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sabato 6 Marzo 2010, 11:50

Meglio metterci la faccia?

Oggi dovrei parlare della schifezza che è avvenuta stanotte ma non credo nemmeno che ce ne sia bisogno, è chiara a tutti no? Del resto, come sentii dire al radicale De Lucia durante la presentazione del suo libro Il baratto, già a fine anni ’80 la rivistina della corrente migliorista del PCI, di cui Napolitano era il capo, viveva grazie alla sponsorizzazione di Berlusconi: De Lucia raccontava di speciali sulle trasferte del Milan inseriti in mezzo ai numeri della rivista…

Voglio invece parlare di un’altra questione che mi tormenta da qualche giorno, e precisamente da quando uno dei miei colleghi di lista, navigando su Facebook, si è trovato davanti a un banner a pagamento di un altro nostro candidato, con tanto di faccione suo affiancato a quello di Beppe Grillo e scritta “VOTA (cognome)”. Io lì sono esploso: mi sono infuriato e ho scritto a tutto il gruppo che se questo genere di cose era tollerato io piantavo baracca e burattini su due piedi.

Sono infatti convinto che sia giusto dare spazio anche alle singole personalità e ai singoli candidati, ma che uno dei mali della politica attuale sia proprio questa ossessione di faccioni che ci guardano dai muri (fino al giorno della presentazione delle liste, perché dopo è vietato a parte nei tabelloni sui corsi) e che ci chiedono di votarli con slogan di tre parole privi di senso – spesso nemmeno con quelli, ma solo per il sorriso. Non avrei mai pensato che uno di noi potesse anche solo concepire, mentre lottiamo con le scarse risorse che ci rendono difficile anche solo far sapere che la lista esiste, di spendere tempo e soldi a farsi propaganda personale con le stesse modalità dei politici dei partiti: del resto, se avete seguito la campagna elettorale delle provinciali dello scorso anno (con il sottoscritto come candidato presidente) avrete notato che il mio volto e persino il mio nome non sono apparsi mai, né su un volantino né su un manifesto.

Dopodiché ne è seguita una lunga e accesa discussione, in cui però mi hanno fatto notare che la propaganda personale funziona; che tante persone magari poco convinte del nostro candidato presidente (che ha una immagine che definirei “peculiare”) potrebbero però votarci per conoscenza diretta o per apprezzamento di uno degli altri candidati (dunque serve non solo il nome ma la faccia, dato che sono molte più le conoscenze “di vista” di quelle basate su nome e cognome). Del resto, questa è una delle poche elezioni dove ancora sopravvive la preferenza, dove si può scrivere il cognome del candidato preferito e scegliere l’eletto da una lista non bloccata.

A questo punto mi sono chiesto cosa fare e sono arrivato alla conclusione opposta: forse è meglio se ogni candidato si fa propaganda personale in ogni modo possibile, con questo massimizzando il risultato complessivo di tutta la lista. E però, quella sensazione di disgusto per l’idea di bruciare soldi in santini e volantini personali, di vedere in giro facce in posa fintamente sorridenti anche per il nostro gruppo, mi resta. E anche tra di noi la discussione è rimasta accesa, perché chi invece resta fedele all’idea di un “gruppo senza volto” non può accettare una cosa del genere. Peraltro, noi siamo veramente un movimento: non abbiamo un “comitato centrale” o direttivo che possa facilmente dettare regole o imporre scelte di qualche genere, di solito si procede per consenso.

E dunque, essendo in dubbio, mi rivolgo a chi legge: dato che la politica passa ma le relazioni (anche quelle con chi legge questo blog da anni) restano, e la mia credibilità e la mia reputazione sono molto più importanti di un risultato elettorale, voi cosa ne pensate? E’ meglio che non mi faccia alcun tipo di propaganda personale, a prezzo di vedere andare sicuramente più avanti quelli che invece se la fanno e magari di far perdere un po’ di voti alla lista? E’ meglio che tiri fuori i risparmi e faccia vedere in giro il mio nome e la mia faccia, mobilitando amici e conoscenti? O è meglio una certa via di mezzo, che è quella che mi attira di più: ad esempio fare propaganda personale ma senza faccia o con la faccia piccola in un angolino, centrandola soprattutto sulle idee e sul programma, che poi dovrebbero essere l’aspetto centrale di una elezione?

Purtroppo, lo confesso apertamente, in una cosa del genere entrano in gioco anche un po’ di autostima e un po’ di vanità. Hai fatto tante rinunce professionali e personali, hai lavorato volontariamente per mesi giorno e notte, adesso arrivi al dunque e non solo il numero di voti della lista, ma anche il numero di preferenze personali, saranno un po’ una misura di quanto le persone apprezzino ciò che fai e ciò che dici (anche se principalmente misurano quanto hai da spendere in pubblicità… ma non del tutto, io sono convinto che la pubblicità tradizionale dei politici provochi ribrezzo mentre un buon messaggio anche se poco visto raccolga subito consensi là dove arriva).

D’altra parte, non basta dire di voler essere diversi dagli altri, bisogna esserlo veramente. In fondo, uno dei primi e più importanti punti del nostro progetto è il voler essere “dipendenti dei cittadini”, al loro servizio. E allora, ditemi voi che ne pensate.

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13 commenti a “Meglio metterci la faccia?”

  1. Lobo:

    Vibbi, c’e’ il momento per propugnare un messaggio, e c’e’ un momento per raggiungere un risultato. Se i santini di uno dei candidati possono portare anche solo un voto, tanto meglio.

    Anche se, in una situazione del genere, santinerei solo il capolista.

  2. valeskywalker:

    Vittorio, sei in ballo e quindi a questo punto non ti conviene smettere di ballare, potresti essere l’unico a perderci di tutto il tuo gruppo. Se eravate tutti uniti e compatti aveva un senso, ma ora che comunque qualcuno ci ha messo il faccione, tanto vale che ce lo mettiate tutti, molta gente preferisce votare per qualcuno che ha un volto piuttosto che per qualcuno che ha un programma, perché le persone hanno poca memoria. Non sprecare troppe risorse ma se devi fare santini e volantini, mettiti faccione, simbolo in alto in uno degli angoli e un paio di righe programmatiche sotto in piccolo (eviterei anche io gli slogan di 3 parole tipo solecuoreamore)
    in bocca al lupo!

  3. AlePollon:

    A questo punto voto per la faccia “attiravoti”. Magari non il faccione, ma una foto profilo come ormai i tuoi lettori sono abituati a vedere sui tuoi portali.

    La critica che mi facevano i più, sulla lista 5stelle alle provinciali, era proprio quella di non capire da chi fosse impersonata.

  4. CLAUDIA S.:

    TROVO CHE SEI LA PERSONA PIU’ IDONEA A RIVESTIRE L’INCARICO DI CONSIGLIERE REGIONALE E SPERO TANTO CHE TU CE LA FACCIA! CHI RUOTA INTORNO AL MOVIMENTO A 5 STELLE TI DOVREBBE GIA’ CONOSCERE ABBASTANZA DA NON FARSI INFLUENZARE DA PROPAGANDA DI FACCIATA. CHI TI HA VOTATO PER LE COMUNALI, TI VOTERA’ ANCHE ADESSO, COME FARO’ IO! NEL MOVIMENTO A 5 STELLE DI TORINO VEDO IN PRIMIS IL TUO VISO, SENZA CHE TU TI SIA MAI FATTO PUBBLICITA’ PERSONALE, QUINDI NON SERVE UN VOLTO CHE APPARE PER UN PERIODO, MA UNA PRESENZA SEMPRE COSTANTE E SULLA QUALE SI PUO’ CONTARE!
    MEGLIO METTERCI LA FACCIA? NO MEGLIO METTERCI SEMPRE TUTTO SE STESSO!
    VOGLIAMO PERSONE AFFIDABILI, NON BELLE FACCE!
    FAGLIELA VEDERE A STI SOLITI PARTITI CHE PUOI FARE LA DIFFERENZA!

  5. Luca:

    Il mio consiglio è quello di non mettere la faccia ma solo il nome e poi una sintetica esposizione di quello che è lo statuto del Movimento 5 Stelle con i riferimenti alla situazione piemontese in questo caso delle elezioni regionali.
    Insomma far capire alla gente ciò che si vuole realizzare in maniera molto pratica evitando i soliti slogan propagandistici e falsi dei politici di professione in modo da distinguersi proprio da questi ultimi.

  6. Hayabusa:

    Concordo con Lobo: Purtroppo la faccia serve. La rassicurante, sorridente e spesso finta faccia serve per l’uomo (e donna) della strada.

    Se non servisse non si spiega perché tutti i politici di professione investano in professionisti dell’immagine.

    Io posso anche votare conscio delle idee che un movimento rappresenta, cosa che non è vera per la maggioranza dei votanti, ma dovendo (o volendo) esprimere una preferenza, scrivo un nome “noto”… un po’ come uno compra i biscotti del Mulino Bianco perché “li ha già sentiti nominare, e se sono famosi sono anche buoni”. Un principio base della pubblicità, insomma.
    L’han capito benissimo certi politici piemontesi dal nome impronunciabile che, però, tutti conoscono (il nome, non il politico o quello che fa/ha fatto)

    Ma in fondo già lo fate mettendo “beppegrillo.it” nel simbolo: a che serve se non ad attirare voti? E’ quasi equivalente…

    Un po’ di facce rassicuranti in giro non fanno troppo male,basta non esagerare. In questo, nuovamente, sarei tendenzialmente anch’io della fazione “mettiamoci la faccia del capolista per tutti”, ma dopo aver visto la summenzionata faccia sul giornale, sarei più per il “lasciate perdere e tenetelo ben nascosto”.

    Per carità…. sono convintissimo che sia la persona migliore del mondo, la più impegnata e giusta che si possa trovare sulla piazza, se no non l’avreste messo capolista, ma sembra uscito ieri da una barricata del ’68: la madama piemontese non lo voterà nemmeno se fosse l’unico candidato (e vi risparmio i commenti della mia mamma al riguardo)

    Ahinoi: al giorno d’oggi non bastano le idee, serve anche l’immagine. E su questa c’è veramente da lavorare un sacco.

  7. Mike:

    Se puoi permetterti una stampa in quadricromia, io la faccia ce la metterei.
    Anzi: io proporrei di farvi una bella foto tutti assieme tipo foto di gruppo con gli sposi a Superga. Il programma ed una breve biografia.
    I singoli candidati possono se vogliono farsi un santino con cui fare distribuzioni mirate che lo facciano.
    Il discorso foto o non foto secondo me e` una questione di marketing o psicologica: attrae un attimo l’attenzione.
    In generale pero` a me di votare un partito interessa relativamente, essendo esso una entita` astratta. Mi interessa poter scegliere la persona o le persone che mi rappresentano.

  8. simonecaldana:

    Lobo ha come spesso accade riassunto il mio pensiero. La coerenza si mostra nei fatti, non predicando bene: ben venga massimizzare il risultato. Non siamo mica qui come terapia di gruppo, siamo qui per mandarli a casa (possibilmente a calci nel culo).

  9. Piero:

    Oltre alla faccia, secondo me, occorre metterci competenza e credibilità che credo non manchino ai candidati. Mi sto informando e visionando video come questo: youtube.com/watch?v=f-T_c1orzAA e biografie in rete che danno il suo nome collegato al comitato noinctorino e al relativo sito web che gestisce e che al momento mi dà un Internal Server Error, con grossa delusione da parte mia.

  10. dariofox:

    vb, considera la campagna di Obama e come la sua comunicazione visiva e mediatica siano stati fondamentali per comunicare e vincere.

    L’unico consiglio è di scegliere un immagine che ti faccia sentire a tuo agio ed in cui ti riconosci, magari davanti al notebook ;-) e senza il peso di dover copiare altri stereotipi. Alla fine è come dover mettere la cravatta in ufficio: puoi sempre scegliere quale indossare.

  11. Fabio Varesano:

    Vittorio, da quando seguo il tuo blog so che persona sei.. e so che anche a queste elezioni avrai i miei voti e quelli di chi si fida di me al punto da lasciarsi consigliare chi votare..

    Per quanto riguarda la campagna promozionale io sarei contrario al faccione .. piuttosto mi piacerebbe vedere un tuo video su youtube nel quale ti presenti, dici chi sei e cosa hai fatto, quali sono le tue idee e il tuo programma. E soprattutto come fare per dare il voto a te.

    Sarebbe ottimo per esempio per passare il collegamento ad amici e parenti tuoi e di chi si fida di te.

    Personalmente decisi di votarti alle provinciali dopo aver visto i tuoi video di quel talk show in televisione e so quanto sapere chi e’ una persona e che idee abbia sia fondamentale.

  12. Fabio Varesano:

    Ops, non avevo visto il restiling della homepage.. cmq un breve video di presentazione focalizzato sulle prossime elezioni non sarebbe male averlo.

  13. Gian:

    Gentili pensatori ,la pubblicita’ serve a molto ma e’ in netto contrasto con il principio di giustizia che vi accomuna .

    che cosa vuol dire “giusto” per una persona onesta ?

    Non c’e’ bisogno di creare altre regole ,altre leggi …ognuno di noi conosce il significato di giustizia ,anche solo in virtu’ dello strato cristiano che tutti abbiamo dentro ( si proprio tutti) .

    Quindi la giustizia e’ l’insieme di comportamenti dettati dalla ragione sulla base di comportamenti di onesta’ .

    Un progressista dovrebbe ripudiare la pubblicita’ assieme alla scienza della comunicazione .

    A ognuno di voi pongo una domanda : conoscete il senso di appagatezza nel servire il vostro prossimo gratis ,senza profitto economico ?

    Se riuscite ad essere appagati quando aiutate una persona in difficolta’ ,quando raccogliete una cartaccia per strada ,quando offrite qualcosa senza profitto ,quando fate un progetto innovativo ad impatto zero ,allora non avrete bisogno di pubblicita’ .

    La pubblicita’ verra’ da sola …

    Se invece avete bisogno di arrivare primi ,di essere seduti sulla poltrona comoda con una bella cravattona allora potete ricorrere alla pubblicita’ .

    Quindi potrete sborsare dei soldi ( trovatevi un imprenditore che ve li dia ) e riempire i muri della citta’ con la vostra faccia incravattata … sotto vi consiglio :

    “Hanno pianto un pò, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco che è l’uomo” .
    Dostoevskij
    Con sincerita’ Gian

 
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