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sabato 13 Febbraio 2010, 19:17

Rispetto (2)

La nostra società è caratterizzata indubbiamente da una grande mancanza di rispetto per gli altri: come dicevamo già l’altro giorno, ormai dilaga l’idea che ognuno debba lottare per sé e che gli altri siano dei nemici da combattere o al massimo una risorsa da sfruttare.

C’è una categoria di mancanza di rispetto che io trovo particolarmente ripugnante ed è quella verso la morte. Non è una novità: ricordo il disgusto che provai nell’agosto del 2005 quando, dopo il terribile incidente aereo del volo Bari-Djerba, La Stampa occupò la metà alta della prima pagina con una foto a colori di cadaveri galleggianti nel mare. Avrà sicuramente venduto molto, ma fu con piacere che lessi di come l’allora neodirettore Anselmi fu costretto a scusarsi il giorno dopo.

Purtroppo le cose non hanno fatto che peggiorare; per esempio, c’è una famosa videogallery di Repubblica dove appare la testa mozzata di un bimbo palestinese. Ma quello che è successo oggi mi ha davvero scandalizzato: dopo l’incidente dell’atleta georgiano di slittino morto durante le prove delle Olimpiadi, il filmato integrale è stato mandato e rimandato in televisione in ogni occasione, compresa l’apertura dei telegiornali; con tanto di primi piani, moviole e persino qualche commento “ecco qui è dove va a sbattere”; una sorta di autopsia mediatica di massa ripetuta all’infinito.

Sulla spettacolarizzazione della morte, così come sulla presunzione/ossessione di invulnerabilità dell’uomo moderno, sono stati scritti interi volumi; ma è bene cercare, almeno noi, di non farci mai l’abitudine.

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4 commenti a “Rispetto (2)”

  1. Fabio Varesano:

    Anche qui mi trovo assolutamente d’accordo con te.. fare audience con la morte di un ragazzo lo trovo disgustoso.

    Per quanto mi riguarda io non ho neanche avuto il coraggio di guardare..

    A me restano inoltre un bel po’ di dubbi sull’accaduto.. sicuramente quella pista ha dei problemi di sicurezza: sembra che gli stessi atleti lo avessero fatto notare..

  2. Gian:

    Gentili pensatori provo a dare un mio modesto contributo su quanto riportato .
    Partiamo da un presupposto banale : se abbiamo rappresentanze politiche cosi’ becere e’ perche’ sono espressione del loro popolo ;se vediamo quelle cose e’ perche’ sono espressione dell’utenza che le alimenta .

    E quindi che facciamo ?

    Mio zio ha sempre fatto i salumi in casa … quando “i miei vecchi” vivevano in cascina allevavano i maiali per poi farne salami ,salsicce ecc …

    Bene , una volta mio zio ottantenne mi ha detto che i maiali alimentati a “patate” restituiscono dei salami pessimi che andranno a male perche’ la carne “fa acqua” .

    Adesso io lo so e ,se mai allevero’ suini in futuro ,sapro’ che bisognera’ tenerne sotto controllo l’alimentazione (per esempio non somministrando patate prima della macellazione) .

    Cosa c’entra questo aneddoto con la televisione ?
    Semplicemente che il popolo va alimentato bene se si vuole che progredisca ,l’educazione e’ tutto ,senza educazione non si va da nessuna parte .
    Quando vediamo un film di Hitchcock ne siamo inluenzati emotivamente ma di immagini cruente neanche l’ombra .
    Avete mai visto un amplesso dettagliato con penetrazioni nelle serate RAI (al posto di Porta a Porta per esempio ) ?
    In questo caso la censura e’ applicata in toto eppure nessuno fiata ,nessuno esprime un disappunto in merito (perche’ la morale accetta ) .
    La parola d’ordine dev’essere educazione civica…intesa come educazione delle forme di governo ,dei cittadini …morale ed etica al posto di liberta’ decantata in ogni salsa (anche nei nomi dei partiti) .

    Con sincerita’
    Gian

  3. vb:

    Sono d’accordo e anzi penso che questo sia il nodo cruciale: un popolo si comporta così come è stato educato a comportarsi. Mi ha sempre dato fastidio l’attitudine della sinistra a “educare le masse” ritenendosi intellettualmente superiore a loro, però bisogna anche dire che se i comportamenti virtuosi non sono trasmessi dall’educazione diventa poi molto difficile farli passare tramite altre forme (incentivi economici, leggi ecc.).

  4. Gian:

    Gentile Vittorio ognuno ha la sua storia ,ognuno vede il mondo con occhi propri , il confronto e’ espressione di liberta’ e di apprendimento .
    Convengo con te che l’educazione delle masse non puo’ essere interpretata come quella descritta da Orwel in 1984 ,ne tanto meno come quella dei catechismi cattolici ,in entrambi si intravade lo spettro dell’imposizione .
    Penso che una societa’ democratica (ovvero organizzata dalle scelte del popolo) debba avere genti mediamente interessate alla vita sociale ,una vera e propria utopia per il nostro paese .
    Tuttavia conosciamo (+/-) il nostro passato e il nostro presente ,se vogliamo progredire dobbiamo porci degli obbiettivi per il futuro : liberta’ del soggetto ovvero autonomie nelle scelte .
    Difficilissimo da realizzare ,ma almeno per rispetto di nostra Madre Terra , dobbiamo fare qualcosa …
    che cosa ?
    secondo me I media di massa sono la vera droga del nostro popolo …si deve partire di li per voltare pagina .

    Lo faremo ?
    direi proprio di si …forse il prezzo che dovremo pagare sara’ un collasso della nostra comunita’ ma dopo l’inverno viene sempre la primavera .

    con sincerita’

    Gian

 
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