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Archivio per il giorno 30 Aprile 2008


mercoledì 30 Aprile 2008, 20:58

Arrivare a Milano non è facile

Oggi pomeriggio alle 15 avevo un appuntamento a Milano, in zona via Ripamonti, con un potenziale nuovo cliente: quindi, giacca e cravatta e attenta pianificazione per arrivare puntuali. Niente auto perch√© andare in auto a Milano citt√† √® una follia; niente treno delle 13, che ti lascia solo un quarto d’ora per attraversare Milano; invece, treno delle 12 e un’ora abbondante per muoversi.

Per prendere con tranquillità il treno delle 12 da Porta Susa, devo uscire di casa alle 11:35, massimo massimo 11:40, e andare a prendere la metro. Quindi, finisco i lavori della mattinata, e poco dopo le 11 mi accingo a fare una telefonata importante che avevo preannunciato, prima di prepararmi ad uscire; solo che, cerca e ricerca, non trovo il cellulare. Dopo dieci minuti di perquisizione di tutta la casa, non mi resta che pensare di averlo lasciato in auto ieri mattina; per cui, rimando la telefonata e decido di prepararmi e di passare a prenderlo mentre scendo. (Io, vivendo davanti alla mail, uso il cellulare molto poco; non è inusuale che non faccia o riceva nemmeno una telefonata in tutto il giorno, quindi posso perderlo o averlo spento per 24 ore senza accorgermene.)

Comunque, il tempo perso a cercare mi ha sballato i tempi, e quando scendo sono le 11:38; un po’ tardi, considerato che la rimessa dove tengo l’auto sta a due minuti a piedi, ma ancora accettabile. Cammino di buon passo, apro il cancelletto, guardo la rimessa e… l’auto non c’√®. Attimo di panico, e poi realizzo: non l’avevo parcheggiata in garage, ma l’avevo lasciata in strada, esattamente a dieci metri dal portone di casa, ma nell’altra direzione. Decisione difficile: lascio perdere il cellulare, paccando l’interlocutore importante, o torno indietro con la quasi certezza di perdere il treno? Alla fine ripercorro di corsa la strada all’indietro, trovo l’auto, il cellulare √® sul sedile – √® rimasto l√¨ per un giorno e nessuno ha fatto una piega -, lo prendo, mi incammino… ma sono le 11:43. Decido comunque di provarci.

Mi va bene: alle 11:48 sono alla metro, faccio il biglietto, scendo le scale, alle 11:51 arriva il treno, alle 11:55 sono a Porta Susa (che magia la metropolitana). Corro alla macchinetta, faccio il biglietto, lo timbro proprio mentre il treno entra in stazione, e prendo il convoglio per la coda.

Arrivo a Milano, e vista l’abbondanza di tempo opto per i mezzi: niente taxi. Cos√¨ pranzo con calma, prendo la metro, poi il tram 24, che, orologio alla mano, mi lascer√† davanti alla mia destinazione alle 14:55.

E invece no: tre fermate prima della mia, il tram si ferma, e il conducente annuncia che c’√® un incidente, i binari sono bloccati, e la corsa termina l√¨. Cos√¨, insieme a una fiumana di gente che bestemmia e insinua che l’autista volesse soltanto andare in deposito per staccare prima, mi faccio le ultime tre fermate a piedi, a passo da alpino; e arrivo comunque cinque minuti in ritardo. Si vede che non era proprio giornata.

Del resto, al ritorno parto alle 16:30 per prendere il treno delle 17:15; riprendo il 24 in direzione centro; arrivato allo stesso incrocio di prima, ma dall’altra direzione, il tramviere annuncia che “la corsa finisce qui” senza dare motivi. Cos√¨ mi devo fare di nuovo la camminata, stavolta per due fermate fino alla metro Crocetta (quella che Google chiama Lamarmora Romana, e che secondo me dovrebbe evidentemente chiamarsi Loisiana); e di nuovo prendo il treno per un solo minuto.

Diciamo che ho capito come mai, nonostante il delirio del traffico di Milano, i milanesi continuano a muoversi in auto!

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mercoledì 30 Aprile 2008, 10:04

I poteri forti

Sul piano umano lo sfogo di Barbara Palombelli in Rutelli a mezzo Radio Rai √® comprensibile: dev’essere dura pensare di avere davanti cinque anni da First Lady de Roma e poi ritrovarsi beffati.

Dal punto di vista professionale, lo è già molto meno: la conduttrice di una trasmissione radiofonica che sceglie di dedicare una intera puntata al voto in cui era coinvolto il marito, e che invece di intervistare gli ospiti si mette ad esporre i propri commenti e le proprie lamentele, non mi sembra una gran giornalista. Berlusconi fa ben di peggio con i propri media, ma almeno non mette a difenderlo i propri parenti.

Dal punto di vista politico, poi, non ne parliamo: sar√† anche vero che qualche banchiere o palazzinaro ha pensato che a Roma – citt√† che vive prevalentemente di spesa pubblica – sarebbero circolati pi√Ļ soldi con un sindaco amico di Berlusconi che con uno nemico. Ma non √® quella la ragione per cui Rutelli ha perso, n√® √® possibile addurla come scusante.

Soprattutto, con che faccia una signora che ha uno spazio incredibile su giornali, radio e televisioni sia pubbliche che private di qualsiasi orientamento, da Repubblica al TG5 – certo per i propri grandi meriti, che traspaiono evidenti da una qualsiasi puntata di una sua rubrica – si pu√≤ mettere a dire in pubblico di avere contro i “poteri forti”?

Insomma, la vera domanda è: ma questi maggiorenti del centrosinistra non si rendono conto da soli di essere ridicoli?

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