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Vittorio vb Bertola
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giovedì 30 Novembre 2006, 16:49

Se così si può chiamare

Che il TGR Piemonte non sia una testata giornalistica di particolare coraggio, sempre ben allineata con i poteri forti della città, non è una novità. Che quindi parli molto di Juve e poco di Toro è assodato; nonostante la prevalenza granata nella regione, la redazione sportiva ha sempre sfoggiato un imbarazzante servilismo verso la squadra della Famiglia, ben ripagato da un sordo ma chiaro odio da parte della tifoseria granata, in particolare quella organizzata, culminato nella torrida estate 2005 nell’inseguimento dell’anchorman Gianfranco Bianco da parte di duecento tifosi esasperati, su e giù per mezza via Garibaldi, finchè il suddetto, dopo un paio di spintoni per nulla benauguranti, non si rifugiò con uno scatto giovanile dentro un negozio di abbigliamento della via stessa.

Posso quindi immaginare che l’ondata di mail che i tifosi del Toro hanno riversato in questi giorni sulla redazione di via Verdi, per protestare contro lo scarsissimo spazio finora riservato dal telegiornale alla preparazione del centenario granata, sia stata caratterizzata da modi poco cortesi, oltre che dai beceri luoghi comuni sul pagamento del canone Rai, e abbia quindi fatto saltare qualche nervo.

Però fa lo stesso un po’ impressione leggere come questi nostri dipendenti, di questo servizio – se così si può chiamare – pubblico, rispondono alle lettere dei propri datori di lavoro:

Cari signori, date tempo al centenario di cominciare e state tranquilli che se ne parlerà eccome. Anzi se ne è già parlato ma non ve ne siete accorti. Accecati, come dire, dal tifo -se così si può chiamare – granata. E rassicuratevi: abbiamo altro cui pensare in redazione, altro che sporchi bianconeri. Ultima cosa: il canone lo paghiamo anche noi.

Avendo appreso che per il TGR Piemonte quello granata non è tifo, e conoscendo le maniere e le sensibilità di certa parte dei tifosi, mi sentirei di dire che sarà meglio che domenica Bianco eviti di mescolarsi alla folla, per evitare un – se così si può chiamare – calcio nel sedere.

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3 commenti a “Se così si può chiamare”

  1. Fabrizio:

    “Dipendenti”, la tua metamorfosi verso beppe grillo continua :-)

  2. vb:

    No, pietà, cancello subito tutto!!

    (Però su questo Grillo ha ragione, cioè sul fatto che chi lavora per il pubblico ha una responsabilità specifica nei confronti di qualsiasi cittadino.)

  3. mousse:

    Eh no eh… vibbì se mi diventi come Grillo ti cancello dal blogroll e non leggo più, ecco!
    ;p

 
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