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Archivio per il giorno 20 Ottobre 2006


venerdì 20 Ottobre 2006, 20:38

Tutti i commenti

A grande richiesta, ho finalmente aggiunto nel riquadro di sinistra un link per richiamare la lista di tutti i commenti pubblicati, in ordine cronologico inverso. Potete cliccare sulla scritta “Ultimi commenti” oppure sul collegamento al fondo della lista. Se è un po’ che non vi collegate, potrebbe essere utile per vedere se ve ne siete persi qualcuno… almeno, è ciò a cui è servito a me, rientrando dopo due giorni offline!

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venerdì 20 Ottobre 2006, 20:33

Anno zero?

Probabilmente è inevitabile, in tempi di Finanziaria, che tutti siano scontenti, che tutti si lamentino. Eppure, stamattina mi è bastato accendere la radio per sentire solo lamentele, tutte concluse con la perentoria richiesta “lo Stato dovrebbe fare di più per noi”.

Lo diceva ad esempio una sindacalista dei precari pubblici che, dopo aver accusato la CGIL di essere il braccio armato della Confindustria, sosteneva che la Finanziaria fa troppo poco contro i ricchi (più di così che dovevano fare, sparare?).

Lo diceva poi un rappresentante dei residui cassintegrati Fiat, sostenendo che non fosse accettabile che ci fossero ancora 300 quarantenni e cinquantenni in cassa integrazione a fronte del fatto che la Fiat abbia ricominciato ad andare bene senza riprenderseli: e nessuno che abbia avuto il coraggio di fargli l’obiezione più evidente, quella secondo cui le due cose potrebbero essere almeno in parte collegate.

Ma ciò che mi ha più perplesso è stato vedere per la prima volta la trasmissione che segna il ritorno di Michele Santoro in televisione, denominata Annozero (scritto tutto attaccato perchè fa più cool). Santoro sembra vecchio, vecchissimo, fuori posto, tanto che ti viene naturale pensare che dopo aver fatto il giustissimo gesto simbolico di riportarlo in video, lo si potrebbe tranquillamente mandare in pensione.

Quello che però non mi ha convinto è la trasmissione: tutta completamente dedicata ai “giovani di Locri, alla ndrangheta, all’ospedale locale che rappresenta la maggiore azienda del paese: “l’ospedale è la Fiat di Locri”, come dichiarato da un intervistato, rende bene il modo in cui la sanità pubblica è concepita in Calabria, non come servizio ma come modo per dare lavoro, ovviamente clientelare.

Eppure, dopo breve tempo questa specie di trasposizione su schermi nazionali del TGR Calabria ha cominciato a darmi fastidio, fino a farmi cambiare canale. Altro che anno zero: quante trasmissioni come questa abbiamo già visto negli ultimi vent’anni? Con il solito teatrino di giovani e vecchi che si lamentano che lo Stato non fa abbastanza per loro? Che chiedono altri soldi (pare quattro miliardi di euro di fondi pubblici solo lo scorso anno, tra Italia ed Europa) per poi usarli esattamente come tutti quelli ricevuti negli ultimi sessant’anni, cioè per sprechi e clientele?

Io vorrei invece vedere ogni tanto sul servizio pubblico una trasmissione che discuta in positivo, di come possiamo fare a creare nuova ricchezza e nuova economia, magari con forme che ne garantiscano la redistribuzione, e di come risolvere i nuovi problemi di chi produce, non i vecchi problemi di chi vive assistito da sempre. Che parli di quelli che pure in Italia si sbattono, senza chiedere niente a nessuno, e pazienza se l’80% di questi (così come del nostro PIL) si trova nel Nord Italia. Un Nord che sugli schermi di Santoro compare, ma anche qui solo quando c’è da criticare, che sia l’ignoranza dei veneti o il fuoristrada dei cumenda milanesi.

Chiedo troppo?

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venerdì 20 Ottobre 2006, 11:47

Lidl coi baffi

Nella mia attitudine al consumo attivo, stamattina mi sento in dovere di testimoniare la mia recente esperienza con l’unico attrezzo per barba e baffi che troverete alla Lidl, lo Shaving System G.Bellini.

Trattasi di un manico di rasoio più venti lamette bilama usa e getta, che vengono montate a pressione e poi buttate via dopo l’uso (nel mio caso, dati i miei antenati genovesi, dopo almeno una trentina di usi).

Ora, il feedback è misto: alla prova su strada, questo rasoio si rivela essere il diretto discendente di una sperimentazione sui machete effettuata dal Terzo Reich. Per tagliare, taglia: fin troppo. Anche la mia barba densa di tre giorni, in certi punti simile al tappetino dell’ingresso, viene spazzata via al primo passaggio. In compenso, non provate a fare il contropelo: al secondo passaggio viene spazzata via metà della pelle, e vi presenterete in trasmissione con Cairo con una imbarazzante puntinatura rossa.

Insomma, per le situazioni folte va bene, ma per quelle delicate credo che continuerò a usare i normali Gillette

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