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Archivio per il giorno 2 Maggio 2006


martedì 2 Maggio 2006, 14:11

Sapessi com’√® strano cercare un cesso pubblico a Milano

Avevo promesso il racconto del mio primo maggio milanese; per non tediarvi troppo, comunque, lo farò a spizzichi e bocconi.

Chiacchierando a met√† pomeriggio con Fiorello Cortiana (che √® candidato alle comunali, e su cui vi far√≤ una testa tanta: votatelo) gli dicevo appunto che Milano mi sembra una citt√† in crisi di identit√†, visto che molti di coloro che ci vivono non si sentono milanesi, ma torinesi, bolognesi, veneti, romani prestati temporaneamente a Milano per motivi di lavoro; e che in generale i suoi stessi abitanti sono troppo persi dietro allo stress per far caso anche solo un po’ allo stato della loro citt√†.

Credo di aver avuto una prova di tutto questo al mattino, quando, arrivato via autostrada e dopo aver atteso per mezz’oretta ulteriori istruzioni in piazzale Lotto, verso mezzogiorno mi sono dovuto confrontare con il problema urgente di trovare un bagno pubblico.

Non che a Torino sia facile trovare un bagno pubblico; non ce ne sono molti, specie in periferia, e sono quasi invisibili. Tuttavia, ci sono una serie di luoghi dove ci si aspetterebbe di trovare con una certa probabilità perlomeno un orinatoio; i giardini e i parchi di una certa dimensione, ad esempio, o le fermate della metropolitana, o i viali alberati, o i parcheggi, o i mercati.

Peraltro so perfettamente che la soluzione italiana al problema Рa differenza delle città di mezzo mondo, dove i bagni pubblici sono gratuiti, abbondanti e sempre ben tenuti Рè quella di andare in un bar ed ordinare un caffè; peccato che, essendo il primo maggio, la città apparisse completamente deserta: tutto completamente chiuso.

E così, il mio primo tentativo è stato in piazzale Lotto, zona con tanto di giardini e luoghi di attrazione pubblica; nulla.

Di l√¨, dovendo andare a Porta Ticinese, mi sono diretto verso piazza Amendola, davanti all’ingresso della Fiera (ormai “fieramilanocity”, per distinguerla da quella nuova a Rho). Mi son detto: figurati se non c’√® un bagno pubblico tra la metro e la fiera, dove in certe giornate passeranno centomila persone. E invece no: c’√® un gabinetto dentro la fermata della metro, ma era fuori servizio; fuori non ho trovato nulla.

Con lo stimolo crescente, ho ripreso l’auto, ho tirato diritto e mi sono fermato alla stazione della metro di Pagano, altra zona potenzialmente interessante: c’√® la stazione, un grande parcheggio, e un bel giardino. Ma in nessuno di questi luoghi c’era un gabinetto, e non ho voluto fare come un signore che, nel mezzo del giardino pienissimo di mamme e bambinetti, si √® messo tranquillamente a orinare su un albero (e nessuno sembrava farci caso…).

Cos√¨ ho ripreso l’auto e ho avuto l’illuminazione: certamente ci sar√† un bagno alla stazione FS di Porta Genova, praticamente attaccata alla mia destinazione! Cos√¨, sgommando per le deserte vie milanesi, ho tirato dritto fino a girare a destra in via Colombo e mollare l’auto davanti alla stazione.

Entro, nel deserto generale, seguo la freccia per le sale d’attesa, ma… non porta da nessuna parte. Allora sbuco sul binario, vedo l’insegna, vado l√† e… entrambi i bagni di una delle stazioni pi√Ļ frequentate di Milano sono “fuori servizio per otturazione scarichi”.

A quel punto, piegato in due dallo stimolo, mi sono rotto le scatole e ho pensato: milanesi, volete che la vostra citt√† sia un cesso? E cesso sia. E cos√¨, ho fatto pip√¨ a bordo dei binari, in un angolo dove gi√† decine e decine di persone parevano averlo fatto, nell’indifferenza generale.

Ma la mia già pessima impressione del livello di civiltà di Milano è peggiorata ulteriormente.

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