Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Mer 8 - 12:36
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione
lunedì 26 Settembre 2011, 10:18

Debito e paranoia

Gira da qualche tempo in rete un cartone animato che in mezz’ora spiega i meccanismi finanziari e storici dietro alla crisi globale.

La prima metà è effettivamente interessante per chi ancora non avesse capito concetti come la riserva frazionaria e la proprietà della moneta, mentre la seconda sfocia in un delirio paranoico misto al tipico anti-statalismo americano (scommetto che gli autori votano Ron Paul). I fatti raccontati nella seconda parte vanno dal parecchio abbellito (come la leggenda dei Rothschild a Waterloo) al totalmente male interpretato (come la creazione della prima banca centrale federale americana, che fu osteggiata semplicemente perché avrebbe ridotto la sovranità dei singoli Stati americani e scaricato i debiti di quelli spendaccioni su quelli virtuosi, proprio come sta avvenendo ora nell’Unione Europea).

Indubbiamente vi sono grandi poteri economici globali che hanno fatto di tutto per indebitare gli Stati, per speculare sui loro titoli e per controllarli economicamente, e il tema del controllo sulla moneta è reale; ma per non essere schiavi dei debiti sarebbe stato sufficiente non farne.

divider

5 commenti a “Debito e paranoia”

  1. Piccino:

    Recentemente ho effettuato un acquisto abbastanza importante. Il venditore quasi non ci credeva che optassi per il pagamento in un unica soluzione e rifiutassi il pagamento a rate.

    Ovviamente a lui conveniva di più il pagamento a rate per via delle franchigie in accordo con le società di credito. Mi capita però di discutere con conoscenti ed amici della questione e molti mi guardano come se venissi dalla Luna: ormai l’indebitarsi è talmente normale che la gente non fa nemmeno più caso (all’enorme) costo del debito (parliamo anche del 15% reale sulla somma iniziale).

  2. mke777:

    Concordo, discutibile da quando si parte ad accoppiare l’IRS (equivalente della nostra agenzia delle entrate) come l’esattore delle FED. In realta’ le tasse servono a pagare anche altro (questa e’ la tipica visione del Tea Party).
    IMHO il vero nemico non dovrebbe essere la FED o l’IRS ma i governanti che grazie alle varie deregulation, da Keynes in poi, hanno perso il controllo della situazione a favore di banchieri e corporations.

  3. rccs:

    “ma per non essere schiavi dei debiti sarebbe stato sufficiente non farne”(VB)

    Stavolta sono completamente d’accordo con te.

  4. mfp:

    VB, a me il cartoon e’ piaciuto tutto. Devo fare anche io degli appunti ma non condivido i tuoi; anche se probabilmente il raggionamento che facciamo e’ lo stesso. Correggimi se sbaglio.

    Io non ho gradito quel “they” ripetuto fino alla nausea. E’ vero che le loro operazioni sono decise in pochi e tenute il piu’ possibile nascoste (ie: ci mettono anni ad arrivare all’uomo di periferia del cazzo, e grossomodo solo quando ha gia’ finito di subirne le conseguenze), pero’ il ciclo inflazione-stagflazione-deflazione da loro amministrato e’ funzionale alla crescita demografica; piu’ la gente scopa senza preservativo piu’ e’ strettamente necessario diluire la ricchezza per evitare la poverta’ e quindi il crimine, dunque in ultima analisi l’incapacita’ di produrre progetti di dimensioni bibliche (es: guerra, esplorazione spaziale, terraforming, recupero rapido dopo i cataclismi naturali). Personalmente eliminerei stati-banche ed introdurrei una moneta complementare sociale – in forma squisitamente metrica, non come strumento di scambio, quindi non convertibile – per assicurare lo stretto indispensabile a tutti, affinche’ le persone possano autoregolarsi; il risultato sarebbe un ente unico a cui chi lavora da uomo libero produce anche lo stretto indispensabile a semiliberi e schiavi (cfr. Hammurabi). Ci stiamo arrivando lo stesso… ma quanto costa!

  5. simonecaldana:

    mfp bentornato, quello che descrivi l’han già fatto dei tizi coi baffi su dove fa freddo e usano un alfabeto con le lettere strane.

 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2020 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike