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giovedì 16 Luglio 2009, 16:21

Nudi nell’oceano che sale

Scommetto che volete ancora sapere qualcosa di Beppe Grillo, dopo che in tre giorni ha ridicolizzato il PD, messo in rivolta metà degli elettori del centrosinistra contro la loro dirigenza e conquistato tutte le prime pagine con una semplice idea nata sotto gli ombrelloni.

A questo proposito, vi suggerisco di leggere l’intervista al Corriere e poi di fare mentalmente un confronto tra l’idea grillina di politica basata sul “leader autorevole” – un rapporto diretto tra una persona e le masse, che però vive sempre sul filo del rasoio in quanto alla prima stronzata le masse sputtanano il leader su Internet – e l’idea piddina di politica basata sulla compravendita di tessere a Napoli.

“Populista” è il termine che usano i politici di ogni colore (ma specialmente quelli della sinistra classica) per riferirsi a chiunque si interessi dei problemi della gente; già perché per la sinistra la gente non ha mai problemi, a patto che voti per loro aderendo così al mitico, utopico progetto di grande società giusta e perfettamente regolata. Per esempio, la criminalità legata all’immigrazione è un problema che per la sinistra non esiste, in quanto nella società giusta e perfettamente regolata tutti gli immigrati sono poveri sfruttati a cui dobbiamo risarcire gli indubbi millenni di sfruttamento eurocentrico. L’immigrato violento, criminale o antisociale sarebbe per la sinistra un “syntax error” che non può essere ammesso, dunque se qualcuno ne ipotizza l’esistenza è senz’altro un razzista, e se questo qualcuno porta delle prove con cui ne dimostra l’esistenza nella realtà, è la realtà ad essere sbagliata.

Questa mentalità presuntuosa ed elitaria è tuttora profondissima in tutti i vari rami della sinistra; il massimo che il PD è arrivato a fare, capendo di essere fuori mercato e a fronte del rischio di dover mollare le poltrone, è stato quello di adottare posizioni liberiste e berlusconiane senza capirle, dunque ripetendole a pappagallo e provocando il famoso effetto “piuttosto che comprare Ben Cola allo stesso prezzo della Coca Cola, prendo quella originale”, cioè facendo spostare stabilmente verso destra gli italiani e garantendo a Berlusconi la polizza vita di cui parla anche Beppe.

Dunque non stupisce che il PD giudichi populista l’idea che i propri tesserati e simpatizzanti possano votare o non votare per il candidato segretario che pare a loro, sceso in campo direttamente tramite i media e senza tante formalità, al di fuori dell’agghiacciante schema piramidale di feudatari, vassalli e valvassori di cui sono fatti oggi tutti i partiti. La risposta del PD è altrettanto agghiacciante: difatti, invece di aprire un dibattito politico o di contestare a Beppe la differenza di vedute (contestazione peraltro impossibile, dato che le liste a cinque stelle hanno un programma modernissimo e pendente a sinistra, mentre il PD non ha un programma o un’idea che sia una per il futuro del Paese), si sono attaccati alle regole della piramide: e non è residente qui, e il comma nove dell’articolo 3, e insomma non è possibile che uno così possa pensare di candidarsi e avere seguito tra i nostri elettori, e se nella realtà ciò avviene vuol dire che è sbagliata la realtà.

Eppure è proprio l’idea di società a piramide che è morta, sepolta dall’avvento della rete e della società orizzontale, peer to peer, che essa promuove e propaga; e con essa muoiono le regoline e le regolette con cui pochi umani pretendono di decidere per tutti gli altri, dato che le regole di partito non possono opporsi a cambiamenti sociali epocali più di quanto non si possa far girare il sole attorno alla Terra per decreto. Naturalmente ci vorranno ancora decenni, e naturalmente, se il residuo potere riuscirà a controllare e sovvertire le basi della rete, il cambiamento non avverrà mai. Ma il crollo prossimo del partito depressocratico è un altro segnale: se le si dà abbastanza tempo, a forza di ondate, l’acqua distrugge anche la roccia più solida.

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5 commenti a “Nudi nell’oceano che sale”

  1. emilio:

    Concordo sul fatto che il PD negando la tessera a grillo abbia computo l’ennesimo autogol, offrendo ancora una volta il fianco a critiche generalizzate. Tuttavia mi sembra che in questo caso si voglia difendere grillo su un aspetto pericoloso. Stabilire se grillo sia effettivamente populista o meno nell’affrontare la sua avventura politica francamente non mi interessa ma qualora lo fosse, a mio modo di vedere, la cosa non è giustificabile. Populismo non significa interessarsi ai problemi della gente ma sfruttare i problemi della gente per acquisire o mantenere potere. Il populismo latino americano ha trovato nella difesa delle classi più deboli e di un generico bene nazionale la giustificazione per violare diritti civili e umani ed allontanarsi progressivamente dalla democrazia senza in realtà apportare alcun beneficio, nè di carattere economico nè sociale, alle classi sociali che ha sempre preteso di difendere. Il populismo capovolge l’idea di politica, non si vuole proporre la propria idea ma si cavalcano le idee della massa per ottenere il potere e una volta ottenutolo per comandare senza rispettare costituzioni e procedure in nome di un fine più alto, il bene del popolo, sfuggendo ad ogni critica e ad ogni controllo. Più che a grillo mi fa pensare ad altri indvidui con i quali da quel punto di vista è oggi difficile rivaleggiare (purtroppo per grillo, per il PD e per chi è nato in Italia in generale).

  2. paolo:

    ““leader autorevole” – un rapporto diretto tra una persona e le masse”

    A dispetto della risposta, il rischio adombrato dall’ intervistatore c’e’, eccome.

    Una riedizione del
    me ne frego di Bombacci e del sol dell’avvenir

    non e’ un pensiero assurdo.

    Le dinamiche sono proprio quelle. Il disprezzo anche.

    La motivata rabbia diffusa e’ un propellente potente. Ed e’ la rabbia, non la bonta’ delle proposte che crea lo spazio politico che Grillo occupa

    Non credo esista un pericolo Grillo, ma Grillo sta dimostrando che quelle dinamiche ancora funzionano, complice l’insipienza altrui, certamente.

    Che da qualche parte qualcuno stia apprendendo la lezione mi pare assai probabile.

    Se sara’ un peronismo italico straccione o un Poujad o qualcosa di piu sinistramente serio non so dirlo.

    Spero sapremo riconoscerlo in tempo, ma ne dubito.

  3. ff:

    “società p2p” uhm… basta che non me la vendiate come più democratica o giusta. io vedo che grillo sa muoversi bene in un mondo dove la comunicazione è cambiata ed è probabilmente il più efficace tra i comunicatori (efficace nel senso che è quello che a un costo minore – ci guadagna pure, e non è un male – riesce ad ottenere la penetrazione massima), ma non credo alla favola per cui la rete ti smaschera subito se non hai un messaggio o se dici cavolate, anzi per noi tutti diventa molto più difficile evitare il qualunquismo, perché c’è da filtrare una quantità di input tale da sfiorare il rumore di fondo.

  4. mfp:

    VB, a me cmq dispiace per la Serracchiani. Era partita bene con quel video, ed ha dimostrato di essersi gia’ adeguata ai vizi preesistenti nel giochino; d’altronde la cupola annusata la giovane rampante le ha dato una poltrona in Europa, non poteva che accodarsi ai baroni appellandosi ai vizi formali e l’assenza di amore per un partito che finche’ vedra’ iscritti i leader fallimentari degli ultimi 20 anni (e piu’) e’ morto, un brand morto. E’ la dimostrazione che avevo ragione a TREMARE quando Fassino alla domanda di Piero Ricca rispose che si era fatto la dispensa alla regola delle 3 legislature per se e la moglie perche’ loro dovevano formare i nuovi leader…

    ff, non ti preoccupare, e’ anche piu’ efficente. Solo per questo e’ “piu’ democratica e giusta”. Siamo bestie, se la pappa finisce ci scanniamo come le bestie. Quindi all’aumentare della popolazione e/o al diminuire delle risorse, indipendentemente dal concetto personale di democrazia e giustizia, o aumentiamo l’efficenza o ci scanniamo. E non c’e’ ideologia o religione che tenga; o meglio, volendo c’e’ la Soluzione Finale e la pena di morte (a cui, guarda caso, Ratzinger e’ favorevole; lo scrisse qualche decennio fa, solo che non lo puo’ dire per questioni di immagine piuttosto ovvie; e anche nella defunta costituzione europea e nel successivo altrettanto defunto trattato di Lisbona era stata reintrodotta… guarda caso). Per societa’ p2p devi pensare ad un meccanismo che senza interventi “dall’alto” (statalismo? dirigismo?) prende l’indice di gini e lo spinge in basso. Se intervieni hai fallito. Se si alza l’indice di gini hai fallito. Se ci scanniamo hai fallito. Ovvio, possono presentarsi criticita’ (derivate magari da un fallimento precedente, una nuova necessita’, o da cataclismi naturali) per le quali e’ necessario assemblare una squadra di tecnici da mettere a lavorare per la collettivita’… ma e’ una misura temporanea, che deve nascere con una data di scadenza, con un obiettivo ben preciso, e da una esigenza sentita dal numero sufficente di lavoratori (dove per “sufficiente” si intende una quantita’ di lavoratori che possano pagare per intero quella loro esigenza) e non da un pinco pallino che da 20 anni (es: Anna Serafino, moglie di Fassino) vive con l’autista pagato dalle tasse di 10 operai – ie: vive su un altro pianeta – che una mattina si sveglia e decide di organizzare un evento ippico o presentare il libro dell’amico di sezione… no apparati feudali che si scannano tra loro per poter passare il titolo nobiliare ai propri figli e famigli.

  5. Alberto alias Coloregrano:

    Ho preferito per una volta risparmiare a “Nearatree” uno dei miei commenti chilometrici e rispondere indirettamente con un post sul mio blog. Se vi può interessare…

    http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=501

 
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