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giovedì 3 Marzo 2016, 21:10

Io e il bando assessori

Avevo promesso una risposta pubblica a riguardo della mia partecipazione al bando per gli assessori di Chiara Appendino e mi scuso se c’√® voluto ben pi√Ļ del previsto, ma ho voluto attendere che lei avesse la possibilit√† di ricevermi per esporle prima a quattr’occhi quanto andr√≤ ora a dirvi. Mi scuso anche se questo post √® piuttosto lungo (ma √® meglio, cos√¨ lo leggeranno solo gli alfabeti).

Non √® un mistero che io sia critico con la direzione presa dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale (ne ho parlato poco tempo fa) e che non mi sia piaciuto nemmeno questo inizio di campagna elettorale, in cui secondo me, sia come immagine che come organizzazione, il M5S torinese si √® annullato diventando una semplice appendice della candidata sindaca, di cui nella discussione pubblica sono passate molte immagini, molti sorrisi e molti slogan ma troppo poche proposte concrete (ma c’√® tempo per rimediare). Se la questione fosse puramente di appartenenza politica, la mia risposta sarebbe negativa.

Ci sono diversi altri argomenti a favore del no: ad esempio sono sicuro che qualcuno mi accuser√† di incoerenza con quanto deciso a novembre e mi dar√† del poltronista, anche se √® evidente che rispetto ad allora √® stato il Movimento a cambiare programmi e non io, e anche se gi√† allora avevo approcciato la questione dicendo (e lo confermo) che non mi sarei candidato a consigliere, ma che sarei stato disponibile a fare l’assessore (rimando al post di allora per le motivazioni).

Poi c’√® il fatto che un assessore nominato cos√¨, senza un riferimento politico, √® totalmente alla merc√© del sindaco che lo pu√≤ cacciare in qualsiasi momento, anche cinque minuti dopo le elezioni; e non √® certo una scelta di vita rassicurante. In generale, √® difficile fidarsi di un ambiente che parla molto di meritocrazia ma spesso poi non la applica, e in cui varie volte mi hanno fatto apertamente sentire non pi√Ļ benvenuto.

Ma pi√Ļ ancora di questo c’√® il logoramento psicologico, c’√® la delusione per la piega che hanno preso le cose rispetto agli ideali dell’inizio, c’√® la difficolt√† estrema di rimanere se stessi in un ambiente politico (tutto, di tutti i partiti) dove o ti schieri e ti allinei a priori o sei visto con sospetto, attaccato, emarginato, costretto a pagare prezzi pesanti e immeritati sia sul piano emotivo e psicofisico, sia nelle tue prospettive personali.

D’altra parte, ci sono anche molte ragioni a favore del s√¨.

Intanto, nel Movimento 5 Stelle non c’√® solo l’acqua sporca, e il rischio √® quello di buttare via il bambino per la fatica di tirarlo fuori; il bambino √® un programma magari utopico ma senz’altro nell’interesse dei cittadini, e una chance epocale per rinnovare la classe dirigente di questa citt√†, spezzando una spirale di obsolescenza e declino.

Poi c’√® l’esperienza: per cinque anni ho passato tutto il mio tempo a imparare, a conoscere ogni angolo della citt√† e a capire come si amministra un Comune cos√¨ grande e complesso; sono il recordman di presenze del consiglio comunale, l’unica persona del M5S torinese ad avere accumulato un’esperienza amministrativa del genere ed √® giusto che la rimetta a disposizione.

Ci sono anche tutti gli incoraggiamenti e i ringraziamenti che ho ricevuto, dagli elettori, dai simpatizzanti, dagli osservatori professionali della politica, da tanti cittadini di qualsiasi orientamento, con frasi talora commoventi (questa la riporto perch√© mi ha colpito). Un invito a tener duro l’ho ricevuto direttamente, in una lunga telefonata, da un vecchio amico di Genova qualche settimana fa: mi ha fatto piacere e mi ha fatto riflettere.

Ma soprattutto c’√® una consapevolezza: il problema di fondo della politica italiana √® il livello sempre pi√Ļ basso della discussione pubblica, che deriva dal livello sempre pi√Ļ basso, o volutamente autoabbassato, di chi la pratica e di chi la guida.

C’√® troppa gente di qualsiasi orientamento per cui la politica √® solo credere, obbedire e combattere e prendersela con chiunque esprima un qualsiasi pensiero articolato, per poi comunque approfittarsene per scopi personali alla prima occasione. C’√® troppa gente che fa politica pensando di volere o dovere seppellire la parte pi√Ļ nobile di essa, il confronto, il dibattito intellettuale, per relazionarsi soltanto con il famoso italiano medio di Berlusconi, quello che ha fatto solo la terza media e nemmeno tanto bene, dimenticando che l√† fuori ci sono tanti italiani che non sono cos√¨ e che aspettano soltanto che qualcuno si relazioni a loro come esseri pensanti e intelligenti, come io ho sempre cercato di fare.

E per√≤, la responsabilit√† del degrado della politica – dell’egemonia culturale della parte peggiore del berlusconismo, ormai abbracciata da tutti – non √® soltanto di queste persone, e degli elettori simili a loro che li votano; √® anche del disinteresse di tutti gli altri, √® anche delle persone valide che scelgono di chiamarsene fuori, non impegnandosi in prima persona, arrendendosi, smettendo di combattere per migliorare il Paese e il modo di governarlo.

C’√®, infine, il desiderio di mettere alle spalle le divisioni passate, di riunirsi in un progetto che possa veramente cambiare Torino, centrato soltanto sulle capacit√† e su un programma condiviso al di l√† delle appartenenze di partito. In questo, √® stata fondamentale la scelta di Appendino di individuare gli assessori prima del voto e non dopo, e di farlo per competenza e non per scuderia politica, diversamente da come sembrava all’inizio.

E sulle competenze, su alcuni argomenti, ho un curriculum di livello nazionale, in parte persino globale: l’innovazione, la smart city, le relazioni internazionali, le nuove forme di partecipazione e trasparenza (chi non sapesse cosa ho fatto prima della politica dovrebbe leggersi il mio profilo e il mio curriculum dettagliato o anche solo questo riassunto che ho inviato a Chiara). Queste sono le competenze che posso mettere a disposizione, in un’ottica strettamente meritocratica.

Per questo, pur ribadendo la scelta di cessare l’attivismo politico nel M5S almeno per come √® diventato adesso, ho ingoiato un po’ di orgoglio, ho rimandato a tempi migliori la questione del vicesindaco e ho dato a Chiara la mia disponibilit√† per fare l’assessore sulle competenze sopra esposte, per lavorare insieme e per creare un assessorato assolutamente innovativo che metta al centro dello sviluppo della citt√† il coinvolgimento dei cittadini e l’accelerazione dell’innovazione sociale, culturale, economica e tecnologica.

Credo che la mia presenza nella squadra candidata a governare Torino possa rafforzare la campagna di Chiara e aiutarla a conquistare credibilità amministrativa. Comunque, la valutazione ora spetta a lei e attendo di sapere, nel giro di qualche settimana, se vorrà accogliere o meno la mia disponibilità, sperando di poter fare un passo insieme verso un grande risultato.

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Un commento a “Io e il bando assessori”

  1. andrea c.:

    Con queste premesse pare una decisione ragionevole.
    Non allinearti mai, cittadino.
    In bocca al lupo

 
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