Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Mar 12 - 16:44
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

Archivio per il giorno 6 Maggio 2010


giovedì 6 Maggio 2010, 21:12

Morire da simboli

Spesso la Storia, grande o piccola che sia, viene raccontata per persone, riducendo fenomeni sociali e politici a un volto solo che ne diventi il simbolo. Che siano Jan Palach o Ernesto Che Guevara, Enrico Toti o Pietro Micca, si tratta molto spesso dei volti di morti; probabilmente è, oltre che una forma di onore ai caduti per una causa, un retaggio della pratica del sacrificio umano, che sin dalla notte dei tempi abbiamo adottato per placare gli dei in tempi di crisi.

A questo punto starete forse pensando che i morti simbolo di ieri siano i tre di Atene; è vero, probabilmente lo saranno anch’essi. E’ facile (anche se non scontato) che di fronte al sangue la protesta si plachi, e che quella che sembrava una rivoluzione sul nascere – la prima di molte tentate rivoluzioni anticapitaliste che potrebbero punteggiare la crisi disastrosa che probabilmente ci attende – naufraghi ora nella repressione da sdegno. E’ interessante leggere attentamente i resoconti e scoprire che i morti non sono dovuti al nucleo dei manifestanti, anarchici e studenti compresi, ma all’apparizione del solito gruppo di “black bloc”; ed essendo ormai appurato che a Genova e a Seattle li mandava la polizia per conto di chissà chi, se ciò fosse vero anche ad Atene forse quei morti potrebbero diventare, più che il simbolo della violenza contro il sistema, il simbolo della violenza con cui il sistema difende se stesso. Ma non è il caso di scriverlo troppo forte, che il rischio è di finire nel complottismo paranoico – o di sbagliarsi e basta.

Invece, la morte simbolica di ieri per me è un’altra; quella dell’operaio sessantaduenne Aristide Luigi Padovan, sfracellatosi cadendo da dieci metri sull’asfalto mentre smontava le strutture usate il giorno prima da Morfeo Napolitano per dare il via, sullo scoglio di Quarto, ai festeggiamenti per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia. Pensateci bene: potete immaginare morte più simbolica di questa? L’Italia in pompa magna festeggia se stessa, e subito ci scappa il morto sul lavoro.

Sono piuttosto convinto che Italia 2011 sarà davvero la summa dell’italianesimo: dopo il morto sul lavoro sono già in arrivo le mazzette, la retorica fanfarona, l’edilizia di cartone, le polemiche da bar e i fiumi di parole. E’ del resto evidente, senza ipocrisie, che l’unità d’Italia non esiste, non è mai esistita e comunque non l’ha mai voluta nessuno, se non nell’ottica di fregare il vicino; il dibattito pubblico ormai verte sulla questione se abbiano fregato più soldi i piemontesi dalle casse di Napoli all’atto dell’unificazione, o i napoletani dalle casse del Nord nei 150 anni successivi. Rassegniamoci: siamo un paese di individualisti e il fatto che ormai gli stati nazionali non contino più niente, stretti tra la globalità dei fenomeni e la devoluzione dei poteri imposta dalla complessità moderna, potrebbe essere una buona scusa per sciogliere finalmente nell’acido la burocrazia inutile che ammorba l’Italia, trasformandola una buona volta in uno Stato federale.

E se proprio sarà necessario trovare un ulteriore simbolo per l’annuale mano sul cuore quando gioca la Nazionale, non ci sarà bisogno di altri morti: lo sportivissimo calcio nel culo di Totti a non ci sono negri italiani Balotelli va benissimo.

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2019 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike