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lunedì 2 Febbraio 2009, 14:33

Perché sbattersi

Oggi, grazie a Punto Informatico, abbiamo lanciato una lettera aperta al Comitato antipirateria del governo (già citato l’altro giorno) per chiedere un po’ più di equilibrio, e in particolare studi adeguati, attenzione anche agli aspetti positivi della distribuzione digitale in rete, e il coinvolgimento anche delle associazioni e delle aziende di Internet. Io l’ho firmata per conto di NNSquad Italia.

Vedremo che succederà; nel frattempo sono rimasto senza parole, stamattina, nel leggere i primi commenti dei lettori di Punto Informatico. Metà dicono “tanto non serve a niente” (disfattismo) e l’altra metà “hanno firmato FIMI, dmin.it e Microsoft quindi tutti gli altri sono dei venduti” (paranoia). Ho sempre più ammirazione per le qualità morali del forumista italiano medio.

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11 commenti a “Perché sbattersi”

  1. Hayabusa:

    Vabbè… ma anche tu, che pretendi dal forum di Punto Informatico?

    E’ noto per essere la peggior cloaca di lamer della rete .it dai tempi in cui i forum web han rimpiazzato usenet…

  2. .mau.:

    Hayabusa ha ragione. I forum di PI si leggono solo per farsi delle risate.

  3. mfp:

    vb, mi spieghi Il Perche’ della tua sottoscrizione?

    “È ferma convinzione dei firmatari della presente che, solo per questa via, il Governo, il Parlamento e le Istituzioni tutte possano dimostrare di avere effettivamente compreso che la Cultura – soprattutto nella Società dell’informazione – costituisce il più prezioso tra i beni comuni e che, pertanto, la sua promozione e la circolazione dei PRODOTTI culturali costituiscono diritti insopprimibili dei cittadini.”

    Ma una volta non si chiamavano “beni culturali”? Liberum vetum: sono contrario a dmin.it; sono contrario a politiche industriali sui beni culturali; e sono contrario ad inserire saggezza digitale all’interno del framework normativo esistente (Mauro Masi, Mr. “Contrastare Internet”; e speri di cavarne qualcosa di buono?). Chiariglione, Quintarelli, Mazza, MS, etc. tutta gente che ha degli assets da difendere … non puo’ produrre la necessaria novita’; per lo meno non con Masi dall’altra parte (e non per la solita dialettica destra-sinistra; la sinistra in questo senso ha fatto di peggio).

    E qui mi fermo.

  4. simonecaldana:

    no aspetta mfp, fami capire: tu campi di rendita? perche’ cosi’ e’ facile parlare, eh. Qualcuno magari deve anche cavare dei soldi da quello che fa.

  5. mfp:

    Simone, ho detto il contrario? Liberum vetum… liberamente mi oppongo, e senza fornire spiegazioni o alternative concrete…

    Non si puo’ inserire una metrica granulare rigida (dmin.it) in TUTTA la produzione umana e/o TUTTE le interfacce elettroniche uomo-macchina-uomo (trusted computing) prima di aver cambiato il verso del consenso/fiducia (ie: government -> governance), e quindi i percorsi della raccolta fiscale (ie: top_down -> bottom_up), e i meccanismi di redistribuzione della ricchezza materiale (ie: non si puo’ lasciare che la finanza decida autonomamente di deviare il 40% della ricchezza reale nelle tasche di nani e ballerine mentre la ricerca fisica, l’ingegneria, la medicina, fanno la fame; ne’ tantomeno lasciare i ragazzi in periferia a marcire nel cemento, perche’ sono guai che COMUNQUE paghi anche se vivi al centro… vuoi per un furto, vuoi per la spesa sanitaria, vuoi per le derive politiche popolari). E’ chiaro che l’attivita’ quotidiana di un uomo DEVE essere orientata prima di tutto a procurarsi la sussistenza; come e’ chiaro che se non c’e’ un po’ di relax quotidiano, l’uomo scoppia con danni enormi (lavorare per vivere; no vivere per lavorare). Ma non e’ possibile incastrare tutta l’attivita’ artistica, che e’ di natura fondamentalmente caotica (altrimenti non c’e’ creazione, non c’e’ novita’, non c’e’ eccellenza), in un sistema di metrica perche’ “s’ha da mangiare”… per mangiare basta chinarsi a coltivare le patate; poi se produci qualcosa di valore vieni premiato granularmente da chi ti sceglie autonomanete. Che e’ ben diverso dal mantenere gli assets dei 10 artisti che godono dei titolo SIAE, dei brevetti di Chiariglione, degli investimenti di Quintarelli, delle pratiche intrustriali di Mazza, e/o quant’altro …

    Abbiamo gli strumenti per fare si che tutti paghino 5-50 euro l’anno, ma non a babbo morto… no che li dai all’Autorita’ Centrale e poi all’artista gli arriva il 6-10%… si possono versare direttamente all’artista che preferisci: e’ lì a portata di mano… al massimo 6 hop digitali / gradi di separazione umana… versare X euro l’anno e’ obbligatorio, ma a chi versarli puo’ essere a scelta.

  6. D# AKA BlindWolf:

    @vb: concordo con Hayabusa, un po’ meno con .mau. (lui magari si diverte, a me viene male allo stomaco).
    Da Punto Informatico (che per quanto riguarda gli articoli è un ottimo sito ed ogni giorno me lo leggo avidamente a mezzanotte in punto) filtro i commenti tramite uno script perchè non oso neppure leggerne i titoli (scusate, ma sono allergico ai troll).

  7. mousse:

    Pero’ il sito di NNsquad non va. :)

    Quanto ai troll su PI… si, i commenti sono davvero insopportabili. Peggio di Youtube.

  8. .mau.:

    @D#: ma io non li leggo mica, i commenti di PI.

  9. vb:

    Io credo che una via di mezzo potrebbe essere sana, la misurazione granulare può starci solo se non è invasiva, ancora meglio una rete di distribuzione dei soldi in cui l’utente alloca il proprio budget agli artisti che ritiene meritori.

    PS Cos’ha il sito che non va?

  10. mfp:

    vb, rispondevi a me? Se si, ti ringrazio della risposta: soluzione fair; grossomodo la vediamo alla stessa maniera, poi bisogna vedere l’implementazione e la gestione del transitorio… ma siamo allineati anche qui. In fin dei conti (voi firmatari eterogenei e anche spesso avversi) vi siete ritrovati a firmare lo stesso documento per semplice responsabilita’ sociale … bene, e grazie.

    E il mio sito e’ semplicemente “in manutenzione” (e non me ne frega niente di avvertire; produco solo semi-lavorati per colleghi, e non e’ perche’ non me ne importa niente dei miei amici eh… e’ che chiunque abbia fatto il sysop in vita sua sa’ che lavorare in condizioni mission critical implica doverci mettere almeno 10 volte il tempo necessario a lavorare in condizioni sperimentali; ie: chiedo venia ma cerca di capirmi… il tempo e’ tiranno) … ho il contratto di housing che scade a gennaio cosi’ piu’ o meno ogni anno ne approfitto per aggiornare tutto il software e restorare i contenuti.

    Per la cronaca: quest’anno (2008) la palma d’oro del software (meno noto AND che mi e’ passato per le mani) che ha fatto piu’ progressi va (imho) ad eBox Platform (Debian/Ubuntu) … apt-get install ^ebox* e ti piazza in Posizione Up&running tutto quello che va da postgres a jabber, passando per ldap, bind, apache, postfix, courier, iptables&co, ntp, samba, cups, openca, openvpn, … , e chi piu’ ne ha piu’ ne metta … con 512mb di ram, 1/8 di cpu dual core, e 30 minuti/uomo per clickare qui e li’ sulla sua console web, va una spada (una decina di utenti; poi serve + ram/cpu) e non “entangla” il sistema (stile Plesk) … webmin bye bye. E io che ricordo ancora quante bestemmie tiravo giu’ per installare sendmail… e non son mai riuscito a far funzionare una cazzo di installazione esigua di inn… come passa il tempo…

  11. mfp:

    .mau. comunque li’ in mezzo a tanta chiacchiera (i forum di PI):
    a) ci sono anche ragazzi in gamba;
    b) se non ci sono gli anziani a raddrizzargli la schiena di tanto in tanto… crescono male… e poi ti ritrovi a chiederti e lamentarti perche’ non abbiano mai letto il Jargon… insomma, uno non puo’ spendere il tempo a leggere tanta immondizia, pero’ partecipare stocasticamente non sarebbe male… e’ anche quella una responsabilita’ sociale per chi e’ venuto prima.

 
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