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mercoledì 10 Novembre 2010, 09:21

Primarie del Movimento 5 Stelle di Torino – secondo turno

Stamattina leggerete sui giornali della nostra conferenza stampa di ieri mattina, in cui abbiamo presentato ufficialmente il processo delle primarie del Movimento 5 Stelle Torino. Vorrei dunque chiarire a tutti cosa succederà adesso.

Domenica il gruppo ha selezionato tre candidati: Viviana Ferrero, Antonino Iaria e un certo Vittorio Bertola che già conoscete. Nelle prossime due o tre settimane i candidati si confronteranno in pubblico; in particolare, sabato 20 sera e domenica 21 pomeriggio si svolgeranno due dibattiti all’americana, a cui siete invitati a partecipare. Il voto avverrà in data da definire, verso fine mese, e potranno votare tutti i residenti a Torino che siano già iscritti o che si iscrivano in questi giorni sul sito nazionale del Movimento 5 Stelle. Per iscriversi è necessario compilare un modulo con i propri dati e allegare (dopo la registrazione) la scansione di un documento d’identità, in modo da controllare la veridicità dei dati ed evitare voti farlocchi (vogliono un JPG di massimo 150 kB, dunque non esagerate con la risoluzione della scansione).

Chi prenderà più voti online farà il candidato sindaco: Grillo ci ha chiesto di eliminare il voto pesato di cui avevamo discusso nelle scorse settimane, e noi abbiamo accondisceso con piacere – in particolare io, essendo quello che sosteneva sin dal mese di giugno l’idea delle primarie online aperte a tutti i cittadini. Dunque, ora la scelta è completamente nelle vostre mani, come è giusto che sia.

Chiudo allegando la parafrasi del discorso che ho fatto ieri durante la conferenza stampa, quando mi hanno chiesto di spiegare perché mi candido e quale sia la mia visione per il futuro di Torino. Spero che vi piaccia.

Mi candido per mettere le mie capacità e la mia esperienza internazionale al servizio della mia città, pensando di poter essere un buon sindaco per ringiovanire e rilanciare Torino.

Torino è una città economicamente in crisi: è la città più indebitata d’Italia pro capite (quasi 6000 euro per abitante) e anche l’economia privata sta svanendo – chiudono non solo le fabbriche ma anche gli uffici, e per trovare un lavoro stabile si deve spesso emigrare a Milano o all’estero. Finora questa situazione è stata nascosta sotto il tappeto delle Olimpiadi, dei grandi eventi, dei comunicati trionfali; Chiamparino sta vivacchiando e rimandando i problemi per arrivare a scadenza. Chiunque si troverà ad amministrare il Comune si troverà di fronte a una situazione drammatica, sia dentro che fuori dalle casse comunali.

Io credo che la città abbia le risorse e i valori per aprire una nuova stagione e uscire dalla crisi, a patto che si verifichi un cambiamento profondo, generazionale. Né il centrosinistra né il centrodestra sono capaci di questo; sono privi di idee, legati alle clientele e ai salotti, e ragionano con modelli di sviluppo ottocenteschi – la grande fabbrica, la grande infrastruttura. Ma nel ventunesimo secolo, nell’Occidente sviluppato, la ricchezza può derivare solo dalle idee, dai servizi, dalle produzioni immateriali e sociali.

Dunque a Torino servono due cose: innovazione e meritocrazia. L’innovazione è necessaria perché le nostre aziende offrano prodotti che a qualcuno interessa comprare; la meritocrazia, attraendo a Torino i migliori giovani cervelli d’Italia e del mondo e affidando la città a persone capaci anziché agli amici dei salotti, permette alle idee intelligenti di emergere e venire realizzate.

In questo modo si può riportare a Torino lo sviluppo; ma uno sviluppo nuovo, che non miri all’incremento della produzione di beni materiali, ma alla solidarietà, alla qualità della vita, a un nuovo senso di comunità, a un benessere durevole per tutti. L’obiettivo della politica non deve essere l’arricchimento di pochi, ma la felicità di tutti. Noi saremmo contenti se potessimo amministrare questa città con questo obiettivo: quello di rendere ogni torinese innanzi tutto un po’ più felice.

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8 commenti a “Primarie del Movimento 5 Stelle di Torino – secondo turno”

  1. mke:

    Il weekend del 20 non ci saro’ pero’ spero di potere vedere direttamente gli scontri online.
    Ti sosterremo comunque! ;)=

    mke

  2. Redsox:

    Bene! Sabato ci sarò!

  3. raccoss:

    A parte le belle parole, in concreto, cosa speri di fare dalla tua probabile posizione di minoranza?

  4. Andrew:

    Dato per scontato che non vincerete le elezioni, al ballottaggio chi appoggerete?

  5. vb:

    Io non do per scontato niente, io mi candido da sindaco e non da altro… penso seriamente di poter essere un sindaco migliore di Fassino e se esamini seriamente le cose ti rendi conto che non è affatto una idea campata in aria. Dopodiché ovviamente so che le probabilità sono basse :)

    In tal caso, al ballottaggio non appoggeremo nessuno: i nostri elettori sceglieranno liberamente se andare a votare e per chi (d’altra parte mica sono nostra proprietà).

    @Raccoss: E’ chiaro che se finiremo in minoranza potremo fare soltanto una attività di “sorveglianza”, trasparenza e contestazione di paciocchi e maneggi vari. Continueremmo ugualmente a presentare le nostre proposte e non escludo che chi governa le possa fare proprie, dato che speriamo di mettere insieme un programma concreto e intelligente.

  6. paolo s.:

    Dubito che il candidato sindaco della sinistra torinese sara’ Fassino, quanto il rettore del poli, che ovviamente ora nicchia. L’idea che i salotti torinesi hanno e’ quella di attirare in citta’ i migliori cervelli d’Italia e non solo per la ricerca.. (un po’ la tua idea), alla bisogna il rettore va piu che bene.
    Di grottesco c’e’ il fatto che al momento dell’unita’ e al suo 150esimo anniversario, Torino sia sempre la citta’ piu’ indebitata della penisola (e isole comprese).. e che le idee piu lungimiranti siano le stesse di 150 anni fa. Togliere risorse ad altri territori: 150 anni fa la cassa del regno delle 2 sicilie (che valeva il doppio di tutta quella degli altri staterelli poi unificati), oggi le menti (al sud soprattutto). In questo Profumo ha un netto vantaggio su di te: con il suo ateneo ha creato gia tanta precarieta’ sulle spalle di giovani provenienti da tutta Italia e da molte zone del globo per costruire la sua cittadella politecnica, praticamente per meta’ in mano alla GM (che chissa’ se reggera’ l’urto della crisi mondiale)!

  7. vb:

    Mah, Profumo è certamente un uomo dei salotti, dell’asse Fiat-Sanpaolo(-Curia-Politecnico) che da vent’anni gestisce la città. Io credo che la ricetta “innovazione e meritocrazia” sia quasi scontata (qualcuno pensa di poter costruire un buon futuro con “conservazione e raccomandazioni”?) ma c’è modo e modo di applicarla: i vantaggi che ne derivano possono andare ai soliti noti, oppure possono essere usati per tutta la città. E’ questo che fa la differenza, più che la ricetta in sé.

    Mi sfugge comunque come un ateneo possa “creare precarietà”: se parli di chi ci lavora dentro siamo d’accordo (ma più che da Profumo dipende dal disinvestimento generale del Paese nell’istruzione e nella ricerca scientifica), ma per il resto l’ateneo forma le persone e basta, è il mondo del lavoro che dovrebbe riconoscerne le capacità e i diritti.

  8. rccs:

    Vb. Speriamo che le telecamerine al consiglio comunale funzionino meglio di quelle di B.B. al consiglio regionale.

 
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