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lunedì 13 Luglio 2009, 18:54

Quando la polizia uccide

Lo so, volete sapere che cacchio ha per la testa Beppe con il PD. E io invece oggi voglio parlare di polizia assassina, precisando che non condivido l’idea che la polizia lo sia a prescindere, e che anzi a uno che viene spedito per uno stipendio qualsiasi a prendersi pistolettate dai mafiosi e coltellate dagli spacciatori per difendere la mia sicurezza e la mia tranquillità bisogna fare un monumento.

Però… però sempre più spesso noi cittadini ci troviamo di fronte l’altra polizia. Quella cattiva. Quella che ha soltanto voglia di menare le mani. Avrete visto senz’altro i reportage degli scontri di qualche giorno fa a Vicenza, in occasione della manifestazione contro l’ampliamento della base Dal Molin. Chi c’era, dice che la polizia si è schierata in assetto di guerra bloccando il percorso concordato dagli organizzatori, cercando in ogni modo di provocare gli scontri. E se non ci credete, questo è il video ripreso da una radio locale:

Possibile che la mentalità della polizia sia quella di organizzarsi in anticipo per andare a picchiare i manifestanti? Partire da un momento di calma almeno relativa, come quello che si vede nel video, già con l’intenzione di arrivare lì e menare manganellate?

Qualche giorno fa si è arrivati alla sentenza per l’uccisione di Federico Aldrovandi, un caso terribile che in altri tempi sarebbe stato insabbiato, così come hanno cercato di fare per mesi le autorità; grazie a Internet, invece, si è arrivati a una condanna: tre anni e sei mesi. Tanto vale la vita di un diciottenne bloccato per strada in un’alba di settembre dopo una notte in discoteca, percosso a sangue fino a rompere i manganelli, schiacciato e soffocato da quattro poliziotti, ucciso e ridotto così; che poi in galera questi poliziotti manco ci entreranno, grazie all’indulto di Prodi e Mastella; che a tutt’oggi lavorano per la Polizia; che potreste incontrare domani sulla vostra strada.

Ma non è un caso isolato: ad esempio si aspetta ancora una sentenza per il caso di Riccardo Rasman, schizofrenico depresso e debole di mente, ucciso a Trieste da quattro poliziotti intervenuti per i vicini che si lamentavano di un lancio di petardi, legato con il fil di ferro e preso a sediate. Vittima due volte, la prima della sua malattia, la seconda di… di che cosa? Pare che già in passato fosse stato picchiato da poliziotti, del resto la sua malattia derivava dal nonnismo subito durante il servizio militare.

Queste persone sono… vittime collaterali? Vittime di Stato, vittime della necessità di un ordine sociale e di qualcuno che lo mantenga e che magari ogni tanto si sfoghi? Vittime dell’aggressività degli uomini? Caduti sul lavoro degli altri? Io non so cosa pensare: ma non mi rassegno all’idea che possa esistere una forza di polizia nella quale certi episodi, certi modi di fare, certe ideologie non trovano neanche il minimo spiraglio per attecchire.

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15 commenti a “Quando la polizia uccide”

  1. Ciskje:

    Avrei preferito Grillo comunque….
    La verità non sta mai da una sola parte, già quando vedo la foto del ragazzo di quando aveva si e no 12 anni per farlo sembrare bambino quando invece dalle foto da morto pare un frequentatore dei murazzi, poi leggo che con una sforbiciata sbeffeggiando allegramente la polizia è salito su un cofano, ignorando volutamente il loro ordine di aprire il baule, o che la testimone principale ha raccontato qualcosa ma nessuno ha capito cosa, –qualche– dubbio su chi sia il cattivo mi viene.
    Poi naturalmente la madre che dice che suo figlio era buono e pieno di vita, sinceramente non so più dove siano finita l’educazione, e non solo nei dodicienni.

  2. simonecaldana:

    Ciskje, mettiamo pure che il ragazzo avesse ignorato gli ordini e sbeffeggiato le forze dell’ordine: secondo te il comportamento dei 4 poliziotti e’ in questo caso giustificato?

  3. mfp:

    Ciskje, premesso che non parli con un bacchettone: non c’e’ ragione che tenga, quel ragazzo e’ stato ammazzato dalla polizia. Ammetto sberle e manette per gli animi infuocati, anche dalla polizia… anche perche’ certe volte si trovano davanti delle bestie… ma una sberla pero’, immobilizzarlo e fargli passare una notte di ramanzine (o peggio se si ravvedono dei profili penali; come da legge), non la morte. Neanche per errore. Se accade per errore vuol dire che l’autonomia media degli agenti e’ troppo alta; andando tra l’altro a rischiare che come reazione si metta mano nel posto sbagliato danneggiando gli agenti in altre situazioni dove invece e’ importante che siano piu’ autonomi (es: quando ci sono le armi di mezzo, per esempio; non a caso anche a Genova hanno inserito nella Diaz delle armi che non erano dei manifestanti… i poliziotti lo sanno bene quanto si alza la possibilita’ di farsi male quando ci sono le armi… e li’ meno persone si sentono – piu’ o meno condivisibilmente – di aggredirli quando sbagliano; le armi sono una sorta di enorme alibi). Non e’ ammissibile neanche lontanamente voler giustificare una morte con le urla inconsuete, i salti sul cofano, possesso/uso di droga o qualsiasi altra cosa… anche fosse stato colto sul fatto a stuprare una bambina… se era fuori di testa gli si davano le 4 sberle – le 2 che servivano, piu’ le due per fargli entrare in testa il concetto di stare buono buonino fino a che qualcuno non glielo toglie dalle mani – strettamente necessarie a bloccarlo, 2 manette, via in commissariato a chiamare capo-magistrato come da procedura, e mamma-papa’ come si conviene tra esseri umani. NON LA MORTE. Aoh, per arrivare alla morte serve o tanta sfiga (ma allora batte la testa e muore; non lo ritrovi col volto e il corpo tumefatti) o perversione.

    Va bene che tu hai fiducia nelle istituzioni, ma che questo ti porti a voler a tutti i costi giustificare un danno ingiustificabile… tra arrestare e uccidere, a maggior ragione se non ci sono armi di mezzo, c’e’ una bella differenza…

    Per lo meno questo e’ cio’ che mi aspetto dalla polizia quando ci sono delle situazioni critiche ma comunque non eccessivamente pericolose (non c’erano armi, non c’erano terze persone in pericolo, non mi sembra tanto grosso da dare problemi a 3 uomini e una donna, addestrati; magari gli agenti potevano essere anche un po’ scojonati ad essere chiamati a quell’ora per le bizze di un ragazzotto, ma non c’era motivo di AMMAZZARLO). Quando la polizia uccide, non ci sono ne’ santi ne’ madonne. Senza colore. Senza eta’. Senza simpatia o antipatia. Se io sono coinvolto o meno. Se quello era mio fratello o un totale sconosciuto lontano km da casa mia. Guarda, non e’ gridare giustizia la mia, ne’ antipatia per la polizia (con cui in effetti non mi son trovato bene; di solito con i Carabinieri sto piu’ tranquillo… ma questi sono gusti personali dovuti alla mia per altro misera esperienza in tema di rapporti con le forze dell’ordine… li baccaio per una multa e gli chiedo info sul documento di identita’ quando vado a votare)… e’ una necessita’ di vedere concretizzate le norme; per lo meno nei casi piu’ espliciti… le operazioni finanziarie sguisciano… un cadavere no, e’ duro, freddo, e in genere c’e’ qualcuno che lo cerca ad oltranza. Se si manca di concretizzare proprio su queste cose, non si ha il coraggio di concretizzare, poi non ci si puo’ lamentare che le regole sono farlocche. Se le disapplichi, le regole sono per l’appunto campate per aria; finte; senza contatto con la realta’ quotidiana. E le disapplichi anche tu quando dici che era un maleducato che si presentava male ed e’ stato santificato dalle foto scelte nella redazione del giornale… quand’e’ una mancanza di educazione puo’ giustificare un omicidio? Perche’ sei disposto a tollerare un omicidio? Qual’e’ il tuo movente? (lo voglio sapere perche’ evidentmente deve essere una cosa importante che io invece non conosco, non ho mai preso in considerazione, e magari sbagliando… aiutami, illuminami)

  4. .mau.:

    @Ciskie: io sono ragionevolmente certo che il ragazzo avesse ignorato gli ordini e sbeffeggiato le forze dell’ordine. Dunque? Il pestaggio fino ad ammazzarlo era corretto?

  5. Ciskje:

    I poliziotti hanno sbagliato, e sono stati puniti giustamente (con una pena molto lieve per un reato del genere).

    Quel che dico e che quell’uomo, non era un bambino indifeso come invece è stato dipinto dalla stampa, e che se vogliamo raccontare la verità bisogna dirlo, anche perchè non è affatto chiaro cosa sia successo veramente (avete letto il racconto della testimone?).

  6. effemmeffe:

    Leggo il post di VB e penso che sto perdendo la fiducia nelle istituzioni, a spizzichi e bocconi.
    Poi leggo il commento di un ignorante, Ciskje e perdo la fiducia nell’essere umano in toto.
    Che brutto momento per l’umanità di questa nazione…

  7. Ciskje:

    Perdonami fmf, mi piacerebbe sapere cosa contesti di quel che ho detto, e che quindi non sarebbe vero dato che a tuo dire “ignoro”.

  8. Alberto:

    Aggiungo al post un particolare che solo alcuni hanno riportato. Uno dei quattro poliziotti condannati era, al momento della sentenza, in servizio a L’Aquila per il G8. Il fatto che un sospettato di omicidio venga scelto per un incarico nel quale il rischio di incidenti è alto mi pare molto significativo…

  9. Alberto:

    @Ciskje: il tuo ribattere al post che condannava le violenze della polizia, con un approfondimento sul tema della bontà o della cattiveria dell’Aldrovandi, mi genera l’impressione che tu ignori che in una società civile l’eventuale riprovazione morale nei confronti di qualcuno non giustifica in nessun caso l’omicidio.
    Non so bene poi se la stampa abbia dipinto in un modo o nell’altro il ragazzo, ma se è andata come dici la cosa che trovo aberrante è che ci sia bisogno di dimostrare che la vittima di un omicidio sia “buona” perché il suo assassino sia condannato.

  10. Ciskje:

    @Alberto: i poliziotti sono colpevoli punto, il ragazzo era evidentemente sotto l’effetto di stupefacenti (almeno da quel che sembra dai giornali) ed ha reagito provocando i poliziotti (salendo sul cofano dell’auto), a mio parere non si tratta di “morale”, ma di eseguire un ordine delle forze di polizia, molto semplicemente.
    Ma quel che fa veramente schifo è che il tema era: “quei luridi poliziotti hanno ucciso un bambino indifeso”, e la verità come sempre è nel mezzo.

  11. mfp:

    Ciskje, poi dici perche’ ti danno dell’ignorante… l’art. 3 comma 2 della Costituzione l’hai mai letto? E l’hai capito? Stiamo parlando delle basi eh… basi basi basi eh… non e’ un caso che l’art.3 sia toccato in quasi tutte le istanze di incostituzionalita’. Se non capisci quello non hai capito la convivenza civile in nome della quale, e solo di quella, si ubbidisce agli eventuali ordini dell’autorita’. Guarda, te lo spiego con l’esempio pratico in topic, che facciamo prima:

    “quei luridi poliziotti hanno ucciso un bambino indifeso”

    quei = 4 persone con nomi e cognomi correttamente identificati
    luridi = un omicida fa abbastanza schifo, opinabile ma e’ solo un aggettivo (non tutte le componenti logiche della frase hanno lo stesso peso)
    poliziotti = sono poliziotti
    hanno ucciso = il morto c’e’, e uno di loro ha detto alla centrale via radio che – manganelli spaccati sulla sua schiena o no – lo avevano fraccato di bastonate fino a vederlo svenuto (parole testuali di uno degli aguzzini: “mezzo morto”… s’era sbagliato solo di 0,5)
    un bambino = aveva 18 anni… si forse questa parte della frase e’ quella piu’ inesatta… tuttavia grazie all’art.3 della Costituzione taluni concetti come anche l’eta’ possono essere relativizzati per fare si che tutti, nonostante le differenze culturali e biologiche, abbiano gli stessi diritti… e cioe’ io (31) sono un ragazzino per un anziano di 80 anni… e ancora: solo 30 anni fa (circa, non ricordo esattamente) la maggiore eta’ si raggiungeva a 21 anni. Un 18enne non e’ certamente un bambino; tuttavia non e’ neanche un uomo… per dire… i pediatri per lo stato lavorano con pazienti fino a max 16 anni… siamo li’ e’… considerando 74 l’eta’ media di un uomo… 2 anni di margine e’ un errore percentuale trascurabile… e’ una parola usata propriamente solo al 95%, ti sembra un ragionamento onesto? In natura basta il 51…
    indifeso = e qui si capisce l’art.3 comma 2… l’uguaglianza formale del comma 1 non basta, serve anche quella sostanziale del comma 2… e cioe’ in una vicenda dove da una parte trovi 4 agenti adulti armati e addestrati, un ragazzo di 18 anni disarmato e’ assolutamente indifeso… che ne so… secondo te perche’ nella boxe esistono le categorie? Perche’ se prendi Tyson e lo fai combattere con un peso piuma, al primo pugno circolare che Tyson riesce a mettere a segno (evento improbabile visto che il peso piuma corre veloce, ma su 10 riprese prima o poi capita), al peso piuma si stacca la testa…

    Quella frase e’ piu’ vera di quanto pensassi, di’ la verita’.

  12. mfp:

    Non volevo essere cosi’ acido. Me ne accorgo sempre dopo aver postato… e’ che boh… sembra che stai giocando con cose su cui teoricamente bisognerebbe essere molto seri. Io scrivo per piacere, quindi magari teatro le cose per renderle un po’ piu’ piacevoli a chi legge per piacere, e sono impreciso (tipo la percentuale… 95% l’ho tirata fuori a naso… ma se fai i conti… 74-2… siamo li’), ma non scherzo mica. Che ne so, il peso massimo contro il peso piuma: non si stacca ovviamente la testa, ma un gancio di un peso massimo sul mento di un peso piuma ha veramente una elevata probabilita’ di essere letale. In particolar modo se il peso massimo e’ di poco piu’ basso del peso piuma (la forte rotazione impressa con una particolare angolazione fa si’ che, in assenza di una adeguata muscolatura del collo, porti il midollo spinale a scollarsi un po’ dalla sua sede… e quando si sposta come minimo e’ una paralisi dalla cintola in giu’). Ti prego, ragiona… a chi giova che la polizia sia conforme ai dettami costituzionali? Cristo santo, giova a chiunque, anche a te… perche’ diamine allora non scatti sull’attenti quando accadono queste cose?

  13. effemmeffe:

    Ciskje, hai ragione, ti ho dato dell’ignorante a sproposito.
    Sei molto più sul genere che imbelle, piuttosto che su quello che ignora. Direi addirittura del tipo che imbece.

  14. Ciskje:

    effemmeffe tutto qui quel che sai dire?

  15. Argo Secondari:

    Bollettino di morte delle forze dell’ordine italiane:

    20 luglio 2001 Carlo Giuliani, Genova
    26 ottobre 2005 Federico Aldrovandi, Ferrara
    27 ottobre 2006 Riccardo Rasman, Trieste
    14 ottobre 2007 Aldo Bianzino, Perugia
    11 novembre 2007 Gabriele Sandri, Arezzo
    14 giugno 2008 Giuseppe Uva, Varese
    21 ottobre 2009 Stefano Cucchi, Roma

    Vivete tutti nei nostri cuori.

 
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