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Archivio per il giorno 28 Maggio 2006


domenica 28 Maggio 2006, 23:44

Lavatrice

Che il cielo sereno non vi inganni: questa pu√≤ essere una delle peggiori stagioni per volare. Difatti, stasera su Torino c’era un vento della forca, e il mio atterraggio √® consistito in quindici minuti dentro la centrifuga di una lavatrice. Quando alfine abbiamo messo le ruote sulla pista di Caselle, i viaggiatori meno avvezzi si sono lanciati in uno spontaneo applauso…

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domenica 28 Maggio 2006, 12:10

Francoforte

Stasera (ieri sera per chi legge, visto che non c’√® il wi-fi in camera e mander√≤ il post in differita) sono a Francoforte, per un meeting domenicale dell’At Large europea, che √® stato appositamente convocato in un giorno festivo e in un luogo pi√Ļ o meno centrale, e ben connesso via aerea, del continente.

Sono partito di corsa al pomeriggio, dopo una mattinata in cui dieci persone volevano dieci cose da me tutte allo stesso momento, e un pranzo finalmente piacevole ma devastante per il mio stomaco (perch√® se non mi stendo di vino potr√≤ almeno stendermi di cibo?). E poi, una corsa selvaggia a 180 all’ora in tangenziale per essere a Caselle per tempo (13 minuti netti da casa, di cui uno e mezzo perso all’unico semaforo del percorso), solo per scoprire poi che oggi pomeriggio l’aeroporto era insolitamente deserto. E cos√¨, eccomi qui.

Certo, √® sempre strano essere in un posto di cui non si parla la lingua. Io ho cominciato a imparare il tedesco da bambino, ai tempi del C=64, quando ottenni per vie traverse il mio primo compilatore Pascal, e con orrore scoprii che era completamente e solo in tedesco. L√¨ scoprii le basi minime per orientarmi, tipo la sottile ma fondamentale differenza tra ein, kein e nein; e col tempo ho imparato a cavarmela almeno con la lettura. Il tedesco non √® troppo difficile da interpretare, magari con un po’ di orecchio per la derivazione inglese – e qui va una nota di merito alla semplicit√† anglosassone, prendendo ad esempio termini come next e n√§chst che si pronunciano allo stesso modo e vogliono dire la stessa cosa, ma per cui il tedesco richiede una ortografia annurca. Ma capirlo sentendolo parlare √® un’altra cosa.

E cos√¨, anche stasera sono un po’ dentro il solito effetto Lost in Translation: in cui √® come se improvvisamente il mondo fosse cifrato in ROT13, e tutto intorno a te divenisse poco e difficilmente comprensibile, lasciandoti solo e insieme egualmente vicino a tutti quelli che passano. Solo che negli alberghi dove vado io non c’√® mai Scarlet Johansson, ma solo gruppi di giapponesi e un pullman di russi, che vorrei diplomaticamente salutare al grido di “Oh Dimitri, ne hai fatta cento litri” ma sono da solo e il coro non verrebbe bene.

L’effetto √® comunque raddoppiato nel mio giro alla stazione, dove cerco qualcosa per cena. A dire il vero pensavo di mangiare il piatto tipico tedesco, il d√∂ner kebab, ma non ho saputo resistere a un bratw√ľrst + br√∂tchen (il panino con il wurstelone che scappa da ambo i lati). E poi, il supermercato aveva l’ottima birra K√∂stritzer, la versione tedesca della Guinness, solo pi√Ļ acquosa e pi√Ļ amara, scoperta alle Olimpiadi a casa Turingia. E’ stata comunque intensa la sensazione di attraversare con un wurstel in mano l’umanit√† varia che popola una grande stazione, in pi√Ļ con una vista da scena finale di film, con il tramonto arancione e lontano in fondo ai binari gi√† illuminati ma quasi interamente vuoti, e con i tabelloni luminosi a sottintendere il ricordo di qualcosa che √® partito, o l’attesa per qualcosa che forse prima o poi arriver√†.

Non √® poi cos√¨ bello viaggiare all’estero per lavoro, se uno lo fa troppo spesso (e ci sono peraltro molte persone che lo fanno ancora pi√Ļ spesso di me). Ma non √® nemmeno cos√¨ male, dopo una bella doccia, stare disteso sul letto in pigiama a guardare l’amichevole Francia-Messico, con Rudi V√∂ller che parla misteriosamente in tedesco anzich√® in romano. Solo, mi manca avere qualcuno a cui raccontarlo, a cui mandare un messaggio per dire come va; e mi manca, in fondo, la persona con cui mi piaceva viaggiare.

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