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venerdì 20 Ottobre 2006, 20:33

Anno zero?

Probabilmente è inevitabile, in tempi di Finanziaria, che tutti siano scontenti, che tutti si lamentino. Eppure, stamattina mi è bastato accendere la radio per sentire solo lamentele, tutte concluse con la perentoria richiesta “lo Stato dovrebbe fare di più per noi”.

Lo diceva ad esempio una sindacalista dei precari pubblici che, dopo aver accusato la CGIL di essere il braccio armato della Confindustria, sosteneva che la Finanziaria fa troppo poco contro i ricchi (più di così che dovevano fare, sparare?).

Lo diceva poi un rappresentante dei residui cassintegrati Fiat, sostenendo che non fosse accettabile che ci fossero ancora 300 quarantenni e cinquantenni in cassa integrazione a fronte del fatto che la Fiat abbia ricominciato ad andare bene senza riprenderseli: e nessuno che abbia avuto il coraggio di fargli l’obiezione più evidente, quella secondo cui le due cose potrebbero essere almeno in parte collegate.

Ma ciò che mi ha più perplesso è stato vedere per la prima volta la trasmissione che segna il ritorno di Michele Santoro in televisione, denominata Annozero (scritto tutto attaccato perchè fa più cool). Santoro sembra vecchio, vecchissimo, fuori posto, tanto che ti viene naturale pensare che dopo aver fatto il giustissimo gesto simbolico di riportarlo in video, lo si potrebbe tranquillamente mandare in pensione.

Quello che però non mi ha convinto è la trasmissione: tutta completamente dedicata ai “giovani di Locri, alla ndrangheta, all’ospedale locale che rappresenta la maggiore azienda del paese: “l’ospedale è la Fiat di Locri”, come dichiarato da un intervistato, rende bene il modo in cui la sanità pubblica è concepita in Calabria, non come servizio ma come modo per dare lavoro, ovviamente clientelare.

Eppure, dopo breve tempo questa specie di trasposizione su schermi nazionali del TGR Calabria ha cominciato a darmi fastidio, fino a farmi cambiare canale. Altro che anno zero: quante trasmissioni come questa abbiamo già visto negli ultimi vent’anni? Con il solito teatrino di giovani e vecchi che si lamentano che lo Stato non fa abbastanza per loro? Che chiedono altri soldi (pare quattro miliardi di euro di fondi pubblici solo lo scorso anno, tra Italia ed Europa) per poi usarli esattamente come tutti quelli ricevuti negli ultimi sessant’anni, cioè per sprechi e clientele?

Io vorrei invece vedere ogni tanto sul servizio pubblico una trasmissione che discuta in positivo, di come possiamo fare a creare nuova ricchezza e nuova economia, magari con forme che ne garantiscano la redistribuzione, e di come risolvere i nuovi problemi di chi produce, non i vecchi problemi di chi vive assistito da sempre. Che parli di quelli che pure in Italia si sbattono, senza chiedere niente a nessuno, e pazienza se l’80% di questi (così come del nostro PIL) si trova nel Nord Italia. Un Nord che sugli schermi di Santoro compare, ma anche qui solo quando c’è da criticare, che sia l’ignoranza dei veneti o il fuoristrada dei cumenda milanesi.

Chiedo troppo?

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17 commenti a “Anno zero?”

  1. mousse:

    Beh, Santoro non è nuovo a fare qualunquismo e populismo in TV. Il problema è che lo fa dipingendosi come chi “dà voce a chi non può parlare al povero popolo oppresso dai governanti cattivi”, cosa che non è per niente vera.
    Ormai abbiamo capito che il giornalismo di Santoro (e dei suoi tanti emuli) è basato sul criticare e parlar male del governo del momento, indipendentemente dal suo colore politico.. Non è quindi giusto dire che Santoro era contro il governo Berlusconi perchè c’era Berlusconi, ma solo perchè c’era un Governo.

    Le trasmissioni in cui si fan notare le beghe van bene. Quelle in cui si esagera e si critica per il gusto di farlo no.

  2. .mau.:

    ehm… cosa ha fatto la finanziaria a chi guadagna più di 150000 euro l’anno?

  3. Felter Roberto:

    il generale sono d’accordo con te, specialmente sulla perenne richiesta di assistenzialismo di certe realtà.
    Non confonderei questo però con il giudizio su quello che lo stato potrebbe fare..
    quoto:
    “Lo diceva ad esempio una sindacalista dei precari pubblici che, dopo aver accusato la CGIL di essere il braccio armato della Confindustria, sosteneva che la Finanziaria fa troppo poco contro i ricchi (più di così che dovevano fare, sparare?).”
    Vorrei farti notare che la finanziaria i ricchi, quelli con patrimoni importanti, non quelli di 100.000 euro/anno, non li ha proprio toccati, visto che ad esempio già prima pagavano il 43% di irpef e tanto è rimasto. Se poi consideriamo che probabilmente la loro ricchezza deriva da qualche società o attività, è più facile che abbiano avuto anche dei vantaggi che ne sò, dal cuneo fiscale, e quindi alla fine paghino pure meno.
    Per questo dico” non si sprechino soldi con finanziamenti inutili, ma se sacrificio deve essere, venga fatto in proporzione alle proprie possibilità, non in proporzione alla facilità con cui lo stato riesce a mettere le mani sui tuoi soldi”.
    Una buona proposta è in questi giorni sul blog di Di Pietro, anche se lui stesso dice che non è interesse di nessuno (del governo) metterla in pratica e io sto preparando due righe in proposito.
    Alla prossima….

  4. vb:

    Veramente mi risulta che le tasse aumenteranno (in senso assoluto) per chiunque abbia redditi sopra una cifra che, a seconda delle stime, varia tra i 20 e i 40 mila euro. Che poi potessero aumentare ancora di più per i superricchi è vero, ma non dimenticate che (oltre a un limite di decenza) ci sono dei ben noti vincoli di efficacia: più aumentano le aliquote ai ricchi, e più aumentano le fiduciarie a Madera e le residenze a Montecarlo, con un effetto netto sul gettito negativo. Inoltre le spese dei ricchi sono quelle che sostengono i consumi, e quindi l’economia anche per tutti gli altri; anche in questo caso l’aumento delle aliquote sarebbe controproducente.

    Ad ogni modo ho pronti altri post su questi temi, ne parleremo per tutto il weekend…

  5. Felter Roberto:

    in realtà hanno abbassato il valore di reddito oltre il quale paghi il 43% invece che il livello prima ( 37% mi sembra) per cui paga di più chi ha un reddito tra questi valori. Chi era già sopra il vecchio limite, pagava già 43 % e non gli cambia nulla.

  6. mousse:

    Niente da dire sulle tasse… ma ci avete mai fatto caso al fatto che: essere ricchi non e’ (ancora, ma penso che sia solo questione di tempo) reato ma che il 43% è parente stretto del 50% e che c’e’ gente in Italia che paga in tasse quasi la META’ di quello che guadagna; lasciamo stare che guadagna TANTO pero’ non e’ molto rassicurante leggerlo…

  7. Attila:

    Certo che se paga sempre Pantalone…

    insomma, lo vorrà dire qualcuno che la spesa pubblica italiana è fuori controllo da 50 anni…
    che il piano per Telecom che aveva il “braccio destro finanziario” del nostro Presidente del Consiglio, era di affibbiare allo Stato tutti costi fissi dell’azienda (il cd ramo secco…)

    a me va bene qualsiasi cosa ma, da dipendente nel privato, mi fa davvero schifo pagare per mantenere migliaia di scaldasedie che non mi danno alcun servizio e che sono iperprotetti e in pratica “blindati” nel loro posto… insegnanti, che si lamenteranno della loro paga, ma che non hanno alcun controllo sul rendimento…
    Ci sono enti territoriali che non hanno alcuna ragione di esistere…
    E la riforma delle pensioni viene ritardata con escamotage risibili a danno delle aziende e dei contribuenti… x dare un po’ di formalina nelle vene rinsecchite dell’INPS…

    in Italia la tassazione è ridicola (e lo dice uno che è obbligato a pagare ogni centisimo di tasse) per gli scarsi ed inefficienti servizi che vengono offerti…

    e tra un po’ ci sarà il sorpasso della Spagna…

    Ma lamentiamoci ancora della TV…

    In Italia sono sempre + importanti i Nani e le Ballerine delle questioni davvero serie…

  8. Massimo:

    @Mousse: la tua frase “c’e’ gente in Italia che paga in tasse quasi la META’ di quello che guadagna” io la modificherei cosi’: “c’e’ gente in Italia che paga in tasse quasi la META’ di quello che dichiara di guadagnare”.
    Fa tutta la differenza del mondo.

  9. vb:

    Adesso non esageriamo: c’è parecchia gente che evade ma ce n’è comunque altrettanta, se non di più, che paga le tasse fino all’ultima lira. In certi settori non è affatto semplice fare del nero: ad esempio se lavori per grandi aziende non puoi non fatturare.

  10. Massimo:

    Resta il fatto che l’evasione fiscale in Italia e’ a livelli stratosferici.

  11. Felter Roberto:

    Io concordo sul fatto che non è chiedendo più soldi che si risolve il problema dell’Italia. Che è ignobile chiedere quasi il 50% del proprio guadagno in tasse, che è un errore chiedere più soldi a chiunque ma se è intenzione dello stato chiedere anche solo un euro è assolutamente inaccettabile che venga chiesto a chi ha 100.000 euro e non ha chi ne ha 1.000.000. E’ fuori da ogni logica, ma questa finanziaria è proprio così.

  12. .mau.:

    appunto: in percentuale i ricchi sono stati toccati molto meno del ceto medio.

  13. Attila:

    Signori…

    scusate, ma secondo me è assurdo chiedere soldi per non elargire nessun servizio… va fuori ad ogni regola di mercato…

    pagare per il nulla… è un concetto che non ha molto senso…

    quando poi si legge che gli stipendi degli statali verranno aumentati…. che non ci sarà uno stop ai turn over…

    Se avessi la possibilità non pagherei un euro di tasse ad uno Stato che non offre alcun servizio adeguato al livello di tassazione…
    Domanda: Perchè paghiamo tante tasse?
    Domanda: Perchè abbiamo un numero di dipendenti statali paragonabili agli Stati Uniti?
    Domanda: Perchè perdiamo soldi europei a palate e prendiamo invece multe per non averli spesi?
    Domanda: Perchè devolvere soldi all’INPS che è un buco nero?
    Domanda: Perchè le Università si stanno moltiplicando, facendo disperdere una marea di soldi (ma è solo uno dei campi, lo ho preso come esempio)?

    E di domande ce ne sarebbero un’infinità…

    ma li avete letti gli articoli di Cazzullo sul Corriere?

  14. Barbara:

    Sono una ragazza locrese e ci tengo a sottolineare con forza che allo Stato stiamo chiedendo che NON CI SOVVENZIONI, CHE NON MANDINO SOLDI A VUOTO, NIENTE ASSISTENZIALISMO! VOGLIAMO QUELLO CHE NON POSSIAMO FARE NOI: LEGGI A FAVORE DELLE CONFISCHE DEI BENI E DELLA REDISTRIBUZIONE DEGLI STESSI, INQUIRENTI CON ESPERIENZA E NON GIOVANI ALLE PRIME ARMI AL TRIBUNALE DI LOCRI, REPARTI SPECIALE DI POLIZIA E CARABINIERI, VOCE AI NOSTRI PROGETTI (se validi finanziati, altrimenti un aiuto a renderli validi).
    Il nostro compito è di lavorare sulla mentalità dell’indifferenza, della rassegnazione, dell’illegalità.
    Noi non ci lamentiamo, CHIEDIAMO CIO’ CHE CI SPETTA!!
    Le lamentele le lasciamo a chi non ha molto da dire: di solito alcuni politici.
    Dal resto degli italiani vorremmo che non ci giudicaste così, senza motivo, senza capire, senza conoscere…
    ma se proprio non potete farne a meno, va bene…sarà più soddisfacente dimostrarvi che siamo ben altro che mafia ed assistenzialismo!

  15. vb:

    Avete la mia simpatia, ma vi è mai venuto in mente che si possano fare dei progetti anche se nessuno li finanzia? Il punto non è cosa vi spetti (in maiuscolo), è quello che potete fare senza aspettare che qualcuno vi imbocchi. Il punto è smettere di chiedere, rimboccarsi le maniche e cominciare a fare.

    Se succedono fenomeni come questo, che non riguardano poche persone ma diventano di massa, è anche perchè c’è un livello estremo di collusione o tolleranza sociale. Forse è da lì che si potrebbe cominciare.

  16. Fabrizio Bozzato:

    Scusatemi, sono un “veneto ignorante”. Santoro e i suoi collaboratori, notoriamente razzisti nei confronti dei veneti, hanno attuato un vero e proprio linciaggio catodico del popolo veneto, colpevole di non voler essere derubato dallo stato italiano e dal suo fisco borbonico. Come sappiamo il Veneto è ridotto dallo stato italiano in una condizione semi-coloniale: vittima di un costante e capillare drenaggio di ricchezza a favore di altre aree della penisola, con una rappresentanza burocratica quasi nulla e dei rappresentanti politici spesso e volentieri privati di autonomia decisionale. Nei media italiani, la cultura e la lingua venete vengono costantemente dileggiate e vilificate, allo scopo di esaltare culture, accenti e mentalità delle etnie al potere( di cui Santoro e’ paladino). Credo che a questo punto molti veneti si siano stancati di subire in silenzio e, come i ‘cafoni’ di Ignazio Silone, si stiano chiedendo: “che fare?”. A loro mi permetto di suggerire una risposta che è anche una linea d’azione: informarsi. Internet ci permette di eludere la censura mediatica attuata dai padroni-padrini dell’Italia. Tramite internet i veneti possono dotarsi delle armi intellettuali e i modelli organizzativi che permetteranno loro di reagire, con la forza delle idee e della ragione, allo sfruttamento e alla oppressione del sistema di potere italiano.

  17. Enrico:

    Scusate ma la superficialità con cui liquidate annozero mi lascia perplesso.
    Santoro affronta temi che erano spariti da anni nella televisione nazionale sostituiti da realities,nani, ballerini ecc.
    Come si fa a aparlare di sviluppo ed economia se non si conoscono i veri problemi?
    Dalla Tv è sparita l’informazione( nel 2005 eravamo al 73^ posto come indice di libertà di stampa ,tra la mongolia e il congo).
    Non sappiamo nulla di energia ,di comunicazioni,di giustizia,di internet.
    Io voglio che torni l’informazione in Tv,che tornino Biagi,luttazzi,Guzzanti,beppegrillo.
    Ma di quale sviluppo andate cianciando?
    Dello sviluppo che basa tutto su energie esauribili di qui a 30 anni ( petrolio),di cui non possediamo un bel niente, e che portano il paese a ricatti e dipendenze assolute dai peggiori dittatori del mondo??
    Uno sviluppo che sta distruggendo il pianeta ?
    vogliamo parlarne?

 
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