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martedì 19 Maggio 2009, 19:26

Scontri al G8 universitario

Alle volte mi vengono delle pessime idee. Per esempio, oggi verso l’una, avendo appena finito un appuntamento, ho pensato: “ehi! perché non passo un attimo dalla mia fumettaia in via Baretti a vedere se è uscito il nuovo Ratman?”.

Ratman era effettivamente uscito, ma io mi sono trovato in mezzo alla fine del mondo: proprio in quel momento, a due isolati da lì, polizia in assetto da guerra e studenti anticapitalisti se le stavano dando di santa ragione. Già lasciare l’auto è stato difficile, visto che già a cinque o sei isolati da lì le strade erano bloccate, prima con tanto di nastro bianco e rosso tirato in mezzo e vigile a presidio, e poi avvicinandosi con dozzine di camionette di polizia e carabinieri, e almeno una trentina di poliziotti truci in assetto anti-sommossa a presidiare l’incrocio.

Io mi sono fidato a lasciare l’auto su via Madama Cristina, deserta subito dopo il passaggio del corteo, e sono andato a dare un’occhiata da molto lontano, anche perché eravamo sopravvento e già a diverse centinaia di metri il mix di peperoncino e lacrimogeno era insopportabile, anche per noi rotti a qualsiasi esperienza di piazza.

Mi limito quindi ad allegare un piccolo collage di foto scattate da me girando attorno al punto degli scontri (corso Marconi tra via Madama e via Ormea) e poi visitandolo subito dopo; senza commento.

g8scontri-90.jpg

Cioè, qualche commento è inevitabile: ad esempio fa sempre impressione vedere (ci sono anche in qualche foto) la dozzina di poliziotti travestiti da manifestanti, vestiti con maglietta jeans zainetto manganello e casco blu (ma questi ultimi dove li tengono?); allo stesso tempo, stando nelle retrovie, li ho visti ritornare belli arrabbiati e pesti, e provo rispetto per qualcuno che, per uno stipendio da operaio o poco più, viene spedito in piazza a prendersi in testa i sanpietrini per motivazioni politiche che stanno chilometri sopra la sua testa. Sicuramente esistono poliziotti esaltati, fascisti, violenti che vanno puniti e cacciati, ma la maggior parte è gente che fa quello perché non aveva altre carriere a disposizione.

Quanto ai manifestanti, credo che una violenza come quella di cui ho visto le tracce non possa in alcun modo essere giustificata; e penso che il movimento studentesco nostrano si sia ancora una volta fatto strumentalizzare da quei gruppi di “violenti in tour” che girano l’Europa per cercare lo scontro, credendo in chissà quale rivoluzione armata. Qualunque fosse il contenuto propositivo di questa manifestazione, in questo modo è perso per sempre; anzi si dà ragione a chi invoca la repressione.

Allo stesso tempo, mi chiedo ancora il perché di questo “G8 universitario” essenzialmente inutile, quando era del tutto chiaro sin dal principio che avrebbe attirato a Torino ogni genere di facinorosi e violenti. Probabilmente i rettori del Politecnico e dell’Università pianificavano di mettersi ben in mostra davanti alle telecamere con questa bella pensata; e forse i danni li dovrebbero pagare anche loro, tanto più per non aver saputo gestire per tempo e per bene l’evidente necessità di un dialogo con gli studenti.

P.S. Un premio Darwin va però a quelli che hanno ignorato i cartelli di divieto di sosta su corso Marconi e vi hanno lasciato l’auto parcheggiata, ritrovandosela tutta bollata e pure con la multa…

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7 commenti a “Scontri al G8 universitario”

  1. D# AKA BlindWolf:

    E’ incredibile quanto sia facile tirare un’esca alle teste di cazzo.

  2. ff:

    Gi0tto è un gran brand che ha sempre successo per riempire le piazze

  3. ff:

    Cmq su quanto tutte queste manifestazioni mi sembrino una presa per i fondelli da entrambe le parti
    queste foto la dicono lunga.

    Metà sembra messe in posa con più fotografi che manifestanti e poliziotti che lasciano fare.

  4. Stefano Quintarelli:

    io ho conosciuto molte persone di varie forze dell’ordine e, devo dire, una buona parte di loro lo faceva per spirito di servizio. perche’ crede nella Legge alla base della societa’ e nelle Forze dell’ordine come braccio della Giustizia. A prescindere da deviazioni e malfunzionamenti (che ci sono in tutti e tre) che danno scandalo ai piu’ alti livelli della cronaca.

  5. Piero:

    Il problema e lo scontento è politico e va risolto politicamente a partire dalla classe politica e istituzionale che sottovaluta i giovani studenti. Quando fai sacrifici e vedi che i sacrifici che hai fatto e stai facendo portano ad un nulla di fatto, ritrovandoti senza prospettive per il futuro e ti vedi menato per il naso, trattato come uno schiavetto al servizio di lor signori burocrati e dove le più elementari regole di giustizia, trasparenza amministrativa, rispetto della persona, vanno a farsi fottere (vedi lodo Alfano e simili), lo sdegno nei confronti della classe politica e istituzionale cresce con le conseguenze che poi si pagano in termini di violenza, insicurezza sociale e malcontento che esplode quando raggiunge il punto di non ritorno.

    Le province, le regioni, i comuni e tutto l’apparato burocratico e politico di contorno fatto di parlamentari, Sindaci, segretari, sottosegretari, portaborse, assessori, consiglieri, presidenti, dirigenti, vicedirigenti, direttori, vicedirettori, capiarea, impiegati, ha un costo che deve essere pagato, sottraendo risorse alla scuola, alla ricerca, allo sviluppo di nuove fonti energetiche, ai servizi sanitari, alla sicurezza sociale, alla solidarietà sociale.

    Per cui dobbiamo decidere cosa vogliamo promuovere e finanziare: la politica e la burocrazia che moltiplica i costi dei servizi inutili e abbassa la qualità della vita o i servizi sociali al cittadino che migliorano la qualità della vita?

  6. Massimo Manca:

    >Probabilmente i rettori del Politecnico e dell’Università >pianificavano di mettersi ben in mostra davanti alle >telecamere con questa bella pensata;

    Solo Poli; l’Università non era coinvolta, mi pare, nella manifestazione, anche se il gesto inaudito della serrata di Palazzo Nuovo, voluta dal Rettore per non finire cornuto (non coinvolto) e mazziato (sue strutture universitarie okkupate e sfasciate) potrebbe averlo fatto sembrare.

  7. FRANK:

    Tornando a casa questa sera ho visto che hanno tirato dei sassi alle vetrine della concessionaria Jaguar in C.so Moncalieri. La vicina concessionaria Fiat non ha un graffio. La Fiat è più proletaria della Jaguar?
    FRANK

 
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