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lunedì 28 Maggio 2007, 13:05

La solitudine delle persone serie

Non volevo commentare anch’io il caso WikimediaDel Papa; ormai in rete ne hanno già parlato tutti, in ogni maniera (se siete tra i pochi che non conoscono la storia, .mau. ha un buon riassunto con interessanti commenti).

Il tema, tutto sommato, è banale: è ovvio che qualcuno deve rispondere di ciò che pubblica a mezzo web, compresa Wikipedia; se uno si ritiene diffamato da un articolo di Wikipedia, ha tutto il diritto di portarne gli “autori” e gli “editori” in tribunale. La legge dovrebbe essere diversa rispetto alla carta stampata, sollevando dalle responsabilità chi gestisce siti che raccolgono contributi dagli utenti – a parte quelle di intervenire su segnalazione – e concentrandola sui singoli autori; d’altra parte, gli autori di Wikipedia dovrebbero essere più chiaramente identificati, non solo per poter rispondere di fronte alla legge (cosa che comunque già si ha, risalendo all’indirizzo IP) ma anche per poter valutare la credibilità e l’imparzialità della fonte. In ogni modo, è una questione legale che discuterà eventualmente un tribunale.

A me però, come sempre, interessa di più l’aspetto umano del caso: questo tizio che pare un po’ un Prospero Pirotti, ma di livello intellettuale decisamente superiore, avendo all’attivo libri seri e collaborazioni a riviste di prestigio. Il suo pirottismo sta nella prosa fiammeggiante con cui si scaglia più o meno contro tutto e contro tutti, apostrofando e criticando: in questo articolo trovate un bel po’ di esempi.

Di tale articolo, una cosa mi ha colpito: il fatto che, alla fin fine, a Del Papa si rinfaccino due cose.

La prima è quella di essere fuori dal coro. Lo si accusa di aver detto di Enzo Baldoni, invece di unirsi alle agiografie post mortem, che avrebbe dovuto evitare di rendere orfani i propri figli per fare l’eroe di sinistra in Iraq, una osservazione che personalmente mi pare condivisibile, anche se poi ognuno fa le proprie scelte di vita e ha le proprie priorità. Si racconta con compiacimento che è stato sbattuto fuori da una rivista di intellettuali perchè si è permesso (non sia mai!) di criticare Annozero di Santoro; con tanto di umili scuse a Santoro del direttore della rivista. Di questo, gliene si fa una colpa o motivo di irrisione.

La seconda cosa che viene rinfacciata a Del Papa è quella di essere serio. Di dire ciò che pensa credendoci davvero, fino al punto da indignarsi, incazzarsi, dare dei servi e dei venduti agli altri, passare ore a scrivere pagine e pagine per motivare e raccontare ciò che non ritiene accettabile, mettendoci dentro una evidente mancanza di comprensione per le motivazioni degli altri, una certa dose di maleducazione e un po’ troppa enfasi; ma anche passione e coraggio.

Ovviamente il tono che usa non è condivisibile; Del Papa dovrebbe avere maggior rispetto degli altri, meno suscettibilità, e probabilmente meno paranoia. Ma, alla fine, ciò di cui lo si accusa è di essere allo stesso tempo anticonformista, sincero, e non disposto ad adeguarsi; non portato a lasciar correre, a far finire tutto a tarallucci e vino, a lodare i santi e i defunti anche se di loro in cuor suo pensa peste e corna, a parlar sempre bene dei potenti e degli amici degli editori delle riviste su cui scrive, in puro stile italico.

E invece, in questo paese derelitto manca appunto la capacità di incazzarsi, di denunciare i re nudi che ci ammanniscono minchiate come se fossero capolavori artistici, di portare in tribunale chi ti sottomette o ti maltratta, magari nascondendosi vigliaccamente dietro un commento anonimo su una enciclopedia senza firme, o nel fiume del conformismo perbenista all’italiana, berlusconide e sinistrorso in egual misura, che è poi il bullismo della maggioranza di questo Paese contro chi non si adegua al malcostume.

Se l’incazzatura è immotivata, lo deciderà il tribunale. A me spaventa di più vedere la rete, in teoria spazio di libertà, occupata da una specie di linciaggio mediatico in coro, rivolto contro una persona che ha la colpa principale di essere diversa, e non accomodante.

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17 commenti a “La solitudine delle persone serie”

  1. Andrea:

    Non mi sembra che nell’articolo che linki si rimproveri a Del Papa di essere anticonformista, si dice che se non si lasciasse andare come invece fa sarebbe un ottimo polemista, che è un po’ la stessa cosa che dici tu, e si critica “l’eccesso di risposta” degli sfottò. Poi tu dici: mancanza di comprensione per le motivazioni altrui, toni non condivisibili, paranoia, iper-suscettibilità… Ma scusa, se metti queste caratteristiche tutte insieme, ti pare forse poco??? Dopodiché uno può anche dire – ci mancherebbe – che Baldoni poteva fare a meno di cacciarsi nel merdaio iracheno, ma nessuno dovrebbe permettersi di mettere in dubbio che amasse la sua famiglia, o sbaglio?

  2. downstream boy:

    se posso, aggiungo che criticare Santoro è legittimo, ma non dovrebbe esserlo scrivere che, se non si svela al mondo Santoro come il fascista che è, è soltanto per magnanimità e in realtà l’accusa di fascismo non sarebbe fuori luogo. Perché MDP questo, ha scritto, ha usato un artificio banale per dare del fascista a Santoro fingendo di non darglielo. Su Baldoni,aggiungo che MDP negli anni ha insultato CHIUNQUE sia stato così scemo da farsi rapire in Irak e in Afghanistan, operatore umanitario o reporter che fosse. Carta (anzi blog) canta, i suoi scritti sono reperibili in pochi secondi….

  3. downstream boy:

    Uno, per esempio, è qui:
    http://www.forzanuovarimini.splinder.com/1126195976#5654614

  4. vb:

    Su quanto ami la propria famiglia uno che va senza esserne obbligato in una missione a chiaro rischio di morte potremmo discutere: probabilmente la ama, ma ama di più il proprio lavoro. Questo detto, perchè dovrebbe essere vietato dare del fascista a Santoro o pensare che chi va in Iraq a farsi rapire sia stupido?

  5. BlindWolf:

    Discussione interessante perchè complessa.

    Abbiamo tra le mani un Provocatore. Oltre al citato MDP posso aggiungere, di getto, Giuliano Ferrara, Oriana Fallaci, Beppe Grillo, Michele Santoro, Gianfranco Funari, Daniele Luttazzi.
    Il Provocatore può benissimo dire cose intelligenti e sensate, ma le dice con il “complesso del sultano”:
    1) insultando e denigrando chi vuole attaccare; se le vittime dell’attacco stanno sia a destra che a sinistra è meglio (fa leva sui tanti qualunquisti)
    2) non mettendo in minimo dubbio le proprie parole, costruendosi un’aura di infallibiltà
    Entrambe le cose portano ad avere uno zoccolo duro di discepoli di scarsa personalità che prima vagavano nel deserto alla ricerca di un leader ed ora l’hanno trovato.
    D’altra parte molte persone (la maggioranza) trovano questo atteggiamento particolarmente irritante e lo contestano più o meno apertamente. Qualcuno particolarmente vigliacco può sfruttare in modo più o meno anonimo dei canali di sputtanamento privilegiati (da Wikipedia al Google bombing).

    In conclusione (a mio modesto e confutabile parere):

    1) Ritengo MDP uno che dice anche delle cose sensate, ma sa benissimo che deve provocare ed insultare per far esaltare i propri adepti. Quindi ci credo che non scende a compromessi… l’unica divinità è sè stesso! Se poi parliamo di conformismo, dire “chi glielo fa fare di andare a Timor Est, in Colombia ed in Iraq quando ha moglie e figli?” è molto conformista… è il principio italico del “tengo famiglia” (in tal caso coniugato alla terza persona)

    2) Wikipedia ha ovviamente i propri punti deboli. Non va presa come infallibile. Ma è prontissima a rimuovere o ad etichettare il materiale controverso. Nella sua storia, specialmente negli USA, ha avuto problemi ben maggiori di Massimo Del Papa. (E poi, chi prendiamo come infallibile? I giornali, i telegiornali, la Bibbia?)

    3) La (presunta) querela per diffamazione (a ragione o a torto) mi sa tanto di prassi italica, da “Lei non sa chi sono io” (concordo con .mau.). Presumo che le pagine dei politici più in vista siano più prone a vandalismi del genere; eppure tra il comportamento di Wikipedia e la comprensione dei diretti interessati non mi risulta che siano mai stati tirati in ballo tribunali ed avvocati. Vogliamo parlarne?

    4) di diffamazioni, falsità, accuse più o meno fondate, ecc. ne sono pieni i blog e relativi commenti, i forum ed i newsgroup. Anna Masera parla di “eccessi di democrazia” ma rendiamoci conto che la democrazia ha questi difetti: se non appaiono significa che non siamo in presenza di una democrazia propriamente detta.

  6. .mau.:

    le pagine dei politici più in vista sono tutte controllate a vista, e una qualunque modifica non corrispondente a quanto si trova in giro viene eliminata nel giro di qualche minuto.

  7. Attila:

    Sulla questione del “tengo famiglia”, io la ribalterei…
    Io vado in una zona calda del pianeta dove (OVVIAMENTE) mi pagano molto di più per i miei servizi (non credo che in termini economici s’intende) rispetto ad intervistare la Siora Maria alla fiera della Bietola. In più sono quasi sicuro di poter scrivere in seguito libri, fare interviste retribuite etc…
    Quando mi rapiscono (colpo di culo, e scusatemi il francesismo, per qualcuno come la Sgrena che diventa maitre a pensier e vezzeggiata ospite di chiunque), a quel punto “Tengo Famiglia, li figghi, ‘a muijera”… e tutti noi paghiamo…
    Scusatemi il cinismo… ma qualche volta questo bel giuoco potrà anche finire male…
    Qualche volta finisce male per i terzi (leggi Calipari, che se fossi nell’eroina Sgrena, me lo sentirei molto sulla coscienza, e lo vedrei la notte come il fantasma di Banqo) che centrerebbero poco con le prodezze di questi audaci…
    E poi tirano fuori la balla cosmica che lo “fanno per noi”, per “informarci”… Beh… potrebbero informarci anche sulla sagra del peperone…
    Io so sul mio lavoro quali e quanti rischi corro e/o voglio correre… se il giuoco vale la candela… e non credo che questi giornalisti/volontari/etc. siano dei nati ieri e/o sfortunati…
    Insomma… non occorre essere un genio per scoprire che se infili un dito nell’acqua bollente ti scotti!

  8. BlindWolf:

    @.mau.: da una pagina linkata (da te o da vb) si evince che anche i primi attacchi a MDP sono stati corretti in breve tempo. In caso di alto rischio o di ripetuti vandalismi Wikipedia prende provvedimenti (tipo la restrizione alla modifica della pagina). Per questo presumo che la querela sia stata un po’ precipitosa.

    @Attila: ok, ma in quelle zone qualche giornalista ci dovrà pur andare, no? E se nessuno ci vuole andare per il salario base dovrai pure offire più soldi finchè qualcuno non alza le chiappe dalla sedia, no? Fino ad alcuni anni fa (forse ancora adesso) anche i nostri patriottici soldati in missione di pace ci andavano perchè pagati per il rischio che corrono…

  9. Beppe:

    “perchè dovrebbe essere vietato dare del fascista a Santoro”

    Scusate, ma che logica assurda è questa?

    A parte che dare del fascista a un non-fascista è tecnicamente un’ingiuria e in quanto tale è punibile penalmente, ma anche se così non fosse:
    Articolo 21 è un’associazione privata che ha tutto il diritto di escludere dai propri ranghi un socio che chiami “fascista” un altro socio, sia pure con un escamotage da due soldi. Qualunque altra associazione avrebbe chiesto scusa a un suo socio trattato in quel modo, e avrebbe preso provvedimenti contro chi aveva offeso. Dove starebbe la censura?

  10. Andrew:

    La cosa più squallida che ricordo della vicenda di Baldoni è il titolo “Vacanze intelligenti” di Libero, che come tutti sappiamo era a libro paga del Sismi (nella figura del suo vicedirettore Renato “Betulla” Farina).
    Di giornalisti che mettono il naso dove non dovrebbero ce ne sono migliaia. Per fortuna. Altrimenti non saremmo a conoscenza di nessuna verità imbarazzante, ed invece di pensare saremmo beatamente seduti a trangugiare il “panino” proposto dai mezzi di (dis)informazione, che a quel punto potrebbero tranquillamente licenziare tutti i giornalisti, tanto bastano i comunicati stampa dell’Esercito, della Polizia, dei Carabinieri, di Sandro Bondi, di Sircana, ecc.
    Se ficcanasare è per qualcuno un indice di stupidità, sono problemi suoi. Se Del Papa ritiene che i giornalisti che si fanno ammazzare siano tutti degli imbecilli, significa che lui è così intelligente da evitare di inguaiarsi.
    Non ritengo “condivisibile” dire che Baldoni sia andato in Iraq per “fare l’eroe di sinistra”: per antitesi, si deve dedurre che chi non va in Iraq è un “eroe di destra” od un “codardo di sinistra”.
    Baldoni era un giornalista freelance. Cercava le informazioni e poi le vendeva a chi ne era interessato (e se le vendeva a ‘Diario’, non credo sarebbe divenuto ricco). A qualcuno interessa la Sagra del Peperone, ad altri interessa sapere com’è una guerra, vista da dentro, per avere una sensazione (anche mediata), per poter dire “le guerre è meglio evitarle” (oppure per poter dire “Mi piacerebbe sentire l’odore del Napalm al mattino…”).
    Baldoni faceva il suo mestiere, cioè raccontava gli avvenimenti da lui visti. Poi, che lo facesse con stile eccelso o con prosa strafatta, erano scelte sue.
    Del Papa, non mi sembra uno che metta a nudo il re, piuttosto mi pare uno invidioso di tutti. E per mettere a nudo il re, o far schiattare i potenti, ci vogliono giornalisti ficcanaso, non degli invidiosi.
    Nel caso di Santoro non mi esprimo, dato che non lo posso soffrire… Più che tutto perché lo considero un abile pigliatore di palle al balzo (“Mi licenziano? Mi candido! Mi reintegrano? Eccomi!”).

  11. vb:

    Io ammiro molto Baldoni, anche se più che altro per le traduzioni di Doonesbury :-) Però è indubbio che lui conoscesse il rischio che correva: io penso che certi rischi si possano prendere per se stessi, ma sia meno giusto prenderli con una famiglia che ti aspetta. Poi, come ho scritto, sono decisioni personali che ognuno prende con la propria coscienza: certo il titolo “Vacanze intelligenti” è disgustoso.

    Sul fascismo… boh, pensa, esistono ancora persone che considerano “fascista” un insulto, dopo che abbiamo avuto un ex fascista per Ministro degli Esteri. Vabbe’, ognuno è libero di vivere nel secolo che preferisce.

  12. Antonio Bertasi:

    *Per fortuna*, aggiungo io, c’è ancora chi considera “fascista” un insulto. E per fortuna la Cassazione gli dà ragione.

  13. BlindWolf:

    @vb: dubito che quando Baldoni si fosse sposato fosse un impiegato del catasto o si limitasse a disegnare le rondini della San Benedetto (traduceva anche Doonesbury? Non lo sapevo).

    Per quanto riguarda gli insulti: ogni parola può essere un insulto se detta con l’intenzione di offendere e se il destinatario non si riconosce nel’epiteto o se si riconosce ma non ama sentirselo dire… Se dai del fascista a Teodoro Buontempo se ne vanta, se lo dai ad un partigiano presumo che si alteri un pochino.

  14. vb:

    Dev’essere questione d’età: per me “fascista”, “comunista” e “democristiano” sono aggettivi qualificativi riferiti a ideologie del secolo scorso, mentre per chi era lì a menarsi negli anni ’70 sono dichiarazioni di appartenenza: per cui per loro, se appartenevano al gruppo opposto, “fascista” è un insulto grave, come “juventino” è un insulto grave per un ultras del Toro.

  15. Dimitropa:

    Siamo seri, per favore: il fascismo fu una dittatura alleata di Hitler e complice morale e materiale dell’Olocausto. Chiamare “fascista” qualcuno è ingiurioso. Ma anche senza scomodare il codice penale, Articolo 21, fin dal nome che si è scelta, è un’associazione antifascista. Massimo Del Papa non poteva pretendere che, scomodando la parola “fascismo” per descrivere le attività di un socio dell’associazione, quest’ultima non reagisse come ha reagito. La censura non ha niente a che vedere con tutto questo.

  16. noè:

    ho trovato per caso questa pagina. Mi volete spiegare di cosa state parlando o è un argomento per una ristretta elite? Se pensate che rendere qualsiasi argomento difficoltoso da comprendere sia un vantaggio allora non prendentevela se (le masse) la maggiorparte delle persone si disaffezionano alla politica ed a un impegno civile…

  17. .mau.:

    Noè, domanda preliminare. Hai già provato a cliccare su qualcuno dei link in questa pagina?

 
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