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lunedì 12 Settembre 2011, 09:05

Vittime della memoria corta

Non mi piace parlare dell’11 settembre 2001, perché la discussione diventa regolarmente un teatrino: c’è chi ricorda queste vittime considerandole un momento fondamentale della nostra storia patria, e chi risponde ricordando per un motivo o per l’altro tante altre vittime: le centinaia di migliaia di civili iracheni ed afgani uccisi (in buona parte da noi occidentali) nella guerra che ne è seguita, o le vittime dell’altro 11 settembre (1973) promosso dagli americani, o le vittime islamiche del fondamentalismo cristiano, a partire dai diecimila morti di Srebrenica, o le vittime del terrorismo e dei disastri nostrani, che spesso aspettano ancora giustizia.

Mi tocca però affrontare l’argomento perché il sindaco Fassino ha già deciso, annunciandolo su tutti i giornali, di intitolare alle “Vittime dell’11 settembre” una via cittadina; in realtà la competenza di questa decisione è della conferenza dei capigruppo del consiglio comunale, e anche se non dubito che i capigruppo della maggioranza alzeranno la manina con obbedienza e faranno ciò che gli viene detto, io sarò comunque chiamato ad esprimermi.

Io sono molto perplesso, intanto perché le strade cittadine dovrebbero essere intitolate a persone che abbiano diretta attinenza con la storia cittadina o nazionale – anche se ogni città interpreta il principio un po’ come vuole, vedasi Grugliasco che ha da poco istituito viale Battisti, dedicato però non al patriota Cesare ma all’indimenticato cantante Lucio.

Il terrorismo è indubbiamente un argomento rilevante e parecchie vittime a Torino già sono state ricordate nella toponomastica; altrettante, però, ancora mancano. In generale la lista d’attesa è lunghissima – contiene dozzine di nomi – e parecchi torinesi illustri, compreso un presidente della Repubblica (Saragat), non solo non hanno una via ma non sono nemmeno stati ancora messi in lista. La toponomastica, infatti, diventa spesso campo di battaglia per rivendicazioni politiche e per la ricerca di visibilità, seguendo l’emozione del momento (ho già percepito una intensa pressione a favore di via Mike Bongiorno), e in questa logica vengono premiati i soggetti che suscitano la maggiore attenzione mediatica.

Tornando però alle stragi, terroristiche e non, sono più quelle mancanti che quelle ricordate – anzi, l’unica “via Vittime” che la città abbia mai istituito è dedicata alle Vittime di Bologna. Niente Fosse Ardeatine, niente Vajont, niente piazza Fontana, niente Ustica, niente rapido 904, niente Capaci (anche se in questo caso c’è via Falcone). E niente 22 settembre (1864), una data che a Torino a tutt’oggi è impossibile ricordare.

Ci si è ricordati solo della Thyssen-Krupp, nonostante non fossero passati i dieci anni richiesti dalla legge, perché era su tutti i giornali; usando peraltro un toponimo lunghissimo, parco Vittime del Rogo del 6 dicembre 2007 nello Stabilimento Thyssenkrupp di Torino, perché evidentemente “Vittime della Thyssen-Krupp” urtava qualcuno di importante. Capite che, a fronte di tutte queste mancanze, mi sembra che l’11 settembre non sia una priorità se non per politici ex di sinistra con l’ansia di dimostrarsi filoamericani e filovaticani.

Io mi sono chiesto se fare una controproposta, chiedendo di ricordare nelle vie anche alcune altre di queste stragi. Il problema è che in questo modo si alimenta il teatrino, la battaglia sulla testa di vittime che sono comunque tutte degne di rispetto, e delle loro famiglie. Una, però, credo proprio che la farò, per ricordare un caso davvero emblematico dell’assurdità di ciò che è ed è stato il terrorismo – a Torino, non dall’altra parte del mondo.

Il 9 marzo 1979, all’angolo di via Millio e via Lurisia, fu assassinato per caso Emanuele Iurilli. Aveva diciotto anni, tornava a casa da scuola e fu ammazzato da una pallottola vagante, durante uno scontro a fuoco tra una volante della Polizia e un commando di Prima Linea, sotto gli occhi della madre che guardava dal balcone. Fatico a immaginare un episodio più orribile e credo che ricordare questo ragazzo in questo momento farebbe un gran bene a tutti.

P.S. Visto che abbiamo parlato di Vajont, vi lascio con questo bel reportage del Movimento 5 Stelle di Belluno: sono queste le cose che mi rendono orgoglioso del nostro movimento.

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15 commenti a “Vittime della memoria corta”

  1. Pippo:

    È inutile spaccare il capello in quattro riguardo l’11 settembre.
    È una questione emozionale e di sicuro passerà l’intitolazione di qualche via/giardino/piazza.
    Saragat, ad esempio, sarà stato un grand uomo ma chi se lo ricorda ancora?
    Lo si studia in qualche corso di Storia della Repubblica Italiana?

  2. Piero:

    Per stare in tema di tragedie, intanto in Francia esplode una centrale nucleare, mentre in Italia esplode una fabbrica di fuochi artificiali.

  3. D# AKA BlindWolf:

    Per essere pignoli, il parco della Pellerina è in realtà intitolato a Mario Carrara che, seppur non direttamente assassinato, è stato una vittima anche lui.
    (Ma adesso è praticamente diviso in due? se sì non è più il più grande parco urbano d’Italia…)

  4. Claudio C.:

    Nessuna via (tranne una piccola lapide in piazza san carlo) ricorda più la tremenda Strage di Torino del 1864, sommariamente descritta in questa pagina di Wikipedia:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Torino_%281864%29

  5. Igor:

    Egregio signor Bertola vorrei porle una domanda: “A quale Cesare Battisti fa riferimento usando la definizione Patriota?”

    Può anche rispondermi in privato se lo desidera.
    I miei più cordiali saluti.

  6. vb:

    Mi risulta che nella storia d’Italia ce ne sia soltanto uno, quello a cui sono intitolate le vie in mezza Italia… http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Battisti

  7. Igor:

    Grazie della precisazione scontata ma dovuta soprattutto dal rappresentante di un movimento che non ha esitato un attimo a finanziare un movimento ,quello notav in val di susa, i cui appartenenti sono responsabili del ferimento di tanti poliziotti e creatori di disordini nella città in cui lei ha voluto candidarsi sindaco.

  8. vb:

    Mi sa che non hai molto presente cosa succede veramente in Valsusa… ti lascio un paio di testimonianze giusto per cominciare:

    http://www.youtube.com/watch?v=6iNGRZKofB4
    http://www.youtube.com/watch?v=l3TNb0mxshQ

    (comunque noi li supportiamo moralmente e fattivamente ma certo non finanziamo i No Tav, perché non abbiamo una lira…)

  9. igor:

    Spiace dire che lei mente sapendo di mentire.

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/progetti/progetti-a-5-stelle.html

    In questa pagina risulta, alla voce progetti finanziati :
    Sostegno comitato no tav valsangone, inoltre risultano finanziamenti con questa denominazione:
    Presidiamo la Democrazia in Valsusa

    Contributo a campagna informativa No Tav

    A quanto ammontano questi contributi e soprattutto a cosa sono serviti.
    Il suo movimento si vanta della trasparenza ma lei ha cercato di nascondere il fatto che finanziate delinquenti o se preferisce movimenti che coprono dei delinquenti buoni a nulla.

  10. vb:

    Uhm… io sapevo che abbiamo fatto “in proprio” campagne informative sul Tav, non pensavo avessimo mai dato direttamente dei fondi a gruppi No Tav, ma la prima riga potrebbe farmelo pensare. Quelli comunque sono fondi dei consiglieri regionali (e, parlando di trasparenza, mi trovi un altro movimento politico che mette online tutte le spese che fa) e dunque può richiedere ulteriori dettagli a Bono e Biolé o al loro staff, io onestamente non ho idea di cosa siano quelle spese in sostanza.

  11. igor:

    Scusi ma lei, come i signori Bono e Biolè, non fa parte del movimento 5 stelle?

    Ora lungi da me pensare male ma non riesco a credere che nello stesso movimento non vi sia raccordo fra consiglieri regionali e candidato sindaco /consigliere comunale.

    Se non ci fossero collegamenti sarebbe una cosa ridicola,farete riunioni in cui deciderete la linea del movimento credo? vi incontrerete ogni tanto almeno per salutarvi? oppure vi riunite solo in caso di elezioni ?

  12. Igor:

    Io non devo discutere su chi fa cosa in merito alla trasparenza delle spese.
    Io discuto con un esponente del movimento 5 stelle candidato sindaco con quella lista, su le spese fatte dal movimento in questione in un determinato ambito , in questo caso finanziamenti no tav.
    in un movimento che si definisce trasparente fa strano che non ci sia una voce precisa in merito a questi finanziamenti e che comunque dei consiglieri regionali abbiano fondi a loro disposizione per finanziare progetti. Se appaiono con il simbolo del movimento tali fondi saranno stati dati a seguito di riunione consultiva .

  13. vb:

    Quei fondi derivano dallo stipendio da consigliere regionale, che loro si sono tagliati destinando il resto a progetti di pubblico interesse (non al Movimento) che scelgono in autonomia. Il Movimento è così, non ci sono gerarchie, ogni lista civica è indipendente e si occupa delle proprie competenze.

  14. Igor:

    Allora nel vostro movimento qualcosa non mi torna
    Se quelli sono soldi PERSONALI dei consiglieri perche’ le loro `donazioni` risultano come finanziamenti che il MOVIMENTO esegue?
    Mi dispiace ma non credo che all interno del vostro movimento funzioni che il primo che si sveglia fa qualcosa e non ci sia prima una qualche forma di discussione che porta ad un’ accettazione o ad un rifiuto.
    Se vuole essere cosi gentile da darmi l’email del signor bono vorrei chiedere a lui a quanto ammontano i finanziamenti ai gruppi di cui sopra cosi per mia curiosita’ personale

  15. vb:

    Non sono soldi personali perché noi rifiutiamo la parte dello stipendio oltre i 2500 euro, ma dato che non è possibile per la Regione pagare una cifra diversa da quella stabilita per legge l’unico metodo è incassare tutto lo stipendio e poi versare l’extra su un conto di pubblico interesse, di cui però ovviamente i responsabili legali sono i consiglieri stessi (non so chi altro potrebbe essere, anche perché non vogliamo che sia un “finanziamento al partito” e comunque il “partito” non esiste, perchè non siamo costituiti in alcun tipo di persona giuridica). Nel nostro Movimento ogni persona eletta decide autonomamente su tutte le questioni di sua competenza, e in proposito consiglio la lettura di http://www.beppegrillo.it/2011/09/comunicato_politico_numero_quarantasei/index.html .

    La mail di Bono è davide.bono@piemonte5stelle.it, lui o qualcuno del suo staff potrà rispondere alle richieste di approfondimento.

 
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