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Archivio per il mese di Aprile 2007


mercoledì 11 Aprile 2007, 09:39

Linguaggi intelligenti

Da un remoto angolo del manuale di PHP:

“If you compare an integer with a string, the string is converted to a number.”

Ciò significa che, in PHP, il seguente test:

if ("pippo" == 0) {

è sempre vero.

A loro discolpa, devono già essersi accorti che questa era una stupidaggine di prim’ordine: difatti già dal PHP 4 hanno introdotto l’operatore === che vuol dire “uguali e dello stesso tipo”. Ma all’incauto programmatore che ci perde una mezz’ora viene lo stesso voglia di fustigarli.

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martedì 10 Aprile 2007, 14:33

L’universo e tutto quanto

Ehi! Cosa sono quelle facce scure? Oggi c’è troppa gente in giro a cui sembra che sia morto il gatto, se non un genitore; poi gli parli, e scopri che sono depressi perchè è morto un interprete afgano. Di cui peraltro, fino a due settimane fa, non avevano mai sentito parlare; e di cui a tutt’oggi, generalmente, non hanno mai nemmeno visto la faccia.

Se il rispetto per la morte di chiunque non si discute, così come l’evidenza della farsa – in cui era importante liberare il buana bianco, specie visto che scrive in prima su un giornale amico, e degli altri chi se ne frega -, è altrettanto vero che questa sorta di isterie collettive, istigate dai media e cavalcate dalla politica, diventano sempre più frequenti. Probabilmente, per tollerare il cinismo di base che ci impone la società moderna – quello che ci permette di ignorare, se non insultare, il lavavetri al semaforo e i bambini romeni che chiedono l’elemosina per strada – è necessario ogni tanto fare della beneficenza immaginaria, commuovendosi tanto per un perfetto estraneo, meglio se straniero e dal nome impronunciabile.

Perchè, a ben vedere, se proprio ce ne fregasse qualcosa di rapimenti, potremmo cominciare ad occuparci di Titti Pinna, rapito da sei mesi nel silenzio generale, in pieno territorio italiano. Ma lui è un allevatore sardo e non è trendy, non è sceso in piazza nemmeno Dario Fo che in piazza ormai ci vive, in Sardegna si muore soltanto negli ordinari ospedali della malasanità italiana – altro che Gino Strada – e non ci i sono carri armati americani di mezzo; e di sicuro non vedremo Prodi davanti alle telecamere in una domenica pomeriggio, con la faccia scazzata di chi stava seduto sul cesso a leggere Topolino in santa pace ed ha dovuto rivestirsi di corsa, a lamentarsi cinque secondi per la sua morte e cinquantacinque per l’indegna strumentalizzazione realizzata da questa opposizione vergognosa (con simmetriche risposte da parte dell’opposizione).

Breaking news: la gente muore. Anche a Pasqua. Anche per mano di altri esseri umani. Non c’è bisogno di andare fino in Afghanistan per scoprirlo. Chi non è in grado di accettare con serenità questo semplice fatto, forse ha qualche problema di rapporto con l’universo e tutto quanto.

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lunedì 9 Aprile 2007, 17:31

Un appello ai signori dell’UEFA

Is Italy ready to host the European Football Championships in 2012?

Italian football has been making headlines on national and international newspapers for years now. But not for what happens on the field.

Among the most known scandals of the last few years… passports forged to disguise foreign players as European, bankruptcies of several top tier teams, players betting on their own matches (twenty years later, again). Finally, in 2006, “Calciopoli”, the scandal of scandals, involving many top teams – among which Milan, Juventus and Lazio – and bringing Juventus to relegation and a penalty of 17 points (promptly reduced to 9 after a few months). In the meantime, Juventus had already been involved in the use of illegal drugs for doping – there was no punishment only because the time allowed for trial had expired.

And then, rankings and relegations decided in tribunals rather than by playing, the scandal of phone calls by team managers to direct referees, the scandal of the GEA, a company of player agents owned by sons of politicians, bankers and football managers, that controlled the careers of hundreds of Serie A players.

Was the World Cup won in Germany enough to clean up the conscience of Italian football from its failures and sins? It seems so, given that Italy is now up for being awarded the Euro 2012 Championships.

In Italy, however, many citizens are disgusted by this. After “Calciopoli”, the attempt to change the trend of corruption and scandals has clearly failed; all seems to change on the surface not to change anything in practice. And the Italian Federation and League shamelessly reappointed their old managers.

Even among fans, there is often no true culture of fair play. Juventus supporters, when the scandal erupted, exposed a banner saying “Il fine giustifica i mezzi” (“The purpose justifies any means”); Palermo supporters once showed banners against laws that hardened the prison regime for Mafia bosses.

In this rotten situation, violence erupts continuously, with frequent riots among fans of different clubs and with the police, with several seriously injured fans per week. Sometimes, it leaves dead people on the ground; the last, a police officer killed on the 3rd of February 2007 in Catania, during the match against Palermo.

Italy is a place where violence is contrasted only after someone dies, and only by laws and practices that are theoretically very hard – even unconstitutional – but have no practical effect. Only a few days ago, the supporters of Manchester United experimented in Rome how violent and ineffective is the Italian police in keeping stadiums peaceful. Italy is a place where there is no prevention, but just useless and random repression.

By awarding to Italy the European Championships, the idle and corrupt policies of the Italian government and football leaders would be supported; not awarding them would finally make everyone in Italy aware that this country does not lack repression, but a true sporting culture.

Moreover, the European Championships in Italy would give way to further corruption in the building of new stadiums and in the other necessary activities, as it already happened for the 1990 World Cup. For example, in Torino strong quarrels have already arisen over the town council’s decision to request public financial assistance to Juventus for the rebuilding of the Delle Alpi stadium. The money for Euro 2012 would surreptitiously fund a few Italian teams, thwarting once again competition among teams in Italy and in Europe.

For all these reasons, we – a group of Italian supporters and citizens that are ashamed of the situation of football in our country – plead your kind support to our request: please, do not award Euro 2012 or any other competition to Italy, as long as there is not a real change of culture and leaders in the Italian football.

Thank you.

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lunedì 9 Aprile 2007, 10:22

Duro lavoro

A noi piace il duro lavoro. Piace ritrovarsi a inizio serata per distrarsi un po’, provare a fare una cosa, e non riuscirci perchè non si è assolutamente capaci; e nonostante questo, cominciare piano piano, un passo alla volta, a imparare i movimenti e a studiare l’approccio migliore. E poi, a fine serata, finalmente riuscire ed esserne talmente contenti da mettere il video su Youtube come prova.

Certo, se non sapete di cosa stiamo parlando, non capirete bene lo sforzo che c’è dietro. Ma per questo c’è il secondo video!

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domenica 8 Aprile 2007, 08:51

Buona Pasqua

In genere a Pasqua, come ben sanno i due punto cinque lettori del mio blog, faccio un post di quelli millenaristici, a proposito della resurrezione. Quest’anno però mi sento meno filosofo del solito, e ho semplicemente voglia di uscire e godermi il sole. Il che poi è, appunto, la base della primavera e della resurrezione.

E quindi, su, anche voi: andate fuori a danzare sull’erba e impollinare i fiori!

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sabato 7 Aprile 2007, 14:58

Scene da una giornata urbana

Ieri, ora di pranzo. Esco di casa per andare in ufficio. Prendo la macchina, faccio cento metri e mi fermo al semaforo di piazza Massaua, cercando di accendere la radio.

Dopo qualche secondo, arriva una signorina su di un’utilitaria nuova di zecca, con l’aria sperduta e un Tuttocittà in mano. Si ferma a fianco, mi guarda, tira giù il finestrino (il mio era già aperto) e mi chiede: “Scusa… sai dirmi dov’è piazza Massaua?”. Io sorrido come un bel ragazzo su un’auto sportiva, ed esibendo sicurezza e controllo della situazione rispondo: “Ma certo, è proprio questa qui!”.

Peccato che, proprio in quel momento, si accenda la radio a tutto volume, e che Radio Flash stia mandando proprio allora del sano metallo. Il suono invade la strada e la ragazza pensa inorridita: “Oddio, un metallaro!”.

In compenso, la sera, uscito dall’ufficio, mi sono goduto uno spettacolare tramonto per il centro di Torino, dovendo andare a cercare un regalo di compleanno. Già che ero lì, ho deciso di cenare al volo e sono andato a prendere la pizza dall’unto di via Porte Palatine… che, essendo in chiusura, era deserto. Così la signorina, contenta che qualcuno finalmente entrasse ancora in negozio, mi ha dato due fette di pizza al prezzo di una, e ne abbiamo approfittato per chiacchierare un po’, in attesa che la pizza si scaldasse.

Infine, grande soddisfazione da Fnac: la Playstation 3, esposta in dimostrazione con gran luminarie all’inizio del settore videogiochi, era desolatamente vuota; mentre dietro, in un’angolino, c’erano una Xbox 360 e una vecchia PS2 attorno a cui la gente si picchiava, per provare Guitar Hero. Altro che miliardi di poligoni…

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venerdì 6 Aprile 2007, 10:12

Bull’Italia

Del bullismo si parla ormai dappertutto (e per fortuna). Ieri, però, dopo il famoso caso del disabile picchiato e ripreso su Youtube, un altro caso è arrivato da Torino alle cronache nazionali: quello del ragazzo del Sommeiller – scuola situata a fianco del Politecnico, nel quartiere benissimo della Crocetta – che si uccide per non dover più sopportare le prese in giro dei compagni, incentrate sul suo essere il primo della classe. Oggi, sulla scia, la cronaca locale riporta anche di una ragazza di Ciriè tormentata in tutti i modi dalle compagne.

Io, che sono un illuso, spero che queste situazioni emergano regolarmente da Torino e non da altre città, non perchè a Torino siano più frequenti, ma perchè da noi – l’unica parte culturalmente calvinista d’Italia – c’è ancora un po’ di attenzione per il valore dell’impegno, del lavoro e del rispetto reciproco. Insomma, da noi per queste cose ci si indigna ancora in massa; altrove, non so.

Al di là di questo, è evidente come il cosiddetto bullismo scolastico sia un problema profondo, e soprattutto non legato solo all’età della crescita. Certo, al liceo si è più crudeli e più sfacciati, e – abolita in allegria la sana abitudine di qualche mazzata genitoriale ogni tanto – ormai ci si arriva senza aver imparato le regole di convivenza civile; regole che esistono appunto per aiutare a dominare i più bassi istinti e permettere la convivenza all’interno di una società.

Eppure, considerando in particolare il bullismo contro i secchioni, non si può non notare come esso si verifichi in forme diverse in qualsiasi età. Non è soltanto al liceo che la persona più brava degli altri – in senso strettamente “professionale”, visto che il successo intellettuale si conquista solitamente a prezzo di quello interpersonale, e quindi con ampia e profonda sofferenza – dà fastidio, perchè costringe gli altri a confrontarsi con la propria mediocrità e soprattutto con la propria incapacità di accettarla.

Le università italiane sono piene di ricercatori bravissimi che non trovano spazio e subiscono una guerra continua, perchè mettono troppo in evidenza la mediocrità dei raccomandati. Nell’ufficio fantozziano medio, specie se pubblico, chi lavora sodo viene subito isolato, perchè poi, grazie al suo esempio, si potrebbe pensare di far lavorare anche gli altri. Persino nel calcio, il nostro tipico insegnamento tattico su come affrontare i giocatori più tecnici è quello di spaccargli le caviglie finchè non smettono di giocare. E non parliamo di impresa: in Italia, un imprenditore di successo non è uno che ha conquistato ricchezza grazie a intelligenza e lavoro e in questo processo creando posti di lavoro e benessere anche per altri, ma è uno che deruba e sfrutta il prossimo, su cui la collettività deve rivalersi ad ogni occasione.

E quindi, cosa fanno i migliori, in Italia? Scappano. Per fortuna non tutti scappano come il povero ragazzo di Torino; la maggior parte va a lavorare all’estero, come dipendente o con i prodotti della propria azienda, o perlomeno è ben contenta – a differenza di tutti gli altri – quando la sua mediocre azienda italiana viene svenduta all’ennesima multinazionale.

In Italia, restano solo i bulli; quelli che pensano che tutto si possa ottenere prendendosela con qualcun altro, invece che migliorando faticosamente se stessi. Quelli che fanno i bulli con lo Stato o con i conoscenti per ottenere privilegi e trattamenti di favore; quelli per cui lo Stato dovrebbe farsi bullo con i meritevoli, per dare poi a loro. Quelli che nascono frustrati dai modelli impossibili proposti dalla televisione, e che non hanno mai costruito sufficiente stima di sè per pensare di accettare senza invidia le fortune degli altri, o di potercela fare senza prevaricare gli altri.

Buona fortuna, Italia.

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giovedì 5 Aprile 2007, 13:26

Live in Borgomanero

Li hanno presi subito, i rapitori di Borgomanero. Rei di aver rapito, sabato sera, la figlia di una delle famiglie danarose del paese. Lasciata libera, per paura, dopo ventiquattr’ore. Dopo due giorni avevano già beccato il telefonista. Al primo interrogatorio, lui ha confessato i nomi degli altri.

Basta guardarli in faccia, nelle immagini del telegiornale, per capire tutto. Questi non sono banditi, non sono certo le bande feroci che rapivano i bambini negli anni ’70 e ’80, e gli mozzavano pure l’orecchio. Ma non sono nemmeno gli sbandati del paese, quelli che fanno dentro e fuori dalla galera. Sono persone normali, con il solo problema di non riuscire più ad arrivare a fine mese. Una è una vecchia signora che potrebbe essere la nonna di chiunque; aveva una piccola sartoria, che poi è fallita. Uno è un muratore con troppi figli da sfamare. Il capobanda è l’ex giardiniere del padre della ragazza rapita.

Ora, senza dubbio, la giusta punizione; fino a vent’anni di galera. Ma viene da chiedersi come la società italiana intenda affrontare il lento ma inesorabile inabissarsi nella povertà di tanta gente che vent’anni fa stava perlomeno bene, ma che è rimasta vittima della fatica che fa l’Italia ad adeguarsi al ventunesimo secolo.

Altrimenti, è probabile che il sequestro di persona, così come tanti altri reati di discreta gravità, diventi sempre meno un affare da professionisti, e sempre più un tentato metodo di sussistenza, difficile da contrastare con la pura repressione; a meno di non trasformare anche la nostra in una società all’americana, con legioni di poveri rigorosamente segregate al di là di linee invisibili.

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mercoledì 4 Aprile 2007, 17:07

Prontuario

A me piace sperimentare tutto, nella vita: il che comprende anche il non sperimentare nulla. Per chi ricade nella sottospecie più propria della prima categoria, però, ho pensato di tradurre e riportare i consigli ricevuti in francese tramite il mio amico Andrea (no, non Andrea e nemmeno Andrea e vari altri Andrea.). E colgo anche l’occasione per ripetere gli auguri!

Consumo d’alcool – Sintomi, cause e soluzioni

Primo sintomo: Piedi freddi e umidi.
Causa: Il tuo bicchiere è inclinato secondo un angolo scorretto.
Soluzione: Girare il bicchiere in modo che la parte aperta sia rivolta verso l’alto.

Secondo sintomo: Piedi caldi e bagnati.
Causa: Sai che c’è? Ti sei pisciato sotto.
Soluzione: Vai ad asciugarti nelle toilette più vicine.

Terzo sintomo: Il bancone è smaltato di bianco.
Causa: Non sei ancora uscito dalle toilette.
Soluzione: Chiama aiuto.

Quarto sintomo: Dopo un quarto d’ora, non ti è ancora arrivata la birra che hai ordinato.
Causa: Il bancone è dietro di te.
Soluzione: Girati, la tua birra è lì!

Quinto sintomo: Il muro di fronte è pieno di luci.
Causa: Sei caduto sulla schiena.
Soluzione: Posiziona il tuo corpo a 90 gradi rispetto al suolo.

Sesto sintomo: La tua bocca è piena di mozziconi.
Causa: Hai picchiato col naso nel posacenere.
Soluzione: Sputa tutto e risciacquati la bocca con un buon gin tonic.

Settimo sintomo: Vista annebbiata.
Causa: Stai guardando attraverso un bicchiere vuoto.
Soluzione: Chiedi un altro giro della tua bevanda preferita.

Ottavo sintomo: Il suolo si muove sotto i tuoi piedi.
Causa: Due buttafuori ti portano fuori dal bar.
Soluzione: Chiedi almeno dove ti portano.

Nono sintomo: I riflessi di molteplici facce ti guardano fissamente nell’acqua.
Causa: Sei nelle toilette, cercando di vomitare.
Soluzione: Mettiti un dito in gola.

Decimo sintomo: La gente attorno a te parla con un eco misterioso.
Causa: Hai un bicchiere all’orecchio.
Soluzione: Smetti di fare il cretino.

Undicesimo sintomo: La discoteca si muove parecchio, la gente è vestita di bianco e la musica è molto monotona.
Causa: Sei in un’ambulanza.
Soluzione: Non muoverti. Possibile coma etilico.

Docdicesimo sintomo: Tuo padre ha l’aria molto bizzarra e le tue sorelline ti guardano con aria stupita.
Causa: Hai sbagliato casa.
Soluzione: Chiedi a loro se possono indicarti dov’è la tua.

Tredicesimo sintomo: Un enorme faro della disco ti abbaglia.
Causa: Sei steso per la strada e fa già giorno.
Soluzione: Caffè e un goccetto per rimettersi…

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martedì 3 Aprile 2007, 14:50

Parlando di stadi (4)

Sempre per il balletto degli appaltistadi torinesi, c’è un’altra cosa che non ho ancora raccontato ma che merita menzione.

Difatti, regalatoceduto il Delle Alpi alla Juventus, la città si è chiesta: e adesso, i concerti dove li facciamo? Certo, “i concerti” è un parolone, visto che se va bene al Delle Alpi si fa un concerto l’anno, solitamente dell’anziano Vasco Rossi; e in fondo, per i grandi eventi – a seconda della dimensione – la città possiede solamente il Palasport del Ruffini, il PalaIsozaki, l’Oval del Lingotto e lo Stadio Olimpico; più il Mazdapalace (ex Palastampa) dato alla famiglia Togni, che da anni medita cause miliardarie contro il Comune, visto che prima gli avevano garantito l’esclusiva sui concerti di media dimensione a Torino e poi hanno cominciato a spingere il PalaIsozaki.

Dunque, volete non spendere dei soldi per costruire un’altro bell’impianto? Cinque milioni di euro dei cittadini, per la precisione; cioè, pare che il costo preventivato all’inizio (due anni fa) fosse di 1,6 milioni di euro, ma poi, si sa, l’inflazione, il carovita… Il povero appaltatore mica ce la poteva fare, senza triplicare il costo.

Già, ma chi è l’appaltatore? E’ la De-Ga, una delle più famose aziende di immobiliaristi torinesi. “Ga” sta per Gallesio, il presidente dell’associazione dei costruttori edili torinesi. “De” sta per De Giuli, ovvero la famiglia di costruttori il cui rampollo ha sposato la figlia dell’ex sindaco e presidente del Toroc, Castellani. L’azienda ha fatto i fantastilioni negli anni ’90 quando, a Castellani sindaco, ristrutturò l’intero quadrilatero romano, zona allora degradata, trasformandolo in case trendy per i nuovi ricchi. Pochi mesi fa, il Comune ha assegnato alla De-Ga il lavoro di ristrutturazione in albergo della “Casa Gramsci” di piazza Carlina, preferendola “solo” alla Radisson, una delle maggiori catene alberghiere di lusso del mondo, svedese. Ma vuoi mettere i leader mondiali in confronto al genero dell’ex sindaco?

Ciliegina sulla torta, dove si fa, questa nuova e vitale costruzione? Ovviamente, alla Continassa; esattamente tra lo Stadio delle Alpi e il Mazdapalace. Metti che vengano a suonare i ricostituiti Police, così puoi mettere Andy Summers al Mazdapalace, Stewart Copeland nel nuovo palazzetto e Sting al Delle Alpi: comodo, no? Che poi questa nuova opera contribuisca ulteriormente a valorizzare il costruendo e dirimpettaio centro commerciale della Juve è solo un dettagliuccio; peraltro, i ben informati insinuano che il Comune abbia concesso alla Juve un’opzione di acquisto su qualsiasi cosa venga costruita su quel terreno, ma ciò parrebbe troppo anche a me.

E l’Olimpico? In fondo è della città e per il momento pare che lo resterà, e lì cinquantamila persone per un concerto (usando anche il prato) ci starebbero senza problemi… ma che domande, è ovvio che non si può fare: quello sarà lo stadio del rugby, mica vuoi rovinare il prato con un concerto di Vasco Rossi ogni due anni…

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