne f√≤ra dle bale √≤ pura st√© a ca toa. Miraco as peul fesse l’un e l’√†otr, che ant l’et√† dl’Anformassion un a peul esse an v√†ire p√≤st sensa pa gnanca seurte da ca. Provoma a penseje.

  7. gp:

    VB ha ragionissima, ma esiste una via d’uscita?

    Anche io ho una impresa in Italia ma vorrei tanto trasferirla altrove… dove so benissimo che il nostro bilancio soffrirebbe di meno… (intanto mi sono trasferito io!)
    Lo sfondo culturale e sociale italiano, dal mio punto di vista, rema decisamente contro l’IT. Abbiamo contro lo stato che tassa molto e d√† poco; abbiamo contro il background educativo dove non si intende che cosa significa lavorare con qualit√†… e’ difficilissimo trovare giovani intelligenti, che hanno voglia di imparare, e ancora pi√Ļ difficile che intendano cosa significa lavorare bene. Chi √® bravo o ha gi√† un lavoro a cui non vuole rinunciare o va all’estero. Io sono completamente amareggiato per come stanno andando le cose in Italia e l’unico motivo per cui non trasferisco l’azienda √® che soci e collaboratori hanno paura di andare all’estero e ricominciare daccapo.

  8. sciasbat:

    vb: lo sai che “organizzarsi” e “farsi vedere” in Italia poi sfocia in un sindacato o qualcosa di simile, anche se non lo chiami cos√¨.
    L’unico modo per farsi vedere √® fregarsene, voltare le spalle a chi non ci arriva e cercare di andare avanti per la propria strada. Il successo di altri, in proprio, o in aziende all’estero, potrebbe far aprire gli occhi e se non lo fa vuol dire solo che questo paese √® giustamente destinato al declino.
    (S√¨ lo so, le solite obiezioni: lavori solo se hai conoscenze, se sei nei giri giusti, nessuno finanzia solo le idee… Per√≤ non vedo alternativa, oltre a mangiarsi la minestra e stare zitti)

  9. vb:

    Peggio: come disse Enzo Ferrari, “gli italiani ti perdonano qualsiasi cosa, tranne il successo”. Se hai successo, invece di prendere esempio, molti cercheranno soprattutto il modo di sparlare di te, di ricattarti o di approfittarsene… (se ci pensi, √® il principio secondo cui per mantenere inefficienze, sprechi, clientele e raccomandazioni si portano al 60% le tasse sulle residue aziende che funzionano).

  10. .mau.:

    @Bruno: capisco la sottile differenza, ma io mi preoccupo per la sua salute: una discrasia tra le intenzioni di non postare e il continuare a postare potrebbe portare a crisi schizofreniche.

  11. sciasbat:

    Ecco la dimostrazione di quanto sono apprezzati in Italia i tecnici: Con un occhio a Google dal quale bisogna imparare per marketing e comunicazione, ma con la certezza che sul piano tecnologico c’√® ben poco da apprendere dal colosso di Mountain View.
    Mi pare chiaro che l’unica cosa che conta sono i markettari.

  12. BruRino:

    @.mau.: figuriamoci! Tutti coloro che professano una religione o credono in un’ideologia convivono ogni giorno con la totale divergenza tra le loro intenzioni e il loro comportamento.

    Non sar√† certo il nostro VB a diventare Mr Hyde…

  13. vb:

    Al contrario, spesso molti qui non capiscono quello che scrivo, proprio perch√© non essendo guidato da una ideologia non segue un pattern prevedibile…

  14. BruRino:

    Vabb√©, VB, adesso non fare il genio incompreso…

 
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