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Archivio per il giorno 25 Aprile 2010


domenica 25 Aprile 2010, 18:28

Liberi liberi

Quando mi interrogo su cosa sia la Liberazione per gli italiani della mia generazione, ricordo spesso una discussione al liceo – era la fine degli anni ’80 – in cui, alla richiesta della professoressa di esprimere un pensiero in materia, uno dei miei compagni rispose profondo “liberi liberi siamo noi, per√≤ liberi da che cosa, chiss√† cos’√®?” (il disco, all’epoca, era effettivamente appena uscito e in qualche cantina, lo ammetto, ne possiedo ancora il vinile).

Non sottovalutate la risposta; Vasco √® il maestro di pensiero perfetto per gli italiani – medio come l’italiano medio – e dunque anche allora ci aveva preso: perch√© tutti gli italiani al giorno d’oggi si sentono schiavi, ma non √® chiaro che cosa li opprima. Una buona met√† √® convinta che il problema sia Berlusconi e il rischio sia un ritorno strisciante del fascismo, preoccupazione peraltro non campata per aria dato che il fascismo √® uno dei modi mentali normali dell’italiano medio. Prova ne √® che l’unico modo che questa met√† trova per opporsi a questo rischio √® fascista, ovvero organizzarsi qua e l√† per mandar via dal palco a fischi un qualsiasi esponente della parte politica avversa, da Milano a Torino a Roma.

Effettivamente la situazione √® confusa a prima vista: non so infatti come interpretare il fatto che RaiTre, la televisione di sinistra, nel giorno della Liberazione festeggi con una intervista-comizio dell’ex leader del fu partito neofascista italiano. Lo faccio notare per chiunque possa pensare che la dirigenza dell’attuale centrosinistra sia antifascista; la verit√† √® che l’attuale centrosinistra persegue le stesse politiche del centrodestra e si trova assolutamente a proprio agio con quelli che teoricamente etichetta come post-fascisti (non che a me piacciano le etichette, del resto mi accodo all’osservazione per cui ha fatto pi√Ļ opposizione Fini in quindici minuti che il PD in quindici anni).

Ma allora da cosa dovremmo liberarci? Beh, le immagini della Digos che porta via a forza il megafono a Piero Ricca, davanti alla sfilata dei potenti di ogni colore (Napolitano in testa) alla Scala di Milano, penso che siano gi√† molto indicative (qui il racconto completo). Non √® pi√Ļ questione di tifare destra o tifare sinistra, ma √® questione di organizzazione sociale: la piramide o la rete, la gerarchia o l’uguaglianza.

La nuova liberazione dunque, se avverr√†, non sar√† certo la sostituzione di Berlusconi con un Bersani o analogo personaggio, che magari sarebbe cosmeticamente pi√Ļ rispettoso di noi ma che, nella sostanza, preserverebbe la stessa concezione illiberale e piramidale della societ√†. La nostra liberazione sar√† soltanto quando potremo davvero decidere da soli del nostro futuro, uno per uno, senza bisogno di un capo.

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