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Archivio per il mese di Giugno 2006


giovedì 22 Giugno 2006, 02:38

Dieci giorni di Toro in A

Sono appena tornato dalla cena sociale di fine stagione dei Geneticamente Granata, che è stata una occasione per festeggiare e chiudere l’anno calcistico in bellezza.

Prima di raccontare la serata, però, le notizie: in questi pochi giorni il Toro ha cambiato direttore sportivo, sostituendo Fabrizio Salvatori con Doriano Tosi, ex Modena e Brescello dei miracoli; ha comperato definitivamente Elvis Abbruscato, pagando la seconda rata di 3.5 ME (0.8 ME erano stati pagati a gennaio); ha riscattato dal Parma l’altra metà di Rosina, per una cifra di poco sotto al milione di euro (certo, la prima metà era costata un anno fa 400.000 euro, ma la richiesta iniziale del Parma per la seconda era stata di 1.6 ME); e domani si apriranno le buste per Lazetic e Stellone, cercando di capire se il Toro avrà offerto più di Livorno e Genoa.

L’altra notizia è che sono venuto in possesso di una delle prime copie del DVD “ufficiale” di Toro-Mantova, realizzato dal generoso forumista Blackpanther; è veramente un bel lavoro, che contiene tutta la partita e i festeggiamenti (registrati da Sportitalia) più alcuni filmati inediti realizzati dai tifosi sugli spalti. In uno di questi siamo inquadrati noi della Primavera mentre pestiamo sui tamburi… Se lo volete, andate sull’apposito thread di Toronews, cercate “Torino Mantova” sul mulo, oppure fatevi sentire in privato.

E la cena? Oltre a ricevere in dono da Luk una splendida foto della nostra balconata fatta dal campo (la vedete più sotto), che include il me medesimo che saluta in mezzo ai due aste, è stata una piacevole occasione per una mangiata in buona e abbondante compagnia, circondato da splendide ragazze e da simpatici giovinotti (anche se, diciamocelo, nessuno gentile e raffinato come me). Il ristorante La Gaia Scienza, in cui non entravo dalla quinta liceo, si è dimostrato anche meglio del previsto, rimpinzandoci di roba buona per venticinque euro, e offrendoci anche lo spumante a fine serata. Abbiamo anche ricevuto il saluto delle autorità granatologhe, nella persona dell’esimio Carlo Testa. E insomma, è stato bello, anche perchè è un gruppo di persone diversissime che fino a sei mesi fa nemmeno si conoscevano, e che si è creato grazie al Toro e alla pratica dello stadio.

Ma la cosa più interessante è stata che a mezzanotte e mezza, usciti dal locale, abbiamo deciso che non potevamo non andare a Superga. Ebbene, la lapide di notte è una esperienza ancora diversa; sia il percorso che lo spiazzo sono completamente bui, e arrivarci è una ricerca quasi a tentoni, circondati solo dal vento, dal silenzio, e dalle luci lontane dei paesi della collina. Ma quando ci arrivi, la pila strabordante di sciarpe, di fiori, di disegni, di messaggi, di biglietti di Toro-Mantova ammonticchiati sotto un sasso, intravista al chiaro di luna, è ancora più impressionante.

E’ proprio tipicamente torinese, il fatto che una delle cose più care e preziose ai cuori di questa città si trovi sul retro, non illuminata, non indicata, che se non sai dov’è non la troverai mai; i turisti e persino molti locali potrebbero andare dieci o venti volte a visitare la Basilica di Superga, senza mai scoprire la lapide del Grande Torino. Eppure, è un luogo dell’anima buono per le varie stagioni della vita, diverso a seconda del tempo e degli occhi che lo guardano. E’ un flusso di scambi e fratellanze tra persone che nemmeno si conoscono, dove ritrovi piantata lì una delle bandierine granata della Maratona, e chissà se è proprio quella che, due settimane fa, tu stesso hai montato in un’oretta fugace di un sabato pomeriggio, una goccia in un lavoro ciclopico di decine di volontari, e poi l’hai lasciata andare ed è passata di mano in mano, in modi imprevisti ma sempre sorridenti, gioiosi, fino a ritrovarla lì, al centro della gravità granata.

E’, insomma, uno dei cuori misconosciuti di Torino.

Toro - Mantova: i Geneticamente Granata in curva Primavera
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mercoledì 21 Giugno 2006, 19:30

Le directory di Firefox

Forse non tutti sanno che le preferenze di Firefox vengono memorizzate in una directory per ciascuno dei profili utente che avete definito (tipicamente uno solo); in questa directory si trovano file come cookies.txt, contenente l’archivio dei cookie non temporanei, e bookmarks.html, contenente i segnalibri. Tutto ciò è molto comodo per farne dei backup al volo, o per pacioccarli direttamente in casi estremi, come ho fatto io per portarmi dall’ufficio al portatile i dati che un sito teneva salvati in un cookie permanente.

Questa directory si trova in un posto diverso a seconda del sistema operativo. Sotto Mac OS X, sta, partendo dalla vostra home (/Users/nomeutente/), in Library/Application Support/Firefox/Profiles/codiceprofilo/ . Sotto Linux, sta nella vostra home (/home/nomeutente/), in .mozilla/firefox/codiceprofilo/; sotto Windows, sta dentro C:\Documents and Settings\nomeutente\Application Data\Mozilla\Firefox\Profiles\codiceprofilo\ . Occhio che con i sistemi operativi da utonto alcuni di questi nomi di directory potrebbero essere tradotti… ad esempio Dati Applicazioni invece di Application Data per Windows.

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mercoledì 21 Giugno 2006, 01:04

Strane notti

Tornare a casa sazi dopo una cena coi parenti, e smazzare ancora un po’ di computer, e i bollettini dell’ICI per domani. Poi provare ad andare a dormire, col fresco della finestra aperta vanificato dal calore accumulato dalle lenzuola durante il giorno, e trovarsi a guardare la luna e pensare, e chiedersi cosa starà facendo un’altra persona, e chiedersi perchè ce lo si sta chiedendo. Aver bisogno di alzarsi e suonare un po’, invariabilmente le stesse quattro battute delle stesse quattro canzoni, con una innaturale predilezione per De André. Tornare indietro, accendere il computer, cominciare due mail per due persone diverse, e non spedirne alcuna.

Dev’essere il caldo che cuoce il mio cuore, dorando la torta che esso prepara, in tutta la sua dolcezza; ma anche lievitando l’inevitabile coscienza di come il medesimo fiore che, raccolto, porterebbe gioia e bellezza, lasciato e non consumato imputridisca, e finisca per dare infezione alla sua stessa pianta.

Oppure erano le acciughe al verde.

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martedì 20 Giugno 2006, 19:10

Date

.mau. fa un post sul 6/6/6? Bene, io rilancio e faccio un post sul 20/06/2006. Ah, quante date interessanti, quest’anno! (Soprattutto perchè oggi è il giorno di pagare le tasse, mapporc… aspettatevi un post incacchiato in merito!)

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lunedì 19 Giugno 2006, 21:16

Hero

Ieri in montagna ho inaugurato l’impianto TV satellitare, con il decoder che mi sono portato da casa (sì, funziona). E così, ho colto l’occasione per guardare su Sky Hero, film di Zhang Yimou di cui molti mi avevano parlato bene, ma che non avevo mai avuto occasione di vedere.

Si tratta effettivamente di un gran bel film, sotto vari punti di vista. Racconta, in un intreccio tra storia e Storia, l’unificazione della Cina Originale avvenuta nel terzo secolo avanti Cristo, mediante la conquista da parte del regno di Qin di tutti gli altri regni. Il periodo storico è raccontato però da un punto di vista micropuntuale: un grande eroe ha appena sconfitto tre guerrieri – terroristi, diremmo oggi – che, originari di un regno nemico, hanno più volte cercato di assassinare il re. La stessa storia viene poi raccontata, in modo molto affascinante, in tre o quattro versioni diverse, lasciando lo spettatore a chiedersi quale sia quella vera, per poi avvicinarsi sempre di più alla verità ad ogni iterazione, e tenendo viva la tensione fino alla fine, in attesa di scoprire cosa succederà dei progetti imperialistici del re.

Dal punto di vista estetico, il film è eccezionale; e non parlo tanto dei soliti combattimenti funambolici, che pure lasciano a bocca aperta anche quelli che come me sono amanti del genere, ma proprio delle immagini. Ciascuna versione della storia è caratterizzata da un colore diverso, prima rosso, poi blu, poi bianco, poi verde; e, come tipico delle culture orientali, la tensione e la drammaticità vengono spesso sposate a sequenze ferme o rallentate, specialmente quando si tratta di sconvolgimenti interiori. Persino la drammatica vicenda storica della guerra viene raccontata in una calma e surreale conversazione a due tra il guerriero e il re, che avvolge tutto il film. Gli effetti speciali, dai nugoli di frecce alle gocce d’acqua, sono volutamente eccessivi, ma ugualmente belli da vedere. La meravigliosa natura cinese lo è altrettanto, specie il bosco giallissimo di foglie cadenti o il lago verde e nebbioso su cui si riflettono le montagne.

Dal punto di vista del contenuto, il film offre allo spettatore diversi messaggi, a seconda appunto che si osservi la storia o la Storia.

Sul piano personale, il messaggio del film è che gli uomini sono forti, saggi e nobili d’animo, disposti a sacrificare anche la propria vita per il bene del mondo, mentre le donne sono egoiste, isteriche, violente, irrazionali e fanno del male a tutti coloro che vogliono loro bene, salvo poi piangere disperate subito dopo averlo fatto, perchè non sanno mai cosa vogliono veramente. Probabilmente il regista è un altro del club dei bruciati dall’amore…

Sul piano politico – a parte l’ovvio suggerimento, discendente dal punto precedente, di non includere mai donne in gruppi di attivismo politico o militare e in generale di traghettarle soltanto dalla stanza da letto alla cucina e viceversa – il film si conclude con un certo tono di tronfio nazionalismo cinese, probabilmente obbligato. Credo che dovremo farci i conti per i prossimi cinquant’anni esattamente come abbiamo fatto negli ultimi cinquanta con il nazionalismo americano (ma non temete, i cinesi sono raffinati e Hero è milioni di volte più digeribile, oltre che più bello, di Pearl Harbor o Independence Day). Tuttavia, l’estetica paranazista dell’esercito di Qin, fatta apposta per farvelo odiare fin dal principio, serve a confrontare lo spettatore con la dura realtà: alle volte la guerra è uno strumento necessario per costruire una pace più duratura, e la vittoria definitiva del più forte tra i contendenti è la soluzione che nel medio e lungo termine porta i maggiori benefici alla collettività, più che una pace armata e instabile o la continuazione indefinita della guerra.

Una nota finale riguarda la partecipazione al film di Ziyi Zhang, che è puramente coreografica, oltre che funzionale all’unica, vaghissima scena di sesso del film – e per fortuna che almeno i cinesi non piazzano quelle inguardabili scene di cinque minuti di sesso gratuito solo per fare cassetta. Eppure, dopo La Tigre e il Dragone è chiaro che nessun film cinese mirato al mercato occidentale può fare a meno del nome di Ziyi in cartellone – così come, d’altra parte, non può non schierare Tony Leung se vuol far successo a Hong Kong.

P.S. La sera, invece, ho visto per la prima volta Il Sesto Senso, e devo dire che l’ho trovato eccezionale, molto meglio dei successivi film di Shyamalan, pure carini. Sarà che nei film con bambino intelligente, triste, solitario e abbandonato dal padre mi identifico immediatamente, però mi sono molto commosso.

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lunedì 19 Giugno 2006, 10:00

Bu-Coliche

Ieri pomeriggio ero nella mia casa in montagna in Val d’Aosta, da solo, visto che un po’ di gente ha declinato l’invito. Eppure su era bellissimo, c’era il sole splendente, una brezzolina che permetteva di stare benissimo, una ventina di gradi… Sul giardino di casa mia è cresciuta l’erba, e io mi sono messo fuori con la sdraio e il tavolo, a lavoricchiare con il portatile e a godermi l’arco delle montagne sullo sfondo, salutando i cervi che zampettavano nel bosco a pochi metri da me, ed aspirando l’aria pura e il profumo di legno.

Idilliaco? Certo. Pure troppo: mi sembrava che mancasse qualcosa. Così sono tornato dentro, ho preso il mio Zen, mi sono messo le cuffie, e, tornato fuori, ho sparato su a tutto volume A Piece Of Mind, il disco capolavoro degli Iron Maiden. Ah, così è stato perfetto.

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sabato 17 Giugno 2006, 16:52

Piemontèis, cupio e cortéis

Oggi a Torino si tiene l’annuale sfilata del Gay Pride, e le madame sabaude sono in subbuglio. E’ vero, siamo da sempre una delle città più progressiste ed avanzate d’Italia, ma siamo anche figli dei Savoia (quelli che si sono estinti nel 1946, ci tengo a sottolineare; per quelli di oggi, a Torino, c’è soltanto umana pietà); abitanti di una città comunista ma fiera del proprio sangue di re. Per questo, siamo a favore dei diritti di tutti, purchè si comportino con un po’ di bel deuit; e i carri di carnevale un po’ sguaiati di questa manifestazione provocano istintivo orrore proprio come i tarri con l’orecchino e la Golf nera.

Credo che sia essenzialmente per questo che Sergio Chiamparino, assurto al trono di Torino dopo l’abdicazione degli Agnelli per loro sopraggiunto decesso, si è dissociato in maniera così clamorosa da questa manifestazione; ha concesso lo spazio, ha spedito un assessore, ma ha dichiarato forte e chiaro che lui non ci sarà. Ma non perchè non condivida la lotta per i diritti GLBT; semplicemente, perchè il rosa è un colore che nessuna persona seria si metterebbe addosso per uscire di casa.

Purtroppo, questa ritrosia di pura forma è difficile da capire per chi non è torinese; e così, è montato il caso. La Presidente della Regione Mercedes Bresso ha dichiarato che lei, invece, ci sarà; ed è subito diventata un’eroina. Chiamparino, invece, si è preso i fischi.

Personalmente, trovo il Gay Pride una manifestazione non solo giustissima, ma meravigliosa, piena di gioia di vivere e di amore; quello che di solito manca in quei cupi (cupi stavolta è in italiano, non in piemontese) denigratori del diritto fondamentale di una persona di amare chi desidera, spesso solo per presunte convenienze politiche. Probabilmente, questi pseudopredicatori cattolici alla Buttiglione sono rimasti all’epoca pre-manzoniana; figuriamoci se arrivano al ventunesimo secolo. E quindi ci sarei andato anche se fossi stato in Chiamparino; trovo che abbia perso un’ottima occasione di aumentare la propria statura di leader di centrosinistra moderato, che non vuol certo dire l’allinamento al papato che vanta ad esempio l’insopportabile Rutelli.

Ma non è da oggi, purtroppo, che ai leader dei DS viene difficile dire o fare qualcosa di anche solo vagamente progressista.

P.S. Il fatto che l’unico link che spieghi un po’ il concetto di bel deuit sia sul sito della Padania grida vendetta. Ma quella della retrocessione della lingua piemontese a macchietta alla Macario e insieme a strumento di deliranti lotte politiche è un’altra storia.

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venerdì 16 Giugno 2006, 20:56

[[The Strokes – You Only Live Once]]

E’ tutto il giorno che, dopo averla sentita sulle solite frequenze di Radio Flash, ho in testa questa canzone degli Strokes. Per chi non li conosce, si tratta dei leader indiscussi del nuovo rock elettrico della East Coast americana, fatto di chitarre elettriche come un temporale, suono a bassa fedeltà, e ritmi iperveloci ed ossessivi, sconfinanti nel punk (sì, ci sono anche i testi, ma quelli, a parte l’essere mediamente dark, non sono il fattore più importante).

I due dischi precedenti avevano almeno un singolo tagliente per uno, di quelli che ti entrano in testa con un riff o una melodia e non ne escono per un po’ (Reptilia è ancora uno dei miei pezzi preferiti). Questo ultimo disco (First Impressions Of Earth) spara tre gran pezzi in apertura uno dietro l’altro; se vi piace il rock elettrico, provatelo. Oppure venite sabato 15 luglio alla Pellerina, dove gli Strokes aggratis saranno il piatto forte del Traffic di quest’anno.

Some people think they’re always right
Others are quiet and uptight
Others they seem so very nice nice nice nice (oh-ho)
Inside they might feel sad and wrong (oh no)

Twenty-nine different attributes
Only seven that you like
Twenty ways to see the world (oh-ho)
Twenty ways to start a fight (oh-ho)

Oh don’t don’t don’t get up
I can’t see the sunshine
I’ll be waiting for you, baby
Cause I’m through
Sit me down
Shut me up
I’ll calm down
And I’ll get along with you

Oh men don’t notice what they got
Women think of that a lot
One thousand ways to please your man (oh-ho)
Not even one requires a plan (I know)

Countless odd religions, too
It doesn’t matter which you choose (oh no)
One stubborn way to turn your back (oh-ho)
This I’ve tried and now refuse (oh-ho)

Oh don’t don’t don’t get up
I can’t see the sunshine
I’ll be waiting for you, baby
Cause I’m through
Sit me down
Shut me up
I’ll calm down
And I’ll get along with you
Alright

Shut me up
Shut me up
And I’ll get along with you

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venerdì 16 Giugno 2006, 20:22

Ma non ne ha ancora abbastanza?

So vagamente che tra una decina di giorni c’è un referendum sulla riforma federale della Costituzione approvata a suo tempo dal centrodestra. Non so cosa voterei, perchè non mi sono ancora informato; comunque, vista l’abitudine del governo italiano a sovrapporre le domeniche elettorali ai meeting di ICANN, non voterò nemmeno stavolta.

In compenso, mi sono accorto che il giorno elettorale si sta avvicinando, perchè stasera il TG5, dopo un servizio introduttivo, ha mandato in onda cinque minuti abbondanti di intervista-monologo di Berlusconi, ovviamente a favore del sì.

E, devo dire, ammiro la voglia del Silvio di continuare nei suoi metodi di marketing televisivo pur avendo perso tutto il perdibile o quasi: come se non ne avesse ancora abbastanza.

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mercoledì 14 Giugno 2006, 22:31

Anniversari

Lunedì scorso era il mio secondo anniversario (mio, tra me e me medesimo).

L’ho realizzato soltanto in questo momento. E non credo che sia a causa del Toro.

E’ un’ottima cosa. Posso farmi le felicitazioni da solo?

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