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Archivio per il giorno 23 Settembre 2009


mercoledì 23 Settembre 2009, 20:23

Perché la ferrovia in Italia non funziona

Parlando ancora di ferrovie, in questi giorni ho potuto finalmente sperimentare il passante ferroviario di Milano; una infrastruttura costata tonnellate di soldi e trent’anni di lavoro, che costituisce tuttora per molti milanesi un oggetto misterioso di cui si √® vagamente sentito parlare – figuriamoci per chi viene da fuori.

In effetti, il tracciato lascia da sempre i tecnici un po’ perplessi, dato che sono riusciti a non farlo passare n√© per la stazione principale n√© per il centro citt√†. Comunque, per tutta una serie di destinazioni (Porta Garibaldi, Porta Venezia e tutta la zona est della citt√†, quella meno servita dalle metropolitane) il passante √® decisamente comodo; arrivando da Torino, si pu√≤ scendere dal regionale a Rho Fiera e di l√¨ prendere il primo treno S in arrivo in direzione centro (uno ogni 15 minuti), che lo percorre tutto; si pu√≤ arrivare in mezzo alla citt√† con il solo biglietto FS del regionale Torino-Milano – che √® valido qualsiasi sia la stazione di Milano a cui si scende, comprese le fermate del passante – o giunti in citt√† si pu√≤ usare il passante come metropolitana, con il normale biglietto urbano ATM, almeno tra Certosa e Rogoredo.

Se leggete l’ottimo sito di Stagni – un vero riferimento per tutti gli interessati alle ferrovie, gestito da una delle persone che pianificano il sistema ferroviario per la Regione Lombardia – troverete tutta la teoria, importata dalla Germania, della divisione dei servizi ferroviari locali tra suburbani, regionali ed espressi, nonch√© dell’organizzazione perfetta delle coincidenze grazie al concetto di orario cadenzato simmetrico. Ad esempio, il nodo di Novara √® stato definito come “nodo 00”, il che significa che tutti i treni o quasi arrivano a Novara poco prima dello scattare dell’ora e ripartono poco dopo, se possibile in maniera simmetrica rispetto all’ora esatta. Cos√¨, il regionale da Torino arriva ai :59 e quello da Milano ai :00, ripartendo subito dopo; essi offrono una pronta coincidenza al treno arrivato da Milano Cadorna (via SaronnoBusto Arsizio) ai :53, in entrambe le direzioni; questo treno fa capolinea a Novara e riparte ai :07, caricando a sua volta senza attese i passeggeri scesi dai regionali e diretti alle fermate locali tra Novara e Saronno.

Se fossimo in Germania, tutto ci√≤ sarebbe perfetto; peccato che siamo in Italia, dunque il risultato √® che il regionale arriva un po’ in ritardo; poi il treno per Saronno √® gestito dalle Ferrovie Nord dunque parte non al binario accanto, ma in un’altra stazione a vari minuti di distanza a piedi; e poi, visto che sono due aziende diverse, non √® possibile fare un biglietto unico da Torino per le destinazioni sulla linea delle Nord, ma bisogna farne due, di cui uno necessariamente a Novara in quei teorici sette minuti. Il risultato? Beh, ovviamente la coincidenza √® imprendibile, e se chiedete al sito Trenitalia un percorso da Torino per Galliate o Castellanza vi suggerir√† lui stesso che dovete aspettare il treno dopo, ossia un’ora e sette minuti invece dei sette minuti previsti da chi ha progettato l’orario pensando di essere in Germania.

Il passante di Milano non sfugge a questa logica, per√≤ qui l’Italia aiuta: infatti il regionale arriva a Rho Fiera ai :29, mentre il treno S passa ai :28 (il successivo √® ai :42, cio√® un quarto d’ora dopo). In Germania ci si incacchierebbe (in realt√† la coincidenza √® pensata nell’altro senso, per permettere ai pendolari locali che arrivano da Vittuone, Corbetta e Rho di salire sul regionale per andare in Centrale); essendo in Italia, per√≤, si pu√≤ dare per scontato che il treno S sar√† in ritardo, e infatti stamattina, sceso dal regionale, il tabellone lo dava come ancora da passare, con cinque minuti di ritardo. Corsa al binario, attesa, e al momento debito… sul binario in questione arriva un lunghissimo merci. Il tabellone impazzisce, il treno viene tolto dagli orari e sostituito da quello dei :42, che arriva in perfetto orario. Immagino che il treno dei :28 sia sparito nel triangolo delle Bermuda, oppure sar√† ancora l√¨ a quest’ora, chiss√†. Comunque, con il treno delle 9:42 sono arrivato via passante a Milano Dateo alle 10:02 e di l√¨ alla mia destinazione, a pochi minuti di bus, evitando la maggior parte del traffico cittadino.

Stavo pensando di provare la combinazione opposta: per tornare a Torino, invece di andare in Centrale, andare a Dateo (un quarto d’ora a piedi), prendere la S5 o S6 fino a Rho e poi il regionale da l√¨. Peccato che anche questo sia un piacere riservato all’universo parallelo che vede Milano sita in Germania: infatti, per prima cosa a Dateo non ci sono biglietterie n√© macchinette che facciano biglietti per Torino. Anche se ci fossero, per√≤, c’√® un altro problema: non saprei dove scendere, dato che prima i regionali fermavano a Rho, ora sono stati spostati a Rho Fiera (cosa perfettamente logica, dato che ci arriva la metro rossa e ogni tanto fermer√† pure l’alta velocit√†); poi, dopo le proteste dei pendolari di Rho che non vogliono cambiare le loro abitudini secolari, alcuni treni a caso sono stati riportati a fermare a Rho invece di Rho Fiera.

In altre parole, chi arriva dal passante non ha modo di sapere se scendere per aspettare il regionale a Rho o a Rho Fiera: la tipica disorganizzazione italica, derivante dall’arrangiarsi in modo da accontentare sempre un po’ tutti per non perdere popolarit√†, rende l’intero servizio inutilizzabile. Ma c’√® di pi√Ļ: per qualche imperscrutabile motivo, i due regionali per Torino del mattino – proprio quelli che sarebbero pi√Ļ utili ai pendolari – non fermano n√© a Rho n√© a Rho Fiera, e tirano dritto fino a Novara: anche qui, addio all’uso del passante, a meno di non partire molto prima e con la sola S6 (la S5 dopo Rho gira per Varese). E poi, c’√® sempre il rischio che la S sia in ritardo e che tu ti veda il regionale sfrecciare davanti senza poterlo prendere…

Credo che questo semplice quadretto vi spieghi bene perch√© le ferrovie in Italia sono in cotal declino. Non √® affatto questione di spendere migliaia di miliardi per nuove ferrovie, anche se √® ci√≤ che la lobby dei magnatori di appalti vuol farci credere. Sarebbe semplicemente questione di organizzazione, informazione, regole chiare e pianificazione accurata dei servizi mettendosi dal punto di vista degli utenti. Peccato che per noi sembri un’utopia.

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