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giovedì 18 Febbraio 2010, 10:21

Una notte di ordinaria follia

Pubblico abbastanza spesso qualche riassunto di ciò che accade in Valsusa, dato che ciò che scrivono i giornali è parziale e spesso edulcorato. Chi non è addentro alla vicenda della TAV, chi si limita a leggiucchiare i giornali, probabilmente penserà che sono impazzito anch’io e che sto diventando un estremista; la verità è che più si va avanti a rimuovere gli strati di menzogne e di coperture che pesano su tutta questa vicenda e più si sente l’esigenza impellente di far sapere agli altri ciò che accade davvero, mettendo insieme i tanti racconti individuali che trovate su Facebook, ormai l’unico media non censurato che abbiamo.

notav-17012010.jpg

Questa signora è uno dei pericolosi black bloc anarco-insurrezionalisti che ieri hanno provocato violenze e sono stati giustamente puniti a manganellate (così dicono La Stampa e la polizia). E’ di Villarfocchiardo, nota base del terrorismo internazionale. Ieri, insieme ad alcune centinaia di persone, era scesa in corteo dall’autoporto di Susa fino al luogo del sondaggio di Coldimosso, avviato ieri nel modo che già abbiamo raccontato (ora c’è anche un video); prima per la strada, poi per i boschi, per aggirare il blocco della statale già effettuato dalla polizia (e non dai manifestanti).

Il corteo era stato deciso in assemblea, con lo scopo di bloccare i lavori pacificamente, mettendosi tutti attorno alla trivella. Verso le 19 però la manifestazione viene accolta da un cordone di polizia, che presto comincia a caricare. In Italia le “cariche di alleggerimento”, in genere, funzionano così: i poliziotti corrono tutti in avanti e aspettano che qualcuno cada o inciampi, poi lo isolano, lo tengono a terra e lo picchiano in cinque o in dieci. Ieri, oltre alla signora, è capitato a un ragazzo di Torino, Simone, che ora è in prognosi riservata; inizialmente temevano che rimanesse paralizzato alle gambe, ma pare che abbia avuto una emorragia cerebrale e sia per questo in pericolo di vita. Naturalmente i giornali parlano anche di “due poliziotti feriti” che però nessuno ha visto.

Dopo la carica c’è sempre un momento in cui torna la calma; in questo momento qualcuno racconta di essersi sfogato con i poliziotti chiedendo il perché di un simile trattamento, e che qualcuno dall’altra parte della barricata abbia gridato “lo conosciamo”. Simone è un anarchico torinese e si sa che gli anarchici a Torino sono in lotta da anni, con tanto di sfogo del prefetto sul fatto di non riuscire a trovare abbastanza prove per farli finire in galera. E’ possibile che qualcuno dei poliziotti o dei loro capi, nella confusione di ieri, si sia voluto prendere qualche rivincita su Simone e sulla magistratura “buonista”; e l’hanno quasi ammazzato.

Tornata la calma, i poliziotti hanno cercato di portarsi via questo ragazzo verso chissà quale caserma o scuola Diaz del momento (ricordando che il capo delle operazioni di polizia in Valsusa è il vicequestore Spartaco Mortola, lo stesso del G8 di Genova), caricandolo su una normale barella, come se non fosse a rischio di paralisi; per fortuna sono stati fermati ed è arrivata una vera ambulanza, che lo ha portato all’ospedale di Susa. Mentre lo curavano, i poliziotti sono arrivati anche lì, per cercare di arrestarlo; sono stati mandati via dagli stessi medici.

Nel frattempo la valle è bloccata, questa volta dai manifestanti, concentrati presso lo svincolo dell’autostrada di Chianocco.

chianocco-17012010.jpg

Il blocco si apre solo per far passare l’ambulanza che porta il ferito alle Molinette. Anche lì, mentre è in terapia al pronto soccorso, arriva la Digos, entra dentro senza riguardo per i medici e per tutti gli altri malati, ma viene di nuovo cacciata. Arriva l’avvocato e il ferito viene portato in reparto.

In valle la tensione è altissima; una colonna di camionette viene bloccata sulla statale, a Bussoleno poco dopo mezzanotte ci sono altre cariche e altri lacrimogeni. Credo che queste immagini arrivino da lì:

A Torino, un gruppo di persone cerca di bloccare simbolicamente la distribuzione della prima edizione de La Stampa; il blocco dura un’oretta e poi si scioglie. Stamattina alle 11 ci sarà un presidio di protesta sotto la Rai in via Verdi.

Ciò che veramente bisogna fare però è astrarsi un attimo dal racconto degli scontri e pensare: perché? Da settimane, ci sono circa 2000 agenti che soggiornano negli alberghi della periferia ovest di Torino; ognuno di essi costa al contribuente circa 300 euro al giorno; il costo totale per le nostre tasche di questa buffonata dei sondaggi, solo in spese di polizia, è probabilmente tra i 10 e i 20 milioni di euro. Lo svantaggio è visibile: al di là di tutte le ragioni contro la Tav, questo progetto comporta una valle militarizzata – per vent’anni, se si volesse veramente fare l’opera -, feriti, tensioni. Che cosa può mai esserci di così importante nel progetto di questa ferrovia tanto da rendere tutto questo accettabile, a parte l’arricchimento di chi comanda?

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26 commenti a “Una notte di ordinaria follia”

  1. vb:

    Un video con alcune immagini delle cariche di stanotte:
    http://www.youtube.com/watch?v=XiPaHWhu6YM

  2. Alessio:

    L’unica cosa vergogonosa è che un pugno di esagitati tenga in scacco lo Stato, non può essere tollerato che una minoranza della minoranza impedisca lo sviluppo di un progetto che interessa milioni di cittadini e che comunque è già stato deciso secondo le regole democratiche.
    Questi patetici ocntestatori vanno fermati in tutti i modi e pggio per loro se ne subiscono le conseguenze, se le sono cercate. Saluti

  3. carlo:

    Regole Democratiche?
    A me non pare, anzi, ma perchè su questa TAV non si fa un referendum popolare con gli osservatori OSCE per verificare la correttezza del voto? Ne vedremo delle belle

  4. vb:

    Qualche notizia sulle condizioni della signora:

    “”Scusa se ti disturbo, ma siccome sei la persona a cui fanno più domande volevo precisare che a mia moglie hanno diagnosticato non solo il setto nasale rottoma anche tutte le ossa del naso, infossamento dello stesso, rottura scomposta dell’osso della guancia e l’asimmetria oculare denota la frattura del margine orbitario di un occhio, nonché dice il dottore, brutto taglio sul naso e grave ferita e trauma al cranio ematomi sulle dita braccia gambe ecc.
    Tutto questo te lo dico così a chi ti chiede saprai rispondere meglio.
    Un’altra cosa è che stamattina farà una visita ginecologica perché dicono ci si un versamento di n’ovaia, ne avrà sicuramente per un pò, ma non per questo cambiamo idea
    saremo sempre più NO TAV.
    Stamattina devono decidere quando operarla.”

  5. gridavabasta:

    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/139802/

  6. Gian:

    Gentile Alessio vorrei chiederti di voler “sviscerare” le tue critiche e i tuoi dubbi in merito all’argomento perche’ vorrei cercare di capire meglio .
    Poiche’ e’ chiaro che nessuno possiede l’esclusiva sul “da farsi” (solo nelle dittature avviene) e altresi’ vero che tu hai evidenziato delle critiche in un blog che e’ palesemente di parte .
    Per fare un’analogia e’ come se fossi andato nella curva “maratona” a tifare per la juventus :-).
    hai scritto :

    1° “L’unica cosa vergogonosa è che un pugno di esagitati tenga in scacco lo Stato”
    Per esagitato intenderai “super agitato” .La super agitazione e’ tipica dell’aggregazione delle folle ,riunite nel nome di un obbiettivo comune .
    Nella mia vita lavorativa ho partecipato (dalla parte dell’azienda) a gestire piccole rivolte di lavoratori che erano uniti per fronteggiare iniziative aziendali scomode a loro .
    Sicuramente rircorderai il detto “l’unione fa la forza” che ,nei casi che ho trattato in passato ,e’ stato risolto con un altro detto : “divide et impera” !
    Per dividere basta “rompere il gruppo” evitando che si possa ingigantire ed essere incontrollabile .
    Un metodo e’ di portare dalla propria parte i capi carismatici della rivolta (pensa ai sindacalisti che passano ad incarichi gestionali nelle aziende) e di far perdere visibilita’ dall’esterno (nessun media ne deve parlare) .

    “un pugno” di persone non puo’ tenere “nel sacco” (almeno secondo me) una struttura cosi’ imponente (lo Stato) .
    Semplicemente lo stato procede in modo cauto …esasperiamo la situazione : supponi che la polizia incomincia a sparare sul gruppo .
    Passerebbe dalla parte del torto …agli occhi del popolo italiano (penso anche ai tuoi occhi) ,agli occhi dell’Europa (sarebbe difficile tenere nascosta una notizia simile) .
    bene …allora mentre questo gruppo protesta sicuramente qualcuno dell’ente Statale sta pensando al da farsi .

    2° “non può essere tollerato che una minoranza della minoranza impedisca lo sviluppo di un progetto che interessa milioni di cittadini”

    su questa tua affermazione avrei alcune perplessita’ ,poiche’ di fatto viene tollerato e quindi (poiche’ la struttura Statale e’ organizzata e pensante) ci dobbiamo chiedere il perche’ di questo .

    se una azione va a meta’ ci sara’ sempre un perche’.

    Come detto sopra la polizia non puo’ sparare ,non puo’ usare il pugno di ferro ; questo ,ripeto, non perche’ in Italia i poliziotti sono “figli dei fiori” ma perche’ la nostra costituzione sancisce delle macro regole a cui gli appartenenti si devono attenere :

    ART 21 della costituzione :”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

    3° “impedisca lo sviluppo di un progetto che interessa milioni di cittadini e che comunque è già stato deciso secondo le regole democratiche” .

    Alessio , cosa intendi per progetto che interessa milioni di cittadini (anche i calabresi e i pugliesi )?
    Scusami ma purtroppo qui mi devi spiegare bene altrimenti non riesco a darti un mio contributo .
    Democratico ,come tu certamente saprai ,deriva dal greco “demos” (popolo) e cratos (potere) .
    Questo non vuol dire che milioni di cittadini hanno a casa un pulsante dei quiz di Mike Bongiorno ,dove di volta in volta esprimono il loro parere su tutto .
    Al contrario vuol dire che ,dei rappresentanti ,votati direttamente dal popolo perche’ ne facciano gli interessi, si occuperanno loro di fare da tramite per le scelte del paese .
    e’ qui c’e il vero nocciolo della questione : la fiducia e l’onesta’ .
    Una volta da me si diceva : “a val pi na parola d’in vei che mila scrit” (scusate la grammatica) .
    perche’ l’anziano rappresentava la saggezza , in anni di esperienza aveva acquisito la stima della sua comunita’ .
    Da quando sono arrivati i “soldi” il detto si e’ modificato in “pena et giri a tlu fichu en ti ciap” (scusate la grammatica).
    concordi con me su questa cosa ?
    siamo sicuri che i rappresentanti siano onesti?
    se non ne siamo sicuri allora dobbiamo rimettere in gioco tutto , perche’ non siamo piu’ nella condizione di democrazia .

    certo di un tuo riscontro colgo l’occasione per augurarti un lieto fine settimana .
    con sincerita’

    Gian

  7. Mir:

    A me in questi casi viene sempre in mente il lugubre motto : “Ogni popolo ha i governanti che si merita”.

  8. claud:

    Oggi in Italia solo il 9,4% delle merci viaggia sui treni contro l’11,25% del Regno Unito, il 14,4% della Francia e il 20,7% della Germania (la media europea è intorno al 17%).
    Il trasporto su gomma significa inquinamento, rumore, smog, consumo del territorio.
    Il trasporto su rotaia ha indubbiamente un impatto minore sull’ambiente, è più efficiente (se le ferrovie funzionano) e meno costoso.
    Adeguare la nostra rete ferroviaria significa quindi non solo migliorare il sistema dei trasporti e favorire la crescita economica ma anche garantire un ambiente migliore ai cittadini.
    Questo l’hanno capito in Francia, in Svizzera, in Germania, anche gli ambientalisti.
    In Val di Susa invece qualcuno non l’ha ancora capito e le rotaie non le vuole, neanche sottoterra.
    E’ un vero peccato, non solo per loro ma anche per i torinesi, i milanesi, i romani e – perché no? – i napoletani e i calabresi.

  9. Luca:

    Claud in Val di Susa la ferrovia c’è già ed è anche fortemente sottoutilizzata e le previsioni sono di una diminuzione del traffico di merci su quella tratta quindi non vedo proprio il bisogno di devastare una valle (che tra l’altro è amiantifera, al primo buco tutte le polveri arrivano fino a Torino) se non i grossi e disonesti guadagni per i soliti 4 gatti…

  10. robxyz:

    @Claud, la domanda da porsi è se quel 9,4% potrebbe aumentare anche subito ma da noi mancano le risorse ferroviarie oppure se già ora la rete ferroviaria potrebbe sostenere una percentuale decisamente più alta ma qui viene privilegiato il trasporto su gomma e la rete ferroviaria di cui siamo già dotati resta sottoutilizzata. Questo è il vero punto da cui partire per analizzare la questione si TAV / no Tav, a mio giudizio.

  11. claud:

    @ Luca, la presenza dell’amianto in Valle di Susa è stata ampiamente studiata e si è appurato che i previsti lavori non costituirebbero un rischio per la salute pubblica, ovviamente adottando le adeguate misure di sicurezza.
    Il tema del pericolo amianto nella valle continua però ad essere riproposto: non sarà per una mancanza di informazione corretta da parte dei mass media?
    Lo stesso vale per la presunta adeguatezza della rete ferroviaria, la sottoutilizzazione eccetera, altri argomenti spesso citati.

    A proposito della questione amianto invito a leggere le conclusioni del convegno organizzato nel maggio 2006 dalla Società Geologica Italiana e dall’Accademia delle Scienze di Torino. Ecco alcuni stralci:

    “Per quanto riguarda l’amianto, in Valle di Susa il detrito contenente amianto, da smaltire con le cautele riservate ai materiali nocivi, è valutato in un volume inferiore a 300.000 metri cubi, anche secondo le valutazioni più caute. Alla luce di ciò le eventuali variazioni in più o in meno rispetto al volume previsto diventano un problema di bilancio economico del progetto, ma non di salute pubblica. La quantità di fibra in gioco è di alcuni ordini di grandezza inferiore rispetto a quella prodotta, nell’adiacente Valle di Lanzo, dalla miniera a cielo aperto di Balangero, che nell’arco di decenni ha abbattuto e macinato (a secco) milioni di metri cubi di serpentina ad alto tenore di fibra (> 3%) senza che questa attività abbia avuto un qualche riscontro epidemiologico nei paesi a valle; la stessa cosa vale per la cava (pietrisco di serpentina) tuttora attiva a Caprie. I moderni metodi di monitoraggio e di scavo (che prevedono l’abbattimento delle polveri in acqua e il loro filtraggio) consentono la messa in sicurezza”.

    “La situazione della Valle di Susa risulta pertanto non dissimile da quella che è già stata incontrata, e affrontata con successo, in altri casi, per esempio nello scavo del tunnel del Lötschberg in Svizzera. I dati geologici a dispo- sizione consentono quindi di concludere che nella Valle di Susa non esiste un rischio prevedibile per la salute pubblica che possa derivare dalla presenza di quantità ec- cessive né di amianto né di uranio. Quello che invece si pone, e che è lungi dall’essere risolto, è piuttosto un pro- blema di corretta informazione e di comunicazione dei ri- sultati delle ricerche scientifiche già condotte: su questo terreno si auspica una più incisiva azione delle ammini- strazioni locali a tutti i livelli, dalla Regione ai comuni interessati, e dei mass media”.

  12. Luca:

    @ Claud: come giustamente fai notare l’amianto non rappresenta un problema se si adottano le adeguate misure di sicurezza ma sappiamo bene che in Italia questo non si fa puntando sempre al massimo risparmio.
    Il fatto che l’attuale linea ferroviaria sia sottoutilizzata non è una non-verità propinataci dai media, anzi i media esulano proprio sull’utilizzo della linea perchè se dessero 2 numeri su quanto la linea è utilizzata e quanto potrebbe essere utilizzata la gente contraria alla TAV aumenterebbe a dismisura.
    In internet trovi parecchi grafici che spiegano benissimo la situazione attuale della linea ferroviaria, ad esempio qui: http://www.t5s.org/campagne/notav/

  13. claud:

    @ Luca: il grafico della pagina che citi non mi sembra affatto convincente.
    Evidenzia un “netto calo del traffico merci” sulla ferrovia del Frejus, per dimostrare che non serve la Tav, ma evita di precisare che dal 2002 su quella linea sono in corso lavori di risagomatura delle gallerie e altri adeguamenti, in conseguenza dei quali i treni sono stati costretti a viaggiare a binario unico in galleria dal lato francese con un limite di velocità di 40 chilometri all’ora e chiusura totale per 5 o 6 ore al giorno.

  14. claud:

    A proposito delle misure di sicurezza che in Italia spesso vengono trascurate in nome del profitto, le amministrazioni locali e le associazioni di cittadini possono e debbono controllare che invece le regole siano rispettate.
    Questo mi sembra un compito importate ed utile, più che opporsi pregiudizialmente alle nuove opere.

  15. simonecaldana:

    claud: e questo cosa comporta? hai evidenza del fatto che in conseguenza di cio’ la linea dal 2002 e’ effettivamente satura?

  16. Piero:

    claud, hai ragione nel rispetto delle regole e delle misure di sicurezza. Voglio però farti notare che, quando in un gioco, le regole e il rispetto delle norme di sicurezza assumono aspetti tali da essere assurde e illogiche, quando non controproducenti, chi gioca smette di giocare. E se da quel gioco dipende la tua sopravvivenza e quella di altre persone, comprendi che tirare la corda più di tanto, secondo me è da stupidi.

  17. claud:

    @simonecaldana: il grafico vuole dimostrare che non c’è necessità di un’altra linea (la Tav) perché la linea attuale basta e avanza, in quanto il traffico non è in crescita ma è addirittura in calo.
    Il ragionamento potrebbe avere un senso se la diminuzione del traffico dipendesse da un calo strutturale della domanda di trasporto merci. Se invece dipende da un fatto contingente di altra natura, come i lavori in corso sulla linea, allora il ragionamento cade.
    Quindi non si può concludere (come fanno gli autori della citata pagina No Tav) che “una previsione di crescita esponenziale è assolutamente priva di credibilità e già smentita dai fatti.”

  18. vb:

    Claud: Continuo a non capire. Il tuo ragionamento avrebbe senso se ci fossero milioni di container che premono ad Orbassano per andare attraverso il Frejus in treno, e non potessero essere accomodati perché a causa dei lavori la capacità della linea è ridotta. La realtà è che anche a capacità ridotta la linea è comunque molto sottoutilizzata: basta mettersi in valle e contare i merci che passano, non c’è certo una serie di treni merci accodati uno dopo l’altro… Non sono dunque i lavori che limitano il traffico sulla linea, né un rallentamento per qualche chilometro fa grande differenza sulla competitività di un trasporto di merci a lunga distanza. Lo stesso fatto che i lavori siano in corso dal 2002 senza grande fretta di finirli dimostra che non provocano nessun serio disturbo all’uso della linea…

  19. claud:

    C’è un modo efficace e sicuro per aumentare il traffico ferroviario e contemporaneamente diminuire quello (molto più inquinante) su gomma: impedire il passaggio dei Tir nelle tratte di valico, come succede già in Svizzera e in Austria.
    Si carica l’automezzo sul treno in un terminal, il treno attraversa le Alpi e riscarica l’automezzo dall’altra parte.
    Così si tolgono i Tir dalle strade e si rendono molto più vivibili le nostre vallate.
    Questo però non si può fare sull’attuale linea del Frejus, a causa delle pendenze eccessive, delle curve troppo strette, ecc.

  20. vb:

    Claud: Evidentemente non sei bene informato :) Il servizio per cui si carica l’automezzo sul treno a Orbassano, lo si porta col treno e lo si scarica oltre le Alpi in Francia si può fare anche con la linea attuale, tanto è vero che c’è già: si chiama Autostrada Ferroviaria Alpina.

    Peccato che nonostante le pesanti sovvenzioni viaggi completamente vuota, in quanto la domanda per un tale servizio non c’è…

  21. Mir:

    Secondo me l’opera puo’ servire, anche se al momento lo stato attuale dell’economia globale e la tendenza dell’Italia a privilegiare il trasporto su gomma la rendono apparentemente un’opera inutile.
    Per quanto riguarda l’uranio e l’amianto, occorre manipolarli correttamente (non hanno gia’ effettuato variazioni di tracciato per minimizzare questo aspetto?).
    Se pero’ iniziamo a pensare che “tanto in Italia i lavori vengono tutti fatti alla cazzo” vuol dire che ci siamo arresi all’idea di vivere in una repubblica delle banane.
    Potra’ anche sembrare cosi’, ma a me e’ una prospettiva che non va bene, e manterro’ la mia mente in the “shape of mind” che qualcosa possa cambiare, a partire dai comitati, che io chiamerei piuttosto “Comitati per una TAV che funzioni e non crei danni; siamo qui a rompervi le balle costantemente occhio a come progettate e costruite..”.
    Per il resto, se si e’ contro a prescindere o pro a prescindere, non mi trovo d’accordo.

  22. claud:

    @vb
    Ma il traffico di valico oggi è vietato per i mezzi pesanti?
    No! Se lo fosse (e non solo sul Frejus) vedresti che la domanda ci sarebbe, eccome…
    Se gli autotrasportatori possono andare più veloci e a minor prezzo in autostrada, perché dovrebbero viaggiare a 50-55 km all’ora sull’Afa?

  23. vb:

    Claud: Sono d’accordo con te. Dunque perché non hanno vietato il traffico pesante sull’autostrada già 10 anni fa? La linea attuale è semivuota, il servizio di cargo ferroviario c’è e gira vuoto… bastava mettere il divieto.

    Il problema è che un divieto del genere gli attuali governanti non lo vogliono fare perché l’autotrasporto è una lobby pesantissima che nessuno vuole scontentare. Potrebbe esserci anche una ferrovia a 18 binari tutta dritta, ma in Italia di divieti ai TIR non se ne parla… la ferrovia resterebbe vuota e i TIR continuerebbero a viaggiare indisturbati.

  24. Silvia:

    Scusate se mii intrometto.
    Il sottoutilizzo della linea ferroviaria storica, è stato accertato e documentato nei documenti dell’osservatorio tecnico. Grafici o non grafici, su carta governativa è stato scritto che è sottoutilizzata e anche che potrebbe essere utilizzata al meglio.
    Il punto secondo me, sta nel fatto che le merci non ci sono, sono in diminuzione e non ci saranno. Né con un potenziamento della linea storica, né con una nuova costruzione tav.
    Chi vuole il tav dice che aumenteranno in maniera esponenziale, ma questa è un’ipotesi che va contro ogni buon utilizzo di dati statistici!!

  25. Silvia:

    @Claud: il calcolo esponenziale non è mai credibile, e non viene preso in considerazione dai tecnici. E’ solo una trovata pubblicistica della questione. Se tu parli di aumento esponenziale con qualsiasi tecnico, si mette a ridere.

  26. Silvia:

    Tra l’altro, giusto per rinverdire un po’ la storia ai nuovi arrivati: quado fu costruita l’autostrada del frejus, la Valle non la voleva e chiedeva un potenziamento della linea ferroviaria. Dissero che no, che ci voleva proprio l’autostrada. Ora se ne spuntano con i treni, ma guarda un po’ ci vuole proprio una linea nuova. Anche questa porterà un sacco di lavoro, come no, proprio come l’autostrada e le olimpiadi. Siamo ancora tutti qui a lavorare.

 
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