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sabato 19 Aprile 2008, 20:14

La magia dei numeri

So che alcuni di voi lo stavano aspettando, e quindi eccolo qui: il post dell’anniversario. Che in realtà è un doppio anniversario, prima perché esattamente due anni fa – pochi giorni dopo aver chiuso Toblòg, il precedente blog che risaliva al 2003 – nasceva questo blog, e poi perché questo è il post numero mille, anche se in realtà, visto il modo in cui WordPress numera gli articoli, effettivamente i post di questi due anni sono soltanto 915.

Questo è il primo blog in cui mi sia dato l’obiettivo di postare almeno una volta al giorno; non è un obiettivo semplice, perché io tendo a scrivere articoli complessi ed è raro che ci metta meno di mezz’ora a scriverli, anzi più facilmente, tra idea, raccolta e verifica delle fonti, stesura e revisione, ci vuole un’ora, talvolta due. Alle volte i post vengono un po’ forzati, ma in generale lo faccio volentieri e mi piace; del resto non ho obblighi e nessuno mi paga per scrivere, nemmeno indirettamente tramite pubblicità o visibilità.

Non sempre i post sono belli, o almeno, non sempre mi soddisfano; d’altra parte i post che più mi piacciono raramente sono quelli che piacciono ai lettori o che suscitano la loro reazione (peraltro le due cose non sempre sono correlate, anzi mi piacerebbe mettere un pulsantino per permettervi di diggare ed uppare i post che trovate più interessanti senza necessariamente doverli commentare). A me soddisfano di più i post contemplativi o metafisici, anche se mi ritrovo troppo spesso a pubblicare dei rant politico-sociali, e ripensandoci non è bello.

Un blog è un compagno di viaggio. Questo è nato in fretta e furia in un momento di cambiamenti (aprile, si sa, è periodo di ormoni agitati), per cui tre giorni dopo aver deciso di non avere più un blog, sentii l’esigenza di avere un blog. Il titolo – che onestamente non mi soddisfa affatto, non si capisce e non cattura l’attenzione – venne fuori per caso, così come lo stile grafico alberato, che invece continua a piacermi; del resto, ogni vero viaggio si snoda per una foresta oscura.

Di lì in poi, sui vostri schermi è passato un po’ di tutto; serietà, ironia, sarcasmo, saccenza, rabbia, meditazioni, consigli tecnici, musica, viaggi, aneddoti e racconti di vita. In effetti, più che un blog è un vagabondaggio, e anche lo stile e gli argomenti seguono la mia vita, che in questi due anni è cambiata parecchio (e qui cade bene, per chi non le ha mai viste, il link alla galleria di foto che mi ritraggono e a quella di foto che non mi ritraggono). Infatti, nei primi mesi mi capitava spesso di scrivere mezzi post e poi lasciarli lì, mentre ultimamente sono inappuntabilmente efficiente, persino troppo, tanto da farmi venire il dubbio che si sia un po’ perso il canale diretto tra l’animo e la tastiera.

Ad ogni modo, l’aspetto più gratificante di avere un blog è il confronto continuo con i pareri dei lettori, sia quelli che conosci direttamente che quelli che si sono aggiunti man mano; questo blog ha una media di quasi quattromila pageview al giorno, anche se, stando alle statistiche, più del 40% sono motori di ricerca e altri spider. Restano comunque un paio di migliaia di pagine viste ogni giorno da esseri umani; non ho idea di quante ne facciano i blog da top 100 o quelli da top 10 – e poi, ora che ci siamo liberati della classifica di Blogbabel, per fortuna non esistono più i blog da top 10, siamo tutti puzzoni uguale – ma per me restano tantissime, anzi faccio fatica a pensare che non sia Awstat che si sbaglia…

All’alba del terz’anno di vita, che cosa ci attende dunque? Non lo so; ultimamente ho realizzato di avere ancora da completare parecchio del programma degli anni ’80… non basta mica soltanto girare in tondo attorno a un buco nel terreno; c’è anche cantare una nuova canzone non si sa tra quanto, pensare d’aver pensato d’averti visto provare, viaggiare per il mondo e per i sette mari, benedire le piogge laggiù in Africa, capire una buona volta dove andiamo adesso, rimanere dentro un muto pozzo di tristezza, e infine morire (se devi morire) con gli stivali addosso. Ah, e capire perché, se aveva tutta ‘sta voglia di qualcuno che la toccasse e la facesse sentire se stessa, non aveva pubblicato il numero di telefono, ma solo uno strip poker per Commodore 64.

Insomma, sia io che voi, nella vita, non solo possiamo ancora combinarne di tutti i colori, ma abbiamo una lunga lista di sogni d’infanzia da appagare: basta volerlo. E’ con questo spirito che vi lascio, e mi preparo alla stupefacente vittoria del Toro con l’Inter… Vabbe’, ok, a tutto c’è un limite. Ma sarà lo stesso un altro anno interessante.

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23 commenti a “La magia dei numeri”

  1. simonecaldana:

    Auguri!
    Io negli anni 80 volevo prima andare in bici e poi giocare il gioco. Mi son pero’ spesso ritrovato a mordere la polvere sotto pressione.
    La vita e’ dura, spero nel miracolo, aspettando qualcuno da amare. Meno male che gli amici restano gli amici.

  2. Mir:

    Apprezziamo la qualita’ di cio’ che abbiamo quando ci viene a mancare.
    E allora leggendo quel che hai scritto mi sono chiesto che effetto mi farebbe la chiusura di questo blog che secondo me e’ pacato pur essendo rivoluzionario, che trasmette ragionamenti ed esperienze vissute profondamente ma va giu’ facile come un the freddo in piena estate.
    Mi mancherebbe certamente, forse perche’ spesso scrive quello che vorrei scrivere io, ma non ho probabilmente i due etti di palle in piu’ bastanti a tirare avanti una attivita’ di questo genere con la dovuta costanza/ispirazione.
    E anche quando scrive cose che non condivido, si lascia criticare senza la spocchia e la prepotenza di chi crede che chi la pensa diversamente “sia un imbecille” (sisi, di sicuro ti fa ripensare a qualcosa, dopo questi ultimi giorni..)

    E poi perche’ e’ un blog torinese (nostalgia gloc), che pensa in torinese con tutte le chiusure mentali e ansie tipicamente torinesi, ma che mostra anche la capacita’ (anche questa tutta torinese, e forse unica in italia) di ruminare il nuovo e trasformarlo in vie percorribili.
    Vie che in passato solitamente erano percorse altrove da altre persone, da altre citta’, e ci si lamentava che tutto venisse rubato a questo luogo.
    Oggi mi sembra che spiri un aria nuova, un’aria che spesso sento attraversare questo blog, diversa da quella dei vecchi tromboni intellettuali che hanno spadroneggiato nel pensatoio (torinese!) per tutti gli anni 70/80/90 parlando di qualcosa “staccato da loro” con quella obiettivita’ certo impeccabile ma, passamelo, un po’ snob e sterile.
    E questa aria che spira e’ un’aria piu’ pragmatica, piu’ attenta alla parte applicativa del teorico, certo piu’ lungimirante.
    Per me e’ un pezzo importante del web, e un patrimonio culturale.
    Certamente prezioso.
    Auguri

  3. D# AKA BlindWolf:

    Auguri anche da parte mia.

    Sono capitato sul toblòg per caso cercando info sul cubetto di Colleretto Giacosa e da allora ti ho sempre seguito (anche con una certa preoccupazione, ai tempi del blog a sfondo nero…).

    E’ grazie a toblòg che ho scoperto RSS (ora non sopravvivo senza), mi è venuta voglia di aprire un blog (quattro post in croce su Blogger, ma adesso riaprirò su un dominio mio). Aggiungi che la mia carriera professionale è partita da politecnico@casa e capisci perchè ti seguo: guardando te vedo cosa potrei fare tra 10 anni (anche se sono più giovane di te solo di pochi mesi :-P)

    Due osservazioni:
    1) grazie per la perla di truzzeria anni ’80. A 20 anni di distanza si nota una discreta porzione di ingenuità in tale tamarraggine, in confronto all’arroganza della truzzeria odierna
    2) Avevo già notato che mancava il post 666 (2/3 post prima ti avevo avvistato di stare attento… ma non è mai stato pubblicato)

  4. Nick:

    Dopo anni di lettura del blog ti do del tu anche se non ci sonosciamo. Oltre agli auguri di rito ti ringrazio anche per questi due anni di questo blog e per tutti quelli prima.
    Ricordo un blog a tratti straordinariamente bello di un tuo periodo che, visto da lettore, sembrava straordinariamente brutto, ma squarciato dalla speranza di tempi migliori (che sembrano arrivati) e dal desiderio di lasciarsi alle spalle tante cose (che non vuol dire averle rimosse o non interiorizzate), come la prima foto che (a memoria) hai pubblicato di te, e che oggi non c’è più né in quelle che ti ritraggono né in quelle che non ti ritraggono. Scatto di fronte, forse un po’ dal basso, seduto su una panchina in qualche parte (lontana) del mondo. Occhiaie lunghe come la barba.
    Forse la cosa da festeggiare davvero non sono i due anni dall’apertura di questo blog, ma i due anni e tre giorni dalla chiusura di quell’altro.
    Nick

  5. MCP:

    Keep going, VB!

  6. freak:

    Sono capitato qui qualche mese fa cercando materiale su Conan, e mi è rivenuto in mente un nome che già sentii tanto tempo fa, dalle parti di corso Duca of course, ma soprattutto sulla mailing list dei Simpson… agli albori della mia navigazione per il grande oceano Internet.
    Da allora ti leggo quasi quotidianamente.

    Sul titolo del blog ti do ragione, ma per me è “vb” e basta; la grafica mi piace molto.

    Auguri!

  7. .mau.:

    beh, lloogg per i blog mi dà una media di 1100 pageview e 550 unique visitors. Webstat per aprile dà per Contatti – File – Pagine – Visite su tutto il sito rispettivamente 24559, 19261, 1287, 4159: qualunque cosa vogliano dire.

  8. vb:

    Grazie per tutti i complimenti, in fondo so che quel che scrivo è comunque apprezzato, almeno quel che serve per farlo leggere a un po’ di persone tutti i giorni.

    Un po’ di risposte sparse:

    – Io penso che sui blog ci sia effettivamente anche il germe del futuro, anche se non su tutti i blog e non proporzionalmente al seguito dei blog. Questa modalità di discussione però serve ad elaborare gli argomenti, anche quelli più prosaici come le discussioni sull’amministrazione cittadina; peccato che sia quasi impossibile che i nostri amministratori leggano i blog che parlano della loro città, ma chissà, in futuro…

    – Il blog nero c’è ancora e non lo rinnego, è anche linkato dal sito, solo che è ospitato sul server casalingo e quindi risponde solo quando lo tengo acceso, tipicamente di giorno; la vita è fatta anche di periodi difficili e già all’epoca li descrissi non solo per sfogo, ma anche sperando che potesse essere utile a chi si fosse trovato in situazioni simili.

    – In effetti dovrei ripescare le foto del mitico viaggio estivo 2004 in Scandinavia: una collezione di panchine e lattine di birra a {Copenaghen, Oslo, Bergen}…

    Ma soprattutto, a proposito di anni ’80, non uno che abbia provato a ricostruire la fonte di ciascuna delle voci dell’elenco contenuto nel post: e sì che alcune sono molto facili…

  9. AndreaC:

    La prima reazione al paragrafo delle citazioni è stato accorgermi che non ho niente dei Toto nella discografia in mp3 e convertire in formato digitale l’ultimo album regolarmente acquistato in negozio.

    …e poi me ne mancano alcune quindi mi viene un commento monco: ??? (???), 40 (U2), Loosing my religion (REM), Sweet Dreams (Eurythmics), Africa (Toto), ??? (???), ??? (???), Die with your boots on (Iron Maiden)

    Auguri. Buon Viaggio.

  10. simonecaldana:

    ah beh io avevo fatto le mie controproposte (monotematiche), aggiungo (ovviamente) The Riddle e Seven seas of Rhye.

  11. vb:

    AndreaC: Sei un vero ggiovane degli anni ’80(tm)! Mancano solo le penultime due; una è decisamente per appassionati, ma l’altra è famosissima…

    Simone: Più che monotematiche, mono-gruppo… (comunque Seven Seas of Rhye non so dove l’hai vista)

  12. Lobo:

    Dannazione, ho visto tardi questo post citazionistico!
    Una delle due mancanti secondo me e’ White Russian (Marillion) e la seconda Perfect Strangers (Deep Purple).

  13. Lobo:

    e simone confondeva Sweet Dreams (i’ve traveled the world and the seven seas) con Seven Seas of Rhye

  14. simonecaldana:

    Faccio invero ammenda.

  15. vb:

    Beh, Lobo ne ha indovinata solo una, però era quella difficile. Adesso ne resta una facile…

  16. simonecaldana:

    L’ho gia’ indovinata io…

  17. Lobo:

    Riassumiamo?
    girare in tondo attorno a un buco nel terreno: The Riddle (Nik Kershaw)
    cantare una nuova canzone non si sa tra quanto: 40 (U2)
    pensare d’aver pensato d’averti visto provare: Losing My Religion (REM)
    viaggiare per il mondo e per i sette mari: Sweet Dreams (Eurythmics)
    benedire le piogge laggiù in Africa: Africa (Toto)
    dove andiamo adesso: io pensavo White Russian (Marillion), ma mi fai venire il dubbio (where do we go from here?)
    rimanere dentro un muto pozzo di tristezza: Perfect Strangers (Deep Purple) sono abbastanza sicuro.. (I know I must remain inside this silent well of sorrow)
    infine morire (se devi morire) con gli stivali addosso: Die with your boots on (Iron Maiden)

    quindi ho sbagliato i marillion. mmm

  18. vb:

    Lobo: Sì hai sbagliato i Marillion, anche se la frase è piuttosto generica quindi potrebbe adattarsi a molte canzoni. Ma ce n’è una famosissima dove il cantante si chiede una dozzina di volte dove andiamo adesso…

  19. Lobo:

    AH! Sweet Child o’ Mine.. effettivamente molto anni 80!

  20. MCP:

    Sweet child of mine?

  21. MCP:

    Acc, battuto per due minuti :P

  22. simonecaldana:

    Sweet child of mine (Guns’N’Roses)

  23. simonecaldana:

    si vede chi lavora e chi no, eh?

 
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