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lunedì 13 Giugno 2011, 19:56

La spallata? Sì, ma a tutti

Quella di oggi è una grande festa per un risultato che pareva impossibile: il raggiungimento di un quorum per un referendum abrogativo, cosa che non accadeva dal 1995.

Il primo fattore è proprio questo: negli anni ci eravamo rassegnati all’apatia degli italiani e alle tattiche furbette dei sostenitori del no, che puntavano direttamente sull’astensione. Il referendum, ma anche i risultati delle amministrative, mostrano un ritorno al clima della prima metà degli anni ’90: una grande voglia di partecipazione e di cambiamento.

I partiti l’hanno capito e hanno minimizzato i danni, ma non ne escono bene. PDL e Lega, ancora sotto shock per la mazzata di Milano, hanno dimostrato uno stato confusionale in cui ogni singolo ha fatto quel che voleva, a parte schierarsi apertamente per il no; i più pronti a cavalcare l’onda (per non farsene travolgere) hanno persino invitato ad andare a votare. Resta il fatto che hanno preso un’altra mazzata.

Il PD, invece, si porta indietro la sua storica invidia del pene per i miliardi della destra, che lo porta a pensare che la modernità siano le svendite ai privati e le centrali di quarta generazione; per anni ha spinto il nucleare e le privatizzazioni dei servizi pubblici acqua compresa (a proposito, tié, Chiamparino), e solo nelle ultime settimane prima del voto ha cercato di schierarsi per il sì, ma anche per il no.

Ora Bersani cerca di appropriarsi della vittoria e di dire che è stata una spallata a Berlusconi, invocandone le dimissioni. E’ troppo comodo; un’affluenza così alta non sarebbe stata possibile senza una forte partecipazione anche dell’elettorato di centrodestra, e senza che molti elettori di centrosinistra andassero ben oltre le posizioni tiepide o addirittura contrarie dei loro leader politici. Gli italiani sono andati a votare innanzi tutto per difendere il proprio territorio e i propri beni comuni dalla depredazione dei politici tutti; tanto è vero che il referendum sul legittimo impedimento è stato quello che, a giudicare dai discorsi per strada, interessava di meno.

La verità è che gli italiani hanno dato un’altra spallata a tutto il sistema politico, che, con la sola e parziale eccezione dei partiti di sinistra, per questi referendum non ha fatto un bel niente. I quesiti su giustizia e nucleare venivano dall’IDV, ma a raccogliere le firme sui due dell’acqua c’erano i volontari di centinaia di associazioni, movimenti e gruppi di cittadinanza attiva, non certo i partiti. Sono proprio i referendum sull’acqua ad aver trainato l’onda di attivismo, le manifestazioni, i banchetti per le città, e infine il quorum, segnando l’apoteosi di un nuovo modo di fare politica: dal basso, tutti insieme, senza bandiere, fuori dai partiti, usando Internet per aggirare la disinformazione di televisioni e giornali di regime.

Dunque non è solo Berlusconi che se ne deve andare; se avessero un po’ di dignità, se ne dovrebbero andare quasi tutti.

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23 commenti a “La spallata? Sì, ma a tutti”

  1. Pippo:

    Ho sentito nel tardo pomeriggio su Radio Uno vari commentatori tra cui Gramellini.
    Concordavano che gli italiani non si riconoscono nei partiti (ma va? Mi sembrava di sentire Grillo!) ed ora il problema sarà trovare un leader che rappresenti tutte queste persone.
    Mi sa che la società è diventata molto più complessa di come i giornalisti vogliono semplificarla.
    Gli “indignados” in Spagna sono un po’ la stessa cosa, non si sentono rappresentati da nessuno.
    Non lo abbiamo chiesto noi ma ci hanno portato alla globalizzazione e questo ha portato allo sviluppo di internet, i social network, sono state annullate le distanze.
    Pensavano di continuare a controllarci ed invece le maglie si sono fatte più larghe.
    O forse è solo un’altra illusione e siamo tutti dentro Matrix. (Per chi non avesse capito l’ultima frase consiglio di vedere il film uscito nel 1999, non la trasmissione di Mediaset).

  2. chartitalia:

    Bertola,
    non credere di essere differente da tutti gli altri politicanti: ormai i tuoi scritti sono solo propaganda di quart’ordine e non risultano credibili nel voler accomunare il cialtro-destra al resto del sistema politico. Se di notte tutti i gatti sono bigi, mi spieghi perchè tu dovresti essere differente, visto che fai bieca propaganda esattamente come gli altri.

    Dire che il PD è assimilabile al PDL o alla Lega non è credibile neanche per te. Il PD è un contenitore dove ci sono differenti posizioni, alcune anche più “libertarie” e “progressiste” rispetto allo stesso M5S. Richiamare sempre le posizioni più retrive è la stessa tecnica usata dai Sallusti-Belpietro-Feltri che invece si appigliano solo alle posizioni più oltranziste della sinistra.

    Il mondo è un po’ più articolato di come tu e Feltri lo desiderereste per dare sostanza alle vostre tesi propagandistiche. Continuare a non distinguere tra le mancanze di certa classe politica di sinistra ed i crimini dell’intera classe politica di destra vi consegnerà alla storia come l’ennesimo movimento fascio-qualunquista.

  3. Claudio C:

    Non so ma mi sembra di aver notato una contraddizione (giustificabile ma evidente) in Beppe Grillo e nel M5S: stiamo esultando da tifosi e poco ci manca con i caroselli d’auto. Non è lo stesso atteggiamento che Grillo stigmatizzava all’indomani della vittoria di Pisapia? Un popolo di elettori tifosi. E si tifa cosa? La “spallata” a questo, a quello, a tutti. Senza andare al punto, ai temi concreti: cosa succederà da domani mattina alla gestione dell’acqua? Che succederà alle varie società dell’acqua in giro per il nostra paese?

  4. Redsox:

    Quanto è bello internet, in 3 commenti sono state poste domande che valgono 100 puntate di Ballarò e simili.

    Festeggiare oggi è giusto perchè il popolo italiano è d’accordo a maggioranza assoluta sull’acqua e sul nucleare, perchè si avranno effetti concreti sul lungo termine, perchè sono temi che da sempre Grillo e il M5S portano avanti, perchè finalmente si è raggiunto il quorum, contro tutto e tutti.
    Da domani è giustissimo chiedersi e vigilare su come sarà gestita l’acqua nei comuni, avendo però la certezza che non ci saranno privati a lucrarci sopra.

    IMHO!

  5. Redsox:

    e per non mettere tutto nello stesso calderone… vogliamo finalmente dirlo che gli italiani vogliono che il loro premier si faccia processare, come un normale cittadino, dopo 17 anni di televisioni che hanno voluto farci credere il contrario?
    ecco… questa è una bella soddisfazione :D

  6. Claudio C:

    … e puntuale, ieri sera, il minipost sul sito di Grillo dove un Bersani-Gargamella distingue fra l’acqua privatizzata “per forza” e l’acqua privatizzata “per volontà”. Insomma, secondo me, non basta l’esito di un referendum per cambiare le cose (vedi finanziamento ai partiti).
    Festeggiare l’esito di questi referendum nel proprio animo e’ cosa buona e giusta, farlo sulle note di “we are the champions” davanti alla statua della bocca della verita’ come hanno fatto a Roma e’ una cosa infantile e ridicola. Ovviamente, IMHO!!!

    PS: ma quando parleremo di cose torinesi (come del grattacielo IntesaSanPaolo?) :-)

  7. xiaota:

    Claudio C, sono d’accordo con te ! Panem, circences et referendum. Poi temo ( quasi ) tutto come prima ! Cambieranno ( forse ) gli attori, ma la commedia restera’ la stessa.

  8. Claudio C:

    @xiaota, io non dico che non cambiera’ niente. Io dico che non basta mettere una croce su una scheda (come fosse una schedina) e poi esultare con le bandiere in caso di vittoria. Io dico (veramente lo dice Grillo e io sono d’accordo) che e’ finita l’era in cui deleghi a qualcuno i tuoi interessi. E’ iniziata (forse) l’era della partecipazione, dei cittadini informati, dei cittadini con l’elmetto. Quindi, per quanto riguarda l’acqua la domanda e’ (x Bertola e Appendino): com’e’ la situazione acqua a Torino? Cosa succede adesso? Cosa dobbiamo fare noi cittadini di Torino?

  9. xiaota:

    Complimenti per la tua fiducia Claudio C ! Ti inviterei in ogni caso a rileggerti ” La Repubblica” di Platone, POI TIRA TU LE TUE CONCLUSIONI ! Comunque hai ragione, rimaniamo coi piedi per terra. Com’e’ la situazione acqua a Torino ? E in Italia ? E nel mondo ? Si’ perche’ ormai siamo globalizzati e converrebbe anche cercare di capire cosa fanno gli altri, senza pretendere di inventare l’acqua calda.

  10. vb:

    Smat è ancora pubblica (65% Comune di Torino e il resto altri comuni ed enti locali), volevano venderla a Iren ma si spera che ora non succeda più, anche per via della modifica di Statuto ottenuta un paio d’anni fa per iniziativa dal basso (anche del meetup torinese).

    Per il grattacielo… qualcuno vuole mettere in piedi un gruppo di lavoro, studiare le carte (magari insieme al comitato No Grat che già esiste) e preparare proposte da presentare in Comune?

  11. mfp:

    Felicitazioni nel ritrovare l’Unità di Italia, su questioni territoriali, in un gesto che ha del “Repubblica o Monarchia?” d’altri tempi. Ed e’ pure giusto festeggiare… ekkekkazzo.

    Pero’ mi accodo a quelli che si chiedono cosa accade ora che le strategie idriche ed energetiche sono da ri-fare… un veto non e’ una proposta!

  12. rccs:

    La SMAT è comunque una S.p.A.
    Un’ impresa privata detenuta da enti pubblici. Non so se basta a “salvarla”.

  13. Pippo:

    Penso che il problema grattacieli non sia semplice anche perché ve ne è uno in costruzione, Intesa-S.Paolo, e uno che inizierà in autunno, quello della Regione Piemonte.
    Chissà il grattacielo attuale ex-Lancia in borgo S.Paolo invece che fine farà, disabitato da anni se non sbaglio.
    Oh, non dimenticate le due torri che dovranno sorgere all’incrocio tra corso Mediterraneo e corso Lione…

  14. vb:

    In teoria dovevano fare anche un secondo grattacielo a Porta Susa simmetrico al primo, all’angolo di corso Matteotti, e poi c’è il progetto del grattacielo all’angolo tra corso Francia e corso Marche.

    Il palazzo Lancia, mi pare, sta venendo ristrutturato in appartamenti.

  15. rccs:

    Il palazzo Lancia lo stanno restaurando per appartamenti minuscoli a un prezzo astronomico.

  16. Anonimo codardo:

    Sul sito movimentotorino ci sono sempre pochissimi commenti, qui invece pare molto più trafficato. Non sarebbe il caso di sincronizzare i commenti (limitatamente a quegli interventi che finiscono anche su movimentotorino)?

    my2c.

  17. vb:

    In realtà, la piattaforma di gran lunga più partecipata è Facebook…

  18. Claudio C.:

    Riguardo i grattacieli, mi sono un po’ infomato: sono diversi e non si capisce bene in quale stato di avenzamento si trovino. Provo un elenco dei palazzi in gestazione alti piu’ di 100 metri:
    *) Regione (Fuksas) – zona ex Fiat Avio, Nizza Millefonti
    *) Intesa San Paolo (Piano) – zona via Cavalli Tribunale
    *) FFSS – cso Bolzano (qui tutto tace!!)
    *) Finmeccanica – ex Alenia c.so Marche
    *) Torri Materferro – c.so Lione/Mediterraneo

  19. Anonimo codardo:

    @vb,
    ovviamente tutti devono avere facebook, altrimenti si è tagliati fuori… bella roba.

  20. vb:

    Veramente tu hai appena potuto commentare qui, non mi pare che siamo su Facebook :) però la maggior parte delle persone usa quello…

  21. .mau.:

    @vb: mi pareva abbastanza chiaro che il commento dell’Anonimo Codardo fosse un po’ diverso: usare una piattaforma chiusa come quella di FB per commentare dovrebbe essere contro lo spirito del M5S. Non dico certo chiudere quella pagina, ma almeno avvisare la gente e/o trovare un sistema di riportare quei commenti su un altra piattaforma sarebbe solo logico. Altrimenti chi commenta qua in realtà rimane chiuso in un box.

  22. vb:

    .mau., se ti offri volontario per farlo si fa volentieri, se no non si fa per mancanza di risorse… il Movimento funziona come lo sviluppo del software libero :)

  23. .mau.:

    @vb: ma io non c’entro nulla con il M5S. Per me potete fare quello che volete: io mi limito a segnalare quello che si può vedere dall’esterno.

 
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