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Archivio per il giorno 3 Marzo 2009


martedì 3 Marzo 2009, 23:29

Ripido

La giornata di ieri ha ridefinito il mio concetto di ripido; ma ne è valsa la pena.

Infatti, a differenza di oggi – in cui sono stato preso tutto il giorno in riunioni, e quel paio d’ore libere che ho avuto √® stato speso facendo altre cose per l’Italia e crollando a dormire con la faccia sul letto – ieri mi sono preso la giornata libera e sono andato con un giro organizzato a vedere le piramidi di Teotihuacan.

Ed √® stata una visita davvero impressionante: una citt√†-tempio di duemila anni fa in cui anche solo il poco che √® stato ricostruito √® di un’imponenza impressionante; una cosa la cui grandiosit√†, tra ci√≤ che ho visto, √® comparabile forse solo con le rovine di Efeso, ma che ad esse unisce il fascino alieno di una civilt√† lontana dalla nostra, un po’ come su per la montagna di Hattusha.

Ma quando si arriva in cima alla Piramide del Sole, o alla piattaforma di met√† di quella della Luna (pi√Ļ su non si pu√≤ andare), la sensazione √® eccezionale. La prima √® pi√Ļ alta, ma la seconda per me √® stata pi√Ļ impressionante, perch√© √® posta al fondo di una grande piazza perfettamente quadrata a cui si giunge da un enorme viale lungo un paio di chilometri, e da l√¨ sopra tutto questo √® inchinato ai tuoi piedi.

DSC09271s.JPG

C’√® solo un piccolo particolare: o questi aztechi discendevano dagli stambecchi, o avevano le gambe di due metri, perch√© tutti questi edifici sono accessibili soltanto mediante scalinate ripidissime. E quando intendo ripide dico sul serio: questo ad esempio √® il punto pi√Ļ ripido dell’ascesa alla Piramide del Sole.

DSC09323s.JPG

Oltre a questo, si √® a circa duemila metri di altitudine; e la temperatura gradevole (circa venticinque gradi) non toglie il fatto che si √® dritti sotto il sole e non c’√® una nuvola in cielo da nessuna parte. Io mi sono limitato ad arrossarmi un po’, ma i miei compagni di viaggio finlandesi hanno rischiato grosso. Sulla salita, per√≤, abbiamo rischiato tutti l’infarto, o in alternativa di perdere l’equilibrio per sfinimento e rotolare gi√Ļ sulle pietre per qualche decina di metri.

E poi, la cosa √® stata resa pi√Ļ difficile da un altro piccolo particolare: come in tutti i tour organizzati, la prima sosta obbligata √® stata presso il classico “negozietto tipico di artigianato” dove ti dimostrano le abilit√† locali e poi cercano di farti comprare qualcosa. Solo che in questo, oltre alle statuine di ossidiana e ai tessuti di fibra di agave, ci hanno rifilato (alle dieci del mattino) una dimostrazione di liquori del posto: e prova il pulque, e prova la tequila, e prova il liquore alle mandorle, e quello rosso e quello verde… come tattica di vendita √® interessante, e comunque, quando siamo usciti di l√¨ e siamo arrivati alle piramidi, il clima era piuttosto allegro.

Per√≤ valeva la pena di andarci, e di riuscire a salire fin lass√Ļ: se non altro per essere riuscito a farlo senza ammazzarmi.

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