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Archivio per la categoria 'StillLife'


domenica 22 Aprile 2012, 10:56

Televisione e Movimento

La mia seconda apparizione televisiva nazionale in un giorno e mezzo è andata in onda ieri mattina, sempre su La7 (anche se gli inviti erano indipendenti e separati). A Omnibus, trasmissione di approfondimento del mattino condotta da Andrea Pancani, il trattamento è stato molto diverso dalla serata a Piazzapulita: invece di cinquanta secondi, ho potuto parlare per venticinque minuti, su un totale di due ore di trasmissione.

Ero l’unico “politico” partecipante (niente commistioni con i partiti) e mi sono trovato di fronte a un gruppetto di esperti e giornalisti; un paio chiaramente ostili, che hanno provato a mettermi in difficoltà accusandoci di antipolitica, inconsistenza e così via, e un paio piuttosto amichevoli, che invece hanno apprezzato e difeso le cose che dicevo.

Mi è sembrata tutto sommato una trattazione onesta, con il giusto grado di aggressività (non si può certo pretendere di sentirsi dare sempre ragione) ma anche con ampio spazio per intervenire. E credo di aver fatto fare bella figura al Movimento, a giudicare dai commenti ricevuti da voi e anche dal conduttore.

(A Piazzapulita, dopo il post di venerdì, non penso invece che avrò altre chance, anche se in proposito vorrei chiarire che non li ho tacciati né di censura né di scarsa professionalità, se mai del contrario: di avere in mente un format talmente spettacolarizzato che tutto deve essere pianificato in anticipo.)

All’ora di pranzo, poi, è uscito Beppe: da una parte ha messo in home page il mio post e il mio video di Piazzapulita, dall’altra ha fatto un post principale in cui attacca le televisioni e chi ci si va a sedere. L’analisi di Beppe è nota ed assolutamente corretta, riprende quello che io avevo già descritto nel post. Tuttavia, io non sono così radicale nella conclusione, e penso che sia sbagliato rifiutare la televisione sempre e comunque; la domanda che ci si deve porre è se la partecipazione televisiva possa avvantaggiare o danneggiare il Movimento.

Nel mio caso, da Piazzapulita saremmo usciti meglio o peggio se la trasmissione fosse stata identica ma senza i tre minuti miei e di Federica Salsi? Secondo me ne saremmo usciti peggio; e fa bene al Movimento far vedere che c’è altro insieme a Grillo, e che il voto serve a mettere nelle istituzioni persone capaci e convincenti e non dei bambini che dipendono dagli slogan del guru.

Il problema nasce tuttavia se singoli consiglieri finiscono per diventare ospiti fissi, due volte al mese in mezzo ai politici, o peggio ancora se cominciano a darsi da fare per apparire; o se in televisione ci vanno persone che magari si sentono dei grandi comunicatori, ma che poi, di fronte al marchingegno, fanno oggettivamente delle figuracce. Le eventuali apparizioni di movimentisti devono essere poche e incisive, lasciando il segno e la voglia di saperne di più, in modo da invogliare il passaggio a Internet o al contatto diretto.

Finora non c’è stata alcuna strategia mediatica “del Movimento”; sia Grillo che ogni singolo consigliere fanno le proprie uscite e pianificano le proprie apparizioni senza parlarsi. Questo è sbagliato, ed è necessario concordare un piano d’azione intelligente, che preveda da una parte un briciolo di fiducia in più nei nostri “ragazzi”, e dall’altra un freno consapevole alle vanità e alle ingenuità dei singoli. L’importante è che venga fatto in maniera coordinata e condivisa tra tutti e che non succeda, come adesso, che ognuno decida per sé se accettare e cosa dire, e che alcune persone rischino di finire troppo spesso sui video nazionali a farsi omologare.

[tags]movimento 5 stelle, beppe grillo, televisione, la7, omnibus, piazzapulita[/tags]

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venerdì 20 Aprile 2012, 14:11

La TV nazionale è finta

Molti di voi avranno avuto modo di vedere ieri sera l’apparizione mia e di Federica Salsi a Piazzapulita, la trasmissione di approfondimento politico di La7. Era la mia prima partecipazione a una trasmissione nazionale di questo tipo; di solito invitano Favia, che in TV va volentieri ed è molto bravo, ma lui non può essere ovunque e allora cominciano a invitare anche gli altri; d’improvviso si sono accorti di noi, o, se volete essere malpensanti, hanno deciso che (vedi Gandhi) né ignorarci né deriderci funziona, e dunque ora ci invitano per combatterci.

Per questo sono stato molto in dubbio se accettare, memore anche dei consigli di Beppe: attenzione alle trasmissioni televisive nazionali, sono tutte manipolate in partenza. Alla fine, parlandone con Chiara e altri colleghi, abbiamo deciso di accettare, anche per capire, per fare esperienza. Sapevamo che avrei dovuto fare un viaggio a Roma per avere al massimo un minuto scarso: nel video vedete come l’ho usato.

A giudicare dai vostri commenti, l’intervento è piaciuto ed è stato efficace, e in effetti ha cambiato per un po’ il tono della trasmissione, costringendo persino il tremendo Luttwak – uno che aveva esordito dicendo che i populisti come Grillo vanno ignorati e che l’Italia poteva rilanciarsi costruendo nuove autostrade – a dire che tutto sommato le cose che proponiamo hanno un loro senso. Ma quello che volevo raccontarvi, invece, è il dietro le quinte: è che Beppe come al solito ha ragione, e i contenuti di queste trasmissioni sono studiati e premeditati in partenza.

Infatti, quando due giorni prima mi ha chiamato una gentilissima giornalista della redazione per discutere la partecipazione, mi ha chiesto: che cosa pensi del governo Monti? Ok, ho pensato, è una prova per vedere se so parlare; e ho improvvisato un paio di minuti di discorso. Dopo un po’ mi richiama e mi fa: e di Civati, cosa pensi? Spiego che Civati potrà anche essere una brava persona ma vive da quindici anni a spese nostre (consigliere comunale, provinciale e regionale), guadagna i suoi 10.000 euro al mese ed è immerso nel sistema fino al collo; la risposta è “ok va bene, temevo che foste della stessa idea e allora era un problema”. Perché un problema? Perché se non si discute la trasmissione si ammoscia.

Alla fine mi dicono che va bene, sono piaciuto; hanno anche visionato i miei video su Youtube. Chiama un signore della produzione per organizzare il viaggio; mi pagano il treno per venire e pure la macchina con autista per portarmi agli studi, che sono in un posto impossibile in mezzo ai colli a quindici chilometri dal centro (chiunque sia stato responsabile della pianificazione urbanistica di Roma negli ultimi cinquant’anni andrebbe fustigato sulla pubblica piazza).

Negli studi ci piazzano in attesa in una inquietante sala di proiezione con Mentana sul maxischermo, poi ci portano in un camerino dove lasciamo la nostra roba. In studio ci hanno riservato i nostri posti fintamente in mezzo al pubblico, nel senso che sono attentamente scelti per via di luci, telecamere e così via. Potremmo stare ovunque, ma siamo in mezzo al pubblico, perché? Perché così veniamo messi automaticamente in posizione inferiore rispetto agli altri ospiti. Addirittura avevano chiesto la partecipazione di alcuni movimentisti romani “con le magliette di Grillo” per fare folklore… ma poi hanno scartato l’idea e li hanno fatti venire per niente.

Ci sediamo, non siamo nemmeno microfonati. In studio è il caos finché non arriva l’assistente, un tizio che ha il compito di istruire il pubblico: vietato applaudire o commentare ciò che dicono gli ospiti, togliete dalla prima fila le borsette, non masticate, spegnete i cellulari.

Da noi poi arriva la giornalista e ci rifà le domande, stavolta suggerendo anche le risposte: a Federica dice che lei dovrebbe attaccare Civati per introdurre il tema dei finanziamenti ai partiti, al che giustamente Federica risponde che ad attaccare Civati di punto in bianco faremmo soltanto la figura dei provocatori. A me ripete: cosa pensate di Monti? Io ridico qualche parola, lei mi interrompe e dice “a me era piaciuto quando al telefono mi avevi detto che Monti sa solo spremere gli italiani con le tasse… spremere gli italiani, capito?”. Ok, ho capito: sarebbe bello che dicessi “spremere gli italiani”.

Comincia la trasmissione, iniziano a parlare gli ospiti. Dicono una stupidaggine dopo l’altra, la più grossa è quella dell’on. Della Vedova (uno che non so nemmeno più di che partito sia, vista la velocità con cui li cambia) che dice che lui è da vent’anni che combatte i finanziamenti pubblici ai partiti; peccato che siano anche vent’anni che sta in partiti che li incassano allegramente. E’ talmente grossa che durante la pausa successiva arriva da noi una ragazza dal pubblico e dice “per favore, se parlate ditegli qualcosa”!

Fanno sentire frasi di Grillo in diretta da Monza e poi ripetono all’infinito l’associazione col concetto che vogliono trasmettere: “Grillo populista, Grillo populista, Grillo populista… ci dica Luttwak, cosa pensa del populismo di Grillo?”. Più tardi: “Grillo leghista, Grillo leghista, Grillo leghista… esperto di sondaggi, da chi prende i voti Grillo?” L’esperto mostra un fantastico sondaggio secondo cui tantissimi elettori di IDV e della Lega starebbero passando al M5S, ma a quasi nessun elettore piddino verrebbe mai tale infausta idea. Ma che caso!

Alla fine è il nostro momento: arriva Formigli e chiede a Federica cosa pensi di Civati, e perché Grillo non venga mai in studio a rispondere alle domande. Sono domande in cui puoi solo perdere, perché se attacchi Civati fai la figura dell’invasato (e non a caso sopra compare un titoletto “Grillo contro tutti”) e se non lo attacchi gli dai ragione. Federica comunque è brava, spiega che Beppe è solo un megafono, parla di come lavoriamo. Poi tocca a me, arriva la domanda precotta: “cosa pensi di Monti, ma voi volete il fallimento?”. E io – oltre che ovviamente un po’ teso – sono incazzato, molto incazzato per tutto questo, talmente incazzato che mi alzo, mi danno il microfono e mi tremano le mani.

E sono i miei cinquanta secondi che vedete nel video, e mi esce non solo quello che ho pensato di dire, cercando di essere efficace, ma tutta l’incazzatura, fin che ho fiato per gridare. Alla fine va benissimo: viene giù lo studio dagli applausi, nonostante il teorico divieto, perché ho detto quello che pensavano tutti e tutti volevano sentir dire da un’ora.

Il conduttore mi dice di tenere il microfono, si allontana; poco dopo, non inquadrato, mi fa segno di restare in piedi. Sembra proprio che mi voglia far parlare ancora, dice agli ospiti di farmi una domanda. Io mi preparo, spero di poter fare qualche proposta concreta per recuperare soldi, il taglio alle spese militari, il Tav, i costi della politica.

E poi, però, la trasmissione prende altre strade, e dopo qualche minuto esce da un angolo l’assistente e mi fa cenno di sedere. Fanno parlare per dieci minuti la ex fidanzata del Trota (chissà se l’hanno pagata), evidentemente è più importante che sentire cosa ha da dire il Movimento 5 Stelle, fatto salvo far ripetere a Civati più volte che ci rifiutiamo di interloquire. Il resto è onestamente noioso, non so come facciate voi a guardare questi programmi, io non li guardo più da anni. Alla fine quasi ci addormentiamo, il pubblico brontola e vuol solo andare a casa.

Finito lo spettacolo, saluto Formigli e gli dico: “questa volta bene, ma la prossima volta vogliamo uno di noi lì”, indicando le poltrone degli ospiti. Lui abbozza, non so se potrà mai accadere. Usciamo con Gomez, persona che stimo moltissimo, che non ha ben capito cosa gli ha detto Beppe su “non si capisce chi sia il direttore del Fatto” (glielo spiego: vuol dire che al Fatto ci sono persone come lui che ci difendono, ma anche persone che appena possibile ci attaccano in modo strumentale).

Partiamo all’una di notte per un triste e consunto albergone della periferia romana, salvo sosta in un pub per poter mangiare qualcosa. Dormo cinque ore, sveglia alle sette, corsa a Fiumicino nel traffico impazzito, aereo, corsa in ufficio, per poter partecipare alla prima commissione della giornata – perché va bene promuovere il Movimento, ma mi avete eletto per lavorare in Comune e non per andare in televisione.

Stasera organizziamo un incontro sulle privatizzazioni, ma domani mattina sarò ancora in TV, dalle 7:50 alle 9:45 sempre su La7 a Omnibus, dove credo che ci sarà più spazio per parlare di quello che vogliamo fare. Ma ve lo saprò dire solo dopo aver partecipato.

[tags]televisione, la7, piazzapulita, roma, movimento 5 stelle[/tags]

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martedì 20 Marzo 2012, 11:21

La festa dell’1%

Essendo una persona curiosa, quando come consigliere comunale ho ricevuto l’invito per le celebrazioni ufficiali della Festa dell’Unità d’Italia al Teatro Regio, alla presenza di Monti, ci ho pensato un po’ e ho accettato. A parte la speranza (ma sapevo che sarebbe stato impossibile) di poter consegnare un libretto al Presidente del Consiglio, non ero mai stato ad un evento del genere e volevo proprio vedere in cosa consistesse questa celebrazione dell’unità patria.

Ho girato col cellulare il video che vedete e l’ho uploadato in diretta, quando, dopo che ci avevano fatto sedere tutti, Monti è entrato per ultimo in sala, accompagnato da Fassino e da un lungo codazzo di dignitari.

In sala, nel teatro addobbato e imbandierato di tricolori, c’era tutta la bella società di Torino – politici, banchieri, industriali, magistrati, artisti, preti, da Marchionne a De Benedetti, da Littizzetto a Christillin, da Nosiglia a Caselli, tutti gli ex sindaci e l’ineffabile Virano – e anche qualcuno da fuori, come il fu Cofferati; c’era il meglio del famoso 1%, ovvero, tolti gli imbucati (la serata era solo ad inviti), alcune centinaia di VIP che, oltre ad abbracciarsi e scambiarsi pacche sulle spalle con i ministri Fornero e Profumo, hanno tributato a Monti una standing ovation.

Peggio ancora all’uscita: ci hanno ordinato al microfono di restare tutti ai nostri posti perché Monti doveva uscire per primo, e anche qui, quando lui si è incamminato con un ritmo da marcia di Guerre Stellari, tutti si sono alzati per applaudire, nemmeno fosse la regina d’Inghilterra; confondendo la celebrazione della patria con la celebrazione dell’attuale capo della patria.

Mi ha colpito soprattutto l’enorme contrasto con ciò che accadeva fuori. Piazza Castello era diventata una zona di interposizione militare; una spettrale e deserta zona rossa che comprendeva Palazzo Madama, i Giardini Reali, i portici e le vie che immettono sulla piazza, controllata da decine di camionette e centinaia di poliziotti schierati.

Tutto questo serviva a controllare una eventuale protesta del residuo 99% del Paese, che si è verificata peraltro in maniera misurata, con alcune centinaia di manifestanti, qualche spintone e il solito show del grande Turi. In compenso, tutta la città è stata bloccata, con poliziotti che ti intimavano, in un italiano esotico e poco comprensibile, di andare di qua anche se dovevi andare di là, anche se magari avevi parcheggiato dall’altro lato del bunker o dovevi soltanto salutare qualcuno.

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E’ stata la dimostrazione palese dell’esistenza di due Italie, i potenti e tutti gli altri, militarmente separati. Ma ho infine capito in cosa consista la celebrazione della patria: vuol dire mettere le bandiere al teatro e riempirlo di gente elegante che si conosce tutta, mentre fuori è pieno di polizia per tenere lontani gli italiani.

[tags]monti, torino, unità d’italia, festeggiamenti, polizia[/tags]

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sabato 4 Febbraio 2012, 11:43

Nevica, governo tecnico

Quella del titolo è la battuta della settimana, che ovviamente a Palazzo Civico è stata molto movimentata; con tanto di due o tre commissioni andate buche per sparizione degli assessori, che Fassino ha mandato a sorvegliare lo spalamento neve in giro per la città, uno per Circoscrizione – per dire quanto erano disperati.

Decine di migliaia di torinesi sono infuriati per come è stata gestita l’emergenza neve; basta girare Facebook e forum per leggere tonnellate di insulti al sindaco. La macchina comunale ha retto fino a lunedì, ma tra martedì sera e giovedì mattina c’è stato un vero tracollo, con strade impercorribili, piccole Siberie in ogni periferia, ingorghi e incidenti ovunque, mezzi pubblici fantasma e ogni genere di problema (più sotto troverete una piccola rassegna di mie fotografie). Lega e PDL ci hanno marciato in ogni modo possibile; noi abbiamo scelto una linea diversa.

Invece di fare polemica, infatti, credo che sia utile individuare alcuni aspetti specifici che hanno funzionato particolarmente male, e con calma, nei prossimi giorni, segnalarli e pretendere che vengano affrontati per la prossima volta. Io comincio a elencarne alcuni: l’elevata quantità di condomini che non provvedono a pulire il proprio marciapiede, apparentemente senza che vi siano effettivi controlli; l’incomprensibile balletto di chiudo-apro-no,chiudo-no,apro le scuole, perdipiù senza coordinamento con i Comuni vicini; l’esistenza di terre di nessuno che non si sa chi deve pulire; la mancanza totale di pulizia delle piste ciclabili; l’indisponibilità di mezzi pubblici aggiuntivi da mandare in giro quando il traffico rallenta, per ridurre i tempi d’attesa che altrimenti salgono; la mancata pulizia dei parcheggi all’aperto; e l’incomprensibile scelta di sospendere la ZTL quando invece si doveva cercare di ridurre il numero di auto in giro (ma a Torino, si sa, qualsiasi scusa è buona per sospendere la ZTL). Allungate pure l’elenco.

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Mercoledì sera, stazione Re Umberto della metro: per arrivare lì dal Municipio ho impiegato oltre mezz’ora, dato che in via Milano secondo il pannello 5T non transitava niente (forse un 4 dopo venti minuti) e che ho atteso quasi venti minuti al gelo nella centralissima via Pietro Micca senza che passasse nemmeno un mezzo di nemmeno una linea in nessuna delle due direzioni; ho poi corso per prendere in via Arsenale un 15 visto apparire all’orizzonte. Finalmente giungo alla metro e trovo i tornelli aperti, e penso: guarda che sveglio l’assessore Lubatti, ha reso gratuita la metro perché è l’unico mezzo che gira. Invece no, i tornelli erano proprio rotti e spalancati per il freddo (secondo il giornale, sono poi andati col phon a scongelarli).

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Mercoledì sera, stazione Re Umberto (lato sud): questa scala mobile è rotta da tre mesi (io ho già fatto tre interpellanze in sette mesi sui malfunzionamenti della metro, l’ultima una decina di giorni fa). Certo che se devono subire pure cinque centimetri di neve, c’è da chiedersi come facciano ad aver mai funzionato; la Città da anni deve tirar fuori i soldi per realizzare la copertura delle uscite, ma preferisce buttarli in manutenzione straordinaria.

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Mercoledì sera: il primo tratto pulito è quello del mio condominio, quello successivo, davanti al giardinetto, è del Comune; la foto si commenta da sola. I primi pulitori comunali sono arrivati lì stamattina (sabato).

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Giovedì mattina, piazza XVIII Dicembre: una folla attende mezzi pubblici che sono una rarità (matematicamente, se aumenta il tempo di percorrenza e i mezzi in servizio sono sempre gli stessi, aumenta proporzionalmente il tempo di attesa).

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Giovedì mattina, via Pietro Micca: se sono così le strade più centrali, figuriamoci la periferia.

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Giovedì mattina, capolinea del 29 in piazza Solferino: la fermata chiaramente non è mai stata pulita da quando, cinque giorni prima, ha iniziato a nevicare.

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Venerdì mattina, corso Re Umberto: questa sarebbe una pista ciclabile che è anche il percorso pedonale di accesso alla fermata (geniale anche senza neve). Nonostante abbia smesso di nevicare da ventiquattr’ore, pare proprio che non sia passato nessuno a pulire.

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Venerdì mattina, pista ciclabile di via Bertola, il principale accesso ciclabile al centro da ovest. Mai pulita, il sentiero che vedete è stato conquistato dai pedoni. Su un forum però (non scherzo!) ho trovato uno che ringrazia il Comune, è un praticante di mountain bike e ha usato la pista per allenarsi al fuoristrada invernale…

[tags]neve, pulizia, viabilità, trasporti, gtt, torino, fassino[/tags]

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venerdì 4 Novembre 2011, 17:50

Dormo in Municipio

Dopo la nostra infruttuosa battaglia per vincolare il gettone di presenza all’effettiva presenza per tutta o quasi la durata della riunione, ho voluto dedicare un po’ di tempo a sfruttare gli strumenti di statistica presenti sul sito del Consiglio Comunale per tirare un po’ le somme della partecipazione dei consiglieri, dopo tre mesi di lavoro praticamente pieni (luglio, settembre e ottobre) più un pezzetto di giugno.

Le statistiche qui sotto esprimono il totale di partecipazione di ogni consigliere alle sedute (consiglio, commissioni e capigruppo), nonché la durata totale delle sedute stesse, e poi la partecipazione ai soli consigli comunali; in questo caso, è disponibile anche la percentuale di votazioni a cui si è partecipato, che è un indicatore di massima di quanto si è rimasti effettivamente presenti e attivi in aula, e dunque ho calcolato un parametro di “presenze equivalenti” pari al prodotto dei due indicatori (10 presenze per 50% delle votazioni = 5 presenze equivalenti).

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Cosa possiamo concludere? Intanto bisogna dire che la partecipazione quantitativa non è da sola un indice di diligenza, in quanto ogni consigliere è assegnato a commissioni diverse; la differenza (ridotta) tra me e Chiara non è dovuta a un suo minore impegno (anzi) ma solo al fatto che le commissioni che lei segue si riuniscono un po’ meno spesso delle mie. I consiglieri del PD hanno mediamente meno presenze perché, essendo un gruppo molto grosso, ognuno di loro segue poche commissioni; il sindaco e il presidente del consiglio comunale per regolamento non partecipano alle commissioni. Inoltre, la partecipazione alle sedute è solo una delle attività del consigliere, e infatti prossimamente vorrei fare altri conti sul numero di atti presentati (Chiara ne ha sicuramente più di me).

L’altra nota, però, è che l’affidabilità di questi dati è relativa. Se penso ai consiglieri più attivi in base alla partecipazione effettiva e ai contributi alla discussione, certamente la maggior parte di loro stanno nella parte alta della tabella, ma ce ne sono alcuni che stanno a metà; e invece ci sono alcuni che risultano in alto ma che poi in realtà fanno tappezzeria o quasi. Anche il totale orario può essere fittizio, perché (grazie alla decisione di non controllare l’effettiva permanenza in sala) l’intera durata della seduta viene attribuita sia a chi è effettivamente rimasto dall’inizio alla fine, sia a chi viene, firma e dopo mezz’oretta va via. E poi, naturalmente, conta soprattutto la qualità degli interventi e degli atti, e questa non sarà mai misurabile con alcun parametro quantitativo.

Insomma, secondo me questi dati possono essere utili per sapere, a grandi linee, se il vostro rappresentante preferito è sempre in Comune oppure se non viene quasi mai (un nome su tutti: Michele Coppola). Ma non sono né precisi né oggettivi fino all’ultima virgola, e dunque non prendete questa tabella come una classifica.

Ciò detto, il fatto che il Movimento 5 Stelle sia nettamente il primo per media di presenze non può che far piacere e testimoniare l’impegno che ci mettiamo: ormai mi chiedono se dormo in Municipio!

[tags]comune, torino, consiglio comunale, presenze, eletti[/tags]

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domenica 23 Ottobre 2011, 23:11

Una risata seppellirà il Tav

Si erano proprio sbizzarriti, i politici torinesi, nell’associare il movimento No Tav alle violenze di Roma, nel descrivere uno scenario in cui centinaia di violenti d’Italia e d’Europa si sarebbero radunati a Giaglione per la manifestazione di oggi. Cota: “Abbiamo ragione di ritenere che ci sia una strategia per ripetere la violenza che abbiamo visto a Roma”. Fassino: “Il prefetto faccia luce sui black bloc in valle, le violenze di Roma siano un monito per tutti”. Saitta: “Il movimento No Tav annuncia di fare azioni eversive”. Idem i giornali, a partire da Repubblica: “I No Tav violenti pronti alla lotta”.

Tutto questo era sfociato in un imponente schieramento di 1700 agenti (pagati da tutti noi) e in una assurda ordinanza del questore che vietava di fatto il corteo: prevedeva “il divieto di accesso a tutti i sentieri… che conducano all’area di cantiere” e “divieti di transito ed accesso nelle strade comunali di Giaglione per Frazione San Rocco e Frazione San Giovanni”, quelle che portano a Chiomonte, con tanto di sparata: “le aree oggetto di divieto saranno comunque precluse da sbarramenti invalicabili”.

Oggi, il movimento No Tav non ha solo battuto lo Stato: l’ha reso ridicolo. Ha svilito politici e giornalisti, perché diecimila persone a volto scoperto sono sfilate per valli e sentieri, si sono schierate a due metri dal cantiere, hanno attraversato interi schieramenti di poliziotti senza che volasse in aria nemmeno una castagna – altro che black bloc e violenze.

E ha svilito i tutori dell’ordine: diecimila persone hanno imboccato tranquillamente la strada di San Giovanni, fregandosene del questore. Hanno attraversato la frazione, preso i sentieri vietati, tagliato la prima rete di recinzione, con la semplice forza del numero. Hanno aggirato il secondo sbarramento prendendo i sentieri, chi sotto verso il fiume, chi sopra verso la montagna.

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A quel punto (13:05) la Digos ha detto ai giornali che il primo “sbarramento invalicabile” non era poi così importante, era “simbolico”, ma il terzo sbarramento, il ponticello sul rio Clarea, era insuperabile: “Il limite è inviolabile, chi tenterà di superarlo sarà denunciato”. Non hanno fatto nemmeno in tempo a dirlo e hanno scoperto che il corteo era già alle loro spalle, attraversando il rio presso uno dei tanti guadi. Si sono dovuti arrendere; mezz’ora dopo migliaia di persone erano davanti e dentro la storica baita “abusiva”, tre chilometri dentro la zona rossa e dentro l’area ufficiale del cantiere, dove hanno allegramente organizzato una grande polentata.

La polizia ha chinato la testa e ha addirittura rimosso i suoi stessi sbarramenti, permettendo il deflusso dei manifestanti per la via maestra; una marea umana ha sciamato sul ponte del Clarea in mezzo a uno schieramento di poliziotti scornati, a cui peraltro va la mia solidarietà, perché la figuraccia è solo la conseguenza delle scelte insensate dei loro capi e dei politici.

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Il movimento No Tav ha dato una grande prova all’Italia: con la disobbedienza civile, nonviolenta e determinata di migliaia di persone unite, anche le barriere militari diventano inefficaci. Ora gli uomini dello Stato dicono che i divieti da loro imposti erano simbolici, che in fondo non è stata violata l’ultima recinzione interna del “cantiere” (che, ricordiamo, è solo un piazzale pieno di camionette, perché non c’è traccia di lavori in corso, e peraltro occupa terreni privati mai espropriati ma occupati grazie a una ordinanza “di emergenza” che si trascina da mesi), che se non è successo niente è merito di politici e questure (dopo che hanno soffiato sul fuoco per una settimana).

Così facendo, si rendono sempre meno credibili, da soli. Se sapremo mantenere questa via, presto lo Stato saremo di nuovo e davvero noi; e una risata seppellirà il Tav.

[tags]no tav, chiomonte, giaglione, manifestazione, polizia, fassino, cota[/tags]

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domenica 2 Ottobre 2011, 23:17

La settimana del consigliere

È domenica sera e mi devo scusare, perché è una settimana che non scrivo più niente… e non è che non sia successo nulla in Consiglio Comunale, anzi: è stata una settimana davvero intensa e per questo non ho avuto il tempo di scrivere. Quel che posso raccomandare è di seguire la mia bacheca Facebook, e so perfettamente che Facebook non è uno strumento ideale, che non garantisce la privacy, che non tutti lo vogliono usare, ma al momento è l’unico strumento abbastanza flessibile per raccontarvi in tempo reale cosa succede dentro le istituzioni e chiedere il vostro parere.

Sto pensando ad esempio se cominciare a fare dei video settimanali, come fanno già i consiglieri regionali; può essere un buon metodo per raccontarvi le cose più velocemente… potrei farli il venerdì pomeriggio, se non fosse che il venerdì pomeriggio è uno dei pochi “buchi” in cui ho il tempo di ricevere i cittadini che chiedono un incontro e questo venerdì sono uscito dal Municipio alle 19:30 – e vi garantisco che il venerdì pomeriggio alle 19:30 il Municipio, come molti uffici pubblici, è deserto come un deserto, a quell’ora in genere ci siamo solo più io e Fassino (che ha tanti difetti ma è uno sgobbone) e io mi faccio anche il giro a spegnere le luci nei corridoi, dato che gli uscieri sono a casa da tre ore.

Questa settimana dunque sono successe varie cose; c’è stato un consiglio comunale straordinario, mercoledì pomeriggio, che è stata una delle esperienze più indegne della mia giovane vita politica, in quanto si discuteva del nulla e si perdevano le ore tra giochini procedurali da bambini (tipo aspettare che uno della maggioranza andasse in bagno e poi chiedere la verifica del numero legale) e discorsi retorici sulla situazione dell’Italia, che per il PDL è colpa del comunismo, per Fassino è colpa di Berlusconi, e poi via a citare Cota, Bresso e insomma nessuno che parlasse della delibera in oggetto e di come salvare le casse della Città; solo una gara di scaricabarile. Alla fine volevano tirarla in lungo fino a riconvocare un altro consiglio comunale alle 21, con conseguenti spese di burocrazia, personale, energia eccetera, e lì abbiamo detto basta, piuttosto garantiamo noi il numero legale – visto che nella maggioranza molti hanno l’abitudine di andare al bar o chissà dove e poi correre di corsa in aula quando li chiamano per votare – ma chiudiamo qui la vicenda.

Tra le faccende della settimana, oltre all’infinita vicenda CSEA, segnalo l’imminente concessione ai privati della casa di cura Buon Riposo, per un prezzo che io trovo davvero stracciato; la nostra interpellanza sull’inquinamento da cromo esavalente a Parco Dora, una delle tante battaglie che portiamo avanti; il fatto che abbiamo finalmente ottenuto, a forza di insistere, che la commissione competente si occupi del caso del signore che da due settimane presidia il Municipio e che abbiamo intervistato la settimana scorsa; una interessante visita all’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, che si fa carico della crescente povertà cittadina in sinergia col Comune; e la presentazione del progetto Torino Smart City, che è stata piuttosto deludente perché si è limitata agli aspetti di riqualificazione energetica degli edifici, mentre il concetto di smart city è molto più ampio. Ognuna di queste cose meriterebbe un post approfondito e una discussione dedicata, ma dove trovo il tempo? Già così, devo scrivere le interpellanze e le interrogazioni il sabato pomeriggio…

Mi spiace, però, perché molto del lavoro che facciamo io e Chiara non appare perché non abbiamo il tempo di raccontarlo; vedremo di inventarci qualcosa.
[tags]torino, movimento 5 stelle, consiglio comunale[/tags]

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mercoledì 17 Agosto 2011, 07:33

Assenza

Alla fine, di questo viaggio, non sono riuscito a scrivere niente; peraltro, come ho verificato riconsegnando la macchina stasera, abbiamo percorso 6830 chilometri in 19 giorni, mediamente con una decina di ore d’auto al giorno. D’altra parte, se vacanza dev’essere vacanza sia, e avevo davvero bisogno di stare un po’ dall’altra parte del mondo… ma non temete, domenica sono di nuovo a Torino e si ritorna alle questioni di casa nostra.

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martedì 26 Luglio 2011, 12:07

Buone vacanze

Vi scrivo queste righe dall’aeroporto di Malpensa, in attesa di imbarcarmi per gli Stati Uniti dove quest’anno trascorrerò le vacanze (sperando che non facciano bancarotta nel frattempo). Ieri si è svolto l’ultimo consiglio comunale della stagione, e resterebbero solo un paio di giorni di commissioni; alcune sono gite o sedute riempitivo pro gettone, tranquillamente evitabili (è stata convocata una intera commissione per discutere di una multa data alla Croce Verde…), mentre alle riunioni significative mi sostituirà Chiara, che ringrazio (a buon rendere).

La mia compagna è già là, per lavoro, da tre settimane; io mi sono fatto attendere per non mancare nemmeno ad un consiglio comunale e non perdere nessuna seduta in cui non potessi essere sostituito. Faremo un giro per i fatti nostri attraverso l’Ovest degli Stati Uniti, con una puntata finale in Canada; sarà una dura lotta finanziaria tra un Paese che dopo 250 anni ancora non ha capito che si possono fare le banconote di colori diversi per renderle più distinguibili, e un Paese che sulle banconote piazza le immagini di gente che gioca a hockey.

Non so se anche quest’anno, come già in passato, vi posterò i miei racconti di viaggio. Sono sempre stati molto apprezzati, ma temo che in quest’anno di ristrettezze qualcuno potrebbe esserne infastidito: mi rendo conto che molti non possono permettersi nemmeno una settimana al mare e non vorrei risultare inopportuno (d’altra parte, il viaggio è interamente pagato da me, con i miei risparmi guadagnati nel lavoro di tanti anni, e non certo con il compenso di consigliere). Vedremo, accetto consigli.

Nel frattempo, vorrei comunque augurare buone vacanze a tutti, a chi andrà lontano e a chi resterà in città.

Buone vacanze innanzi tutto a tutti i miei lettori e a tutti i nostri elettori; la cosa più gratificante di questa esperienza sono le persone che ti fermano per strada, ti ringraziano e ti incoraggiano. Mi spiace se non riusciamo a far fronte a tutte le richieste e se per forza di cose non abbiamo la possibilità di realizzare il nostro programma se non in piccola parte, ma ce la mettiamo tutta; a forza di fare proposte intelligenti, non di rado alcune vengono accolte.

Buone vacanze al sindaco Fassino, che si goda i 30.000 euro extra che ha guadagnato dimettendosi dal Parlamento la settimana scorsa anziché subito dopo le elezioni, che ritrovi il cellulare abbandonato ieri sul banco e che si rilassi invece di prendersela con la sua stessa maggioranza.

Buone vacanze al consigliere Bono e al suo staff, sperando che ritrovino la calma e il mio numero di telefono, così potremo ricominciare ad avere relazioni che vadano oltre lo scazzo su Facebook.

Buone vacanze anche al resto degli eletti del Movimento, a quelli che hanno capito e a quelli che non hanno capito il non-Statuto; siamo in piena adolescenza e il prossimo autunno sarà determinante per capire chi siamo, dove andiamo e se il Movimento avrà una vita che valga la pena vivere.

Buone vacanze a tutti i miei amici, che troppo spesso sono rimasti sacrificati per via di una pletora di impegni pubblici… i lavori vanno e vengono ma le amicizie vere durano comunque.

E buona estate a tutti quelli che resistono senza staccare nemmeno un minuto, che siano a Chiomonte o in un posto di lavoro precario o magari catturati da una malattia o da un momento difficile: comunque sia, prima o poi le cose girano per tutti, nel bene e nel male. Nel frattempo, vediamo di prendere la vita con la necessaria leggerezza, e di godere di tutto quel che comunque abbiamo, sapendo che la felicità è accorgersi che sono molto poche le cose di cui abbiamo veramente bisogno.

[tags]vacanze, viaggi[/tags]

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sabato 23 Luglio 2011, 12:38

La schizofrenia dei compensi dei politici

Questa mattina ho avuto tempo di mettermi ad aggiornare il sito del Movimento 5 Stelle Torino, rivedendo un po’ l’home page; e ho potuto inaugurare la sezione destinata alla trasparenza, in cui troverete le informazioni per scrutinare il nostro operato.

Vorrei delucidarvi in breve sulla questione relativa alle nostre presenze e ai conseguenti gettoni di presenza, che – come già spiegato – determinano il nostro stipendio; perché non è così semplice come sembra.

Se confrontate le nostre buste paga con l’elenco delle nostre presenze (potete estrarlo anche voi da questa pagina), noterete che le presenze effettive sono superiori a quelle elencate nelle buste paga. Questo accade perché non tutte le riunioni sono retribuite; in particolare, non sono retribuite le riunioni della conferenza dei capigruppo, che cubano tranquillamente sei-otto ore a settimana, e che – a parte le prime due di giugno, prima della costituzione formale del gruppo consiliare – riguardano solo il capogruppo cioé io.

Inoltre, non sono retribuite le occasioni in cui, per nostro interesse, partecipiamo a una riunione di una commissione di cui non facciamo parte; per esempio, io qualche giorno fa ho partecipato alla riunione di prima commissione a cui si parlava di innovazione e agenda digitale, e per quella non sarò retribuito.

Sono invece retribuite le riunioni in cui ci facciamo sostituire formalmente; mentre in consiglio comunale non sono ammesse deleghe e dunque dobbiamo essere sempre presenti entrambi, io e Chiara possiamo gestirci i nostri impegni in commissione sostituendoci tra noi in caso di necessità.

Ricordo infine che esiste comunque un tetto massimo di tre riunioni retribuite al giorno e di 19 riunioni retribuite al mese, che tipicamente noi raggiungiamo già dopo le prime due o tre settimane. Tutto il resto diventa automaticamente non retribuito (potete capire quali sono le riunioni retribuite, a fine mese, guardando quelle che nell’elenco del Comune riportano la lettera L).

Alla fine, questo sistema porta a risultati abbastanza schizofrenici, a meno che non si raggiunga il tetto massimo e finito lì. Vi potreste chiedere ad esempio come mai Chiara a giugno ha guadagnato 604,25 euro lordi, e io invece solo 483,40. Vuol dire che Vittorio ha lavorato di meno? In realtà, se prendete le presenze, scoprirete che per certi versi io ho lavorato di più, partecipando a due conferenze capigruppo durate una tre ore e l’altra due ore e mezza.

Tuttavia, quelle non sono riunioni retribuite, mentre sono retribuite le riunioni iniziali delle commissioni, convocate per l’elezione del presidente; sono riunioni di dieci minuti, anche se sul verbale risultano di 30-45 minuti perché viene riportata l’ora di fine effettiva, ma l’ora di inizio teorica come da convocazione. La logica di questa scelta è che chi è puntuale è comunque lì da quell’ora, anche se la riunione inizia spesso con 20-25 minuti di ritardo. In pratica, io arrivo sempre alle commissioni con dieci minuti di ritardo, correndo e pensando che mi stiano aspettando, e trovo praticamente sempre la sala semivuota, con un paio di persone al massimo.

Dunque, le otto commissioni hanno fatto la loro prima riunione tra fine giugno e inizio luglio; il caso ha voluto che delle quattro di Chiara ne venissero convocate tre il 30/6 e una il 4/7, mentre le mie sono state divise due e due. Per questo motivo, a giugno Chiara ha una riunione retribuita in più di me, e dunque guadagna 120 euro (un gettone) in più di me. Poco male direte voi, Vittorio recupererà a luglio? No, perché a luglio comunque supereremo entrambi il tetto di 19 sedute, e dunque la seduta in più non sarà retribuita.

Non mi strappo i capelli per 120 euro, ma vi ho fatto questo raccontino per farvi capire la totale schizofrenia in una materia che a noi sta molto cara, quella della corretta compensazione dei politici per le loro attività. Peraltro, oltre alle sedute, noi dobbiamo dedicare una grande quantità di tempo (che nessuno può misurare o controllare) a tutto il resto, cioè a studiare le questioni, documentarci, scrivere e protocollare mozioni e interpellanze, partecipare a riunioni e incontri con cittadini e comitati, e raccontarvi le cose su Internet. Per certi versi sarebbe più corretto avere uno stipendio fisso, ma per altri, visto che comunque ci sono consiglieri che lavorano decisamente meno di noi, un compenso legato all’effettivo impegno è necessario.

D’altra parte anche il conteggio delle presenze è bugiardo, dato che un consiglio comunale di sei ore con decine di questioni e una commissione di mezz’ora di chiacchiericcio (in qualche caso ottenuta spezzando in tre sedute un argomento da un’ora e mezza, moltiplicando i gettoni) sono retribuiti allo stesso modo; e dato che basta farsi vedere in commissione per risultare presenti per tutta la sua durata, anche se magari si va via dopo dieci minuti.

Noi abbiamo presentato una mozione per introdurre la doppia firma e controllare almeno che le persone stiano alle commissioni per tutta la loro durata o quasi, visto appunto che alcuni vengono, ascoltano la prima mezz’ora e vanno via. D’altra parte mi è già capitato un paio di volte di avere due commissioni in contemporanea, dunque mi vedrete risultare assente per forza… Insomma, la questione non è così facile da affrontare come sembra!

[tags]politica, stipendi, casta, movimento 5 stelle, comune, torino[/tags]

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