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martedì 26 Aprile 2011, 10:17

Liberiamoci dalla televisione

Ieri mattina, per festeggiare il 25 aprile, siamo andati davanti alla Rai e ci siamo liberati di un po’ di vecchi televisori. Certo, lo so che la manifestazione davanti alla Rai non è un’idea molto originale (in compenso ci hanno detto che nessuno gli aveva mai portato dei televisori) ma queste esibizioni sono comunque l’unico modo che abbiamo per ottenere un po’ di spazio sui media ufficiali.

Altrimenti, su di noi cala, se non il silenzio, una disattenzione che ci relega allo status di comparse; si veda ad esempio La Stampa, che dedica ogni giorno articoli e paginate a Fassino, Coppola e Musy ma che non ritiene di dover presentare il candidato del Movimento 5 Stelle con altro che un trafiletto infilato a panino tra i candidati folkloristici; eppure la differenza di voti tra noi e il “terzo polo” è piuttosto limitata persino secondo i sondaggi commissionati dagli stessi partiti (quelli che l’anno scorso ci davano all’1% scarso, poi abbiamo preso il quadruplo).

Un’alternativa c’è: è la rete, dove l’informazione va verificata in cerca di bufale, ma dove è anche molto più libera e completa. E allora buttate i televisori e accendete i computer.

P.S. Prima che ce lo chiediate: dato che non se li sono presi, abbiamo caricato i televisori e li abbiamo portati a un ecocentro.

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11 commenti a “Liberiamoci dalla televisione”

  1. s:

    scusa ma con tutti i giorni che c’erano per sta pagliacciata del canone, proprio il 25 aprile dovevi scegliere?

  2. Mike:

    Per me avete fatto male a fare questa manifestazione il 25 aprile, sia dal punto di vista della copertura televisiva, che del contatto con la popolazione.

    Detto in altri termini: perché non c’era nessuno di voi in Piazza San Carlo, visto che c’erano millemila supporter di Fassino ed uno sparuto gruppo di rifondaroli.

  3. Andrew:

    Scusa, ma chi ti cura il look?
    Ti vesti ai banchetti del Balòn (sono anni che non ci vado, magari ora è un posto ‘in’)?
    Mai pensato ad andare dal barbiere (o meglio: da un coiffeur) più spesso?
    E poi, con tutta la bici che dici di fare, come fai ad essere così ciccio?

    Ps: queste sono provocazioni fatte ad arte da uno che il look non ha mai saputo che cosa fosse…

    Ps1: è ‘inutile’ tentare di cancellarsi dal canone Rai, in quanto alcune interpretazioni tendono ad equiparare i monitor dei PC, dei telefonini e dei videocitofoni ad “apparecchi in grado di visualizzare le trasmissioni radiotelevisive”, per cui va pagato il canone.

  4. mario rossello:

    Sono un lavoratore ed un RSU della Rai di Torino, e volevo fare una serie di considerazioni in merito alla Vostra manifestazione davanti alla sede RAI di Via Verdi.
    Il cosiddetto “canone RAI” è una tassa dello stato che serve a finanziare, in massima parte, il Servizio Pubblico Radiotelevisivo.
    Invitare a non pagare il canone equivale ad inneggiare all’evasione fiscale. Per fare un paragone è uguale al dire che io non pago le tasse perchè non funziona il Servizio Sanitario Nazionale o la Scuola Pubblica.
    A mio parere invece tutto quello che è pubblico è a beneficio della collettività e deve essere manutenuto e fatto funzionare. Questa a mio parere è la battaglia da portare avanti.
    Scusate per il disturbo.

  5. Claudio C.:

    Io sono l’unico (pirla?) che si è liberato da tempo della televisione (non del televisore che se sta spento in soggiorno) e paga lo stesso il canone. La TV è veramente inguardabile. Non c’è proprio nulla, nulla, nulla che mi interessi minimanente.

  6. .mau.:

    @Claudio C.: no, non sei l’unico.

  7. Gian:

    Gentili pensatori nella televisione c’e’ tutto quello che puo’ servire per costruire una opinione .

    mi spingo piu’ in la …per costruire le coscienze .

    nessuno ha messo dei limiti ,nessuno a mai preso posizioni rigide …per quale motivo ?

    forse perche’ fa comodo a tutta la partitocrazia .

    portare il televisore all’ecocentro e’ cosa buona e giusta .

    Gian

  8. Aldo:

    A me non pare sia stata una buona idea manifestare davanti alla RAI proprio il 25 aprile. Per me il giorno della liberazione è un giorno importante, sia in stesso e sia perchè credo che oggi siano in pericolo quei valori di democrazia e libertà (o quel che ne resta) sui cui si basava la lotta ai nazifascisti.

  9. vb:

    @Aldo: Guarda bene, c’è un filo conduttore: che cos’è che mette in pericolo la democrazia e la libertà? La televisione e l’informazione pilotata che essa trasmette.

  10. Gilberto Giorcelli:

    Ciao
    Concordo anche io che il 25 aprile non era il giorno migliore.
    Colgo il messaggio per invitare tutti a fare lo stesso, sbarazzarsi di canone e televisore come ho fatto io da anni.
    Resta molto più tempo libero per se stessi, ci guadagna l’animo e la mente.

  11. Aldo:

    Risposta al commento n.9. Hai ragione Vittorio, il collegamento c’è (e capisco le vostre motivazioni nella scelta del giorno), ma secondo me è limitativo. Per prima cosa la parzialità dell’informazione, seppur molto importante, è più un effetto che non una causa di una carenza di democrazia. Poi la RAI è solo una parte dell’informazione (anche se è in certo senso più colpevole, essendo servizio pubblico). Infine, almeno a giudicare dal testo del tuo resoconto, mi pare che la manifestazione fosse prevalentemente incentrata sulla “disattenzione” verso il Movimento 5 Stelle a Torino, e non su un contesto più generale.
    Detto ciò, vorrei aggiungere una cosa, a rischio di andare fuori tema. Ho sentito Grillo affermare che il Movimento 5 stelle rinuncia ai rimborsi elettorali. Ora questo è molto bello e coerente ma, soprattutto in considerazione dello spazio dedicatogli dai media, decisamente poco pratico. Non sarebbe preferibile invece utilizzare questi quattrini per far conoscere alla gente le iniziative e le proposte del Movimento?

 
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